VANNO TUTTI A CANOSSARCORE - A BANANA RISORTO, I “TRADITORI” SONO TORNATI TUTTI, A TESTA CHINA, DAL GRAN CAPO - DA ANGELINO ‘SENZA QUID’ AD ALE-DANNO, PER CUI BERLUSCONI ERA “UN RITORNO AL PASSATO” - OSVALDO NAPOLI TIFAVA PER LE PRIMARIE, QUAGLIARIELLO S’ERA LANCIATO IN “ITALIA POPOLARE”, MENTRE PER SACCONI MONTI ERA “IL NUOVO DE GASPERI” (COME NON DETTO)…

Filippo Ceccarelli per "la Repubblica"

E avvenne che, mentre erano in viaggio e stavano per avvicinarsi a Monti, da loro stessi designato federatore dei moderati, all'improvviso li avvolse una luce dal cielo e cadendo a terra udirono una voce che gli diceva...

Ecco, si perdoni qui la parafrasi degli Atti degli apostoli (9, 3-4), ma a differenza di Saulo incamminatosi sul cammino di Damasco, i diversi esponenti del Pdl variamente folgorati sulla via del Centro hanno capito subitissimo che la voce del Padrone apparteneva al coordinatore, nonché tagliatore di teste, Denis Verdini; e quindi, senza aspettare nel buio i tre giorni di cui parla il sacro testo, e come ovvio ben guardandosi dall'astenersi da cibi e bevande, si sono riavvicinati a Berlusconi.

Più che riavvicinati, in realtà. Da Alfano ad Alemanno, da Quagliariello a Sacconi hanno cercato di far dimenticare, con altrettanta energia e intensità, ciò che avevano detto appena uno o due mesi fa; e cioè, grosso modo, che del Cavaliere si poteva benissimo fare a meno. Anzi, era meglio. Le primarie avrebbero deciso a chi sarebbe toccata la guida del Pdl. E in ogni caso, come del resto sembrava aver solennemente deliberato lo stesso Berlusconi, si poteva contare e si doveva puntare su Monti.

Sennonché l'odierna politica, oltre ad aver tempi straordinariamente veloci, è eccezionalmente volatile, per non dire che alla tradizionale vocazione trasformistica s'è aggiunta la più ragguardevole quota di inganni, fatuità e sfacciataggine. Per cui
passi per il dietro-front del povero Alfano, al quale ieri Berlusconi è tornato a dire che vuole bene come a un figlio.

L'impegnativa formula metaparentale risulta già attribuita e ritirata più volte, ma l'ultimo conferimento ha tutta l'aria di coronare un rito di sottomissione tipo quello cui si sottopose Enrico IV dinanzi a Gregorio VII a Canossa: senza insegne, a piedi scalzi, in veste di penitente.

Ma Alemanno? A novembre andava proclamando, benedetto sindaco: «Basta con le leadership carismatiche ». Berlusconi era un «ritorno al passato», non poteva «incarnare il
rinnovamento», né si potevano «tradire le speranze delle primarie», e così via. Bene.

Per quanto i controlli di coerenza sia divenuti in Italia una pratica giornalistica ormai del tutto vana, curioso è leggersi il ponderoso saggetto, cinque cartelle in stretto «ideologese» (radici, prospettive, visioni «della vita e del mondo», addirittura) con cui l'ineffabile primo cittadino, previa l'indispensabile collaborazione dei Circoli della Nuova Italia, l'altro giorno ha ripreso a tessere le lodi del leader andava messo da parte: «L'unico in grado di aprire una prospettiva vincente per tutto il centrodestra italiano».

Un modo ridondante di farsi perdonare, confermando l'ameno nomignolo di «Retromanno». Più suggestivo il tentativo espletato dal vicecapogruppo a Montecitorio Osvaldo Napoli, che in un attimo di sbandamento autunnale aveva richiamato, l'incauto, la «validità attuale» - ahiahi - dell'«atto di responsabilità e d'amore verso l'Italia», «il nobile gesto compiuto» da Berlusconi che dimettendosi aveva abdicato. Oh lesa maestà anche solo il pensarlo! Guai ai tiepidi, agli incerti, ai dubbiosi.

Risuona ancora nelle loro orecchie lo sfogo del sovrano in un ufficio di presidenza all'inizio di dicembre: «Pensate davvero che non abbia notato che mi avete lasciato da solo? Sono stanco, mi avete deluso tutti, mi avete abbandonato... Appena ho voltato le spalle mi avete accoltellato, adesso congiurate pure contro di me».

Per cui all'onorevole Napoli non pare vero di poter lanciare le più alte grida in lode alla tele-performance di Berlusconi, che «come san (!) Daniele era andato nella fossa dei leoni di Santoro e Travaglio, ma i leoni, all'improvviso, non avevano più i denti » grazie alla «straordinaria capacità comunicativa» eccetera.

