50 SFUMATURE DI ‘HOTLANDE’ – DIETRO LA MASCHERA DA ‘OMINO DI BURRO’, SI NASCONDE UN CINICO DONNAIOLO DA ROMANZO HARMONY: ‘IL TRADIMENTO? UN FATTO PRIVATO’ – ‘COME STA VALERIE? SI STA RIPOSANDO’

Aldo Cazzullo per ‘Il Corriere della Sera'

Eccolo qui, il «budino», il presidente «moscio», il leader la cui normalità confina con la mediocrità: roseo, truccato, i capelli tinti, in preda a un'«indignazione totale» per la fuga di notizie sul suo amore segreto; eppure ringalluzzito, quasi compiaciuto di sé, confortato dalla risalita nei sondaggi e dal rivelarsi al mondo nella sua vera natura di uomo fascinoso, spiritoso, se necessario predatorio e spietato.

Non una parola sulla salute della sua compagna, portata all'Eliseo e tradita nella garçonnière di fronte. Non una parola sul futuro del loro legame. Non una parola, figurarsi, sulla nuova storia. Valérie Trierweiler sarà ancora la première dame ? Non si sa, bisogna ancora discuterne, ma in privato.

Il capogruppo socialista al Senato Rebsamen propone di abolire la figura della première dame ? La première dame non esiste, non è prevista dalla Costituzione; è «un uso», «una pratica» che «varia a seconda dei periodi e delle personalità», e in ogni caso le sue spese devono essere «conosciute, pubblicate e le meno elevate possibile» (oggi sono 19 mila euro al mese). Ma Valérie è ancora in ospedale: come sta? «Si riposa».

La surreale conferenza stampa era stata convocata per annunciare la nuova stagione socialdemocratica. E' diventata l'attesa da teatro dell'assurdo di una parola sullo scandalo. Bloccato per tutto il pomeriggio, il governo al completo assiste tra sorrisetti imbarazzati: il premier Ayrault, il ministro degli Esteri Fabius il cui riporto è ormai ridotto a un simbolico ciuffo, il ministro degli Interni Valls (un Sarkozy più bello e meno nervoso). Il presidente si dice consapevole della necessità di «difendere la serietà della Repubblica»; fremito in sala; ma sta parlando di Dieudonné, il comico.

Ora esalta «la dignità della persona»; ma si riferisce alla nuova legge sul fine vita. «Ci sono persone maggiorenni che vivono una grave sofferenza psicologica...»: qui siamo alle cure palliative. La parola «relazione» fa sobbalzare l'uditorio: ma intende la partnership franco-tedesca. Quando poi evoca «la responsabilità del capo dello Stato», tutti pensano: finalmente ci siamo. Invece si discetta dell'intervento in Mali e nella Repubblica centrafricana. E' la domanda - palesemente concordata - del presidente della stampa presidenziale ad alzargli la palla: il triangolo con Valérie e Julie è «un fatto privato», che sarà risolto prima del viaggio a Washington, fissato per l'11 febbraio.

L'opinione pubblica avrà un mese per interrogarsi su quel che le élites francesi già sapevano: dietro la maschera da omino di burro, la pappagorgia, la bonomia, Hollande nasconde una personalità tormentata e un grande interesse, ricambiato, per le donne. Lo spiegava la madre dei suoi quattro figli, Ségolène Royal, nelle varie interviste, comprese quelle rilasciate alla rivale Valérie, allora giornalista di Paris Match : «François ha un grande humour. Sa ascoltare. Con lui non ci si annoia mai».

E Thomas, il primogenito: «Papà è più arrendevole, mamma più autoritaria. Papà la domenica va a fare la spesa, è bravo a fare la costoletta di vitello. Mamma sparecchia». Il rapporto tra i due era stato descritto in un saggio intitolato «La Madone et le culbuto»: lei rappresentata come la Vergine, lui come un pupazzo. Nessuno però è riuscito a persuaderlo a sposarsi. Oscar Temaru, presidente della Polinesia francese, tentò di organizzare una cerimonia esotica, con le corone di fiori e tutto; Hollande si tirò indietro, con lo stesso sorriso imbarazzato di ieri.

