draghi merkel

FUGA DAI BTP – GLI INVESTITORI STRANIERI VENDONO I TITOLI DI STATO ITALIANO: LA QUOTA DETENUTA ALL’ESTERO È DIMINUITA DI 35 MILIARDI IN DUE MESI – CHI SI COMPRERÀ IL DEBITO ITALIANO A GENNAIO, QUANDO ANCHE LA BCE CHIUDERÀ I RUBINETTI (ANCHE SE REINVESTIRÀ SUI BOND A SCADENZA)?

Davide Colombo per “il Sole 24 Ore”

spread btp bund

 

Per due mesi consecutivi, prima in maggio e poi ancora in giugno, gli investitori stranieri hanno ridotto le loro posizioni sul rischio Italia. A fine giugno, in particolare, i portafogli dei non residenti erano pari 713,9 miliardi, contro i 772,2 di aprile, un calo di 58 miliardi. Il dato comprende non solo i titoli di Stato ma anche i prestiti.

 

Se si guarda solo ai bond pubblici, questi sono scesi da 722,4 miliardi a 664,3 miliardi di euro, dopo la riduzione dai 698,5 miliardi di euro del mese di maggio, quando una forte volatilità e l' allargamento dello spread Btp-Bund hanno cambiato volto ai mercati.

BTP

 

Tenendo conto dello stock complessivo del debito pubblico, pari a 2.341,6 miliardi di euro a giugno, la quota di titoli in mano a investitori esteri è diminuita di circa 35 miliardi rispetto a maggio, ed è ora pari al 28,3% circa. Ieri il differenziale di rendimento sui decennali si è fermato sui 253 punti base, pressoché invariato, con un rendimento del BtP a 10 anni al 2,98%.

 

Il dato sul non rinnovo a scadenza dei titoli pubblici italiani da parte dei non residenti è stato confermato ieri nelle statistiche di Bankitalia sulla Finanza pubblica. Secondo un report di UniCredit che analizza i dati Bankitalia, quello di giugno è sicuramente stato «uno dei maggiori deflussi mensili dalla crisi del 2011.

DRAGHI

 

Questo importo è stato anche il doppio rispetto alla variazione del saldo Target-2 di giugno (16 miliardi di euro)». A fronte delle vendite da parte di investitori non residenti, tra i quali ci sono molti fondi con residenza estera che gestiscono risparmi degli italiani, si segnala un maggiore impegno delle banche nazionali (14 miliardi di euro) e da parte delle famiglie e delle società non finanziarie (13 miliardi di euro).

 

Le altre istituzioni finanziarie residenti (compagnie assicurative, gestori patrimoniali, etc) non hanno invece evidenziato scostamenti di rilievo su base mensile. Secondo l' analisi di UniCredit, che cita anche dati Bce, «le banche italiane sono rimaste acquirenti di titoli di Stato italiani a luglio (4 miliardi di euro) con un focus più concentrato sul breve termine e sui Bot».

DRAGHI TRIA

 

Dai dati di Target-2, «le vendite da parte di investitori stranieri sono probabilmente diminuite, o addirittura invertite un po' a luglio, il che sarebbe coerente con il restringimento degli spread osservato».

 

Nel mese di luglio è invece tornato a crescere di 18,4 miliardi lo stock del debito, ora pari a 2.341,7 miliardi. L' aumento è dovuto alle maggiori disponibilità liquide del Tesoro (+31,6 miliardi, a 80 miliardi), che hanno più che compensato l' avanzo di cassa delle Amministrazioni pubbliche (15,1 miliardi); gli scarti e i premi all' emissione e al rimborso, la rivalutazione dei titoli indicizzati all' inflazione e la variazione dei tassi di cambio hanno complessivamente incrementato il debito di 1,9 miliardi.

 

BTP

Nel mese di giugno il debito era sceso a 2.323 miliardi, con un piccolo calo rispetto ai 2.327 di maggio. Guardando alla ripartizione tra i diversi settori, dalle statistiche di via Nazionale si apprende che il debito delle Amministrazioni centrali è aumentato di 20,4 miliardi, mentre quello delle Amministrazioni locali è diminuito di 2 miliardi; il debito degli Enti di previdenza è invece rimasto pressoché invariato.

