TRUMP MINACCIA, SBRAITA E ACCUSA GLI ALLEATI MA HA CAPITO CHE CON LA GUERRA IN IRAN SI E’ INFILATO IN UN GINEPRAIO – ECCO PERCHE’ QUEI DUE MANEGGIONI DI STEVE WITKOFF E JARED KUSHNER STANNO RIANNODANDO I FILI DELLA TRATTATIVA, DEFINENDO SQUADRA E CONDIZIONI CHE POTREBBERO METTERE FINE ALLA GUERRA – GLI AMERICANI VOGLIONO DISCUTERE SEI PUNTI: BLOCCO DEL PROGRAMMA MISSILISTICO PER CINQUE ANNI; ZERO ARRICCHIMENTO DELL'URANIO; SMANTELLAMENTO DEI LABORATORI NUCLEARI DI NATANZ, FORDOW E ISFAHAN; LIMITI FERREI AL RIPRISTINO DELLE CENTRIFUGHE; TRATTATI PER LIMITARE GLI ARMAMENTI, CON UN MASSIMO DI MILLE MISSILI; FINE DEI FINANZIAMENTI AI PROXY COME HEZBOLLAH, HOUTHI E HAMAS – L’IRAN IN CAMBIO CHIEDE…
Estratto dell’articolo di Paolo Mastrolilli per “la Repubblica”
JARED KUSHNER CON STEVE WITKOFF A DAVOS - FOTO LAPRESSE
L'ultimatum di 48 ore all'Iran scade stasera, con la minaccia di distruggere le infrastrutture elettriche se non per riaprirà lo Stretto di Hormuz. I marines navigano verso la regione per possibili operazioni di terra, mentre il New York Times rivela che i Servizi segreti israeliani del Mossad avevano presentato un piano per provocare rivolte e la caduta del regime subito dopo l'inizio dei raid.
Nello stesso tempo però i negoziatori americani Steve Witkoff e Jared Kushner stanno riannodando i fili della trattativa, definendo squadra e condizioni che potrebbero mettere fine alla guerra.
Le mosse del presidente Trump suonano contraddittorie, ma i collaboratori sostengono che fa parte del suo piano. Venerdì il capo della Casa Bianca aveva detto che stava considerando di ridurre l'intervento, ma sabato alle 7,44 della sera ha pubblicato un messaggio con cui minacciava di distruggere le infrastrutture elettriche dell'Iran, se non avesse riaperto Hormuz entro 48 ore senza condizioni.
La risposta prevedibile del regime è stata che se lo farà, bloccherà completamente lo Stretto, ora navigabile per i Paesi non considerati nemici. I Paesi della regione poi hanno lanciato l'allarme, perché temono rappresaglie sui loro impianti. […]
jared kushner a davos presenta il piano per gaza accanto a steve witkoff
Secondo Axios, Witkoff e Kushner stanno ponendo le basi per la ripresa delle trattative, sulla base di sei punti: blocco del programma missilistico per cinque anni; zero arricchimento dell'uranio; smantellamento dei laboratori nucleari di Natanz, Fordow e Isfahan; limiti ferrei al ripristino delle centrifughe; trattati per limitare gli armamenti, con un massimo di mille missili; fine dei finanziamenti ai proxy come Hezbollah, Houthi e Hamas.
Il ministro degli Esteri di Teheran Araghchi ha risposto che per normalizzare Hormuz serve la tregua e l'impegno a non attaccare più, mentre finalizzare l'accordo richiederebbe anche le riparazioni per i danni subiti. Fonti Usa escludono di chiamarle così, però potrebbero scongelare i fondi iraniani all'estero. Per la mediazione gli Usa preferirebbero il Qatar all'Oman.
Aspettando che scada l'ultimatum di oggi, le eventuali operazioni di terra o la ripresa del dialogo, gli americani hanno un'idea abbastanza chiara di cosa vorrebbero, mentre il prezzo della benzina sale più di quanto era accaduto dopo l'invasione russa dell'Ucraina. Secondo un sondaggio della Cbs, il 92% chiede di chiudere il conflitto appena possibile.
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jared kushner steve witkoff vertice dei volenterosi a parigi foto lapresse

