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FALLIMENTO SENZA GREXIT? VE PIACEREBBE! - SECONDO I GIORNALI TEDESCHI, MERKEL E JUNCKER STUDIANO UN PIANO PER FAR FALLIRE ATENE SENZA CACCIARLA DALL'EURO - IL 12 MAGGIO DEVE RIPAGARE 747 MILIONI AL FMI E PER S&P LE POSSIBILITÀ DI UN CRAC SONO ALL'84%

1.GRECIA: FT, FMI AFFONDA SPERANZE DILUIZIONE DEBITO ATENE

 (ANSA) - La Grecia avrebbe approcciato informalmente il Fondo monetario internazionale a Washington chiedendo di dilazionare i pagamenti dovuti a maggio, ma si sarebbe vista chiudere la porta in faccia. Lo scrive il Financial Times, secondo cui il Fmi avrebbe suggerito ad Atene di non fare alcuna richiesta specifica per una dilazione nei pagamenti, pari a quasi un miliardo di euro in due tranche il prossimo mese.

tsipras merkeltsipras merkel

 

2.GRECIA: RENDIMENTO BOND 3 ANNI VOLA OLTRE 26%, MASSIMO 2012

 (ANSA) - Il rendimento pagato dai titoli di Stato triennali greci vola (+158 punti base) al 26,18%, massimo dal 2012, mentre il decennale sale di 30 punti base al 12,40%, massimo dall'aprile 2013, in un mercato in allerta sull'ipotesi 'Grexit'. Lo spread decennale è a 1.225 punti base.

 

3.GRECIA FALLITA MA SENZA USCIRE DALL'EURO?

Dall'articolo di Andrea Tarquini per "la Repubblica" - Angela Merkel sembra aver scelto di sfidare gli umori antiellenici diffusi nell’opinione pubblica tedesca, cercando di muoversi di concerto con Mario Draghi e Jean Claude Juncker. Il piano tedesco prevede iniziative per consentire alla Banca centrale europea Bce di continuare a finanziare il paese ellenico anche in caso di default, cosa che non è permessa dai trattati costitutivi dell’unione monetaria e dalla Bce stessa.

 

juncker merkeljuncker merkel

La cancelliera pensa a una deroga per i flussi di liquidità in euro alle banche private greche anche dopo una eventuale bancarotta dello Stato ellenico. Il quale potrebbe essere sostenuto dagli istituti di credito nazionali con operazioni come acquisti di titoli di Stato, senza diretto coinvolgimento della Bce stessa. In cambio, la Germania vuole da Tsipras un atteggiamento di chiara collaborazione e concreti impegni di riforme, tagli e privatizzazioni.

 

MERKEL E DRAGHI MERKEL E DRAGHI

In caso contrario, continua il settimanale, allora il governo federale cambierebbe valutazione e strategia e prenderebbe in considerazione anche l’ipotesi concreta di un’uscita della Grecia dall’unione monetaria. Anche nel caso di un Grexit comunque la Bundesrepublik vorrebbe operare di concerto con Draghi e Juncker e con i partner dell’eurozona per mantenere Atene legata all’Europa, per esempio attraverso aiuti finanziari d’emergenza di Bruxelles che consentirebbero a Tsipras e Varoufakis di gestire la fase di transizione dall’euro al ritorno alla dracma.

 

Se le notizie date da Die Zeit sono vere, Angela Merkel si smarcherebbe in modo importante dalla Bundesbank e dalla maggioranza di commentatori ed economisti tedeschi. E sentendosi all’ api ce della popolarità a casa, affronterebbe l’umore dei suoi elettori: secondo gli ultimi sondaggi sono appena il 20% i tedeschi disposti a concedere nuovi aiuti a Atene.

 

 

4.GRECIA: BERLINO SMENTISCE "PIANO" SU BANCAROTTA IN EURO

VAROUFAKIS MOSTRA IL DITO MEDIO ALLA GERMANIAVAROUFAKIS MOSTRA IL DITO MEDIO ALLA GERMANIA

 (ANSA) - Il governo tedesco ha smentito che Berlino stia lavorando a un piano per rendere possibile ad Atene la permanenza nell'eurozona, anche in caso di fallimento. Affermando di "non prendere posizione sulle molte speculazioni" sulla Grecia degli ultimi giorni, una portavoce del ministero delle Finanze ha risposto a proposito del piano di cui ha riferito die Zeit: "Non posso che scuotere la testa". Il governo lavora "come abbiamo sempre detto a rafforzare l'eurozona e a tenerla insieme", ha aggiunto.

michel sapinmichel sapin

 

 

5.SAPIN, TROVEREMO ACCORDO MA NON IN POCHI GIORNI

 (ANSA) - I partner europei troveranno "delle soluzioni con la Grecia", ma probabilmente non la prossima settimana. Lo dichiara il ministro delle Finanze francese, Michel Sapin, ai microfoni di France Inter. "Non è questione di pochi giorni - ha spiegato - ma bisogna che tutti lavorino seriamente e facciano proposte".

 

 

6.DRAGHI: DEFAULT GRECIA NON CONTEMPLATO. INTANTO PERÒ ESPLODE LO SPAURACCHIO GREXIT

Danilo DT per http://intermarketandmore.finanza.com/

 

A parte la “coriandolata” portata a termine dalla coraggiosa estremista Josephine Witt detta KungFuTanga, contro Mario Draghi detto “il Guerriero Dragone”, il Meeting Bce di ieri non ci ha regalato grandi emozioni. Ha confermato quanto già si pensava. Anche se non esplicitamente è uscita un po’ di preoccupazione per la situazione “prezzi” dei bond oggetto di QE. Anche se al momento non ci sono novità in genere. E poi la Grecia.

