TOBIN WAR! GUERRA TRA CATTOLICI E FINANZA SULLA TASSA DELLE TRANSAZIONI FINANZIARIE: IN PARLAMENTO SOSTEGNO TRASVERSALE MA GLI INTERMEDIARI FINANZIARI NON CI STANNO


1 - LA TOBIN TAX CAMBIERA': RISORSE AL CUNEO
Pietro Saccò per "Avvenire"


Così come è stata formulata, la Tobin Tax non ha funzionato. Non dal punto di vista del gettito fiscale, almeno. Quando, alla fine dell'anno passato, i tecnici del governo Monti hanno introdotto la tassa sulle transazioni finanziarie nella legge di Stabilità l'incasso stimato per il 2013 era stato indicato in l miliardo e 88 milioni di euro. Una cifra che oggi appare del tutto irrealistica. Il 16 ottobre l'Erario ha incassato il primo versamento della Tobin Tax, che è attiva da marzo sugli scambi di azioni e da ottobre su quelli dei derivati. Il gettito di questi sette mesi e mezzo si è limitato a 159 milioni di euro.

A questo punto nel migliore dei casi il Tesoro può sperare di incassare qualcosa di più di 200 milioni nell'intero anno, ma certo l'obiettivo del miliardo è meglio dimenticarlo. Se la Tobin non ha funzionato, però, la si può correggere. Questo è il senso di un emendamento alla legge di Stabilità presentato alla Camera da Luigi Bobba, del Partito democratico, e sottoscritto anche da deputati di Scelta Civica, Nuovo Centrodestra, Sel e Lega Nord. È un testo che ricalca una proposta già formulata dal presidente della Commissione Bilancio, Francesco Boccia (anche lui del Pd).

Per capire come può cambiare la nuova Tobin bisogna riprendere quella vecchia. La tassa sulle transazioni finanziarie attualmente in vigore è un'imposta che si applica sugli scambi di azioni e di altri strumenti finanziari, compresi molti derivati. Non tassa il singolo scambio, ma il saldo netto che l'investitore avrà a fine giornata. L'aliquota è dello 0,1% sui saldi netti per gli scambi sui mercati regolamentati e dello 0,2% su quelli non regolamentati (le cosiddette operazioni over the counter).

Sui derivati la tassa non è in percentuale, ma ha importi fissi che crescono con il salire del valore del titolo su cui si basa il derivato (che, per subire la tassa, deve essere un titolo italiano). L'emendamento in discussione alla Camera prevede un drastico taglio dell'aliquota, che scenderebbe allo 0,01%, ma applica la tassa a tutte le transazioni finanziarie, escluse soltanto quelle che riguardano i nostri titoli di Stato. In questo modo la Tobin si pagherebbe anche sugli scambi di azioni di società con capitalizzazione inferiore al mezzo miliardo (esclusi dalla versione oggi in vigore) e alle obbligazioni di banche e società. La seconda novità più significativa è che la tassa non si applicherebbe ai saldi di fine giornata, ma ad ogni singola operazione.

La nuova norma, inoltre, equipara gli operatori residenti in Italia con quelli che operano dall'estero. «Il principio spiega Bobba - è pagare meno ma pagare tutti. Applicando l'aliquota a ogni transazione penalizziamo chi fa manovre puramente speculative, comprando e ricomprando un titolo più volte in un giorno». L'obiettivo è sempre quello di riuscire a raccogliere un miliardo di euro, denaro che sarebbe usato per ridurre le tasse sul lavoro. La comunità finanziaria sta premendo perché l'emendamento non passi. Banche e società di investimento chiedono, almeno, di aspettare le decisioni che arriveranno da Bruxelles, dove da più di un anno un gruppo di undici Paesi - con l'Italia in testa - sta lavorando, a «cooperazione rafforzata», a un progetto unitario. Il negoziato, non dei più facili, dovrebbe arrivare a elaborare una Tobin Tax europea per la metà del 2014.

