moro arafat

I PALESTINESI E IL CASO MORO – PRIMA LA SOFFIATA SU UN ATTENTATO IMMINENTE IN ITALIA. POI IL NEGOZIATO CON ARAFAT PER UNO SCAMBIO DI PRIGIONIERI – IL RUOLO DEL SISMI – LA TRATTATIVA CON LE BRIGATE ROSSE (PRIMA DI QUELLA CON LA MAFIA) – ANDREOTTI ACCENNO’ A CONTATTI ANCHE CON GHEDDAFI PUR DI LIBERARE MORO – LA RICOSTRUZIONE IN UN LIBRO DI GRIGNETTI

 

Estratti del libro «Salvate Aldo Moro » (Melampo editore), scritto da Francesco Grignetti, pubblicati da la Stampa

 

Stefano Giovannone

Il colonnello Stefano Giovannone, capocentro del Sismi a Beirut, uomo di fiducia di Moro, alla notizia di via Fani rimane traumatizzato, ma non del tutto sorpreso. Esattamente un mese prima della strage ha inviato alla Centrale una segnalazione che avrebbe dovuto mettere gli apparati dello Stato in allarme. Dalle sue fonti palestinesi ha saputo che in Italia si sta preparando un attacco. La soffiata gli arriva da ambienti dell' Fplp, il Fronte popolare per la liberazione della Palestina, un gruppo di ispirazione marxista che è considerato intimamente legato al Kgb.

 

ARAFAT E ANDREOTTI

Il maresciallo Giuseppe Agricola, che è stato il braccio destro del colonnello a Beirut per cinque anni, ricorda nitidamente che cosa le lettere significarono in quelle stanze dove lui e Giovannone condividevano le giornate: «Le lettere erano un messaggio. Ci dicevano: andate a bussare alla porta dei palestinesi».

 

via fani archivio alberto coppo

Il colonnello Giovannone, infatti, è ben consapevole che i vertici dell' Fplp sanno molto sul terrorismo italiano e che avrebbero potuto aiutarlo ad intavolare una trattativa con i misteriosi capi delle Brigate rosse. A sua volta, il prigioniero Aldo Moro - che viene informato regolarmente dal colonnello di quel che si agita nel Medio Oriente, e che probabilmente è anche al corrente delle soffiate di febbraio - giunge alle stesse conclusioni di Giovannone. Indica le modalità, uno scambio di prigionieri; la scacchiera, quella del Medio Oriente; il mediatore, Stefano Giovannone.

Salvate Aldo Moro Grignetti

 

Si apre la trattativa Il comunicato brigatista n. 8, quello che comprende un elenco di 13 terroristi detenuti da liberare in cambio della vita dell' ostaggio, risale al 24 aprile, una giornata di svolta nel caso Moro, ed è il contraccolpo di quella operazione ambigua del falso comunicato della Duchessa. A suo modo, questo comunicato n. 8 è una sorpresa: le Br, che finora hanno sempre sostenuto di non voler intavolare trattative, stanno contraddicendo sé stesse.

 

E se pure lo scambio è prospettato in maniera provocatoria, come di chi voglia farsi dire di no a tutti i costi, qualcosa cambia nelle loro strategie. Dacché sostenevano di non volere trattare con lo Stato, ora la trattativa è aperta nei fatti.

 

LA DATA CHIAVE

alberto franceschini renato curcio

Devono essere stati febbrili i colloqui di quei giorni in un' altalena di speranze e delusioni. Il 24 aprile, data che ci appare sempre più cruciale, l' Olp comunica agli italiani di avere notizie molto interessanti. Sappiamo da un ennesimo cablo di Giovannone: «Concordata positiva immediata azione vertici Olp che habent già raccolto qualche utile elemento per stabilire contatti noti interlocutori».

 

LO STATO

oreste scalzone

Commenta la commissione d' inchiesta, presieduta dall' onorevole Fioroni: «Tra la fine di aprile e l'inizio di maggio le speranze di salvare Moro diventano più forti. Mentre precedentemente si faceva riferimento soprattutto all' acquisizione di informazioni, eventualmente funzionale a azioni di polizia, quella che si tentò di realizzare dalla fine di aprile, con piena consapevolezza istituzionale, è una vera e propria trattativa, che aveva come intermediari i palestinesi. Nello stesso tempo le indagini tendevano a stagnare, quasi che ormai ci si attendesse una soluzione sul piano politico e non su quello investigativo-giudiziario» .

