nicola gratteri matteo salvini referendum giustizia

GRATTERI NEL MIRINO – DOPO LA SPARATA SUL REFERENDUM (“A VOTARE A FAVORE SARANNO INDAGATI, IMPUTATI E MASSONI”), DIVENTATA IL MIGLIORE SPOT PER IL “SÌ”, PIOVONO ATTACCHI DA DESTRA CONTRO IL PROCURATORE DI NAPOLI – SALVINI: “DA CITTADINO ITALIANO MI ASPETTO LE SUE SCUSE. UN PROCURATORE DELLA REPUBBLICA DEVE MOSTRARE TERZIETÀ E SOBRIETÀ” – MA GRATTERI NON ARRETRA: “NON HO NULLA DI CUI SCUSARMI, NON HO VOLUTO OFFENDERE NESSUNO, NON PENSO CHE CHI VOTA SÌ SIA UN MAFIOSO O UN MASSONE. CONTINUINO PURE A STRUMENTALIZZARE” – 51 MAGISTRATI HANNO SOTTOSCRITTO UN COMUNICATO PER CONTESTARE LE SUE AFFERMAZIONI…

Estratto dell’articolo di Niccolò Carratelli per “La Stampa”

 

nicola gratteri a piazzapulita

niccolò carratelli roma «Gratteri deve scusarsi». Da destra non mollano la presa sul procuratore capo di Napoli, reo di aver sostenuto in tv che a votare per il Sì al referendum saranno «indagati, imputati e massoni». Poi ha provato a precisare, spiegando che quella frase è stata decontestualizzata, ma ormai la polemica politica è scoppiata. E non accenna a fermarsi.

 

«Da un procuratore della Repubblica un cittadino italiano si aspetta terzietà e sobrietà, non insulti a casaccio – attacca Matteo Salvini –. Quindi, la prima cosa che mi aspetterei da cittadino italiano sono le scuse di Gratteri».

 

matteo salvini

Non arriveranno: «Non ho nulla di cui scusarmi, non ho voluto offendere nessuno, non penso che chi vota Sì sia un mafioso o un massone - spiega Gratteri a La Stampa - continuino pure a strumentalizzare, so di essere un avversario scomodo per loro e sono abituato a combattere».

 

[...]  Il viceministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto (Forza Italia), ricorda che «qualcuno accusava la politica di volersi impadronire della magistratura. Io ho l'impressione che siano certi magistrati a volersi impadronire della politica democratica».

 

NICOLA GRATTERI CARLO NORDIO

Secondo il ministro della Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, «qui non c'è un tema di referendum sì o no, ma un problema di idoneità di un magistrato a ricoprire quel ruolo». Mentre il collega dell'Istruzione, Giuseppe Valditara, plaude al comunicato sottoscritto da 51 magistrati di vari tribunali e procure d'Italia, che contestano le affermazioni di Gratteri e supportano il Sì al referendum: «Segna l'inizio di una svolta importante».

 

Nel testo in questione si stigmatizza «la lectio magistralis sull'identikit del voto. Ci scusiamo con i cittadini che si sono sentiti oltraggiati da tali affermazioni. Ci indaghi tutti, sig. Gratteri». [...]

 

NICOLA GRATTERI A OTTO E MEZZO

Duro anche il giudizio dell'Unione delle Camere penali: «Per lui tra indagati, imputati e colpevoli non c'è differenza – dicono –. È una visione che calpesta la presunzione di innocenza. Se davvero esistesse, il pubblico ministero frontman del no non parlerebbe come un inquisitore».

 

Dall'altra parte, non sono molti quelli che tentano una difesa, in alcuni casi timida, di Gratteri. Lo fanno venti consiglieri del Csm, con un comunicato che suona come una risposta indiretta a quello dei magistrati per il Sì.

 

Respingono il tentativo di «trascinare il Csm nel dibattito referendario, ventilando iniziative in chiave disciplinare», che nel caso spettano al ministro della Giustizia. Poi sottolineano che si è «costruita una polemica su singole frasi: un metodo che distorce il senso e non serve a nessuno».

 

giuseppe valditara sbrocca in aula 2

Infine, dicono che «interrogarsi su interessi e convenienze, anche criminali, che possono muoversi intorno a una riforma non è un'eresia. Anche se certamente ciò va fatto con rigore e misura».

 

Qualcuno si fa vivo anche dai partiti di opposizione schierati per il No. «Questa polemica non cancella la vita di Gratteri dedicata alla lotta alla criminalità, al contrasto alle mafie, alla lotta per la legalità – spiega Piero De Luca, deputato Pd e segretario regionale in Campania –. È stato lui stesso a precisare il senso delle sue parole, che, per come erano state estrapolate dal contesto, non erano condivisibili».

 

nicola gratteri carlo nordio

Un po' più deciso Angelo Bonelli, leader di Avs, che parla di un «attacco gravissimo» nei confronti del magistrato: «Si può discutere sulle parole, ma qui siamo davanti a un tentativo di intimidire chi esprime una posizione critica su una riforma che considera sbagliata». [...]

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