roberto fico

CHE FICO! - I MILITANTI DI “ITALIA 5 STELLE” SI SCUOTONO SOLO QUANDO SUL PALCO ARRIVA ROBERTO FICO A SOLLETICARE L’ANIMA MOVIMENTISTA: “NON DIMENTICHIAMO CHI ERAVAMO...” - LA MAGGIORANZA DEI PARTECIPANTI E’ ARRIVATO DA FUORI ROMA: A DIMOSTRARE CHE “L’EFFETTO RAGGI” HA RAFFREDDATO GLI ENTUSIASMI PRO-GRILLINI NELLA CAPITALE - IL REPORTAGE DI FABRIZIO RONCONE

Fabrizio Roncone per il “Corriere della Sera”

 

luigi di maio

Giggino, dicono certi dell' ufficio stampa - chiamandolo proprio così, Giggino -, ha appena lasciato Palazzo Chigi. Cinque minuti dopo, Luigi Di Maio - in camicia bianca, senza cravatta, le maniche arrotolate - sale velocissimo sul palco del Circo Massimo e i militanti non fanno in tempo ad accorgersi del viso stanco, del sorriso forzato sotto occhiaie profonde, perché lui è già dentro il comizio, con l' urgenza di urlargli subito un paio di cose.

«Quel maledetto condono non c' è più e voi, qui, siete tantissimi» (l' ha infiocchettata meglio, ovviamente, ma il succo del discorso era questo).

roberto fico

 

Vi starete chiedendo: come hanno reagito i militanti? Con applausi convinti, ma non eccitati. Nessuna ovazione. Il colpo d'occhio, del resto, non si presta all' idea di bolgia: qualche migliaio di persone, poche bandiere, poco entusiasmo, molti panini con la mortadella e niente a che vedere con la platea che Beppe Grillo riunì qui quattro anni fa, salendo magnifico su una gru, e da lassù gridandoci allegro: «Voi giornalisti siete dei fantasmi, cadaveri che camminano, servi dei padroni, miserabili lombrichi destinati all' estinzione...».

 

Invece siamo un po' tutti ancora qua e il Movimento 5 Stelle, che era di lotta ed è diventato di governo, sembra davvero piuttosto disorientato dagli avvenimenti dell'ultima settimana.

italia 5 stelle

Voci raccolte tra gli stand. Mauro Della Casa, da Bergamo, operaio: «Non possiamo andare dietro a Salvini anche sui condoni». Simonetta Bellini, da Cagliari, insegnante: «I leghisti? Noi siamo ancora poco smaliziati». Giorgio Luperini, da Napoli, disoccupato: «Noi, a differenza della Lega, siamo per la legalità».

 

Dietro di lui, su un mega-schermo, scorrono le immagini della senatrice Paola Taverna (la mamma, da 24 anni, vive in un appartamento di proprietà dello Stato nel quartiere romano del Quarticciolo, e risulta abusiva).

 

italia 5 stelle

Accanto al megaschermo, c'è una specie di bancomat: dove i soldi non si prendono, ma si versano. Adesivo: «Dacci una mano». Valeria Cozzolino, assistente parlamentare, aiuta i militanti di buona volontà: «Finora, abbiamo raccolto almeno 5 mila euro». Passa un signore anziano: «Signorina, perdoni la curiosità: ma dove finiscono tutti questi denari?». Poi ridacchia e, con lo sguardo, indica lo stand «Rousseau». All'ingresso hanno scritto: «Uno strumento di intelligenza collettiva» (un fotografo sostiene di aver visto, poco fa, Davide Casaleggio in persona).

 

Il clima è questo, le parole sono anche queste. Confermata l'assenza di Edoardo Bennato (calo di voce, giura), laggiù il sottosegretario Vito Crimi con la compagna deputata Paola Carinelli, non pervenuti i No Tap, i No Vax, i No Tav. Cioè, no: uno che gira mostrando un piccolo cartello con questi slogan, c'è. È Vittorio Di Battista, il papà di Alessandro (il cui intervento è annunciato via Skype da un luogo imprecisato del Sud America, tipo Subcomandante Marcos).

italia 5 stelle

 

Intanto: il signor Vittorio gira con una portavoce al seguito. Poi, incalzato, e senza avere l'aria di scherzare, dice: «Mio figlio tornerà a Natale, ma il potere assoluto datelo a me: e in sei mesi vi risolvo tutti i problemi. Potere assoluto, ho detto: non con Salvini. Lui è di destra, io sono fascista».

 

Poi si mette in posa per un selfie. La butta sul selfie anche Gianluigi Paragone, ex direttore del quotidiano leghista La Padania, e ora senatore grillino. È alle prese con un militante animalista. «Credimi - dice Paragone - se hai una bella idea, mettila sulla piattaforma Rousseau, e noi la facciamo diventare legge».

 

italia 5 stelle

Ma quello: «Ue', belin». La maggior parte dei partecipanti a questa quinta edizione di Italia a 5 Stelle arriva da fuori Roma. S'intuisce quando Virginia Raggi, sindaco di questa città sommersa dai rifiuti, strangolata dal traffico e con buche come nemmeno alla periferia di Kabul, viene accolta con sorrisi di simpatia. Gli stessi riservati ad Antonio Rinaldi, l'economista allievo del ministro degli Affari europei Paolo Savona, quando in una agorà improvvisa un comizietto parlando di «deficit» e «spread». Due parole che nessuno, in un giorno intero di festa, osa pronunciare.

