1- GRILLO INFOGLIATO DALL’ELEFANTINO: LA “BOLLA” GRILLO SI GONFIA MA NON FA BOOM 2- FERRARA: “L’IMPRESSIONE È CHE IL GRILLISMO, NONOSTANTE L’ENDORSEMENT DI MINA E LA POSSIBILE AFFERMAZIONE COME “PRIMO PARTITO” A COMACCHIO SE NON A BUDRIO, RESTI UN COMPRIMARIO PIÙ CHE PRIMATTORE, SU PERCENTUALI DA PIRATI TEDESCHI O DA UKIP INGLESE, E NON SU DIMENSIONI DI ECCEZIONALITÀ “STORICA”” 3- GRILLO: “GODETEVI QUESTA FELICITÀ!... AH! UN'ULTIMA COSA: TANTO PER FARCI ARRIVARE AL 100% DEL GRADIMENTO DI TUTTI I CITTADINI ITALIANI DOVRESTE CONTINUARE A OFFENDERMI: POPULISTA DEMAGOGO ARRUFFAPOPOLI PIFFERAIO MAIALE STRONZO” 4- E MENTRE L’EUROPA VA VERSO IL NULLA, IN ITALIA DIBATTITI ED EDITORIALI SUL RISULTATO ELETTORALE DI GRILLO CHE ELEGGE AL PRIMO COLPO IL SINDACO DI SAREGO!

1 - GRILLO SI GONFIA MA NON FA BOOM...
Da "il Foglio"

E' davvero "boom" la parola giusta per descrivere il risultato elettorale del Movimento cinque stelle, che elegge al primo colpo il sindaco di Sarego, provincia di Vicenza, ma non elegge al volo un sindaco di grande città (nonostante i pronostici spazzatutto di Beppe Grillo) e si afferma come "bolla" legata al simbolo-Grillo più di quanto i grillini sperassero (più voti al Movimento che ai singoli candidati) e ai ballottaggi, dove arriva, arriva sul filo ma non facendo piazza pulita, come minacciava il tribuno Beppe?

La bolla esiste, ma non mantiene l'ipertrofia delle parole anche se ieri Grillo, su Twitter, si mostrava comunque e sempre esultante, prima per l'idea del ballottaggio a Parma, poi per la possibilità del ballottaggio a Genova (sua città, dove però non c'è stato plebiscito), poi per le percentuali (non bulgare) che giungevano dalla Palermo di Leoluca Orlando - lui sì "landslide", a valanga.

"Avanti così, belin, la prima Terza Repubblica", scriveva Grillo commentando i dati di Sarego, dopo tre ore di euforia internettiana in cui venivano coccolati dal comico e dai suoi sostenitori, al grido di "siamo noi il Terzo polo", anche i risultati al di sotto della rivoluzione (vedi Verona, dove il centrosinistra, con il non conosciutissimo Michele Bertucco, arriva comunque secondo dopo Flavio Tosi).

L'impressione è che il grillismo, nonostante l'endorsement di Mina e la possibile affermazione come "primo partito" a Comacchio se non a Budrio, resti un comprimario più che primattore, su percentuali da Pirati tedeschi o da Ukip inglese, e non su dimensioni di eccezionalità "storica", aggettivo che piace ai consiglieri grillini e a chi ci crede.

2 - GRILLO A VALANGA: «ORA IL PARLAMENTO»
Fabrizio Roncone per il "Corriere della Sera"

Beppe Grillo sghignazza eccitato, urla, minaccia la politica italiana.
«Il virus dilaga!».
«Sono morti, ragazzi, sono morti!».
«Ah ah ah! Ci vediamo in Parlamento!».

Il Movimento 5 stelle sfonda, irrompe, travolge. Federico Pizzarotti, a Parma, arriva addirittura al ballottaggio. Ma vanno molto bene anche gli altri candidati: Paolo Putti a Genova e Gianni Benciolini a Verona; Roberto Castiglion è il nuovo sindaco di Sarego (Vicenza).

Lui, Beppe Grillo, il gran capo - «Un personaggio a metà tra il Gabibbo e Bossi» (cit. Massimo D'Alema); «Uno spregevole demagogo» (cit. Giuliano Ferrara); «Un clown» (cit. Altero Matteoli); «Un fenomeno mediatico inquietante» (cit. Nichi Vendola); «Un uomo incontrollabile, sottovalutato, diverso» (cit. Mina) - lui resta nella parte del comico diventato guru, del capopopolo carismatico e furbo, del leader che conosce, meglio di tanti, i segreti della nuova comunicazione.

