salvini di maio renzi

ECCO I DIECI PUNTI DEL CONTRATTO DI GOVERNO CHE DI MAIO PROPORRÀ A SALVINI E AL PD - NELL’ACCORDO SALTA ALL’OCCHIO L’IMPEGNO CHE BRUXELLES E WASHINGTON CERCAVANO: “LE PARTI INTENDONO ASSICURARE LA CONTINUITÀ DELLA COLLOCAZIONE DELL'ITALIA IN EUROPA E NELLO SCENARIO INTERNAZIONALE”

Emanuele Buzzi per il “Corriere della Sera”

 

luigi di maio salvini

Ventotto pagine: una premessa, punti di contatto e di divergenza e, soprattutto, una bozza di «accordo per il governo dell'Italia». I Cinque Stelle fanno la loro mossa: lo studio di Giacinto della Cananea mette nero su bianco l'offerta di Luigi Di Maio per un esecutivo con Lega o dem. Il team di studiosi - l'ordinario di diritto amministrativo si è avvalso della collaborazione dei colleghi Elena Granaglia, Fabio Giulio Grandis, Leonardo Morlino, Gustavo Piga, Andrea Riggio e Angela Ferrari Zumbini (quest'ultima solo per il patto alla tedesca) - ha consegnato al Movimento una «prima stesura» in modo da poter accelerare il dialogo istituzionale.

 

DI MAIO SALVINI MATTARELLA

Le convergenze tra M5S, Pd e Lega sono prese in considerazione in una serie di tavole sinottiche che coinvolgono tutte e tre le forze in campo contemporaneamente. Ma senza dubbio l'atto più rilevante è proprio il contratto di governo che sarà al centro del dibattito, un accordo «per promuovere a tutelare un insieme di interessi collettivi».

 

«Occorre anche tener conto dei rischi d'instabilità finanziaria», si legge. Dieci i punti sul tavolo: giovani e fami-glie, povertà e disoccupazione, ridurre degli squilibri territoriali, sicurezza e giustizia, difesa del Servizio sanitario nazionale, protezione delle imprese, nuovo Fisco, infrastrutture, salvaguardia dell' ambiente ed efficienza della Pubblica amministrazione. Ogni punto darà vita a dei tavoli di lavoro.

 

MATTEO SALVINI E MATTEO RENZI

Prima, però, una precisazione, forse proprio per dare rassicurazioni sulla permanenza nell'Ue e nella Nato. «Le parti intendono assicurare la continuità della collocazione dell'Italia in Europa e nello scenario internazionale», si legge. E ancora: «Saranno mantenuti gli impegni già assunti in sede europea.

 

Ma il governo sarà fermo nel pretendere il rispetto dell' eguaglianza tra gli Stati che fanno parte dell' Unione». Si propone anche l' idea di «riconsiderare l' esistenza di più sedi - troppe - per il Parlamento europeo». In tema di sicurezza e immigrazione si parla, invece, di un coordinamento di intelligence e forze dell' ordine internazionali «nell' area mediterranea» (per «porre un argine più saldo al traffico di esseri umani») e si chiede «una gestione solidale dei flussi».

 

SALVINI - DI MAIO - BERLUSCONI - RENZI

Nel contratto, leggendo le misure per combattere la povertà, si chiede un «potenziamento dei sistemi attuali di sostegno al reddito». Di fatto, per modi e contenuti, si tratta di una norma simile al reddito di cittadinanza ma senza il nome, il brand che è diventato marchio di fabbrica del Movimento. Un passo che alcuni leggono come necessario per rendere la misura adattabile alla sensibilità degli alleati e per semplificarne l' iter parlamentare.

 

Ci sono anche punti in cui il Movimento sembra soprattutto strizzare l' occhio al Carroccio. Si insiste sulle piccole e medie imprese, sulla necessità di «un contesto normativo, regolativo, ambientale e fiscale che le protegga». Proprio ieri sono arrivate le aperture di Danilo Toninelli: «La semplificazione fiscale è anche una nostra priorità. Una flat tax che non svantaggi le fasce più deboli e rispetti il criterio della progressività scolpito nella nostra Costituzione, per noi va bene».