 

spread btp bund

Gli ultimi dati di Bankitalia arrivano il giorno dopo la riunione di politica monetaria della Bce, che ha confermato il percorso di chiusura del Quantitative easing: da ottobre gli acquisti di titoli dell' Eurozona scenderanno a 15 miliardi al mese, per azzerarsi a gennaio.

 

L' Eurotower continuerà a reinvestire, cioè a usare il capitale dei bond che arrivano a scadenza ricomprandone per pari valore, con modalità e tempistiche da decidere nel consiglio direttivo del 25 ottobre o, al più, del 6 dicembre.

 

Prendendo a riferimento le stime secondo cui il Qe ha ridotto la spesa per interessi pagata dall' Italia sul suo debito, in teoria andrà gradualmente evaporando un "bonus" di 15 miliardi l' anno. In realtà, le passate politiche di gestione del debito e di allungamento della "via media" dei titoli fanno si che l' impatto di un rialzo dei tassi sul bilancio dello Stato sarà molto graduale nel tempo.

Ultimi Dagoreport

cnn fondo - ellison donald trump mark thompson jb pritzker

FLASH! – VENDUTA LA WARNER-DISCOVERY ALLA PARAMOUNT DI ELLISON, PER NON CADERE NELLE MANINE DI FORBICE DI DONALD TRUMP, L’85% DEI GIORNALISTI DELLA CNN SAREBBE PRONTO A USCIRE DAL GRUPPO E FONDARE UN’ALTRA EMITTENTE ALL-NEWS – I MILIARDI NECESSARI PER IL PROGETTO SAREBBERO PRONTI, FORNITI IN PARTE DAL GOVERNATORE DEMOCRATICO DELL’ILLINOIS, JB PRITZKER; CIO’ CHE ANCORA MANCA E’ CHI ASSUMERA’ LA GUIDA SUPREMA DELLA NUOVA NEWS MEDIA-COMPANY: IN POLE L’ATTUALE PRESIDENTE E CEO MARK THOMPSON….

porto di genova secolo xix silvia salis gianluigi aponte marco bucci michele brambilla

FLASH! – AVVISATE L’IRRITABILE GOVERNATORE DELLA LIGURIA, MARCO BUCCI, DI RASSEGNARSI: MICHELE BRAMBILLA RESTERÀ SEDUTO SULLA PRIMA POLTRONA DEL “SECOLO XIX”: PAROLA DELL’EDITORE ED ARMATORE DEI DUE MARI, GIANLUIGI APONTE – DOPO L’ERA SPINELLI-TOTI E LA NOMINA DI BUCCI ALLA PRESIDENZA DELLA REGIONE (GRAZIE ALL’INFLUENTE SINDACO DI IMPERIA, CLAUDIO SCAJOLA), IL PROGETTO DI APONTE DI TRASFORMARE IL PORTO DI GENOVA IN UN HUB PER IL SUO IMPERO DI NAVI SEMBRAVA ANDARE IN PORTO CON L’ACQUISIZIONE DEL “SECOLO XIX”, PER IL QUALE AVEVA SCELTO UN GIORNALISTA CONSERVATORE COME DIRETTORE, SICURO CHE SAREBBE ARRIVATO UN SINDACO DI DESTRA – ORA IL PIANO DI APONTE HA DUE PROBLEMI: UN SINDACO DI CENTROSINISTRA, SILVIA SALIS, E UN BRAMBILLA CHE NON AMA PORTARE IL TOVAGLIOLO SUL BRACCIO…

la stampa maurizio molinari alessandro de angelis luca ubaldeschi alberto leonardis

FLASH! – L’ACQUISIZIONE DE “LA STAMPA” DA PARTE DEL GRUPPO SAE DI ALBERTO LEONARDIS ALLE BATTUTE FINALI: IN CORSO LA NEGOZIAZIONE SUGLI ESUBERI E PRE-PENSIONAMENTI CON IL CDR DEL QUOTIDIANO TORINESE – PER LA DIREZIONE, SAREBBE IN POLE LUCA UBALDESCHI, GIÀ VICE DIRETTORE DE “LA STAMPA” ED EX DIRETTORE DEL “SECOLO XIX” (MA SI PARLA ANCHE DI GIUSEPPE DE BELLIS DI SKY TG24), CON MAURIZIO MOLINARI COME SUPERVISORE EDITORIALE; UNICA CERTEZZA, ALESSANDRO DE ANGELIS ALLA VICEDIREZIONE – IL CAPITOLO “REPUBBLICA” SI CHIUDERÀ LA SETTIMANA SUCCESSIVA AL VOTO DEL 23 MARZO SUL REFERENDUM DELLA GIUSTIZIA…

