schulz_merkel-1-1

GROSSE KOALITION, ATTO III! AL CONGRESSO VINCE LA LINEA SCHULZ: SI’ AL GOVERNO CON LA MERKEL MA LA SPD E’ DIVISA - IL LEADER DEI GIOVANI SOCIALDEMOCRATICI KÜHNERT GUIDA “LA RIVOLTA DEGLI SCHIAVI”: DOBBIAMO ESSERE NANI OGGI PER ESSERE DI NUOVO GIGANTI DOMANI

Da repubblica.it

schulz merkel-1-1

I socialdemocratici tedeschi accettano di avviare le trattative per la formazione di un governo con la Cdu/Csu della cancelliera Angela Merkel. Al congresso straordinario svoltosi a Bonn 362 delegati hanno votato a favore della mozione sostenuta dal leader Martin Schulz, mentre 279 si sono espressi contro la grande coalizione.

 

 

GERMANIA SPD AL VOTO

 

Paolo Valentino per il ''Corriere della Sera''

 

Per un giorno la «piccola città in Germania» che John Le Carré rese celebre come una delle capitali della Guerra Fredda, torna al centro del mondo per una ragione che nessuno avrebbe mai potuto immaginare.

 

A Bonn, in riva al Reno, va in scena oggi una pièce ad alto contenuto drammatico, il cui esito avrà comunque conseguenze globali. In gioco sono non solo il futuro del partito socialdemocratico, ma la stabilità politica della quarta economia del pianeta, il potere di Angela Merkel e in ultima analisi il destino dell' Europa, le sue prospettive di rilancio e integrazione.

KÜHNERT

 

Seicento delegati della Spd sono chiamati in congresso straordinario ad esprimersi su un solo punto in agenda: approvare o respingere il documento di 28 pagine, negoziato dalla leadership socialdemocratica con la Cdu-Csu della cancelliera, che apre la strada a trattative formali per un nuovo governo di Grosse Koalition.

Non è per nulla scontato che Martin Schulz, il leader del partito, ottenga la maggioranza necessaria per andare avanti. Sostenuto da gran parte del gruppo dirigente e dai deputati al Bundestag, l' accordo è contestato in modo diffuso nelle federazioni, che hanno scelto i delegati.

 

A guidare la «rivolta degli schiavi» è il «new kid on the block» della politica tedesca.

Ha appena 28 anni, il tono flautato e il Milchgesicht , la faccia da bambino, secondo la definizione della Bild Zeitung , ma in soli due mesi Kevin Kühnert è diventato il principale ostacolo sulla strada che porta a un nuovo governo di centrosinistra sotto la guida di Angela Merkel.

 

martin schulz

Kühnert è capo degli Jusos, i giovani socialdemocratici e si batte come un forsennato per tenere la Spd fuori da una Grosse Koalition. Ma quello che il ribelle rivendica come segnale di dibattito vivo e appassionato, è in realtà la bomba a orologeria, che potrebbe in un solo boato spaccare il partito e sprofondare la Germania in una fase di incertezza dalle ripercussioni incalcolabili.

 

Erede di una tradizione che ha spesso visto gli Jusos «sparare sul quartier generale», contestando da sinistra la linea ufficiale, dagli euromissili voluti negli Anni Ottanta da Helmut Schmidt all' Agenda 2010 di Gerhard Schröder, Kühnert ha fatto un salto di qualità. Non più solo voce del ribellismo giovanile, ma leader carismatico dell' opposizione interna e punta di lancia del contrasto a Schulz. «La rigenerazione della Spd sarà all' opposizione o non sarà», è il grido di battaglia col quale ha dato voce a tutte le ansie esistenziali e i dubbi identitari della base socialdemocratica, diventando riferimento obbligato di quanti vedono in una nuova esperienza di governo un rischio mortale per il partito.

 

martin schulz

Eppure, l' intesa spuntata nel negoziato con Merkel e i suoi alleati bavaresi recepisce punti importanti delle proposte socialdemocratiche. Pone in cima all' agenda un maggior impegno politico e finanziario della Germania in Europa, prevede la spesa del surplus di 45 miliardi di euro per le famiglie, i giovani e le infrastrutture. Ma la Spd ha dovuto subire il tetto di 200 mila persone al numero annuale di rifugiati e soprattutto rinunciare all' idea radicale di un' assicurazione sanitaria universale, in luogo del doppio sistema pubblico-privato in vigore attualmente. È quest' ultima rinuncia a fornire ai ribelli l' argomento più forte: l' assenza di una visione, di un progetto che metta il timbro socialdemocratico sul patto di governo.

