I NERI FANNO NERO OBAMA - NEL PIENO DEI DISORDINI IN MISSOURI, LA COMUNITÀ AFROAMERICANA È DELUSA DAL “SUO” PRESIDENTE: “NON FA ABBASTANZA PER LA QUESTIONE RAZZIALE, TROPPO TIMIDO CON LA POLIZIA”

obama israeleobama israele

Valeria Robecco per “Il Giornale

 

Dure critiche alla polizia, ma nessun riferimento diretto alla questione razziale: Barack Obama è il primo presidente nero della storia degli Stati Uniti, ma finisce nell'occhio del ciclone proprio per non aver affrontato con sufficiente fermezza il caso dell'uccisione di un ragazzo di colore da parte delle forze dell'ordine a Ferguson, in Missouri. Nel sobborgo di St. Louis, dove nella notte tra venerdì e sabato scorso l'agente Darren Wilson ha sparato al diciottenne afroamericano Michael Brown, uccidendolo, il bilancio degli scontri è di un ferito in condizioni critiche e sette arresti.

MISSOURI - FERGUSON MISSOURI - FERGUSON


Gli episodi più gravi si sono verificati nella notte di sabato, quando circa duecento persone hanno violato il coprifuoco imposto dalle autorità da mezzanotte alle cinque del mattino. Secondo quanto dichiarato ai media statunitensi dal responsabile della Missouri Highway Patrol, capitano Ron Johnson, i manifestanti hanno rifiutato di rientrare nelle loro case, e sono stati usati dei lacrimogeni dopo l'esplosione di colpi di arma da fuoco contro un'auto della polizia.

 

È un clima tesissimo quello che si respira a Ferguson, tanto che il governatore dello Stato, Jay Nixon, ha deciso di dichiarare lo stato di emergenza. A scatenare la rabbia dei manifestanti è stato l'atteggiamento eccessivamente repressivo da parte delle forze dell'ordine, le quali per diversi giorni si sono rifiutate di far sapere il nome dell'agente che ha ucciso il diciottenne, sospettato del furto di una scatola di sigari.

MISSOURI - FERGUSON MISSOURI - FERGUSON

 

La dinamica dell'accaduto rimane poco chiara, e se le autorità riferiscono di una presunta colluttazione tra Brown e l'agente, alcuni testimoni raccontano invece che Michael, disarmato, ha alzato le mani in segno di resa.
 

Nel frattempo Obama finisce al centro delle critiche, in particolare da parte dei leader attivisti afroamericani, i quali si chiedono se il primo presidente di colore degli Stati Uniti stia facendo abbastanza per affrontare la questione razziale. E vogliono che nei suoi discorsi non si limiti a biasimare la polizia, ma sottolinei il collegamento tra la morte di Brown e la brutalità delle forze dell'ordine nei confronti dei neri.

MISSOURI - FERGUSON MISSOURI - FERGUSON

 

Obama giovedì scorso ha lanciato un appello alla calma, chiedendo che l'inchiesta sia aperta e trasparente, ma soprattutto criticando la polizia per l'uso eccessivo della forza.  «Non ci sono scuse per l'uso eccessivo della forza contro manifestanti pacifici, e per mettere in carcere chi protesta esercitando legalmente il Primo Emendamento (quello sulla libertà di espressione) - ha affermato - Negli Usa la polizia non dovrebbe usare la prepotenza o arrestare giornalisti che stanno cercando di fare il proprio lavoro».

 

MISSOURI - SACCHEGGI A FERGUSON MISSOURI - SACCHEGGI A FERGUSON

Per gli afroamericani, però, non è abbastanza: in molti si sono detti delusi dall'atteggiamento troppo prudente di Obama, sottolineando come l'inquilino della Casa Bianca spesso ha paura di parlare chiaramente quando si verificano episodi che danneggiano le persone di colore. E in piazza per protestare contro la morte di Brown, a Ferguson, è sceso anche il co-fondatore di Twitter Jack Dorsey, nativo di St. Louis ed esponente di quell'industria hi-tech della quale fanno parte i grandi elettori di Obama.

proteste negli usa 9proteste negli usa 9

 

Il dibattito su come il Commander in Chief Usa dovrebbe affrontare la questione razziale è in realtà di lungo corso. Da un lato infatti è stato proprio l'attuale presidente a decidere di nominare il primo ministro della giustizia nero, Eric Holder, e a caldeggiare modifiche al sistema penale per ridurre l'enorme numero di afroamericani soggetti a lunghi periodi di detenzione per reati legati alla droga. Ma dall'altro, a parere dei critici, soprattutto nel corso del primo mandato, Obama non ha affrontato nel modo adatto le discriminazioni a cui sono ancora soggetti i cittadini di colore.

proteste negli usa 14proteste negli usa 14

Ultimi Dagoreport

luigi lovaglio francesco milleri gaetano caltagirone generali

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA DI MILANO, DOPO AVER ISCRITTO SUL REGISTRO DEGLI INDAGATI CALTAGIRONE, MILLERI E LOVAGLIO PER IL PRESUNTO "CONCERTO" ORCHESTRATO PER LA SCALATA DI MEDIOBANCA, PROSEGUE LE SUE INDAGINI, ORA DA FRANCOFORTE SI FA VIVA LA BCE CON UN INVITO ALLA “DISCONTINUITÀ” SULLA NUOVA GOVERNANCE DI MPS – UNA RACCOMANDAZIONE DIRETTA AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, IN VISTA DEL SUO MANDATO TRIENNALE AD APRILE? - IN TREPIDA ATTESA DEGLI EVENTI GIUDIZIARI, LA VERA DOMANDA DA FARSI PERO' E' UN'ALTRA: CHE SUCCEDERÀ IL 23 APRILE ALL'ASSEMBLEA DI GENERALI, I CUI PRINCIPALI AZIONISTI SONO MEDIOBANCA-MPS, DELFIN DI MILLERI E GRUPPO CALTAGIRONE? - (PERCHÉ CHI PROVA A ESPUGNARE IL LEONE DI TRIESTE RISCHIA DI RESTARE FULMINATO…)

giorgia meloni camillo ruini

FLASH – PERCHÉ GIORGIA MELONI HA UN INFERMIERE CHE ABITUALMENTE VA DA LEI? IL CARDINAL CAMILLO RUINI, NELL’INTERVISTA RILASCIATA A CAZZULLO, HA FATTO UNA RIVELAZIONE “DELICATA”: “CON GIORGIA MELONI C’È UN’AMICIZIA VERA, CI MANDIAMO SEMPRE A SALUTARE. L’INFERMIERE CHE VIENE DA ME PER CURARMI VA ANCHE DA LEI”. ORA, È NORMALE CHE UN 95ENNE DALLA SALUTE FRAGILE ABBIA BISOGNO DI UN CONTINUO SOSTEGNO SANITARIO. MA LA PREMIER, 49ENNE? HA ANCORA GLI OTOLITI IN FIAMME?

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…