Quindi si arriva ai «cattolici», pure loro caduti in tentazione: Quagliariello e Sacconi. Il primo aveva partecipato alla fondazione di uno strano aggeggio collettivo dal nome «Italia Popolare», specie di ponte lanciato dal Pdl verso il Centro. Il secondo era arrivato a sostenere che Monti era «il nuovo De Gasperi». Oggi entrambi possono dire che in fondo lo diceva anche il loro Capo.

Ma il problema è che loro non lo consideravano più capo. Così di colpo hanno scoperto che Monti non era De Gasperi e infatti il professore difetta nella difesa dei valori etici. Berlusconi invece è ok. E anche se lunedì scorso ha aperto sulle coppie gay, beh, la questione è più complicata e per chiarirla basta leggersi un certo documentone prodotto quando il fulmine era lungi dall'abbagliarli e la voce non gli parlava di posti in lista.

 

MAURIZIO SACCONI ROBERTO MARONI ANGELINO ALFANO sindaco gianni alemanno GAETANO QUAGLIARIELLO berlusconi, santoroberlusconi, santoroOSVALDO NAPOLI

Ultimi Dagoreport

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - IL RISIKO S'INGROSSA! L’APERTURA DI ASSICURAZIONI GENERALI A VALUTARE L'OFFERTA” DI MPS PER L’ACQUISIZIONE DI BANCA GENERALI, È UN GRAN PASSO AVANTI PER IL PIANO DI LOVAGLIO PER DISINNESCARE L’OPAS SUL “MONTE” DI BANCA INTESA - SECONDO PIAZZA AFFARI, L’OPERAZIONE TRIESTE-SIENA POTREBBE AVERE DALLA SUA L’APPOGGIO DEI POTENTISSIMI FONDI DI INVESTIMENTO INTERNAZIONALI, TRA CUI BLACKROCK, CHE HA PERALTRO IMPORTANTI INTERESSI NELLE BANCHE ITALIANE, TRA CUI INTESA - ORA INIZIA UNA PARTITA APERTISSIMA DAL PUNTO DI VISTA FINANZIARIO, MA ANCHE DA QUELLO POLITICO: IL 26 OTTOBRE  L’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DI MPS SARA' CHIAMATA AD APPROVARE L'ACQUISIZIONE E TUTTO PUO' SUCCEDERE...

mark zuckerberg proteste

HAI VOLUTO TRUMP? E ORA T’ATTACCHI ALLA SCORTA! – I LEADER DELLA SILICON VALLEY SONO OSSESSIONATI DALLA LORO SICUREZZA, E SPENDONO VAGONATE DI DOLLARI IN PROTEZIONE, GUARDIE DEL CORPO, BUNKER. COLPA DELLA SVOLTA TRUMPIANA E DELLA RIVOLUZIONE DELL’ACCELERAZIONE INCONTROLLABILE DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, CHE RISCHIA DI PRODURRE FOLLE DI DISOCCUPATI INCAZZATI PRONTI AD ASSALTARE, OLTRE AI DATA CENTER, I VILLONI DEI PAPERONI – IL PIÙ PARANOICO DI TUTTI? MARK ZUCKERBERG! META SPENDE OLTRE 25 MILIONI DI DOLLARI ALL’ANNO ESCLUSIVAMENTE PER LA PROTEZIONE DEL SUO FONDATORE – L’OSSESSIONE DEI MILIARDARI PER BUNKER DI LUSSO, FORTEZZE SOTTERRANEE, RIFUGI IN NUOVA ZELANDA E HAWAII, CON INVESTIMENTI CHE OSCILLAVANO TRA I DIECI E I CINQUANTA MILIONI DI DOLLARI CIASCUNO...

vladimir putin donald trump volodymyr zelensky

FLASH! – QUANDO LE COSE GIRANO SUL PEGGIO, INTERVENGONO I SERVIZI SEGRETI - IL BENINFORMATO CAPO DELLA CIA, JOHN RATCLIFFE, SAREBBE VOLATO A MOSCA, SECONDO RUMORS DI WASHINGTON, PER CONSEGNARE UN DURO AVVERTIMENTO ALLA CRICCA DI PUTIN, FINITA IN UN CUL DE SAC NEL CONFLITTO UCRAINO – CARO VLADIMIR, UN'EVENTUALE ESCALATION CON USO DI ARMI NUCLEARI TATTICHE, CAPACI DI DISTRUGGERE KM DI TERRITORIO UCRAINO, È UNA LINEA ASSOLUTAMENTE DA NON OLTREPASSARE: GLI STATI UNITI NON STAREBBERO CON LE MANI IN MANO… 

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....