fedriga toti

GOVERNATORI SOTTO SCORTA: TOTI E FEDRIGA NEL MIRINO DEI NO VAX - IL PRESIDENTE DEL FRIULI-VENEZIA GIULIA PRESO DI MIRA COME QUELLO DELLA LIGURIA. UN PAIO DI GIORNI FA, A TRIESTE, UN'ALTRA SCRITTA FIRMATA CON IL SIMBOLO DEGLI ANTI VACCINI BOLLAVA FEDRIGA, COME “MERDA NAZISTA”. FRA I MINISTRI ROBERTO SPERANZA, ALLA SANITÀ, È SOTTO SCORTA PER LE MINACCE NO VAX. ANCHE IL MINISTRO DEGLI ESTERI, LUIGI DI MAIO, È STATO BERSAGLIATO…

Fausto Biloslavo per "il Giornale"

 

FEDRIGA 17

"Morte a Fedriga», con la stella a cinque punte, è la minacciosa scritta in vernice nera apparsa il 25 novembre su un muro di una casa dismessa ad Osoppo in provincia di Udine. Massimiliano Fedriga, governatore del Friuli-Venezia Giulia, è stato messo sotto scorta dalla scorsa settimana.

 

Due agenti lo seguono ovunque. È solo l'ultimo di una lunga lista di politici, ministri e le più alte istituzioni minacciati dagli oltranzisti no vax. Un paio di giorni fa, a Trieste, un'altra scritta firmata con il simbolo degli anti vaccini bollava Fedriga, come «m... nazista». L'escalation, soprattutto sui social, è cominciata agli inizi di novembre quando il presidente leghista ha duramente contestato le manifestazioni no pass.

 

Non « solo minacce generiche, ma pure riferimenti a «pallottole» destinate al governatore. Il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, ha subito per una dichiarazione mai pronunciata minacce altrettanto pesanti sulla chat Telegram, poi chiusa, «Basta dittatura».

FEDRIGA 1

 

Utenti violenti annunciavano: «Se lo becco in strada lo sfiguro con l'acido solforico», «uccidiamo questa m**** e impaliamola in mezzo alla piazza», «deve ringraziare che non siamo in guerra per davvero, altrimenti una scarica di proiettili non gliela toglieva nessuno». La vicepresidente del Senato Licia Ronzulli, di Forza Italia, esprimendo solidarietà a Fedriga ha scritto su twitter: «So cosa significa, è da maggio che vivo in questa situazione. #novax! Basta: si intervenga duramente contro questi pazzi!».

 

Anche Antono Tajani coordinatore del partito ha subito minacce dagli estremisti no vax. «Vi vedo bene appesi a testa in giù in piazzale Loreto. Fascisti» è il primo auspicio. Il 23 novembre i riferimenti sono ancora più tosti: «@Antonio_Tajani giocate con il fuoco, non vi ricordate più le BR?». Il governatore della Liguria, Giovanni Toti, è pure lui sotto scorta dopo le minacce via social e una scritta preoccupante apparsa il primo novembre. «Giovanni Toti morto» e come firma «P38», in ricordo degli anni di piombo.

 

matteo salvini massimiliano fedriga

A sinistra Vincenzo de Luca, presidente della Campania, si è beccato le minacce di morte dai no vax: «Ormai puzza di cadavere», «chi di napalm ferisce, di napalm perisce?», «... andate a bruciargli la casa», «vacciniamolo! un colpo per ogni marca». L'aspetto più grave è che si fornivano anche indicazioni per una bomba fai da te al napalm. Pure il governatore di centrosinistra dell'Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, è stato minacciato sui social da un gruppo no vax, che incitava gli adepti «ad andarlo a prendere» pubblicando il suo numero di telefono. Le più alte istituzioni sono nel mirino. Al presidente del Consiglio, Mario Draghi, è stata rafforzata la vigilanza sotto casa a Roma. Basta dittatura aveva dato appuntamento ai no vax duri e puri sotto l'abitazione del premier: «Si stanno cagando addosso le m... criminali».

 

GIOVANNI TOTI VACCINATO

A fine settembre perquisizioni e indagini avevano evidenziato che «i contenuti dei profili analizzati hanno in prevalenza carattere negazionista e no vax e prendono di mira anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella». Contro «Basta dittatura» sono scattati controlli e denunce in 16 città. Fra i ministri Roberto Speranza, alla Sanità, è sotto scorta per le minacce no vax. Anche il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, è stato bersagliato dopo le parole spese per il piano vaccinale. «È necessario il piombo», «devi crepare», «ti vedremo presto anche a te con il cappio al collo» sono alcune delle frasi allarmanti seguite dall'invito a compiere attentati contro i «luoghi di potere».

toti vaccino

Ultimi Dagoreport

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)

francesco de tommasi marcello viola daniela santanche ignazio leonardo apache la russa davide lacerenza pazzali

DAGOREPORT - CHE FINE HANNO FATTO LE INCHIESTE MILANESI SULLA SANTANCHE', SUL VISPO FIGLIO DI LA RUSSA, SUL BORDELLO DELLA "GINTONERIA" AFFOLLATA DI POLITICI, IMPRENDITORI E MAGISTRATI, OPPURE SULL'OSCURA VENDITA DELLA QUOTA DI MPS DA PARTE DEL GOVERNO A CALTAGIRONE E COMPAGNI? - A TALI ESPLOSIVE INDAGINI, LE CUI SENTENZE DI CONDANNA AVREBBERO AVUTO UN IMMEDIATO E DEVASTANTE RIMBALZO NEI PALAZZI DEL POTERE ROMANO, ORA SI AGGIUNGE IL CASO DEL PM FRANCESCO DE TOMMASI, BOCCIATO DAL CONSIGLIO GIUDIZIARIO MILANESE PER “DIFETTO DEL PREREQUISITO DELL’EQUILIBRIO” NELL’INDAGINE SUL CASO DI ALESSIA PIFFERI – MA GUARDA IL CASO! DE TOMMASI È IL PM DELL’INCHIESTA SUI DOSSIERAGGI DELL’AGENZIA EQUALIZE DI ENRICO PAZZALI, DELICATISSIMA ANCHE PER I RAPPORTI DI PAZZALI CON VERTICI GDF, DIRIGENTI DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA MILANESE E 007 DI ROMA - SE IL CSM SPOSASSE IL PARERE NEGATIVO DEL CONSIGLIO GIUDIZIARIO, LA CARRIERA DEL PM SAREBBE FINITA E LE SUE INDAGINI SUGLI SPIONI FINIREBBERO NEL CESTINO - LA PROCURA DI MILANO RETTA DA MARCELLO VIOLA, CON L'ARRIVO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI, E' DIVENTATA IL NUOVO ''PORTO DELLE NEBBIE''?