 

toninelli grillo

La bozza dell' accordo prevede anche regole di ingaggio precise. Viene sancito un patto per «altri obiettivi» non specificati nel testo, tra cui l' obbligo di «non mettere in minoranza un' altra parte su questioni che per essa sono di fondamentale importanza». «Questi impegni di natura politica valgono sia all' interno del Consiglio dei ministri, sia all' interno degli organi parlamentari», si legge. Previsto anche un tagliando di metà mandato e la formazione per eventuali controversie di un «comitato di conciliazione».

 

Il comitato presieduto da della Cananea dedica anche un' ampia riflessione alle differenze tra le forze in campo («che derivano da diverse, se non opposte, concezioni della vita associata e di ordine morale»).

 

toninelli

«Le divergenze sono molto accentuate, se non radicali - si legge - , per quanto concerne i fini (per esempio, nel modo di concepire il sistema pensionistico) o i mezzi (per esempio, gli strumenti per contrastare la povertà e l' organizzazione della giustizia penale)».

Divergenze che sono «tali da rendere ardua la formazione di un governo coeso». Il comitato ricorda anche altri punti di distanza «in materia vaccinale» e in ottica europea. Proprio per questo, temi come i vaccini o la riforma della legge Fornero sono al momento stralciati dal progetto.

Ultimi Dagoreport

borsa italiana dario scannapieco fabrizio testa cdp cassa depositi e prestiti

DAGOREPORT - PERCHE' ALLA BORSA ITALIANA COMANDANO I FRANCESI? – INFURIA LA BATTAGLIA SULLA CONFERMA DI FABRIZIO TESTA ALLA GUIDA DI BORSA ITALIA, IMPOSTA DALLA FRANCESE EURONEXT E CONTESTATA DA CDP (ENTRAMBI AZIONISTI ALL’’8,08%). SECONDO LA CASSA, NON SAREBBE STATO RISPETTATO IL PATTO PARASOCIALE – EPPURE LA CONSOB, NEL SUO “ACCERTAMENTO” SU BORSA ITALIANA DELLO SCORSO NOVEMBRE, ERA STATA CHIARA: HA RILEVATO UNA “RIPETUTA VIOLAZIONE DELLE REGOLE DEL GOVERNO SOCIETARIO”, HA ACCERTATO CHE “TESTA NON HA DATO LA NECESSARIA INFORMATIVA AL CDA DI BORSA ITALIANA SUI PROGETTI O LE MODIFICHE ALLA STRUTTURA COMMISSIONALE”, “MORTIFICANDO IL RUOLO DEL CDA” – L’ASSEMBLEA DEI SOCI DI BORSA ITALIANA È CONVOCATA PER IL 29 APRILE PER RINNOVARE CDA E VERTICI MA LA GUERRA LEGALE POTREBBE ESSERE MOLTO PIU’ LUNGA...

procuratore milano viola procura milano luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - SDENG! ANCHE IL ‘’SOVRANISMO BANCARIO’’ È FINITO NEL CESTINO DELLE CAZZATE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI – A CANCELLARE IL DISEGNO DEL ‘GRANDE POLO DEL RISPARMIO TRICOLORE', A CAVALLO DI CALTAGIRONE & C., OBIETTIVO GLI 800 MILIARDI DI GENERALI, CI HANNO PENSATO IN TANTI: DALLE PERPLESSITÀ DI BCE ALLA CONTRARIETÀ DEI FONDI INTERNAZIONALI PER LA LEGGE CAPITALI (RIVELATASI UN BOOMERANG PER CALTA CHE L’AVEVA ISPIRATA) - MA IL RIBALTONE NON SAREBBE AVVENUTO SENZA L’ENTRATA IN CAMPO DELLA PROCURA DI MILANO - L’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO PER PRESUNTO “CONCERTO OCCULTO” SULLA SCALATA DI MEDIOBANCA, IN DUPLEX CON LA BIZZARRA VENDITA “OVERNIGHT” DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL TESORO DI GIORGETTI, E' STATO IL PRIMO SEGNALE DI ALLARME PER I GENI DI PALAZZO CHIGI PER I POSSIBILI (E AMARI) STRASCICHI GIUDIZIARI - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO INFINE TRABOCCARE IL VASO, SPINGENDO MELONI, DELFIN E BPM AD ABBANDONARE AL SUO DESTINO L’EX ALLEATO CALTARICCONE, È STATA LA VITTORIA DEL “NO” AL REFERENDUM, SENZA LA QUALE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO CHISSA' IN QUALE CASSETTO SAREBBE FINITA...