 

italia 5 stelle

Ignorato completamente anche il severo giudizio con cui Moody's ha bocciato la manovra economica del governo. Sul palco, però, un pattuglione di parlamentari con alcuni palloncini che compongono la scritta: «Bye bye vitalizi». E, in sfilata, la Lezzi, la Grillo, e Fraccaro, e Costa. Però, anche per loro: applausi da prassi. Poi, sale Roberto Fico, il presidente della Camera. «Non ci dobbiamo mai dimenticare chi eravamo...». E allora succede qualcosa: i militanti paiono improvvisamente scossi. Ci sono grida di evviva e quell' euforia forte che travolge, identifica, tiene insieme. Qualcuno, con calma, trovi le parole per raccontarlo a Di Maio.

Ultimi Dagoreport

adriano galliani helga costa

DAGOREPORT - SI ALLUNGANO I SOSPETTI DI CONFLITTO DI INTERESSE SU ADRIANO GALLIANI, CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DELLA FIGC CONTRO MALAGO’: NON C’E’ SOLO LA GRANA DEL FIGLIO GIANLUCA, AZIONISTA DI UNA TECH COMPANY CHE FA CONCORRENZA ALLA LEGA SERIE A SUL FANTACALCIO. C’E’ ANCHE IL NODO DEL FIGLIO DELLA MOGLIE HELGA COSTA, ALAN RODRIGUEZ, CHE FA IL PROCURATORE SPORTIVO NELLA SCUDERIA DI BEPPE RISO (CHE HA CONCLUSO IN QUESTI ANNI DIVERSI AFFARI CON GALLIANI) - COME SI METTE L’EX BRACCIO DESTRO DI BERLUSCONI RISPETTO ALL’ARTICOLO 29 DELLO STATUTO FIGC CHE PARLA DI INCOMPATIBILITA’ IN CASO DI CONFLITTO DI INTERESSI? LA GIUSTIZIA SPORTIVA NON HA NULLA DA RILEVARE?

leonardo maria del vecchio fedez selvaggia lucarelli fedez

DAGOREPORT – DIETRO ALL’OPA (FALLITA) DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO SUL “FATTO QUOTIDIANO”, C’È FORSE LO ZAMPONE DI FEDEZ? – L’EX MARITO DI CHIARA FERRAGNI VEDE NEL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO, E NELLA FIRMA DI SELVAGGIA LUCARELLI, UN NEMICO DA ABBATTERE: SOGNA DI DIVENTARE UN MAGNATE DELL’EDITORIA (VUOLE TRASFORMARE IL SUO "PULP PODCAST" IN UNA TESTATA GIORNALISTICA) E CONTROLLARE LA “NARRAZIONE” SULLE SUE GESTA (DAGLI AFFARI ALLE RISSE IN DISCOTECA) – IL RAPPORTO CON "LENNY" DEL VECCHIO È CONSOLIDATO. E LA SOCIETÀ DI FEDEZ, “DOOM”, SAREBBE ANCHE DIETRO LO SBARCO DI LMDV SU “X” 

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?

elezioni israele isaac herzog netanyahu eisenkot

DAGOREPORT – IN ISRAELE, DOPO LE ELEZIONI, CI SONO SOLO TRE SCENARI PLAUSIBILI: UN GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE, UN ACCORDO DELL’OPPOSIZIONE CON GLI ARABI O NUOVE ELEZIONI – UNA GRANDE COALIZIONE È IL SOGNO DEL PRESIDENTE HERZOG E DEGLI STATI UNITI: PERMETTEREBBE DI RIMUOVERE QUEI MEZZI CRIMINALI ESTREMISTI DI BEN GVIR E SMOTRICH, CHE OSTACOLANO IL PIANO DI TRUMP PER GAZA E ROMPONO IL CAZZO IN CISGIORDANIA. MA EISENKOT ESIGE CHE “BIBI” NON SIA PREMIER, E PER ACCONTENTARLO, HERZOG DOVREBBE CONCEDERE LA GRAZIA AL PREMIER – L’ACCORDO CON LE LISTE ARABE È COMPLICATO: NESSUNO SI VUOLE ACCOLLARE IL RISCHIO DI GOVERNARE CON I MUSULMANI – UN RITORNO ALLE URNE SAREBBE UN REGALO PER “BIBI” – LA POSSIBILE NUOVA ESCALATION IN IRAN E LA PAURA DI EISENKOT DI FINIRE TRITURATO DA QUEL VECCHIO VOLPONE DI NETANYAHU, CHE HA GOVERNATO 19 DEGLI ULTIMI 30 ANNI...

marina pier silvio berlusconi soldi profitti denaro

FLASH – MARINA O “MARETTA”? SEMBRA CHE STIA MONTANDO UN PO' DI TENSIONE TRA I FRATELLI BERLUSCONI - MARINA, CHE IN QUANTO PRESIDENTE DI FININVEST È LA CAPA DI “PIER DUDI”, È PREOCCUPATA DAL FUTURO ECONOMICO DI MEDIASET. E NON SOLO PER L'IMPERO ITALIANO: TEME CHE L’ACQUISIZIONE DI PIER SILVIO DELLA TV TEDESCA PROSIEBENSAT SIA STATA UNA MOSSA  AZZARDATA E CHE POSSA METTERE A RISCHIO LA TENUTA DEI CONTI DEL BISCIONE - (A COLOGNO ANCORA SCOTTA IL RICORDO DEI 900 MILIONI DI EURO BUTTATI NEI DIRITTI TV E IL FLOP DI MEDIASET PREMIUM, CHE STAVANO PER FAR SCHIOPPARE L’AZIENDA...)