tulliani fini

I CONTI A MONTECARLO E LUSSEMBURGO DEI TULLIANI - I PARENTI DI FINI INDAGATI PER RICICLAGGIO - TUTTO NASCE DAL MANCATO COLLEGAMENTO DELLE SLOT MACHINE ALL’ANAGRAFE TRIBUTARIA - CORALLO E’ IL TERZO CONTRIBUENTE DELLE ANTILLE OLANDESI - SAREBBE STATA ELISABETTA, MOGLIE DI GIANFRANCO, AD ACQUISTARE LA CASA MONEGASCA, PATRIMONIO DI AN

Giacomo Amadori per la Verità

 

giancarlo tullianigiancarlo tulliani

L' inchiesta romana che ha portato all' arresto di cinque persone con l' accusa di associazione a delinquere transnazionale dedita a diversi reati tributari e al riciclaggio punta sul tesoro nascosto della famiglia Tulliani.

 

Gli uomini dello Scico (Servizio centrale criminalità organizzata) della Guardia di finanza sono in attesa delle rogatorie riguardanti un conto monegasco e due lussemburghesi dei familiari dell' ex leader di An, Gianfranco Fini.

 

«Le indagini sui finanziamenti ai Tulliani proseguono, anche se le banche fanno melina: è un anno è mezzo che attendiamo risposte» sbuffa un investigatore. Il motto, come sempre, è quello di seguire i soldi per arrivare al destinatario finale dei milioni sbarcati in Europa dalle Antille Olandesi, la Tortuga delle società di Francesco Corallo, re delle slot machine arrestato due giorni fa con l' accusa di essere a capo dell' organizzazione criminale. Una caccia ritenuta possibile, «a meno che i Tulliani non abbiano preso una provvista e l' abbiano consegnata a mano a Mister x».

 

FRANCESCO CORALLOFRANCESCO CORALLO

Una pratica diffusa, come vedremo, tra i Fini boys. I finanzieri non credono che i Tulliani fossero la destinazione finale di quel fiume di denaro (per loro l' accusa è riciclaggio) e vogliono capire a chi siano, per esempio, andati i circa 3.800.000 euro inviati dai collaboratori di Corallo sui conti di Giancarlo e Sergio Tulliani, rispettivamente cognato e suocero di Fini. Ma non solo quelli.

 

Infatti le indagini scaturite dalle carte recuperate nel computer di Corallo, ma anche dalle investigazioni ai Caraibi, hanno innescato diversi filoni per altre fattispecie di reato (compresa la corruzione) di cui non si parla nell' ordinanza di custodia cautelare emessa per Corallo e alti quattro indagati. Questa era solo la prima tranche dell' inchiesta ed è stata chiusa in fretta per evitare la prescrizione di uno dei reati contestati, il peculato. Gli investigatori stanno attendendo altri riscontri dalle Antille. Purtroppo le istituzioni caraibiche non sembrano così entusiaste di collaborare: «Corallo è il loro terzo contribuente» evidenzia un detective.

FRANCESCO CORALLO E CANNALIRE a FRANCESCO CORALLO E CANNALIRE a

 

TRACCE

 

Al centro delle indagini c' è la questione del decreto legge 78/2009 che secondo gli investigatori è stato ispirato, se non scritto, dalla stessa Atlantis World (dal 2009 Bplus gioco legale) di Corallo. Per ottenere quella norma l' imprenditore avrebbe pagato con 2.400.000 euro, provento di peculato, Sergio Tulliani, soldi spediti su un conto di Bruxelles con una motivazione ritenuta dal giudice «l' ennesima causale fittizia». Nel computer di Corallo quel pagamento è stato invece catalogato alla voce «liquidazione attività estere -decreto 78/2009».

 

In quell' anno la società caraibica era in difficoltà e il governo Berlusconi aveva emanato il cosiddetto decreto pro Abuzzo, pensato per recuperare fondi per la ricostruzione del le aree terremotate. Per quel decreto sono stati accusati di corruzione dalla Procura di Milano lo stesso Corallo e l' allora sottosegretario all' Economia, Marco Milanese. Un ruolo centrale venne svolto pure da un altro degli arrestati di due giorni fa: l' ex deputato del Pdl Amedeo Laboccetta, nel 2009 membro della commissione Finanze.