La Royal, mai nominata, è uno dei personaggi-chiave della storia. Rebsamen, l'unico socialista ad aver criticato il presidente, nel 2007 guidava la campagna della prima donna candidata all'Eliseo. Molti francesi hanno visto nella Trierweiler un'usurpatrice, a maggior ragione dopo il tweet a sostegno dello sfidante che ha battuto la Royal nel suo collegio e l'ha esclusa dal Parlamento.

Da allora Valérie, che si era insediata nell'«aile madame» dell'Eliseo, con un consigliere, un segretario, una segretaria, un autista e una guardia del corpo, è stata relegata ai margini della vita pubblica. Julie Gayet, l'attrice di sette anni più giovane, l'ha allontanata anche dall'intimità del presidente. In campagna elettorale, Hollande mostrava ai giornalisti il cellulare su cui arrivavano le telefonate della Trierweiler, rubricata come «Mon Amour» e definita «donna della mia vita»; purché non si parlasse di matrimonio. Ieri ha fatto mostra di essere poco interessato al suo destino. Ha tenuto però a precisare che la persona del capo dello Stato non è mai stata in pericolo, voltandosi verso il ministro dell'Interno, che annuiva enfaticamente.

Valls è l'altro personaggio-chiave. «Non poteva non sapere» è l'accusa. Valérie non l'amava. Si era espressa contro l'espulsione della giovane rom Leonarda, decisa dal ministro. Di sicuro Valls, che sta maturando con il presidente un rapporto di competizione analogo a quello che oppose Sarkozy a Chirac, non ha dato una mano. Domande su di lui non se ne sono sentite. Rigorosamente tagliata fuori la stampa anglosassone: quando alla fine l'inviato dell'Associated Press tenta l'affondo, Hollande risponde che «in Francia ci sono dei valori. La libertà di stampa è tra questi. Ma lo è anche il rispetto della vita privata».

L'orgoglio nazionale ritrovato doveva essere al centro della svolta. La Francia oggi «si denigra, si inquieta, non ha fiducia in se stessa»; ma «all'estero la considerano la nazione più fortunata della terra, che ha i migliori uomini di cultura, che possiede l'arte di vivere»; deve «ritrovare un orizzonte, tornare padrona del proprio destino». Un compito al di sopra delle forze di un presidente che oggi svela una vita erotico-sentimentale da divo di Hollywood e un cinismo da politico consumato.

Una sorta di maledizione: la caduta di Strauss-Kahn per uno scandalo sessuale accaduto non a caso all'estero, la fuga dall'Eliseo di Cécilia Sarkozy prontamente rimpiazzata da Carla Bruni, la pazienza di Bernadette Chirac amatissima dalla destra. E le donne di Mitterrand: Danielle che trovava pace solo nel Chiapas ribelle, la figlia segreta Mazarine oggi romanziera, sua madre Anne Pingeot conservatrice delle sculture del Musée d'Orsay, comprese le statue dei simboli della nazione: Giovanna d'Arco a cavallo, di cui Marine Le Pen si considera la reincarnazione, e Marianne con il berretto frigio, ora adottato dai ribelli che manifestano contro Hollande.