Default in vista? Ma assolutamente non esiste…

 

varoufakis walking debtvaroufakis walking debt

"C’è fiducia nella possibilità di permanenza della Grecia nell’Eurozona. Lo hanno ribadito il Presidente della BCE, Mario Draghi, che ha detto di non voler neanche prendere in considerazione questa possibilità (…) Draghi ha anche sottolineato che la Grecia sinora “ha sempre manifestato la volontà di onorare i pagamenti”. Anche l’FMI non dà per probabile l’uscita della Grecia dall’Area Euro. (…) Jose Vinals (FMI) ha precisato che la cosiddetta Grexit “non è nello scenario di base”.

 

Bene, quindi per tutti la soluzione più logica, ovvia ed attesa, ovvero il compromesso, sarà l’esito finale. Niente Grexit, e la favola può continuare.

E poi però scopri che nello stesso giorno, la nota agenzia S&P mi taglia il rating alla Grecia.

 

Mentre continuano ad affievolirsi le speranze di un negoziato risolutivo tra la Grecia e i creditori che possa sbloccare la nuova tranche di aiuti europei, l’agenzia di rating Standard&Poor’s come da copione declassa ancora i titoli già ‘spazzatura’ del Paese. Tagliando la sua valutazione sul debito ellenico da B- a CCC+, corrispondente a un rischio considerevole di default.

draghi contestato con i coriandoli 4draghi contestato con i coriandoli 4

 

Beh ragazzi, mettetevi d’accordo. La Bce e il Fmi stanno facendo carte false per tranquillizzare i mercati. Insomma, c’è un piano di politica monetaria espansiva in atto e delicati equilibri da difendere. Mica si può mandare il tutto all’aria, no?

E poi dall’altra ecco la spavalda agenzia di rating che se ne esce con un downgrade. Proprio S&P che dopo gli schiaffoni presi con Lehman, ora alza il livello di guardia all’inverosimile e non vuole farci nuovamente cogliere impreparata al possibile evento.

Analizzando lo scenario attuale, la statistica indica una percentuale di default della Grecia che arriva al 84%.

 

draghi contestato con i coriandoli  3draghi contestato con i coriandoli 3

Non male come dato, direi. A livello internazionale chi fa peggio sono solo due stati. Il Venezuela e l’Argentina, protagonista di un pirotecnico peggioramento dello scenario in questi ultimi giorni.

 

Ma tornando alla Grecia, perché preoccuparci. Il coriandolato Draghi e la sua collega del FMI Lagarde sono sereni.

 

Ma poi scopriamo che invece qualcun altro inizia ad essere un po’ meno sereno. Per esempio Frau Merkel si sta già muovendo in questa direzione. Ma attenzione, non preoccupa il default. Preoccupa il mettere in dubbio l’Euro e quindi il Grexit. Morale: la Germania sta lavorando per far si che la Grecia, in caso di default, possa rimanere sempre e comunque nell’Euro.

 

varoufakis schaeublevaroufakis schaeuble

La Germania sarebbe preoccupata dell’eventualità che Atene non sia in grado di adempiere ai pagamenti nelle prossime settimane e che quindi la Banca centrale europea debba congelare i finanziamenti che ora, di fatto, arrivano al governo per il tramite della liquidità di emergenza dell’Eurosistema (Ela) messa a disposizione degli istituti di credito. (…) Il piano, secondo Die Zeit, sarebbe stato mirato a garantire la possibilità per l’Eurotower di continuare a finanziare Atene anche in caso di insolvenza e a risanarne le banche greche in modo tale da metterle in condizione di continuare a percepire liquidità dalla Banca centrale, nonostante la bancarotta del Paese. Secondo lo Zeitsi sarebbe parlato anche di trovare il modo di far restare la Grecia “possibilmente legata” all’Europa anche in caso di fallimento attraverso aiuti versati da Bruxelles per “alleggerire la transizione a una moneta propria”.

 

Ecco quindi la paura: non è il fallimento ma il Grexit totale e definitivo a creare scompiglio. Piuttosto, se proprio tutto andasse male, una moneta che sia legata da un forte filo conduttore con l’Euro, magari con una svalutazione progressiva e cambi praticamente fissi all’interno di un corridoio (o meglio, con un floor che non si potrà oltrepassare).

lagarde schaeublelagarde schaeuble

Già di domando come farà la signora Merkel a difendere questo scenario senza tener conto della più tremenda e grama bestia con cui dovrà lottare: la speculazione. Ma non andiamo troppo avanti con la fantasia. Sono solo ipotesi da bar proprio perché l’EuroEroe Draghi, dopo una valorosa difesa da coriandoli assatanati, ha proclamato: default Grecia? Non contemplato.

 

Quindi restano solamente a fini statistici, e qui volutamente mi fermo, tutte quelle nuove funzioni su Bloomberg in Dracme. Sono solo esercizi didattici. E a noi sta bene così. E se poi il 12 maggio Atene non restituirà 747 milioni di euro al Fondo Monetario Internazionale dovrà dichiarare il fallimento. Punto.

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