Marco Milanese Marco Milanese

 

La norma prevedeva la sperimentazione di una nuova tecnologia, quella delle videolottery. Grazie alle legge pro Abruzzo, la Bplus riesce ad accaparrarsi ben 12.000 terminali, la fetta più cospicua del mercato. L' articolo 21 del decreto 78/2009 (modificato da un emendamento dell' onorevole Gerardo Soglia) offre ulteriori facilitazioni e in particolare l' automatica concessione di 9 anni per chi era già stato autorizzato all' installazione delle Vlt e la possibilità di utilizzarne i diritti come garanzia per operazioni di finanzia mento. In questo modo Corallo ottiene un mutuo di 150 milioni di euro alla Bpm e riesce a realizzare l' ennesimo investimento a costo quasi azzerato.

 

Nelle carte della Procura di Roma compaiono diversi nomi di politici, italiani e stranieri, a cui sarebbero arrivati finanziamenti dalle Antille. Tra questi c' è quello di Francesco Proietti Cosimi, destinatario di ricchi finanziamenti da parte dell' imprenditore catanese.

 

LABOCCETTA jpegLABOCCETTA jpeg

Per raccontare questo capitolo conviene tornare al 2004, quando Fini accetta l' invito di Laboccetta, all' epoca consigliere regionale campano di An, per una vacanza nelle Antille Olandesi. Laboccetta frequenta l' isola di Saint Marteen da una vita ed è amico di Corallo che qui gestisce tre casinò. Il 2004 è un anno cruciale per la Atlantis World. Infatti il governo Berlusconi ha deciso di regolamentare il mercato degli apparecchi e a inizio estate 10 concorrenti spartiscono la concessione. In realtà i magistrati, qualche anno più tardi, sottolineeranno che «le concessioni furono affidate con grande superficialità senza alcun approfondito esame dei soggetti che avevano presentato domanda».

fini laboccetta in vacanzafini laboccetta in vacanza

 

L' INTOPPO

 

La Atlantis diventa leader del settore. Peccato che, inizialmente, non riesca a collegare in rete le quasi 30.000 macchinette per consentire ai Monopoli di verificare gli introiti. In compenso il servizio pubblico di controllo frutta alla Atlantis-Bplus 845 milioni di euro, di cui la Corte dei conti ha recentemente chiesto la restituzione.

 

Proietti CosimiProietti Cosimi

Per loro fortuna Atlantis e altri concessionari ottengono una proroga «per l' adempimento della risoluzione delle problematiche». Ma la questione sembra più complicata del previsto e la Atlantis si dichiara intenzionata a ritirarsi dalla partita. Negli stessi giorni la Procura di Potenza che sta indagando sul gioco d' azzardo sta intercettando Proietti Cosimi, segretario particolare dell' allora ministro degli Esteri Fini, di cui aveva iniziato a fare il portaborse nel lontano 1983. Sul suo telefonino giunge la chiamata di Laboccetta, procuratore italiano di Atlantis dal 2004 al 2008: il politico di An cerca aiuto e il compagno di partito Proietti Cosimi promette di «vedersela lui». Le cose dopo poco si raddrizzano e Atlantis informa i Monopoli di aver sostituito il partner colpevole dei problemi tecnici. Pochi mesi dopo, a dicembre, la società caraibica non solo non ha lasciato il mercato italiano, ma ha accresciuto le sue quote.

 

GIANFRANCO FINI GIANFRANCO FINI

FLUSSO DI SOLDI

 

Ma eccoci al passaggio cruciale: mentre Corallo e Laboccetta cercano di risolvere i loro problemi con i Monopoli, nel marzo 2006 l' Ufficio italiano cambi segnala un' operazione sospetta: sul conto di una minuscola associazione culturale di un paese della provincia di Roma, feudo elettorale di Proietti Cosimi, giunge un bonifico da 120 mila euro da una delle società di Corallo. Il responsabile dell' associazione, Gianluigi Angelucci, dichiarò a Panorama: «Quell' operazione mi è stata chiesta direttamente da Checchino (Proietti Cosimi ndr). I soldi li ho ritirati per lui. Mi sembra di averglieli portati a casa e in via della Scrofa».

 

Negli anni successivi arriveranno dalle Antille olandesi altri finanziamenti riconducibili a società legate a Proietti Cosimi. Per l' esattezza quasi 500.000 euro di sponsorizzazioni (prelevati anche questa volta in contanti) vengono destinati alla Keis, una società di spettacolo fallita nel 2010 con al vertice la figlia e il nipote di Checchino. Sulla vicenda indagarono sia la Procura di Tivoli che quella di Roma, ma ora la palla è passata agli investigatori dello Scico che sembrano intenzionati ad andare sino in fondo.