 

 

I votanti di Hollande vogliono che lasci la Trierweiler hollande-gayet-trierweilerFRANCOIS HOLLANDE E VALERIE TRIERWEILER jpegFRANCOIS HOLLANDE E LA SUA COMPAGNA VALERIE TRIERWEILER jpegJulie Gayet incontrava il Presidente a casa di una amica SÉGOLÈNEIL BACIO DI HOLLANDE A SEGOLENE ROYAL jpegChirac circondato da Raffarin, Sarkozy e Villepin - 2004DOMINIQUE STRAUSS KAHN CECILIA E NICOLAS SARKOZY

Ultimi Dagoreport

pier silvio marina berlusconi antonio tajani enrico costa deborah bergamini paolo barelli maurizio gasparri

AR-CORE NON SI COMANDA! TAJANI, PRIMO ZOMBIE DI FORZA ITALIA - AZZOPPATO AL SENATO (GASPARRI) E SBARELLATO ALLA CAMERA (BARELLI), PER NON PERDERE DEL TUTTO LA FACCIA, RIESCE A SPUNTARLA SULLA NOMINA A CAPOGRUPPO DI DEBORAH BERGAMINI, CARA A MARINA BERLUSCONI, MA DOVRÀ SUBIRE L’INVESTITURA DI ENRICO COSTA, CHE DI SICURO NON È UN TAJANEO - DI PIÙ: E' RINVIATO IL CONGRESSO NAZIONALE PER EVITARE CHE TAJANI SI BLINDI NEL PARTITO E LA BERLUSCONINA POSSA COSI' SCEGLIERE LEI I CANDIDATI AL VOTO DEL 2027 - TENSIONE ANCHE SUL RUOLO DI FRANCESCA PASCALE: PER IL CIOCIARO, GLI ATTACCHI DELL’EX DI "PAPI SILVIO" SAREBBERO ISPIRATI DALLA FAMIGLIA – IL “COMMISSARIAMENTO” DI FATTO DEL SUO “AIUTO-CAMERIERE” CIOCIARO PEGGIORA LO STATO DEGLI OTOLITI DELLA MELONI CHE VEDE I "PADRONI" DI FORZA ITALIA COME NEMICI E NON VUOLE ULTERIORI SCOSSE ALLA MALCONCIA STABILITÀ DEL GOVERNO - NEGLI ULTIMI GIORNI LA THATCHER IMMAGINARIA DELLA GARBATELLA AVREBBE CHIESTO A PIÙ RIPRESE DI FERMARE LA CACCIATA DEI CAPIGRUPPO TAJANEI - MA COME DETTA LA “LEGGE DI MURPHY’’: QUANDO LE COSE VANNO MALE POSSONO SEMPRE PEGGIORARE…

elly schlein giuseppe conte piepoli

DAGOREPORT – PER CAPIRE PERCHÉ ELLY SCHLEIN SI OPPONE ALLE PRIMARIE NON SERVE UN GENIO: LE PERDEREBBE! IL SONDAGGIO DELL’ISTITUTO PIEPOLI CERTIFICA: IN CASO DI CONSULTAZIONE TRA GLI ELETTORI DEL CAMPO LARGO, IL 55% SCEGLIEREBBE GIUSEPPE CONTE E SOLO IL 37% LA SEGRETARIA DEM – LA “SORPRESA” DI ERNESTO MARIA RUFFINI, CONOSCIUTO AL GRANDE PUBBLICO SOLO COME EX ESATTORE DELLE TASSE (È STATO DIRETTORE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE): IL 26% DEGLI ITALIANI HA FIDUCIA IN LUI (HA UN GRADIMENTO DOPPIO DI ELLY E PEPPINIELLO TRA I MILITANTI DEL CENTRODESTRA) - LA "SVOLTA" DI AVS: DOPO ANNI PASSATI A RIMORCHIO DI CONTE, ORA "SCELGONO" SCHLEIN

