GLI USA VEDONO IL “BLUFF” DI KIM JONG UN E LA COREA DEL NORD RAFFORZERÀ L’ARSENALE NUCLEARE

1. COREA NORD RAFFORZERÀ ARSENALE NUCLEARE
Ansa
- Nuovi venti di guerra spazzano la penisola coreana. Il giovane dittatore nordcoreano Kim Jong-un - che ieri aveva dichiarato lo "stato di guerra" contro la Corea del Sud - ha minacciato di rafforzare l'arsenale nucleare aprendo oggi i lavori della riunione plenaria del Comitato centrale del Partito dei Lavoratori.

Secondo l'agenzia ufficiale Kcna, Pyongyang migliorerà il deterrente atomico "qualitativamente e quantitativamente" per contrastare le minacce Usa. Nel mirino del regime di Pyongyang in caso di guerra, oltre a Seul e alle basi americane nel Pacifico, ci sono anche le basi Usa in Giappone: il Rodong Sinmun, quotidiano del Partito dei Lavoratori, cita esplicitamente quelle di Misawa, Yokosuka e di Okinawa.

Nel frattempo gli Stati Uniti, in stretto contatto con l'alleato sudcoreano, prendono le loro contromosse. E' di oggi la notizia che gli americani hanno spostato in Corea del Sud dei caccia F-22 che normalmente fanno base in Giappone, a Kadena, "come mezzo per scoraggiare le provocazioni dalla Corea del Nord", scrive il Wall Street Journal citando fonti del Dipartimento della Difesa.

I marines della Corea del Sud e americani compiranno inoltre un nuovo ciclo di manovre militari in aprile - nell'ambito delle esercitazioni annuali 'Foal Eagle' - per "affinare le capacità nelle operazioni di sbarco e tattiche, e di manovra delle unità meccanizzate". Il clima di escalation e di minacce - per ora solo retoriche - che va avanti da settimane preoccupa il mondo. E oggi Papa Francesco, nel messaggio pasquale Urbi et Orbi, ha lanciato un appello per la "pace in Asia, soprattutto nella Penisola coreana, perché si superino le divergenze e maturi un rinnovato spirito di riconciliazione".


2. COREA DEL NORD, GLI USA VEDONO IL "BLUFF" DI KIM JONG UN
Guido Olimpio per Corriere.it

Guerra di parole, guerra di immagini. E domani - ma speriamo di no - guerra vera. Tutto si svolge attorno al 38esimo parallelo, il confine che divide le due Coree. La tensione, per ora verbale, non accenna a calare. E quelli del Nord, fedeli agli ordini dell'imprevedibile Kim Jong Un, sembrano a loro agio in questo clima.

Il dittatore ha messo in allarme le basi missilistiche giurando di «regolare i conti» con i nemici. Poco dopo i media di Pyongyang hanno diffuso foto, ormai consuete in queste settimane, del leader che presiede riunioni con i generali, esamina mappe, impartisce disposizioni all'apparato militare. Agitazione che ha avuto un riscontro immediato sul terreno. I satelliti spia e, probabilmente, i velivoli U2, impegnati a tenere d'occhio cosa avviene nella Corea del Nord, hanno segnalato una «attività intensa» nelle installazioni missilistiche. Particolari - secondo gli 007 - i movimenti a Tongchang-ri, il sito da dove a metà dicembre è stato lanciato un vettore per satelliti.

Per Pyongyang non si tratta di provocazioni ma della risposta all'invio da parte di Washington di un paio di bombardieri B2 che si sono uniti alle esercitazioni nel Sud. Ma, a sua volta, il Pentagono ha giustificato la mobilitazione dei sofisticati aerei come un messaggio deciso al Nord. Insomma, un avviso a non superare un'altra fatidica linea rossa con qualche iniziativa che potrebbe scatenare una rappresaglia.

La Casa Bianca ha affermato che il Nord «si isola con la sua retorica di guerra» e ha ribadito l'impegno «a tutela degli alleati della regione... siamo in grado di difenderli». Intensi anche i contatti diplomatici degli Usa con Russia e Cina, «interessate anche loro a una situazione pacifica». Mosca, da parte sua, ha invitato alla moderazione: «Evitiamo soluzioni unilaterali», è stato l'appello del Cremlino. Resta da capire quanto i fervorini della diplomazia possano avere effetto sulla psicologia e le scelte di Kim, figura del quale si sa poco.

Gli analisti che studiano da anni la Corea del Nord hanno una doppia valutazione. La prima è preoccupata: in passato il regime non ha esitato a colpire il Sud, bombardando un'isola, affondando una nave militare, organizzando attività coperte. La seconda è più pragmatica: fintanto che Kim «abbaia» non ci sarebbe da preoccuparsi, l'allarme dovrebbe scattare quando il dittatore resta muto. Il vero obiettivo di Pyongyang - aggiungono - è quello di tornare al tavolo delle trattative da una posizione di forza. E le sue gesticolazioni sarebbero anche legate al tentativo di imporsi come guida suprema.

E si ritorna così alle immagini diffuse dall'agenzia di regime con Kim seduto a un grande tavolo dove c'è un computer IMac della Apple, l'immancabile posacenere per il dittatore accanito fumatore e una mappa dal titolo significativo: «Piano delle forze strategiche per colpire il territorio americano». Sulla «carta» poi le traiettorie che dalla Nord Corea raggiungono le principali città statunitensi, la costa Est e Ovest dell'America, le Hawaii.

Tutti obiettivi che, a giudizio degli esperti militari, sono ben lontani dalle capacità belliche della Corea del Nord. Inoltre non sono pochi gli osservatori che sottolineano come i mezzi della grande Armada coreana dovrebbero essere visti alla prova sul campo.
Interpretazioni che hanno certamente un fondamento ma che non sono sufficienti a placare i timori. Perché se davvero Kim è la classica «tigre di carta» che bisogno ci sarebbe di replicare schierando mezzi sofisticati come B52 e B2? E come spiegare i toni usati dalla Casa Bianca?