 

2. LA CASA L’HA VENDUTA LA TULLIANI

 

Da “la Verità”

 

Nell' ordinanza di arresto per l' imprenditore Francesco Corallo e per 5 suoi collaboratori il gip Simonetta D' Alessandro cita Elisabetta Tulliani, «compagna di Giancarlo (sic, ndr) Fini», ben 20 volte, anche se la donna non è indagata nell' inchiesta. Almeno allo stato delle indagini.

GIANFRANCO FINI ELISABETTA TULIANI GIANFRANCO FINI ELISABETTA TULIANI

 

Questa è la prima citazione significativa (presente anche nella richiesta di misure cautelari firmata dal pm Barbara Sargenti): «Nell' hard disk sequestrato a Corallo (...) oltre a documenti, fatture, mail che attestano i suoi rapporti con le società offshore dei Tulliani, era memorizzata copia del passaporto di Elisabetta Tulliani, nonché lettere di referenza ricevute da Elisabetta Tulliani ed utilizzate per l' apertura di conti correnti esteri di Timara (...)».

 

La Procura ha inoltre sequestrato due fax «con allegati i passaporti di Giancarlo e di Elisabetta Tulliani». A questo punto il giudice si occupa delle scatole cinesi intestate ai due fratelli: «Va aggiunto, quanto alla riconducibilità delle società offshore Printemps ltd e Timara ltd alla famiglia Tulliani, anche il sicuro coinvolgimento di Elisabetta Tulliani, compagna di Fini. Infatti, nella mail del 7 novembre 2008, intercorsa tra Rudolf Baetsen, Cathy Walfenzao e Giancarlo Tulliani, venivano richieste alcune lettere di referenze per Elisabetta Tulliani, al fine di aprire conti correnti intestati alle società. (...)».

pizzi04 gaucci tullianipizzi04 gaucci tulliani

 

Su queste società sarebbe transitato il denaro per acquistare la celebre casa di Montecarlo (venduta da An). Lady Fini, stando alla ricostruzione dei magistrati, si sarebbe occupata direttamente della vendita dell' immobile: «Nell' hard disk sequestrato (a Corallo ndr) vi sono due procure, datate 10 gennaio 2014, rilasciate da Elisabetta Tulliani» a due avvocati, «affinché la rappresentino in tutti gli affari concernenti Timara. Da fonti aperte, infine, risulta che effettivamente Timara (rappresentata da Alex James), dopo circa un anno, ha venduto l' appartamento a 1,4 milioni di euro, con una notevole plusvalenza rispetto al prezzo delle due precedenti compravendite».

 

Alla fine il 15 ottobre 2015 l' agente immobiliare Pascal Chaisaz e il dominicano James, prestanome di Rudolf Baetsen, si presentano davanti al notaio per vendere la casa a 1.360.000 euro a Pirmin Swen Lüönd, analista finanziario svizzero. Nell' ordinanza D' Alessandro cita «il riciclaggio in favore di Sergio, Elisabetta e Giancarlo Tulliani» e le «causali» dei versamenti ai parenti di Gianfranco Fini: «Del tutto fantasiose».

 

 

Ultimi Dagoreport

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...

giuseppe conte elly schlein franceschini bonaccini nardella

DAGOREPORT - ELLY, ASCOLTA GLI AMICI! I CAPOCCIONI E LE MEZZECALZE DEL PD, CHE SONO SCESI COSÌ PESANTEMENTE IN CAMPO PER SCONGIURARE LA JATTURA DELLE PRIMARIE, NON CE L'HANNO CON TE, LO FANNO SOLO PER IL TUO BENE - CERTO, TEMONO (A RAGIONE) ANCHE PER LA LORO SOPRAVVIVENZA PARLAMENTARE: SE ELLY, COME PROBABILE, PERDESSE AI GAZEBO IL DUELLO CON CONTE, TRASCINEREBBE IL PARTITO NEL BARATRO - È PER QUESTO CHE DA QUALCHE SETTIMANA SONO PARTITI GLI AVVERTIMENTI VIA STAMPA, ANCHE DI ESPONENTI PD NON OSTILI ALLA SCHLEIN COME DARIO NARDELLA, DI FARE UN PASSO INDIETRO – LA TRAGEDIA È CHE L’AMBIZIOSA DUCETTA DEL NAZARENO, NONOSTANTE I SONDAGGI HORROR, SI VEDE GIÀ A PALAZZO CHIGI, VALUTANDOLI COME ATTACCHI ALLA SUA LEADERSHIP: “LE INTERVISTE SULLE PRIMARIE? SONO SOLO ESERCIZI INTELLETTUALI, ALLA FESTA DELL’UNITA’ PARLO IO” - SE ELLY CONTINUA COSÌ, RISCHIA CHE LA SUA PROSSIMA OCCUPAZIONE SARA' DI BALLARE SUI CARRI DEL GAY PRIDE...