isola di kharg trump netanyahu hegseth rubio vance

DAGOREPORT – IL MONDO È SULL'ORLO DEL PRECIPIZIO: QUEI DUE GENI DEL MALE NETANYAHU E PETE HEGSETH VOGLIONO SPINGERE TRUMP A BOMBARDARE L'ISOLOTTO DI KHARG, NELLO STRETTO DI HORMUZ, DOVE PASSA IL 90% DEL PETROLIO IRANIANO – SAREBBE UN COLPO FATALE PER L'ECONOMIA DELLA CINA, PRINCIPALE ACQUIRENTE DEL GREGGIO DEGLI AYATOLLAH: IN CASO DI ATTACCO, PECHINO NON POTREBBE NON REAGIRE, SCHIERANDO IL SUO ENORME ARSENALE A FIANCO DI TEHERAN (FINORA XI JINPING HA FORNITO COMPONENTI PER MISSILI, SOLDI E INTELLIGENCE) – SPACCATURA TOTALE ALLA CASA BIANCA SULL'ATTACCO: TRUMP È IN STATO CONFUSIONALE SULLA POSSIBILE OFFENSIVA SULLO STRETTO DI HORMUZ, IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, FA LA SOLITA COLOMBA, MENTRE JD VANCE E' AFFETTO DA MUTISMO, IN QUANTO VOLTO DELL’ISOLAZIONISMO “MAGA”, IL VICEPRESIDENTE È CONTRARIO ALLE GUERRE TRUMPIANE - NUOVO ATTACCO DEI PASDARAN IN IRAQ: COLPITA UNA BASE BRITANNICA CON UNO SCIAME DI DRONI...

leonardo maria del vecchio milleri marisa del vecchio

DAGOREPORT - MENTRE LEONARDINO VA OLTRE LUXOTTICA E LANCIA IL GIN SHIRABI (IN MEMORIA DELLA ''GINTONERIA'' DI LACERENZA?), SI ACCAVALLANO LE VOCI SU FRANCESCO MILLERI – IL SISTEMA NERVOSO DEL CEO DI DELFIN PARE CHE NON ABBIA PER NULLA GRADITO DI ESSERE ISCRITTO NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI IN COMPAGNIA DI CALTAGIRONE E LOVAGLIO PER “CONCERTO OCCULTO” PER LA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA - E SI RACCONTA CHE CON GLI AMICI FIDATI SI SFOGHI DICENDO CHE ASPETTERÀ ANCORA UN ANNO: O LEONARDINO PORTERÀ A CASA LE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA E ARRIVARE A QUEL 37,5% CHE GLI PERMETTERÀ DI GESTIRE L’HOLDING (E FINALMENTE INTASCARE LA SUA QUOTA DI TESTAMENTO), OPPURE MOLLERÀ GLI OTTO LITIGIOSI EREDI AL LORO DESTINO E IMBOCCHERÀ LA PORTA DI USCITA…

iran donald trump benjamin netanyahu petrolio

DAGOREPORT – LA NOTIZIA PIÙ IMPORTANTE DELLE ULTIME ORE È QUELLA PUBBLICATA DA “CNBC”: L’IRAN, ALLA FACCIA DI TRUMP E NETANYAHU, STA CONTINUANDO A ESPORTARE PETROLIO TRAMITE LO STRETTO DI HORMUZ, CHE HA MINATO E BLOCCATO ALLE NAVI STRANIERE. TEHERAN HA VENDUTO 11,7 MILIONI DI BARILI DI GREGGIO ALLA CINA DALL’INIZIO DEL CONFLITTO – L’EUROPA VALUTA DI ALLEGGERIRE LE REGOLE CONTRO IL GAS RUSSO: PER GARANTIRE SCORTE SUFFICIENTI E SICUREZZA ENERGETICA PER L’INVERNO, L’UNIONE EUROPEA NON VERIFICHERÀ SE IL GAS NATURALE LIQUIDO VENDUTO DA TERZI PROVENGA DA MOSCA….