marine le pen matteo salvini giorgia meloni

LA GUERRA IN EUROPA TRA MELONI E SALVINI PASSA PER MARINE LE PEN (E PER MACRON) – CHIUSA LA PORTA AI NAZISTELLI DELL’AFD, LA DUCETTA MIRA A FAR TRASLOCARE LE PEN NEI CONSERVATORI  SCIPPANDOLA A SALVINI – IL SOGNO DELL'UNDERDOG È “RIPULIRE” LA DESTRA EUROPEA PER STRINGERE UN’ALLEANZA CON I POPOLARI. MA LA POVERINA DIMENTICA CHE LA NEO-CENTRISTA LE PEN E' A CAPO DEL PRIMO PARTITO FRANCESE E MACRON SI METTEREBBE DI TRAVERSO CON IL GOVERNO DI ROMA...  -  – DAGOREPORT

Articoli correlati

CHI LE STA SCASSANDO I NERVI SONO MATTARELLA E DRAGHI, LA VOLONTA DI MELONI DI SPACCARE SALVINI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Estratto dell’articolo di Ilario Lombardo per “La Stampa”

 

MARINE LE PEN MELONI

Ripulire la destra europea, una parte di essa, dalle scorie più imbarazzanti del passato, ma soprattutto del presente. E cominciare un cammino verso una riunificazione della diaspora, dividendo i buoni dai cattivi. Incastonata nella conferenza stampa di inizio anno, tra gli innumerevoli temi toccati, c'è una dichiarazione di Giorgia Meloni che è stata lasciata lì come un messaggio.

 

Si parla di Europee, di possibili alleanze, e la premier concede un riconoscimento a Marine Le Pen. Se le posizioni filorusse, con la guerra in Ucraina ancora in corso, rendono l'ultradestra tedesca infrequentabile, diverso è il discorso per la presidente del Rassemblement national: «Con l'Afd ci sono distanze insormontabili, a differenza – concede Meloni – di Le Pen che fa un ragionamento più interessante».

 

matteo salvini marine le pen a pontida 1

La necessaria presa di distanza dal Cremlino è il punto di partenza di un corteggiamento più ampio e dai tempi più lunghi. Niente che si consumerà a breve. Ma i segnali reciproci ci sono tutti. La risposta di Meloni, raccontano fonti sia italiane che europee di FdI, non è stata casuale. È stata preparata e costruita con sapienza. Con un obiettivo preciso. A meno di sorprese alle urne, che al momento i sondaggi non rilevano, Meloni non si illude di poter davvero plasmare un'alleanza alternativa per il governo dell'Europa con le destre, moderate e più radicali, riunite sulle ceneri del centrosinistra. Quello che intuisce la premier è il potenziale di Madame Le Pen. Per il futuro.

 

MARINE LE PEN MELONI

Meloni scommette che sarà lei, fra tre anni, presidente della Francia. La sua ascesa inarrestabile nei sondaggi rende molto più probabile di ieri che Le Pen possa essere eletta all'Eliseo. Sarebbe la prima donna in Francia, come Meloni è stata la prima premier in Italia. C'è anche questo gioco di specchi. Di due leader donne che hanno operato un restyling dei loro partiti e compiuto un lungo cammino di moderazione. La leader francese ha iniziato da anni un processo di affrancamento dal padre Jean Marie, fondatore del Front National, dai residui parafascisti di un partito che era emerso dal pozzo schiumante dell'antisemitismo e del collaborazionismo.

 

 In un certo senso, è andata anche oltre il processo di maturazione, simile, compiuto da Meloni in Italia. Le Pen ha rinnegato, Meloni invece ha ancora qualche problema a recidere le radici neofasciste e a chiudere i conti con la storia dei suoi padri.

 

matteo salvini e marine le pen a pontida

[…] Meloni è attratta da quella forza, la vuole incanalare come energia in un organismo europeo rigenerato. Lo deve fare con tatto, però, per non scatenare le ire di Matteo Salvini, che di Le Pen è il principale alleato in Europa, entrambi membri del gruppo Identità e Democrazia (I&D). A maggior ragione adesso che, rispetto a cinque anni fa, i rapporti di forza si sono ribaltati e il leghista, in emorragia di consensi, ha bisogno della numerosa truppa di eletti che la presidente del Rassemblement porterà a Strasburgo.

 

Sono numeri che fanno gola anche a Meloni. La premier e la leader francese si contendono con la Cdu il primato dei partiti che avranno più seggi nell'Europarlamento. FdI e RN sono destinati a ritrovarsi. Per farlo, Meloni ha bisogno di spaccare il fronte di I&D, di allontanare Le Pen dall'Afd e anche da Salvini. Non esclude di aprire le porte dei Conservatori alla patriota francese. Non subito.