fedorov musk thiel zelensky crosetto

DAGOREPORT - A QUALCUNO NON PIACE 'STO FEDOROV - PIU' CHE A INDIGNARE I NEURONI ALLA VODKA DI VANNACCI E DI TRAVAGLIO, L’INGAGGIO DEL GOVERNO ITALIANO DELL'EX MINISTRO DELLA DIFESA UCRAINO FA INCAZZARE ZELENSKY E METTE IN ALLARME LE AGENZIE DI INTELLIGENCE EUROPEE - IL DINAMISMO DEL NOVELLO CONSULENTE DEL MINISTRO CROSETTO NON POTEVA NON FINIRE "ATTENZIONATO", VISTO E CONFERMATO IL RAPPORTO STRETTISSIMO CON L'EMINENZA GRIGIA DELLA TECNO-DESTRA PETER THIEL E CON IL CAVALIERE NERO DELLA GALASSIA MAGA, ELON MUSK - È STATO FEDOROV A OTTENERE LO SBLOCCO DEL SISTEMA STARLINK E A COLTIVARE RAPPORTI CON PALANTIR, CHE FORNISCE A KIEV I SOFTWARE PER LA DIFESA - CHE STA COMBINANDO IN QUESTI GIORNI FEDOROV NEGLI STATI UNITI? COSA VOGLIONO MUSK E THIEL DA LUI? LE ELEZIONI A KIEV, MAGARI PER SOSTITUIRE ZELENSKY E ARRIVARE A QUALUNQUE ‘PACE’”?

ranucci presutti cianfoni floridia

DAGOREPORT - MA QUALE "EPISODIO"! GIULIA PRESUTTI ERA UN HABITUÈ DEL “CEFALÙ BISTRÒ” DOVE PIÙ VOLTE È STATA VISTA INSIEME ALL’AMICA LAURA CIANFONI, CHE A SUA VOLTA È LEGATISSIMA A RANUCCI E CARISSIMA A LAVITOLA (COME È TESTIMONIATO DALLE FOTO DI DAGOSPIA IN OCCASIONE DEL PREMIO COLALUCCI, SETTEMBRE 2020) - NELLA DECISIONE DI SCEGLIERE GIULIA PRESUTTI, ACCREDITATA COME ESPRESSIONE DI M5S E AVS, PER DARE UN CONTENTINO ALL’OPPOSIZIONE, SAREBBE AVVENUTA UNA INTERLOCUZIONE TRA L’AD RAI, GIAMPAOLO ROSSI, E L’EX PRESIDENTE DELLA VIGILANZA RAI, LA GRILLINA BARBARA FLORIDIA, CHE AVREBBE DATO IL SUO PLACET - ANCHE SULLA SCELTA DI PIERVINCENZI ALLA CONDUZIONE DI "REPORT", CHE VA A BILANCIARE LA PRESUTTI DI SINISTRA, SI ADDENSANO ALCUNE DOMANDINE: A PARTIRE DALLA PASSIONE PER IL RUGBY…

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - IL RISIKO S'INGROSSA! L’APERTURA DI ASSICURAZIONI GENERALI A VALUTARE L'OFFERTA” DI MPS PER L’ACQUISIZIONE DI BANCA GENERALI, È UN GRAN PASSO AVANTI PER IL PIANO DI LOVAGLIO PER DISINNESCARE L’OPAS SUL “MONTE” DI BANCA INTESA - SECONDO PIAZZA AFFARI, L’OPERAZIONE TRIESTE-SIENA POTREBBE AVERE DALLA SUA L’APPOGGIO DEI POTENTISSIMI FONDI DI INVESTIMENTO INTERNAZIONALI, TRA CUI BLACKROCK, CHE HA PERALTRO IMPORTANTI INTERESSI NELLE BANCHE ITALIANE, TRA CUI INTESA - ORA INIZIA UNA PARTITA APERTISSIMA DAL PUNTO DI VISTA FINANZIARIO, MA ANCHE DA QUELLO POLITICO: IL 26 OTTOBRE  L’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DI MPS SARA' CHIAMATA AD APPROVARE L'ACQUISIZIONE E TUTTO PUO' SUCCEDERE...