La verità è che tutti paventano l'incidente o la provocazione. La Cina, l'unico Paese ad avere qualche influenza su Kim e ad avere informazioni più precise su quanto accade dietro il muro, si aggrappa a «sforzi comuni per riportare la distensione». Sembrano meno tranquilli i russi, abituati a gestire momenti di tensione: temiamo che la situazione «vada fuori controllo».

 

ESERCITO COREA DEL NORD IL BOMBARDIERE STEALTH AMERICANO SORVOLA LA COREA MISSILI COREA DEL NORD KIM JONG UN E I MISSILI COREANI NORD COREA MISSILI jpegCOREA DEL NORD VS COREA DEL SUD NORD COREA MISSILI jpegCOREA DEL SUD VS COREA DEL NORD attacco alla corea

Ultimi Dagoreport

sallusti cerno

FLASH! - ALLA NOTIZIA DELLA NOMINA DI ALESSANDRO SALLUSTI A DIRETTORE DI “LIBERO”, TOMMASO CERNO HA INIZIATO A SMANIARE: E’ ANDATO IN CRISI DI ATTENZIONI – PER OSCURARE IL RITORNO DI SALLUSTI, E RIMETTERE SE STESSO AL CENTRO DEL VILLAGGIO, QUELLA REGINA PAZZA DI CERNO HA DATO DISPOSIZIONI ALLA REDAZIONE DI "SCHIERARE" DOMANI IN PRIMA PAGINA TUTTE LE FIRME PIU’ IMPORTANTI DE "IL GIORNALE" – STRANO, PER UN DIRETTORE CHE IN REDAZIONE SI VEDE POCO E HA VIA VIA OSCURATO GLI EDITORIALI ALTRUI LASCIANDO SPAZIO SOLO A SE STESSO…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…

manfredi lefebvre d'ovidio dovidio aponte, palenzona bisignani porro scaroni cimbri costamagna brachetti peretti, caltagirone nagel jes staley nicole junkerman stella li mara carfagna

ALTA SOCIETÀ, BASSA MAREA - NON AVENDO UN CAZZO DA FARE (O MOLTI AFFARI DA CONCLUDERE), 700 PERSONAGGI ILLUSTRI SONO SALITI A BORDO DELLA "CRYSTAL SYMPHONY" PER LA ZUPPA DI NOZZE DELL’ARMATORE ITALO-MONEGASCO MANFREDI LEFEBVRE D'OVIDIO – 5-GIORNI-5 DI UN’INDICIBILE CROCIERA DA CIVITAVECCHIA A MALTA CHE HA VISTO LA PARTECIPAZIONE DI APONTE, PALENZONA, BISIGNANI, NICOLA PORRO, SCARONI, CIMBRI, COSTAMAGNA, BRACHETTI PERETTI, BERNABÈ, PASSERA, DOMPÉ, MARA CARFAGNA, MARCO CARRAI; CILIEGINA SULLA TORTA: LA GLACIALE STRETTA DI MANO TRA CALTAGIRONE E NAGEL - PIÙ PICCANTE LA PRESENZA A BORDO DI DUE PERSONAGGI CHE HANNO AVUTO A CHE FARE CON JEFFREY EPSTEIN: L'EX CEO DEL COLOSSO BANCARIO BRITANNICO "BARCLAYS", JAMES STALEY, CHE GESTIVA PERSONALMENTE IL PATRIMONIO MULTIMILIONARIO DEL FINANZIERE PORCONE. E LA SPLENDIDA NICOLE JUNKERMAN, NONCHÉ CONTESSA BRACHETTI PERETTI, CHE PER 20 LUNGHI ANNI E' STATA AMICA DEL DEFUNTO DEPRAVATO...

rocco basilico - nicoletta zampillo - leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! COLPO DI SCENA NELLA TRIBOLATISSIMA “SUCCESSION” DEGLI EREDI DEL VECCHIO – DAGOSPIA PUÒ RIVELARE CHE NICOLETTA ZAMPILLO, VEDOVA DEL VECCHIO, CON UNA LETTERA AL BOARD DI DELFIN, HA DECISO DI DISCONOSCERE LA CESSIONE DEL 12,5% DELLE QUOTE DELLA HOLDING AL FIGLIO ROCCO BASILICO, AVUTO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO, APPOGGIANDO L’ALTRO FIGLIO LEONARDO, AVUTO DALLE SUCCESSIVE NOZZE COL PATRIARCA DI LUXOTTICA: “L’ATTO È STATO DA ME STIPULATO A SOLI TRE GIORNI DALLA MORTE DEL MIO COMPIANTO MARITO, ERA UN MOMENTO NEL QUALE, ANCORA DEVASTATA DAL DOLORE, NON ERO IN GRADO DI VALUTARE LA PORTATA E LE CONSEGUENZE” – LA MOSSA DELLA ZAMPILLO ARRIVA DOPO CHE ROCCO BASILICO HA FATTO RICORSO ALLA CORTE DEL LUSSEMBURGO PER BLOCCARE L’OPERAZIONE CON CUI LEONARDINO HA OTTENUTO L’OK PER PRENDERSI IL 25% DELLE QUOTE DI DELFIN DAI FRATELLI LUCA E PAOLA – NELLA LETTERA LA ZAMPILLO AGGIUNGE: “CON L’AUSILIO DEI MIEI CONSULENTI HO APPRESO CHE LA VALIDITÀ GIURIDICA DI QUELL’ATTO È FORTEMENTE DUBBIA…”