giorgia meloni trump viviana mazza netanyahu

DAGOREPORT – PERCHÈ È PIÙ FACILE PARLARE CON L’UOMO PIÙ POTENTE (E DEMENTE) DEL MONDO CHE CON GIORGIA MELONI? - PORRE UNA DOMANDINA ALLA "PONTIERA IMMAGINARIA" DEI DUE MONDI È PRATICAMENTE IMPOSSIBILE, MENTRE CON TRUMP BASTA UNO SQUILLO O UN WHATSAPP E QUELLO…RISPONDE – L'INTERVISTA-SCOOP AL DEMENTE-IN-CAPO, CHE LIQUIDA COME UNA SGUATTERA DEL GUATEMALA LA PREMIER DELLA GARBATELLA, REA DI AVER RESPINTO L'INAUDITO ATTACCO A PAPA LEONE, NON E' FRUTTO DI CHISSA' QUALE STRATEGIA DI COMUNICAZIONE DELLA CASA BIANCA, MA SOLO DELLA DETERMINAZIONE GIORNALISTICA DELL'INVIATA DEL "CORRIERE", VIVIANA MAZZA, CHE L'HA TAMPINATO E SOLLECITATO AD APRIRE LE VALVOLE – E' PASSATO INVECE QUASI INOSSERVATO IL SILENZIO SPREZZANTE DI NETANYAHU VERSO MELONI CHE HA FINALMENTE TROVATO IL CORAGGIO DI SOSPENDERE IL PATTO DI DIFESA ITALIA-ISRAELE - TRA UN BOMBARDAMENTO E L'ALTRO DEL LIBANO, IL GOVERNO DI TEL AVIV HA DELEGATO UN FUNZIONARIO DI TERZO LIVELLO PER AVVERTIRE CHE “L’ITALIA HA MOLTO PIÙ BISOGNO DI NOI DI QUANTO NOI ABBIAMO BISOGNO DI LORO''...

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni pier silvio nicola porro paolo del debbio tommaso cerno

DAGOREPORT - MARINA BERLUSCONI NON È MICA SODDISFATTA: AVREBBE VOLUTO I SUOI FEDELISSIMI BERGAMINI E ROSSELLO COME CAPOGRUPPO, MA HA DOVUTO ACCETTARE UNA MEDIAZIONE CON IL LEADER DI FORZA ITALIA, NONCHE' MINISTRO DEGLI ESTERI E VICE PREMIER, ANTONIO TAJANI - LA CACCIATA DEL CONSUOCERO BARELLI, L'AMEBA CIOCIARO NON L'HA PRESA PER NIENTE BENE: AVREBBE INFATTI MINACCIATO ADDIRITTURA LE DIMISSIONI E CONSEGUENTE CADUTA DEL GOVERNO MELONI – AL CENTRO DELLA PARTITA TRA LA FAMIGLIA BERLUSCONI E QUELLO CHE RESTA DI TAJANI, C’È IL SACRO POTERE DI METTERE MANO ALLE LISTE DEI CANDIDATI ALLE POLITICHE 2027 – PIER SILVIO SUPPORTA LA SORELLA E CERCA DI “BONIFICARE” LA RETE(4) DEI MELONIANI DI MEDIASET GUIDATA DA MAURO CRIPPA (IN VIA DI USCITA), CHE HA IN PRIMA FILA PAOLO DEL DEBBIO E SOPRATTUTTO NICOLA PORRO (SALLUSTI SI E' INVECE RIAVVICINATO ALLA "FAMIGLIA") – RACCONTANO CHE IL VOLUBILE TOMMASINO CERNO-BYL SI E' COSI' BEN ACCLIMATATO A MILANO, ALLA DIREZIONE DE "IL GIORNALE", CHE PREFERISCA PIU' INTRATTENERSI CON I “DIAVOLETTI” DELLA BOLLENTE NIGHTLIFE ''A MISURA DUOMO'' CHE CON GLI EDITORI ANGELUCCI…