 

MERKEL SCHULZ

Schulz si è tuffato con passione nel tentativo di convincere una base scettica e impaurita, viaggiando in tutti i Land. Se il congresso dovesse bocciare i negoziati per una Grosse Koalition, ha ammonito in una intervista a Der Spiegel , la Germania «andrebbe a nuove elezioni e anche rapidamente». Ma attenzione, ha aggiunto, «i partiti che non riescono a formare un governo con le maggioranze disponibili al Bundestag, saranno puniti dagli elettori». I sondaggi più recenti danno la Spd perfino al di sotto del 20%, il minimo storico ottenuto lo scorso settembre.

 

La prospettiva di elezioni anticipate preoccupa anche la cancelliera. Secondo molti analisti, nel caso di ritorno alle urne potrebbe non essere più Angela Merkel a condurre la Cdu-Csu. Dentro il partito crescerebbe infatti una fronda conservatrice guidata da Jens Spahn, ambizioso vice-ministro uscente dell' Economia, e Alexandr Dobrindts, nuovo capo dei deputati della Csu al Bundestag.

 

Un tentativo di mediare tra fautori e nemici della Grosse Koalition è partito ieri dalle federazioni socialdemocratiche del Nord Reno Vestfalia e dell' Assia, che insieme esprimono oltre un terzo dei 600 delegati. Secondo la Süddeutsche Zeitung , la loro proposta prevede un sì all' intesa, ma subordinato alla revisione di alcuni punti in tema di assunzioni, sanità e ricongiungimenti familiari per i profughi.

 

Unica obiezione, la signora Merkel ha già detto chiaramente che l' accordo, raggiunto dopo 5 giorni di duro negoziato e quasi subito dalla Cdu-Csu, non può essere cambiato nella sostanza.

SCHULZ

Ultimi Dagoreport

cateno de luca luigi marattin sindaci d italia giorgia meloni

DAGOREPORT – MARATTIN S-CATENATO! IL DEPUTATO EX RENZIANO POTREBBE APPRODARE NEL CENTRODESTRA ATTRAVERSO IL MOVIMENTO DI CATENO DE LUCA, EVITANDO COSI’ DI DOVER RACCOGLIERE SEIMILA FIRME A COLLEGIO PER PRESENTARSI ALLE PROSSIME ELEZIONI – L’INCONTRO TRA MARATTIN E DE LUCA IN UN RISTORANTE DI ROMA NORD – GIORGIA MELONI DOVREBBE ESSERE PRESENTE ALLA CONVENTION DELLA PROSSIMA SETTIMANA DI “NORD CHIAMA SUD”, CHE CAMBIERA’ NOME E SIMBOLO: DIVENTERÀ “SINDACI D’ITALIA”, PER FARE CONCORRENZA AL MOVIMENTO CIVICO DI ALESSANDRO ONORATO –  “SCATENO” È PRONTO AD ACCOGLIERE ANCHE I LEGHISTI NON “BLINDATI” DA SALVINI – VERSO UNA LISTA UNICA FORZA ITALIA-NOI MODERATI. LA MELONI “TIFA” TAJANI, CONSIDERATO PIU’ AFFIDABILE DI OCCHIUTO…

marine le pen giorgia meloni vannacci

DAGOREPORT - GIORGIA D'ARABIA, PRIMA DI DECOLLARE PER IL SUO BLITZ IN KUWAIT (A CACCIA DI PETROLIO, GAS E INVESTIMENTI), AVREBBE ANNUNCIATO AI "FRATELLINI" DELLA FIAMMA: SI VOTA A MAGGIO! - RINGALLUZZITA DAI DECRETINI SICUREZZA E DAL PUGNO DI FERRO CONTRO I MARANZELLI IN RIVOLTA, RASSICURATA DAI SONDAGGISTI "AMICI" CHE DANNO FDI AL 29% E IMPANTANATA LA MARCIA SU ROMA DI ROBERTO VANNACCI, ALLA DUCETTA NON CONVIENE ASSOLUTAMENTE DI STARE TROPPO CON LE MANI IN MANO - IL VOTO IN ESTATE È ESCLUSO: CON LE VACANZE CHE DIVENTANO UN MIRAGGIO E IL PORTAFOGLI VUOTO, MEJO EVITARE - PEGGIO ANCORA LE URNE A OTTOBRE, CON UNA FINANZIARIA DAVANTI - INOLTRE, BISOGNA SCHIVARE CHE L'INTERNAZIONALE PUTINISTA BY LE PEN-AFD SI PRENDA L'EUROPA - LA NUOVA ATTITUDINE SECURITARIA CHE HA PORTATO MELONI A FARE L'ENDORSEMENT ALL'AMAZZONE LEGHISTA SILVIA SARDONE A MILANO... - VIDEO!

