guaidò maduro

GUAIDÓ AI VINTI – IL LEADER DELL’OPPOSIZIONE A MADURO RIENTRA A CARACAS, ORA RISCHIA L' ARRESTO, GLI USA: “QUALSIASI MINACCIA, VIOLENZA O INTIMIDAZIONE CONTRO DI LUI NON SARÀ TOLLERATA E AVRÀ UNA RISPOSTA RAPIDA” - BAGNO DI FOLLA PER IL LEADER ANTI-CHAVISTA: “IL REGIME LO DEVE CAPIRE: IL MECCANISMO CHE USANO CONTRO DI NOI NON FUNZIONA..” TENSIONE ALLE STELLE

GUAIDO'

Alfredo Spalla per "il Messaggero"

 

È atterrato a Caracas scortato dai manifestanti e da tredici ambasciatori internazionali.

Juan Guaidó, il Presidente del Parlamento venezuelano e Presidente della Repubblica ad interim, è tornato in Venezuela dopo una serie di riunioni con i capi di Stato del Sud America. Per un ordine del Tribunal Supremo de Justicia, controllato da giudici fedeli a Nicolas Maduro, Guaidó non avrebbe neppure potuto lasciare il Venezuela, come ha invece fatto lo scorso 22 febbraio attraversando la frontiera con la Colombia.

 

Il leader dell' opposizione ha sfidato apertamente il chavismo, ottenendo stavolta un' importante vittoria simbolica. «Siamo consapevoli dei rischi che stiamo correndo, ma non ci siamo mai fermati. Il regime lo deve capire: il meccanismo che usano contro di noi non funziona. Proseguiamo le manifestazioni, andiamo avanti senza paura!», ha detto sbarcando all' aeroporto internazionale di Maiquetía con un volo commerciale proveniente da Panama.

nicolas maduro

 

Si è poi diretto verso la manifestazione di piazza Alfredo Sadel, a Las Mercedes, garantendo a migliaia di cittadini che l' opposizione «è più forte che mai». Le mobilitazioni sono riprese ieri in tutto il Paese senza repressioni violente, mentre oggi Guaidó si riunirà con i sindacati della pubblica amministrazione. Per sabato sono previste nuove proteste.

 

Per Guaidó, il cui mandato presidenziale è giudicato legittimo da circa 50 paesi nel Mondo, fra cui non figura l' Italia, si tratta di una prima risposta dopo il flop del 23 febbraio per l' ingresso degli aiuti umanitari. I camion erano stati bloccati e bruciati da Maduro prima che potessero varcare il confine. Poche ore prima che medicine e alimenti marciassero verso il Venezuela, Guaidó aveva oltrepassato la frontiera colombiana per assistere al concerto organizzato dall' imprenditore Richard Branson.

 

marcia contro maduro a caracas

 In questi giorni di assenza da Caracas, il leader di Voluntad Popular ha visitato i presidenti di Colombia, Paraguay, Brasile, Argentina ed Ecuador, partecipando anche al vertice del Gruppo di Lima, in cui è stato deciso che, per il momento, non sarà utilizzata la forza per contrastare le politiche repressive di Maduro. «Il rientro sicuro di Guaidó in Venezuela è di massima importanza per gli Usa.

 

Qualsiasi minaccia, violenza o intimidazione contro di lui non sarà tollerata e avrà una risposta rapida», aveva avvisato il vice presidente americano, Mike Pence, ribadendo un messaggio anticipato nei giorni scorsi da Donald Trump. Tredici ambasciatori - fra cui quelli europei di Germania, Francia, Olanda, Portogallo e Romania - hanno accolto Guaidó allo scalo di Caracas. Non si sono, invece, concretizzate le minacce della vice-presidente Delcy Rodriguez e di Diosdado Cabello, numero due del chavismo, che avevano promesso «un' accoglienza speciale» per il rientro dell' avversario politico.

 

juan guaido

«Il suo comportamento e le sue attività sono analizzate con cura dalle istituzioni dello Stato e si prenderanno le misure adeguate», aveva detto la vice-presidente, definendo «ridicolo» il viaggio internazionale di Guaidó. Maduro avrebbe potuto farlo arrestare come già successo con Leopoldo Lopez o Henrique Capriles, rispettivamente a capo delle manifestazioni del 2014 e del 2017, ma ha compreso che questa volta la pressione internazionale non glielo avrebbe consentito.

 

Dal suo profilo Twitter, Maduro rilancia un sondaggio secondo cui l' 81% dei venezuelani sostengono il dialogo fra il governo e l' opposizione. Intanto, il rientro di Guaidó, per quanto unico nel suo genere, ha dato forza ai tanti politici esiliati dal chavismo come Carlos Vecchio, Lester Toledo, David Smolansky e Antonio Ledezma, che in queste ore sognano più che mai di poter tornare a casa per assistere alla fine del chavismo. «La catena di comando è stata spezzata», dicono fiduciosi i sostenitori di Guaidó.

intervista esclusiva di skytg24 a nicolas maduro 4trump

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni camillo ruini

FLASH – PERCHÉ GIORGIA MELONI HA UN INFERMIERE CHE ABITUALMENTE VA DA LEI? IL CARDINAL CAMILLO RUINI, NELL’INTERVISTA RILASCIATA A CAZZULLO, HA FATTO UNA RIVELAZIONE “DELICATA”: “CON GIORGIA MELONI C’È UN’AMICIZIA VERA, CI MANDIAMO SEMPRE A SALUTARE. L’INFERMIERE CHE VIENE DA ME PER CURARMI VA ANCHE DA LEI”. ORA, È NORMALE CHE UN 95ENNE DALLA SALUTE FRAGILE ABBIA BISOGNO DI UN CONTINUO SOSTEGNO SANITARIO. MA LA PREMIER, 49ENNE? HA ANCORA GLI OTOLITI IN FIAMME?

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…

john elkann repubblica

ALTISSIMA TENSIONE SULLA ‘’TRATTATIVA ESCLUSIVA” TRA JOHN ELKANN E THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI – LE PROBABILITÀ CHE L’OPERAZIONE VADA A PUTTANE AUMENTANO AL PARI DELLE PERDITE DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ - SE SALTA, PRENDE IL FARDELLO GEDI E LO METTE ALL’ASTA? RICICCIA LEONARDINO DEL VECCHIO? – FINORA, TUTTO ERA ANDATO IN DISCESA PER ELKANN: L’ACQUISIZIONE NEL 2020 DE “LA REPUBBLICA” E “LA STAMPA”, DA SEMPRE QUOTIDIANI DI RIFERIMENTO DEL PARTITO DEMOCRATICO, È STATA UN’ABILE MOSSA NON SOLO PER SQUAGLIARE LA FIAT IN STELLANTIS SENZA ROTTURE DI COJONI MEDIATICHE E SINDACALI, MA ANCHE PER PORTARE A TERMINE TRANQUILLAMENTE LA CESSIONE DELLE GRANDI AZIENDE ITALIANE DELLA HOLDING EXOR: DA MAGNETI MARELLI A IVECO – RESTAVA GEDI PRIMA DI VOLARE SOTTO IL CIUFFO DEL PREDILETTO TRUMPONE. MA, A VOLTE, NON TUTTE LE CIAMBELLE RIESCONO COL BUCO…