giuseppe conte meme spinoza

TRA GLI SCONFITTI CONTE È QUELLO CHE HA VINTO DI PIÙ – L’AVVOCATO DEL POPOLO HA PUNTATO TUTTE LE SUE FICHES SUL REDDITO DI CITTADINANZA E SULLA DIFESA DEL SUPERBONUS E ORA PASSA ALL'INCASSO – PER DUE MESI HA FATTO TUTTO DA SOLO, SENZA IL SUPPORTO DEI BEPPE-MAO, BATTENDO IL SUD PIAZZA DOPO PIAZZA. E ORA SI PRENDE IL MOVIMENTO CHE ORMAI NON È PIÙ GRILLINO MA CONTIANO ...

Estratto dall'articolo di Sebastiano Messina per “la Repubblica”

 

GIUSEPPE CONTE PIZZA

Ce l'ha fatta. Due mesi fa tutti lo davano per spacciato, dopo il maldestro agguato al governo Draghi, e invece Giuseppe Conte è - tra gli sconfitti - quello che ha vinto di più. Perché non partiva dall'irripetibile 32,7 per cento di cinque anni fa - quello era un altro Movimento, non ancora dissanguato da esodi e scissioni - ma dall'11 per cento dei sondaggi di luglio. Si capisce dunque che ieri sera l'ex premier festeggiasse come se avesse vinto: aveva superato l'esame più difficile della sua carriera, quello per diventare leader.

 

Ha fatto tutto da solo, Conte. Lo stato maggiore di cinque anni fa s' era dileguato prima che cominciasse la battaglia. Di Maio se n'è andato con Letta. Casaleggio ha rotto i ponti. Di Battista si è dissociato da tempo. Fico, Taverna, Crimi, Toninelli, Bonafede e Fraccaro - i colonnelli del 2018 - sono rimasti fuori dalle liste perché è stato rispettato senza eccezioni il divieto del terzo mandato. Per decisione solitaria e insindacabile di Grillo, anche lui misteriosamente sparito.

 

GIUSEPPE CONTE BEATO TRA LE DONNE

Il Movimento sembrava dunque avviato verso il tramonto, nelle mani di un "avvocato del popolo" che non si era rivelato, nel momento decisivo, un capo carismatico. Ricordate i giorni della caduta di Mario Draghi? Fu proprio Conte - che ancora oggi lo nega, pateticamente - a lanciare il siluro fatale contro il suo successore, che ha sempre considerato come l'usurpatore della sua poltrona. [...]

 

Si ritrovava alla guida di un Movimento abbandonato da più della metà dei parlamentari eletti nel 2018, un Movimento che dal giorno della sua elezione a presidente aveva già perso un terzo dei consensi, con un trend in discesa che sembrava inarrestabile. E doveva affrontare le elezioni senza alleati, visto che l'affondamento di Draghi aveva fatto saltare il progetto del "campo largo" a cui aveva faticosamente lavorato Enrico Letta. Poi qualcosa è cambiato.

 

giuseppe conte chiusura campagna elettorale m5s 1

L'ex presidente del Consiglio è uscito dall'angolo e ha condotto una campagna elettorale all'attacco. Sotto la regia di Rocco Casalino - ancora una volta formidabile spin doctor della ditta M5S - ha cominciato a usare Facebook (dove ha 4,5 milioni di follower), Twitter (1,1 milioni), Instagram (1,7 milioni) e Tik Tok (400 mila) per convincere i suoi elettori che Draghi era caduto da solo, insieme a quel «governo dei migliori» che non era poi granché.

 

Ha rimesso in campo il cavallo di battaglia del Movimento, il reddito di cittadinanza, e affiancandogli la sua creatura, il superbonus del 110 per cento, ha cominciato a battere le piazze del Sud, una dopo l'altra, scandendo dappertutto la sua parola magica: «Gra-tui-ta-men-te». Se non volete perdere tutto questo, diceva al mercato di Ballarò, tra le strade di Bari Vecchia, davanti ai palazzoni di Scampia, dovete votare Movimento 5 Stelle. Il messaggio è arrivato, la paura di perdere «il reddito» si è sparsa rapidamente in tutto il Sud, dove in numero di percettori è massimo.

 

GIUSEPPE CONTE CON IL CORNO DEDICATO 2

Quando si è accorto che questo tasto funzionava, Conte ne ha aggiunti altri: il riscatto della laurea (gratis pure quello), la garanzia dello Stato sui mutui dei precari, contratti a tempo indeterminato per tutti, salario minimo a 9 euro e settimana lavorativa di 35 ore. [...]

 

Ma il capolavoro di Conte è stato quello di sdoppiarsi sullo stesso palco: quando ricordava quello che aveva fatto il suo governo era l'ex presidente del Consiglio. Quando denunciava le ingiustizie da sanare con le nuove promesse sembrava che avesse passato quasi tutta la legislatura all'opposizione dei suoi rivali di oggi, anziché al governo con Salvini, con Zingaretti, con Speranza e con Berlusconi.

 

giuseppe conte chiusura campagna elettorale m5s 4

L'operazione è riuscita. Il risultato di ieri gli dà le carte per tornare al tavolo del potere, appena se ne presenterà l'occasione, e lo consacra finalmente leader dei cinquestelle. Che da oggi non vanno più chiamati grillini ma contiani.

giuseppe conte chiusura campagna elettorale m5s 2giuseppe conte su chi foto sestini giuseppe conte su chi foto sestini 1giuseppe conte tennisgiuseppe conte. GIUSEPPE CONTE CON IL CORNO DEDICATO 1giuseppe conte 2

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