COMPAGNI CHE SBAGLIANO (E SI NASCONDONO) - DOPO IL DISASTRO ELETTORALE, ANCORA NON È SALTATA LA TESTA DEL CAPO DELLA COMUNICAZIONE DEL PD - GIÀ, MA CHI HA GOVERNATO LA MACCHINA DELLA PROPAGANDA, SBAGLIANDO TUTTE LE MOSSE, FINO AL TRAGICO TAFAZZISTA VIDEO “LO SMACCHIAMO”? - GIUNTELLA: “NESSUNO AVEVA UFFICIALMENTE IL RUOLO DI COORDINATORE PER LA CAMPAGNA ELETTORALE”…

1 - VIDEO "LO SMACCHIAMO, LO SMACCHIAMO"
http://www.youtube.com/watch?v=R7CKXhPlFuQ

2 - DAGOREPORT
Dopo un disastroso risultato elettorale come quello incassato dal PD, le lame della resa dei conti avrebbero reciso, per prima, la testa di chi del partito è stato ‘spin' e cattivo doctor: quella del capo della comunicazione. E dato che al partito democratico i voti sono arrivati in dosi-Occhetto e dalle urne funerarie è risalita una scoppola a cinque stelle, il turn over sarebbe obbligato.

Ma se lo smacchiatore di giaguari Bersani - troppo frettolosamente ribattezzato dai suoi "Palazzo Pigi" - volesse offrire uno scalpo ai suoi, dove dovrebbe affondare il colpo?
Chi ha governato la campagna comunicazione del partito alle ultime elezioni?

Tommaso Giuntella, giovane sinistrato arruolato da Culatello con Roberto Speranza e Alessandra Moretti per svecchiare le facce bolse della Nomenklatura, in un'intervista al "Fatto" ha rivelato: "Nessuno aveva ufficialmente il ruolo di coordinatore della comunicazione per la campagna elettorale del Pd".

Proprio Giuntella, messo a capo dei "Trecento spartani", i volontari che hanno tirato la volata in rete a Bersani, non sa e cade dal pero. Non c'era e se c'era, twittava.
Nella migliore tradizione del fuggi-fuggi: nessun capo, nessun colpevole.

Certo, non appena è finito in rete il delirante video-esorcismo "Lo smacchiamo, lo smacchiamo" (ancora oggi senza paternità), era chiaro che la barca democratica fosse alla mercé del cazzeggio internettaro più perverso e del front-man più tamarro del web.

Quello che sperava d'essere "il primo partito italiano" non aveva un guru, un responsabile, un decisore di ultima istanza sulla comunicazione?
Chi ha dettato gli slogan, scandito le comparsate tv dei candidati, controllato i discorsi pubblici e pianificato azioni-reazioni a mezzo stampa?

E allora a cosa erano preposti i Di Traglia, i Gotor, i Seghetti e le Geloni?
Chi è stato il finissimo ‘auscultatore' della materia prima da lavorare, gli elettori, che mentre Grillo raccoglieva voti nelle piazze consigliava al suo ‘caro leader' di perdersi nel risiko delle alleanze prendo-Monti-mollo-Vendola-tengo-Vendola-mollo-Monti?

Adesso pare che al Nazareno sia in cantiere una "unit" cui affidare la gestione dei social network in vista delle prossime, vicinissime, elezioni. Una sorta di task force anti-grillina che dovrebbe spiegare a ‘gggiovani' perché votare quel partito che dopo aver massacrato uno dei suoi iscritti, Matteo Renzi, ora - tre mesi dopo - sarebbe disposto a prelevarlo a Firenze con la sedia gestatoria.

3 - TOMMASO GIUNTELLA: "L'AVEVO DETTO, IL GIAGUARO NON BASTA"
Chiara Paolin per il "Fatto quotidiano"

Nelle foto che servivano a dimostrare la svolta giovane del nuovo Bersani, Tommaso Giuntella c'era sempre. Sorridente con il segretario, Alessandra Moretti e Roberto Speranza.

Tre facce per il cambiamento.
Dovevamo lanciare le Primarie, coinvolgere la gente, far sentire la sfida, usare i social media.

Tre milioni di voti, un successo.
Infatti. Ma dal 2 dicembre è cambiato tutto. Alessandra e Roberto si sono candidati, è iniziata la campagna elettorale e non ho più avuto indicazioni precise.

Cioè?
Niente. Avevo messo su una rete di volontari per agire sul web, seguire i flussi, spingere le discussioni. Tutte cose fondamentali che Grillo conosce e domina : ci lavora dal 2004.

E il Pd?
Siamo partiti tardi, dovevamo continuare almeno il progetto impostato. Invece io e i miei volontari siamo andati avanti così, perché ci crediamo. Senza una guida dall'alto.

Come sarebbe?
Nessuno aveva ufficialmente il ruolo di coordinatore della comunicazione per la campagna elettorale del Pd.