«La nostra proposta è del tutto in linea con quanto già approvato in Europa- spiega Bobba-. Forse possiamo anche dare una spinta perché il resto dell'Unione Europea si adegui. Sarebbe un modo per essere, come ha detto il premier Enrico Letta, "partner autorevole e anche decisivo" della Ue»,

2 - GLI INTERMEDIARI FINANZIARI CONTRO LA NUOVA TOBIN TAX


Emerick De Narda per "Milano Finanza"

Si fa sempre più concreta l`ipotesi che l`emendamento a firma di Luigi Bobba (Pd) per l`estensione della Tobin Tax a tutti i prodotti finanziari oggi venga cestinato. Il governo e i tecnici del ministero dell`Economia già nei giorni scorsi avevano espresso parere contrario nei confronti di un ulteriore inasprimento della versione italiana della tassa sulle transazioni finanziarie, in virtù del magro bottino portato a casa quest`anno dall`imposta (solo 159 milioni a fronte del miliardo preventivato dall`esecutivo). Alcuni membri della commissione Bilancio della Camera hanno inoltre messo le mani avanti ancor prima della discussione degli emendamenti.

«Dobbiamo mettere il Paese, le imprese e gli imprenditori in condizione di farli lavorare; ulteriori tasse sicuramente non aiutano l`operatività», ha detto ai microfoni di Class Cnbc Lorena Milanato (Forza Italia). Si dice anche che lo stesso Francesco Boccia, uno dei primi promotori della tassa sulle transazioni, annusata l`aria, abbia intenzione di fare dietrofront. Resta il fatto che, secondo gli addetti ai lavori, la Tobin Tax all`italiana sta facendo parecchi danni.

«E masochista se applicata solamente in Italia», ha detto ieri il direttore generale di Unicredit Roberto Nicastro. «Ribadisco il concetto espresso un anno fa al momento dell`introduzione della tassa: è la classica cosa che, se fatta globalmente, può avere un senso, ma se viene fatta in un`unica area geografica, inevitabilmente la penalizza».

Il direttore generale di Unicredit ha anche sottolineato che prima di introdurre una nuova versione bisognerebbe valutarne gli effetti, in particolare in merito alla fuga di capitali aggiuntivi rispetto alla prima versione, alla perdita di gettito come effetto del calo delle transazioni e agli effetti negativi sulla competitività di Piazza Affari rispetto alle altre borse.

Già a novembre Assosim (l`associazione degli intermediari finanziari) in un report aveva evidenziato alcune analisi quantitative condotte sulla composizione dei flussi di ordini immessi sui mercati di Borsa Italiana che dimostravano come, in seguito all`introduzione della Tobin Tax, stavano progressivamente rideterminando in negativo il peso dei titoli italiani nei portafogli. Inoltre, sempre secondo Assosim, qua te sempre più rilevanti di ordini immessi da investitori italiani tramite piattaforme elettroniche sono dal marzo scorso indirizzati verso mercati esteri non gravati da alcuna Tobin Tax di sorta.

3 - L.STABILITA: GELLI (PD),CON NUOVA TOBIN TAX EQUITA NELLA FINANZA
(AGI) - "Con la nuova Tobin Tax all'esame della Camera finalmente si porta equità anche nella finanza. E opportuno che il governo recepisca la proposta Bobba nel maxi-emendamento". E' quanto dichiara il deputato del Partito democratico, Federico Gelli, componente della commissione Affari sociali della Camera.

"La decisione di applicare una aliquota più bassa - spiega Gelli - ma estesa a tutti serve a far funzionare veramente questa tassa, dopo il flop della precedente formulazione. Si tratta di un provvedimento giusto, che servirà ad abbassare il cuneo fiscale e ad evitare che a pagare siano sempre i soliti noti, a partire dai lavoratori dipendenti. Provvedimenti come questi aggiunge Gelli servono a dare risposte a lavoratori, artigiani e professionisti sui quali la tassazione ha raggiunto livelli da tempo
insostenibili".

 

Luigi BobbaSTEFANO FASSINA E FRANCESCO BOCCIAFRANCESCO BOCCIA E NUNZIA DE GIROLAMO DA CHI letta Enrico Letta Enrico Letta

Ultimi Dagoreport

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…