Niente conferenza stampa, niente tigì. Niente riti scontati. Puntuale compare invece subito su Twitter e su Facebook. Al telefono risponde stizzito, farfuglia, mette giù.
Per buona parte della giornata resta a Genova, la sua città, nella sua villa di Sant'Ilario (12 mila euro al metro quadrato): vista pazzesca sul golfo di Punta Chiappa, la piscina, il giardino dove - ma qui siamo nella leggenda - ci sono pomodori di polistirolo espanso.
Dovete immaginarvelo alla scrivania, davanti a un computer (la moglie Parvin Tadjik seduta sul divano).

Dovete immaginarvelo, nel riverbero dello schermo, con quei suoi occhi spalancati.
Alle 15, scrive sulla sua pagina Face: «Ragazzi, ci siamo. Inizia lo spoglio. Andiamooo!».
Alle 16,30, non resiste, e si lascia un po' andare: «Belin! A Genova la percentuale cresce. Putti è ora al 18,4%».

Alle 18,20, capisce che da certe proiezioni non si può tornare indietro (notare come si rivolga direttamente al suo popolo di militanti): «Attenzione ragazzi, attenzione... Manca la conferma ufficiale ma mi dicono che abbiamo il primo sindaco a 5 stelle: a Sarego (Vicenza) eletto sindaco il nostro Castiglion... Inizia la Terza Repubblica!».
Nel volgere di pochi secondi - e non è un modo di dire - questo suo messaggio ottiene un impressionante numero di contatti: 766 condivisioni, 574 commenti, 5.630 «mi piace».

Tu stai ancora lì, su Face, a pensare che sono volati come giorni gli anni in cui Grillo organizzava i suoi «Vaffanculo Day», radunava 180 mila persone all'ippodromo di Cesena per una Woodstock a 5 stelle e poi, come magnifica provocazione, si candidava pure alla segreteria del Partito democratico: ma lui è già saltato su Twitter.

Su questo social network, Grillo è seguito da 535.971 follower (Bersani, per capirci, ne ha 113.565; Casini, 55.549; Alfano, 25.070) I suoi follower, nelle ultime settimane, Grillo li ha bombardati di messaggi netti, precisi, contro i costi della politica, contro la corruzione, invocando trasparenza, promettendo di rinunciare ai finanziamenti pubblici. Ed è perciò su Twitter che, alle 21, quando i dati sono ormai delineati, prima scrive «Grazie grazie grazie», e poi rimanda tutti al suo blog (www.beppegrillo.it) dove ha lasciato un messaggio registrato anche per YouTube.

«È accaduto un fatto epocale... - voce come metallica, distante: effetto epico -. Cittadini che, senza soldi, autofinanziandosi, sono andati a votare se stessi. Io vi devo ringraziare. Tutti quelli che hanno lavorato sui palchetti, al freddo... una cosa mai vista... E questo è solo l'inizio. Quindi dalla rigenerazione di cui parlava il nostro Presidente della Repubblica siamo passati alla liquefazione... La destra, il Pdl... non c'è più nulla. È una diarrea politica. Quindi vi pregherei di non dire più che non avrei un programma...».
(Sembra prendere fiato, si capisce che ha registrato questo messaggio parlando a braccio).

«Il movimento è nato nel 2009... Godetevi questa felicità!... Ah! Un'ultima cosa: tanto per farci arrivare al 100% del gradimento di tutti i cittadini italiani dovreste continuare a offendermi: populista demagogo arruffapopoli pifferaio maiale stronzo...».

Ha detto di lui Pippo Baudo, che lo scoprì nel 1976, a Milano, in Corso Sempione, mentre si esibiva in un locale chiamato la Bullona: «Capii subito che era un animale da palcoscenico, con una capacità rara: sapeva, alla perfezione, ciò che il pubblico voleva sentirsi dire».