Credevano ai sondaggi, alla vittoria?
Anche questo, sì. Invece io segnalavo: occhio che Berlusconi e Grillo sono al centro del flusso, il web offre tracce evidenti a chi sa leggere il dato.

E lei leggeva?
Certo. E contrastavo. Abbiamo fatto il possibile, però la gente era troppo arrabbiata, delusa. Volevano tutti dare un segno col loro voto. Cercavano un'indicazione, un contenuto chiaro.

Bersani troppo vago?
Sicuramente quel tono moderato ha avuto poca presa sulla gente.

Il leader doveva dire qualcosa, magari di sinistra.
Doveva essere più netto, proporre argomenti. Creare un sentimento collettivo, condividere un progetto. Grillo ha detto: sfasciamo tutto. E l'hanno capito benissimo. Noi che abbiamo detto?

Che avete detto?
Non abbastanza. E mi dispiace molto non aver ottenuto più attenzione dai vertici.

C'è rimasto male.
Sì, umanamente la cosa mi ha deluso.

Ma allora il giaguaro? I video autoironici? I giochini sul sito?
Non li ho fatti io, li ho solo fatti girare in rete. Erano anche simpatici, ma sono usciti tardi e con un taglio troppo scherzoso per fare davvero comunicazione nel web.

Antico guaio il rapporto tra la sinistra e i media. Bersani che si beve la birra triste e solitario fu un sano inizio?
Ah, lui è da birra chiara, io vado di Guinness quando suono col mio complesso folk irlandese.

Quando rivedrà Bersani?
Ho un piano pronto per il web, spero di incontrarlo presto, dare una mano.

Mica facile rispondere a un Grillo che ti dà del mercante di vacche.
Eh lo so, ma bisogna reagire, se stai fermo è peggio.

Nel frattempo Moretti e Speranza sono stati eletti. Lei?
Non ero mica candidato.

4 - LA FRASE DEL GIORNO (CHE SPIEGA MOLTE COSE)
Claudio Cerasa per "il Foglio" -
"Nessuno aveva ufficialmente il ruolo di coordinatore della comunicazione per la campagna elettorale del Pd", Tommaso Giuntella intervistato oggi sul Fatto Quotidiano (ps: si era notato)

 

BERSANI E GRILLO bersani piangeINNO LO SMACCHIAMO SUL SITO YOUDEM INNO LO SMACCHIAMO SUL SITO YOUDEM TOMMASO GIUNTELLA INNO LO SMACCHIAMO SUL SITO YOUDEM STEFANO DI TRAGLIA Gotor ROBERTO SEGHETTICHIARA GELONI TOMMASO GIUNTELLA ROBERTO SPERANZA ALESSANDRA MORETTI

Ultimi Dagoreport

luigi lovaglio francesco milleri gaetano caltagirone generali

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA DI MILANO, DOPO AVER ISCRITTO SUL REGISTRO DEGLI INDAGATI CALTAGIRONE, MILLERI E LOVAGLIO PER IL PRESUNTO "CONCERTO" ORCHESTRATO PER LA SCALATA DI MEDIOBANCA, PROSEGUE LE SUE INDAGINI, ORA DA FRANCOFORTE SI FA VIVA LA BCE CON UN INVITO ALLA “DISCONTINUITÀ” SULLA NUOVA GOVERNANCE DI MPS – UNA RACCOMANDAZIONE DIRETTA AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, IN VISTA DEL SUO MANDATO TRIENNALE AD APRILE? - IN TREPIDA ATTESA DEGLI EVENTI GIUDIZIARI, LA VERA DOMANDA DA FARSI PERO' E' UN'ALTRA: CHE SUCCEDERÀ IL 23 APRILE ALL'ASSEMBLEA DI GENERALI, I CUI PRINCIPALI AZIONISTI SONO MEDIOBANCA-MPS, DELFIN DI MILLERI E GRUPPO CALTAGIRONE? - (PERCHÉ CHI PROVA A ESPUGNARE IL LEONE DI TRIESTE RISCHIA DI RESTARE FULMINATO…)

giorgia meloni camillo ruini

FLASH – PERCHÉ GIORGIA MELONI HA UN INFERMIERE CHE ABITUALMENTE VA DA LEI? IL CARDINAL CAMILLO RUINI, NELL’INTERVISTA RILASCIATA A CAZZULLO, HA FATTO UNA RIVELAZIONE “DELICATA”: “CON GIORGIA MELONI C’È UN’AMICIZIA VERA, CI MANDIAMO SEMPRE A SALUTARE. L’INFERMIERE CHE VIENE DA ME PER CURARMI VA ANCHE DA LEI”. ORA, È NORMALE CHE UN 95ENNE DALLA SALUTE FRAGILE ABBIA BISOGNO DI UN CONTINUO SOSTEGNO SANITARIO. MA LA PREMIER, 49ENNE? HA ANCORA GLI OTOLITI IN FIAMME?

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…