mentana cairo

FLASH – PRENDETE I POPCORN: IL 9 NOVEMBRE CI SARÀ LA RESA DEI CONTI FINALE TRA URBANO CAIRO E ENRICO MENTANA – IL PROPRIETARIO DI LA7 E IL COMPAGNO DI FRANCESCA FAGNANI TROVERANNO L’ACCORDO, COME FANNO OGNI ANNO DOPO IL SOLITO TEATRINO DI CHICCO, OPPURE QUESTA VOLTA SANCIRANNO IL LORO DIVORZIO UNA VOLTA PER TUTTE? MENTANA CI È ANDATO GIÙ DURO IN DIVERSE OCCASIONI, DOGLIANDOSI A DOGLIANI DEL RADICAL-SINISTRISMO DELLA RETE: “È UNA TV ANTI-MELONI”. NON AVENDO TROVATO UNA POLTRONA ALTERNATIVA, FINIRÀ ANCHE STAVOLTA A TARALLUCCI E VINO?

carlo messina giorgia meloni

DAGOREPORT - GIORGIA MELONI NON SE LO ASPETTAVA DI FINIRE SBATTUTA COME UN UOVO DA CARLO MESSINA - DAVANTI ALLA RICHIESTA PER ULTERIORI 5 MILIARDI DI EURO A CARICO DEL SETTORE DEL CREDITO E ASSICURATIVO PER SOSTENERE LA MALCONCIA LEGGE DI BILANCIO 2027, IL CEO DI BANCA INTESA NON L’HA TOCCATA PIANO: “AVEVAMO UN ACCORDO TRIENNALE CON IL GOVERNO, IO CI HO CREDUTO” – LO SDENG DEL KAPPAO: "SE L’ESECUTIVO GIUDICA NECESSARIO RACCOGLIERE RISORSE AGGIUNTIVE PER LA MANOVRA, “ALLORA TUTTE LE AZIENDE CHE HANNO UTILI SUPERIORI A 500 MILIONI, POTRANNO CONTRIBUIRE” - BEN DETTO, CARLETTO: PERCHÉ PALAZZO CHIGI NON BATTE CASSA A ENEL, ENI, POSTE, FERRARI, LAMBORGHINI, LEONARDO, ETC.? INSOMMA, CARA GIORGIA, “DEVE ESSERCI RISPETTO RECIPROCO” - MICA È FINITA. MESSINA NON DEVE AVER DIMENTICATO NÉ TANTOMENO GRADITO L’INTERVENTO A PIEDI GIUNTI DELLA DUCETTA CONTRO LO SPEZZATINO DI MPS PROGETTATO DA INTESA - MA ORMAI L’UNICO OSTACOLO DI INTESA SI CHIAMA ANTITRUST. ANCHE SE MESSINA NON LA FINISCE DI SOTTOLINEARE CHE L’ACQUISIZIONE DELLA QUOTA DI GENERALI VA VISTA IN ‘’UN’OTTICA PURAMENTE FINANZIARIA’’, PRONTO ANCHE A DISFARSI DEL SUO 3,1% DEL LEONE, SARÀ L’ANTITRUST A DECIDERE SE INTESA, ANCHE COME ‘’SOCIO SILENTE” CHE STA FUORI DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE, CON LA SUA PRESENZA PUÒ ‘’CONDIZIONARE’’ O MENO IL SUO COMPETITOR NUMERO UNO DEL MERCATO ASSICURATIVO...

matteo salvini giorgia meloni autotrasportatori

QUANDO NON SANNO CHE FARE, A DESTRA LA BUTTANO IN CACIARA – IL GOVERNO HA SCELTO DI ATTACCARE GLI AUTOTRASPORTATORI CHE PROTESTANO AL SUD EVOCANDO LE INFILTRAZIONI DELLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA, CON IL SOLITO TIC DI PREGIUDIZIO ANTI-MERIDIONALE - UNA PARABOLA RIDICOLA PER GIORGIA MELONI E MATTEO SALVINI, DUE PROFESSIONISTI DELLA PROTESTA, QUANDO ERANO ALL’OPPOSIZIONE. DUE PROTAGONISTI POLITICI CHE HANNO FATTO DELLA PROPAGANDA URLATALA LORO CIFRA POLITICA E DI COMUNICAZIONE, FINO A QUANDO SI SONO RITROVATI AL GOVERNO – LA DUCETTA AVREBBE FATTO MEGLIO AD ANDARE AL VOTO SUBITO: I NODI STANNO VENENDO AL PETTINE E SARÀ UN AUTUNNO DI FUOCO