 

 

BEPPE GRILLO MOVIMENTO 5 STELLE .GRILLO MOVIMENTO 5 STELLEBEPPE GRILLO MOVIMENTO 5 STELLEBEPPE GRILLO STRABUZZA GLI OCCHIbeppe grillo GIULIANO FERRARA beppe grillo legnano IL TRIO BERSANI CASINI ALFANObeppe grillo

Ultimi Dagoreport

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA SONO APPESE ALLA FUSIONE CON MEDIOBANCA, CHE INGLOBEREBBE L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI TUTTI I PROTAGONISTI DEL RISIKONE: IL 13% DI GENERALI - OLTRE ALLA DELFIN DI MILLERI, A DAGOSPIA RISULTA IN GRAN MOVIMENTO IL CEO DEL LEONE DI TRIESTE, PHILIPPE DONNET, PRESSO I FONDI DI INVESTIMENTO, COME GIÀ SUCCESSE CON LA RESURREZIONE DI LOVAGLIO PER SBARRARE LA STRADA A CALTAGIRONE - SE FALLISSE LA FUSIONE MPS-MEDIOBANCA, A PIAZZA AFFARI C’È CHI IPOTIZZA UN’OPA SU PIAZZETTA CUCCIA, CHI CONGETTURA OPERAZIONI CHE COINVOLGEREBBERO BANCA GENERALI - UNA COSA È CERTA: PIÙ SI ANDRÀ AVANTI E PIÙ L’ASTICELLA DEL RISIKO SI IMPENNERÀ, PERCHÉ SOCI E GRANDI FONDI DOVRANNO SCEGLIERE: MESSINA O DONNET? BANCA INTESA CHE PRENDE LA LEVA DI COMANDO DI GENERALI (SALVO PROBLEMI CON L'ANTITRUST) O TRASFORMARE IL LEONE DI TRIESTE IN UNA VERA PUBLIC-COMPANY?

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO

la repubblica urbano cairo enrico mentana stefano cappellini theodore kyriakou

DAGOREPORT - SI ACCAVALLANO LE VOCI SUL CORTEGGIAMENTO A ENRICO MENTANA DELL’EDITORE DI ‘’REPUBBLICA’’, THEO KYRIAKOU, CHE INTENDE LANCIARE UNA RETE ALL NEWS-CNN, DIRETTA DAL CONDUTTORE DEL TG LA7 - S’AVANZA ANCHE L’IPOTESI DI UN ''DOPPIO MENTANA'': TV E DIRETTORE EDITORIALE DI “REPUBBLICA” - COSÌ IL MAGNATE GRECO SALVEREBBE CAPRA E CAPPELLINI (ALL’80% CONFERMATO ALLA DIREZIONE) - TRA MENTANA E IL PROPRIETARIO DI "ANTENNA GROUP", CI SAREBBE IL MACIGNO DELLA CLAUSOLA DI NON CONCORRENZA CHE RISCHIA DI TENERLO LONTANO DA UN ALTRO INCARICO PER UN ANNO E MEZZO - CHICCO DICE CHE QUESTA CLAUSOLA “NON C’È” - BENE, SE ‘’NON C’È’’, ALLORA NON SI COMPRENDE LA STIZZA RABBIOSA DELLA SUA LETTERA INVIATA AL “FOGLIO”, CONTRO L’EDITORE DE LA7, URBANETTO CAIRO… - VIDEO

sigfrido ranucci

DAGOREPORT - MILENA GABANELLI, L'UNICA AD AVER CAPITO TUTTO DI SIGFRIDO RANUCCI: "È UN GRAN RUBACUORI... LE RACCOGLIE A MAN BASSA, VEDEVO QUESTO IO…", DISSE "MI-JENA" IL 30 OTTOBRE 2025, A DUE SETTIMANE DALL'ATTENTATO DI POMEZIA, OSPITE DI GEPPI CUCCIARI A "SPLENDIDA CORNICE", RAI3, RIVOLTA AL CONDUTTORE DI "REPORT", INCORNICIATO “MARTIRE DELLA LIBERTÀ”, CHE REPLICÒ RIDENDO: “NO, NON È VERO…NON ABBASTANZA PER DIVENTARE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO” - ERANO BATTUTE, CERTO, MA OGGI PRENDONO UN’ALTRA PIEGA, UN SIGNIFICATO DIFFERENTE ALLA LUCE DELL'“ATTENTATO D'AMORE” DI LAVITOLA PER LANCIARE RANUCCI IN POLITICA E SULLE PRODEZZE EROTICHE DEL “ROCCO SIGFRIDO” CON STAGISTE E FONTI IN GONNELLA – ANCHE LA LETTERA ANONIMA DEL 2021 INVIATA ALLA RAI CHE ACCUSAVA RANUCCI DI MOLESTIE E RICATTI SESSUALI NEI CONFRONTI DI TRE COLLEGHE DI "REPORT", E CHE SI CONCLUSE CON L'ASSOLUZIONE DEL CALDO SIGFRIDO, ASSUME OGGI UN'ALTRA LUCE... - VIDEO