matteo renzi theodore kyriakou giorgia meloni brachetti peretti mario orfeo

DAGOREPORT: KALIMERA, THEO! – ALTRO CHE INCONTRO SEGRETO CON RENZI A ROMA, COME HA SCRITTO SALLUSTI SU “LA VERITÀ”: IL NEO EDITORE DI “REPUBBLICA”, THEO KYRIAKOU, STA GIRANDO COME UNA TROTTOLA, CON INCONTRI SU E GIU’ PER L’ITALIA  (APPARECCHIATI DAL SUO STAFF CAPITANATO DAL NUOVO CEO DELL’ACQUISITO GRUPPO GEDI, MIRJA CARTIA D’ASERO), PER CONOSCERE I POTERI DRITTI E STORTI DEL PAESE DI MACHIAVELLI E PULCINELLA: HA STRETTO LA MANINA DI SALA, CAIRO, PIER SILVIO BERLUSCONI, CALTAGIRONE, ANGELUCCI, COMPRESO IL VISPO LEONARDINO DEL VECCHIO - LA TAPPA CAPITOLINA DEL GRAND TOUR DEL GRECO ANTENNATO, È STATA ATTOVAGLIATA NELLA MAGIONE DI UGO BRACHETTI PERETTI – OLTRE ALL'AMICO DI LUNGA DATA, SOTTO L'ALA DI TONY BLAIR, MATTEO RENZI, ALLA COLAZIONE ERANO PRESENTI IL SINDACO DI ROMA GUALTIERI, I DISCEPOLI RENZIANI NASTASI E CARBONE, ATTUALE MEMBRO LAICO DEL CSM - COLPISCE CHE IN TUTTI QUESTI INCONTRI E ABBOCCAMENTI ITALICI, IL NOSTRO THEO ABBIA AVUTO FINORA SOLO UN BREVE CONTATTO TELEFONICO CON GIORGIA MELONI…

alberto leonardis maurizio molinari angelo binaghi la stampa giuseppe bottero

DAGOREPORT – A TORINO TORNA IL REGNO DI SARDO-SABAUDO! -  L’ACQUISIZIONE DE “LA STAMPA” BY ALBERTO LEONARDIS SI CHIUDERÀ A FINE MAGGIO: IN PRIMA FILA LA FONDAZIONE DI SARDEGNA, CHE ERA GIA' PRESENTE NEL QUOTIDIANO “NUOVA SARDEGNA” QUANDO FU ACQUISITO DALLA SAE DI LEONARDIS, VARI IMPRENDITORI PIEMONTESI, TRA CUI, PARE, IL SARDISSIMO ANGELO BINAGHI (TRAMITE “SPORTCAST”, SOCIETÀ EDITORIALE DELLA TV “SUPERTENNIS”) – SE L'EX DIRETTORE DI "REPUBBLICA", MAURIZIO MOLINARI, CURERÀ IL “DORSO INTERNAZIONALE”, PER IL DOPO-MALAGUTI LEONARDIS CERCA UN PROFILO “STANZIALE”: UN UOMO MACCHINA CON I PIEDI A TORINO. IL NOME CHE CIRCOLA È QUELLO DI…

trump meloni vance schlein conte

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ALLA CAMERA HA PARLATO COME SE NON CI FOSSE STATO IL REFERENDUM: HA RIFILATO UN COMIZIO AUTO-CELEBRATIVO E VITTIMISTA, NELL’INDIFFERENZA DELL’OPPOSIZIONE - SCHLEIN E CONTE, INVECE CHE INCASTRARLA, HANNO PIGOLATO DISCORSETTI CHE PAREVANO SCRITTI DA CHATGPT: SONO TROPPO IMPEGNATI A FARSI LA GUERRA TRA LORO CHE A OCCUPARSI DELLE SORTI DEL PAESE – EPPURE, SAREBBE STATO FACILISSIMO METTERE ALL’ANGOLO LA TRUMPETTA DELLA GARBATELLA: A BUDAPEST IL VICEPRESIDENTE JD VANCE L’HA CITATA INSIEME A ORBAN TRA I LEADER UE CHE HANNO “AIUTATO” GLI STATI UNITI CON LA GUERRA IN IRAN, ARRIVANDO A DIRE CHE LA PREMIER ITALIANA “È STATA MOLTO UTILE”. A NESSUNO A MONTECITORIO È VENUTO IN MENTE DI CHIEDERE: COME?