 

SELFIE GIORGIA MELONI E MARINE LE PEN

Ora l'indicazione è soltanto quella di confermare le reciproche lusinghe, senza troppo turbare gli attuali alleati. Non solo Salvini, ma anche l'altra le Pen, Marion-Maréchal, nipote di zia Marine, sposata con l'europarlamentare di FdI Vincenzo Sofo, e vicepresidente di Reconquête, l'altro partito dell'estrema destra francese fondato da Éric Zemmour, ma fermo attorno al 7 per cento.

 

Mesi fa si parlò – notizia mai confermata – di un viaggio degli emissari di Le Pen a Roma, per incontrare gli uomini di Meloni. In seguito, gli abboccamenti e i messaggi di intesa si sono moltiplicati. È stata notata e apprezzata, per esempio, l'assenza di Le Pen a Firenze, alla reunion di dicembre dei falchi delle destre estreme europee organizzata da Salvini. A Bruxelles, la collaborazione sui temi è continua e proficua, e il capogruppo dei lepenisti di Jean-Paul Garraud ha voluto sottolineare al Foglio, meno di un mese fa, che «è evidente quanto Meloni sia estremamente simile a ciò che noi siamo e a ciò che Le Pen rappresenta».

 

Le Pen ha investito tutti gli ultimi anni su la "de-demonisation", per rendersi presentabile, e più compatibile con i nemici di un tempo. Resta una posa più scettica e critica verso la Ue, quella che un tempo aveva anche Meloni; restano le pulsioni anti-americane, ma ai vertici di FdI lo considerano un tic tipicamente francese. Tutto risolvibile. O quasi. Più problematica è la variabile russa.

 

matteo salvini e marine le pen a pontida

Il 30 dicembre il Washington Post ha pubblicato un'inchiesta che dimostrerebbe quanto siano ancora attuali le relazioni pericolose con il Cremlino, nonostante Le Pen stia cercando di far dimenticare il giro di soldi, di foto e di condizionamenti che pochi anni fa l'hanno inchiodata alle sue simpatie verso Vladimir Putin.

 

Meloni vuole credere a quel «ragionamento interessante», al fatto che l'amica francese farà come lei, che un tempo pure aveva una sterminata ammirazione per il presidente russo. In fondo è vero: le due patriote si assomigliano più di quanto l'appartenenza europea suggerisca. E hanno cominciato a parlarsi.

marine le pen matteo salvini meme by edoardo baraldimarine le pen e matteo salvini a pontida

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte matteo renzi alessandro onorato silvia salis

DAGOREPORT – CON L'ARMATA BRANCA-MELONI TRAVOLTA DAL BOMBASTICO VANNACCI E DA MILLE PROBLEMI IRRISOLTI, CONTINUA L'IRRESPONSABILE TAFAZZISMO DELL'OPPOSIZIONE - LA DISFIDA TRA SCHLEIN E CONTE PER CHI SARÀ IL CANDIDATO PREMIER ALLE POLITICHE 2027: CHE FARE? PRIMARIE ''SECCHE'' O CON BALLOTTAGGIO? - RIPIENA COME UN BIGNÉ DI AMBIZIONE, ELLY SA BENISSIMO CHE SOLO VINCENDO LE PRIMARIE HA LA GARANZIA DI POTER UN DÌ TRASLOCARE A PALAZZO CHIGI. ALTRIMENTI, UNA VOLTA APERTO IL TAVOLO CON I LEADER DEL CAMPOLARGO, FINIREBBE SUBITO MESSA DA PARTE COME PREMIER, A FAVORE DI UNA PERSONALITÀ CON CAPACITÀ DI GOVERNO - RINGALLUZZITA DA FRANCESCO BOCCIA E DAL SUO CIRCOLETTO DEL NAZARENO (I VARI BONAFONI, TARUFFI, BRAGA, FURFARO), ELLY NON SI RENDE CONTO DI POTER VANTARE, COME SUA UNICA ESPERIENZA POLITICA, IL RUOLO DI ‘’ASSESSORE CON DELEGHE AL WELFARE E AL COORDINAMENTO DI UN NUOVO PATTO PER IL CLIMA’’ DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA: UN PO' POCO PER OCCUPARSI DELLA GOVERNANCE DI UN PAESE ALLA FRUTTA - A FAVORE DI ELLY: L'ALLEANZA CON M5S E LA NECESSITA' DI DAR VITA ALLA ''TERZA GAMBA'' CENTRISTA - IL CASO SALIS - RENZI, "IL MALE NECESSARIO" PER MANDARE A CASA I MELONI MARCI...

legge elettorale giorgia meloni roberto zaccaria vannacci

DAGOREPORT – SALVATE IL SOLDATO MELONI DAL PANTANO DELLA LEGGE ELETTORALE! - SE VUOLE DAVVERO ANDARE AL VOTO NELL’APRILE 2027, MELONI HA UN’UNICA OPZIONE: AFFOSSARE IL SUO MELONELLUM – ANCHE SE VENISSE APPROVATO A FINE LUGLIO, CON IL CONSEGUENTE RICORSO ALLA CORTE COSTITUZIONALE,  I TEMPI TECNICI PER ANDARE ALLE URNE IN PRIMAVERA SONO UN SOGNO – IN PIU’ IL FATTORE VANNACCI HA FATTO SALTARE I PIANI DELLA DUCETTA SUL PREMIO DI MAGGIORANZA - CHE FARE? NIENT'ALTRO CHE ASPETTARE I TEMPI BIBLICI DELLA CONSULTA E VOTARE A OTTOBRE - ALTRIMENTI, TENERSI L'ATTUALE SISTEMA ELETTORALE VUOL DIRE PER GIORGIA E CAMERATI RITORNARE A LEGGERE TOLKIEN A COLLE OPPIO.....

