mark rutte campari giuseppe conte

SIAMO UN PAESE COSÌ DISGRAZIATO CHE PER FARE LE RIFORME DOBBIAMO FARCI RICATTARE DAGLI OLANDESI - GLI STATI FRUGALI PRETENDONO RIFORME STRUTTURALI E, COME DAGOANTICIPATO, VOGLIONO GARANZIE SULL'ELIMINAZIONE DI QUOTA 100 E REDDITO DI CITTADINANZA IN CAMBIO DEL RECOVERY FUND…

Elisa Calessi per “Libero quotidiano”

 

MARK RUTTE GIUSEPPE CONTE

Finirà, molto probabilmente, con una fumata nera quello che David Sassoli, presidente del Parlamento Europeo, ha solennemente definito «il D Day dell'Unione europea». Il Consiglio europeo, il primo in presenza, dopo le videoconferenze dovute al Coronavirus, quello chiamato a decidere sul Recovery Fund, il piano di aiuto ai paesi più colpiti dalla pandemia e sul Quadro finanziario pluriennale dell'Ue, rischia di finire con un nulla di fatto. Ieri sera fonti europee riferivano che «l'accordo è ancora lontano».

 

DAVID SASSOLI URSULA VON DER LEYEN

Non si sono accorciate le distanze tra Paesi del Sud (Italia, Francia, Spagna) e cosiddetti paesi "frugali", quelli del Nord (Olanda, Svezia, Danimarca, Austria). Il presidente del Consiglio europeo Charles Michel, ai suoi collaboratori, ha ammesso di non essere particolarmente ottimista sul risultato. E ieri ha parlato di un Recovery Plan da «1.750 mld di euro» e non da 1.824, come era la proposta iniziale.

 

Il disaccordo è su tre punti: l'entità e la distribuzione delle risorse tra contributi a fondo perduti e prestiti, le condizioni per accedere ai fondi, e poi la governance, ossia chi vigila su questo piano. Sul primo punto, i quattro Paesi frugali (Olanda, Svezia, Danimarca e Austria) chiedono che i sussidi a fondo perduto passino dai 500 miliardi della proposta sul tavolo a 400 miliardi.

 

mark rutte giuseppe conte

Altro punto che vede il fronte del Nord contro quello del Sud riguarda le condizioni legate all'accesso ai sussidi o ai prestiti da parte dei Paesi in difficoltà. Secondo i Paesi frugali, i soldi del Recovery Fund non possono essere una cambiale in bianco. Occorre che i Paesi che ricevono sussidi a fondo perduto o prestiti si impegnino in una serie di riforme strutturali. Che il piano delle riforme sia in linea con le raccomandazioni fatte dalla Ue per ciascun Paese, in particolare su quelle «del 2019», e non su quelle più morbide del 2020.

 

L'EQUILIBRIO

In particolare, per quanto riguarda l'Italia, nel mirino ci sono le due riforme cruciali del governo gialloverde: quota 100 e reddito di cittadinanza. Soprattutto per quanto riguarda la prima, il giudizio a Bruxelles è sempre stato a dir poco critico, perché si considera che vada in direzione contraria rispetto alle raccomandazioni dell'Ue sui sistemi pensionistici e che, alla lunga, rischi di far saltare l'equilibrio pensionistico. C'è poi il terzo problema: la governance del Recovery Fund, ossia chi deve guidare il progetto.

DAVID SASSOLI ANGELA MERKEL

 

I Paesi del Nord chiedono che sia il Consiglio europeo, cioè gli Stati nazionali. I Paesi del Sud vogliono sia la Commissione, che sarebbe una guida più neutra. E pare che la Germania, su questo, stia con loro. Per il premier Giuseppe Conte è una prova decisiva. Superato, così così, il dossier Autostrade, portare a casa un buon accordo sul Recovery Fund è cruciale per proseguire la difficile navigazione. Se dovesse farcela, il nodo del Mes, che ancora divide la maggioranza, in qualche modo potrebbe diluirsi. Diversamente, è ovvio che le posizioni rischierebbero di radicalizzarsi: i partiti favorevoli al Mes direbbero che, fallito l'accordo sul Recovery Fund, quei soldi sono ancora più necessari, gli altri, per simmetria, dovrebbero difendere fino alla fine la bandiera del "no".

 

giulia bongiorno claudio durigon matteo salvini massimo caravaglia conferenza stampa quota 100

Ma il problema non sono solo le scosse di un mancato accordo sul fragile equilibrio della maggioranza. Il Conte 2 nasce a Bruxelles. È su una scelta europeista che i due nemici, Pd e M5S, decidono di unirsi per fare muro contro il sovranista Salvini. Se la partita europea più importante per il nostro Paese dovesse fallire, è ovvio che la ragione della nascita del governo ne uscirebbe indebolita. E, probabilmente, anche i suoi sponsor (nazionali e internazionali) si farebbero delle domande.

 

CON MACRON

Ieri sera Conte è arrivato a Bruxelles e ha incontrato il presidente Macron per preparare il Consiglio europeo. «È una partita fondamentale per il futuro dell'Europa e dei nostri cittadini. Dobbiamo approvare al più presto il Recovery Fund e il Quadro Finanziario Pluriennale», ha scritto su Facebook. E rivolto ai capi di Stato li ha invitati a confrontarsi «duramente», a lavorare «meticolosamente sui dettagli», ma senza perdere «di vista la prospettiva e la visione "politica" che guida la nostra azione.

 

reddito di cittadinanza

È il tempo della responsabilità». Christine Lagarde, presidente della Banca Centrale Europea, si è dimostrata prudentemente ottimista: «Diamo per scontato che il Recovery and Resilience Fund arriverà, e che sarà un forte mix di trasferimenti a fondo perduto e prestiti, i primi in misura maggiore», ha detto Lagarde. «La mia sensazione è che un gran numero di leader europei siano consapevoli di quanto è importante non perdere tempo» e che vorranno segnalare agli investitori e al mondo che «ci sarà un accordo ambizioso, veloce e flessibile». Ma anche Lagarde ha avvertito che chi beneficia di questi soldi dovrà impegnarsi in misure strutturali. Leggi: riforme. «Il fondo Rff dovrà essere profondamente ancorato a solide politiche strutturali».

 

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