xi jinping donald trump iran cina

DAGOREPORT – LA CINA ENTRA IN GUERRA? L’ORDINE DI TRUMP DI BLOCCARE "QUALSIASI NAVE CHE TENTI DI ENTRARE O USCIRE DALLO STRETTO DI HORMUZ E DAI PORTI IRANIANI" NON POTEVA NON FAR INCAZZARE IL DRAGONE, PRINCIPALE ACQUIRENTE DI GREGGIO IRANIANO – SE NON VIENE REVOCATO IL BLOCCO, PECHINO MINACCIA DI FAR SALTARE L’ATTESO INCONTRO AL VERTICE CON XI JINPING, IN AGENDA A MAGGIO A PECHINO - DI PIU': IL DRAGONE SI SENTIRÀ AUTORIZZATO A RIBATTERE CON RAPPRESAGLIE POLITICHE CHE POTREBBERO TRASFORMARSI IN RITORSIONI MILITARI - L'ARABIA SAUDITA IMPLORA TRUMP DI FINIRLA DI FARE IL VASSALLO DI ISRAELE E DI TORNARE AL TAVOLO DEI NEGOZIATI CON L'IRAN. RIAD TEME CHE TEHERAN POSSA SCHIERARE I SUOI ALLEATI HOUTHI IN YEMEN PER BLOCCARE LO STRETTO DI BAB AL-MANDEB, UN'ARTERIA VITALE CHE TRASPORTA IL 10% DEL COMMERCIO GLOBALE TRA L'ASIA E I MERCATI EUROPEI ATTRAVERSO IL CANALE DI SUEZ, DETTA "PORTA DELLE LACRIME"…

meloni orban trump netanyahu papa leone

DAGOREPORT - REFERENDUM, GUERRA DEL GOLFO, ORBAN, PAPA LEONE: UNA BATOSTA DOPO L'ALTRA. IL BLUFF DEL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA È GIUNTO AL CAPOLINEA: MEJO PRENDERE LE DISTANZE DA TRUMP E NETANYAHU, DUE TIPINI CON GROSSI PROBLEMI DI SALUTE MENTALE, PRIMA DI ANDARE A FAR COMPAGNIA AI GIARDINETTI AL SUO AMICO ORBAN - SOLO L'EROSIONE DEI CONSENSI LE HA FATTO TROVARE IL CORAGGIO DI CONDANNARE,  DOPO UN TRAVAGLIO DI SETTE ORE, IL BLASFEMO ATTACCO DEL SUO "AMICO" DI WASHINGTON AL PONTIFICATO DI PAPA PREVOST (SUBITO BASTONATA DA TRUMP: "SU DI LEI MI SBAGLIAVO") - OGGI E' STATA COSTRETTA A PRENDERE LE DISTANZE DAL "BOMBARDIERE" NETANYAHU, ANNUNCIANDO LA SOSPENSIONE DEL RINNOVO DEL PATTO DI DIFESA CON ISRAELE (ARMI, TECNOLOGIA, INTELLIGENCE) – CHISSÀ SE IL RINCULO INTERNAZIONALE DELLA DUCETTA AZZOPPATA RIUSCIRA' ANCORA AD ABBINDOLARE GLI ITALIANI….