antonio marano simona agnes roberto sergio giampaolo rossi rai meloni

DAGOREPORT – RAI, CHE BORDELLO! COME SI E' ARRIVATI ALLE DIMISSIONI IN BLOCCO DEI COMPONENTI DELLA COMMISSIONE VIGILANZA? - È STATO SOLO L’ULTIMO TASSELLO DI UN DOMINO CHE NASCE CON IL PENSIONAMENTO, PREVISTO A NOVEMBRE, DEL DIRETTORE GENERALE ROBERTO SERGIO - LA DESTRA AVEVA CONVINTO LA GIANNILETTA-DIPENDENTE SIMONA AGNES A PRENDERE IL SUO POSTO, DIMETTENDOSI DAL CDA RAI - MOSSA CHE AVREBBE PERMESSO A TELEMELONI DI POTER FARE BINGO PRENDENDO, DOPO L'AD ROSSI, ANCHE IL PRESIDENTE - FIUTATA L’ARIA DI FREGATURA, I PARLAMENTARI DELLA VIGILANZA HANNO RIMESSO IL LORO MANDATO – PALINSESTI THRILLER: DOMANI SARANNO PRESENTATI I PROGRAMMI DELLA NUOVA STAGIONE, MA MOLTI CONTRATTI ANCORA NON SONO STATI NEMMENO FIRMATI…

giorgia meloni carabinieri

FLASH – I MARANZA SCATENANO IL PANICO NELLE STRADE DI ROMA, GLI APPARTAMENTI VENGONO SVALIGIATI E LE STAZIONI SONO UN SUK DOVE NON SI PUÒ GIRARE DA SOLI. E IL GOVERNO TUTTO LEGGE E SICUREZZA CHE FA? A FEBBRAIO IL COMANDANTE GENERALE DEI CARABINIERI, SALVATORE LUONGO, LANCIÒ L’ALLARME: “C’È UNA CARENZA DI QUASI 10.200 UNITÀ, CORRISPONDENTE ALL'8,5% DELLA FORZA PREVISTA DALLA LEGGE”. SONO PASSATI 5 MESI: COSA HA FATTO GIORGIA MELONI? AVRÀ ASSUNTO I MILITARI CHE SERVONO A CONTRASTARE L’EMERGENZA SICUREZZA? L’HA CAPITO CHE LE PROSSIME ELEZIONI SI GIOCANO SU QUESTO TEMA?

friedrich merz afd cdu

FLASH – COSA SUCCEDERÀ IN GERMANIA, ORA CHE LA LOCOMITIVA TEDESCA È DERAGLIATA? CI SONO I 100MILA LICENZIAMENTI DI VOLKSWAGEN, SIEMENS TAGLIERÀ ALMENO 6MILA POSTI DI LAVORO E IL GOVERNO DI QUELLO STOCCAFISSO DI FRIEDRICH MERZ È IN BAMBOLA. LA POPOLARITÀ DEL CANCELLIERE È IN CADUTA LIBERA E I POST-NAZISTI DI AFD SONO ORMAI IL PRIMO PARTITO – AD ANGOSCIARE IL GOVERNO DI BERLINO C’È ANCHE IL DOSSIER COMMERZBANK: VISTA L’ARIA CHE TIRA, SI TEME CHE LO SFORBICIATORE ANDREA ORCEL, ORA CHE UNICREDIT HA IL CONTROLLO DELLA BANCA TEDESCA, MANDI A CASA MIGLIAIA DI PERSONE…

donald trump benjamin netanyahu

FLASH – LA STRATEGIA ELETTORALE DI NETANYAHU? BOMBARDARE! “BIBI” CONTINUA A MARTELLARE IL LIBANO PER RISALIRE NEI SONDAGGI, IN VISTA DELLE ELEZIONI DI OTTOBRE, MA ORMAI IL SUO DESTINO SEMBRA SEGNATO – ANCHE DONALD TRUMP GLI HA CONSEGNATO UN BEL “VAFFA”: IL TYCOON HA CAPITO CHE DEVE PUNTARE LE SUE FICHES SU UN GOVERNO DI CENTRODESTRA CHE ABBIA UN PREMIER MENO COMPROMESSO DI “BIBI”. LO SPARTIACQUE CHE HA PORTATO TRUMP A SCARICARE NETANYAHU È STATO IL NO ALLA GRAZIA DA PARTE DEL PRESIDENTE ISAAC HERZOG…