Francesco Cossiga

 

SÌ, COSSIGA SAPEVA

Nel 2008, l' ex presidente della Repubblica scrive una lunga lettera al «Corriere della Sera». «La polizia e i carabinieri mi riferirono che avevano sentore che si sviluppassero azioni parallele e vere e proprie trattative, via terrorismo internazionale di sinistra sostenuto dall' Est-servizi segreti della Jugoslavia e della Ddr-resistenza palestinese, con l' ausilio di strutture militari italiane, azioni aventi come scopo la liberazione di Moro attraverso scambi di prigionieri a livello internazionale».

Fulvio Martini

 

IL CONTATTO ITALIANO

Oreste Scalzone (all' epoca direttore di una rivista dell'ultrasinistra, ndr) riceve un messaggio che origina da Beirut. «Avevano cercato me, i miei compagni dei Comitati comunisti rivoluzionari e della rivista Metropoli così come altri, immagino, spinti dallo scrupolo di non lasciar cadere nulla senza quanto meno "passar parola" e far pervenire un messaggio alle Br». Il messaggio per Scalzone, da girare ai suoi amici brigatisti, gli arriva dai compagni tedeschi.

 

LA MISSIONE DELLO 007

L' ex capo dei servizi segreti, Fulvio Martini, all' epoca vicedirettore operativo del Sismi, ha raccontato così il suo 9 maggio: «Il mio compito, quel giorno, era andare a prelevare i tre della Raf che erano in mano a Tito, due uomini e una donna. Uomini della Raf che dissero di aver avuto rapporti con le Br a Milano. Mi portarono a Portorose e cominciammo a discutere» .

 

gheddafi arafat

L' ACCENNO DI ANDREOTTI

Il 10 maggio, si profila una tempestosa riunione in Parlamento. Andreotti nel corso della riunione del Consiglio dei ministri invita tutti a mantenere i nervi freddi. Intanto racconta che lui e Cossiga, nonostante le apparenze, hanno esplorato diverse strade «non ortodosse». In questo contesto escono i nomi di Gheddafi e di Arafat. Ma di queste trattative «non ortodosse» non deve restare traccia.

moro via caetani

Ultimi Dagoreport

leonardo maria del vecchio marco travaglio il fatto quotidiano

DAGOREPORT - L’ULTIMA SMARGIASSATA MANICOMIALE DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO DI LANCIARE UN’OPA SULLA "SEIF", SOCIETA EDITORIALE DEL "FATTO QUOTIDIANO", REO DI SQUADERNARE CON I SUOI ARTICOLI FATTI E MISFATTI DELLA SUA AGITATISSIMA ATTIVITÀ PRIVATA E PROFESSIONALE, FINO A IERI POTEVA RIENTRARE IN UNA CATEGORIA BEN NOTA IN ITALIA CON IL TERMINE: "CI SEI O CI FAI?", "SEI SCEMO O MI STAI PRENDENDO PER IL CULO?" - NEL CASO DI LMDV, ORMAI, L’INTERROGATIVO NON HA PIÙ SENSO: IL SIGNORINO È PROPRIO FUORI DI TESTA, FUORI ORARIO, FUORI BINARIO - ANZICHÉ OCCUPARSI DI SBLOCCARE LA RISSA IN CASA DEL VECCHIO CHE OCCUPA LE CRONACHE FINANZIARIE ITALIANE DA BEN QUATTRO ANNI, NONCHÉ PREOCCUPARSI DI UN DEBITO PERSONALE CRESCIUTO A VELOCITÀ IMPRESSIONANTE, IL RISULTATO OTTENUTO DALL’ULTIMA SPACCONATA DA FEDEZ PICCHIATELLO DI LEONARDINO, DETTO LENNY, È CHE OGGI IN BORSA È RIUSCITO A FAR BALZARE IN POSITIVO IL TITOLO DELLA SOCIETÀ EDITORIALE IL FATTO: + 18,18%. BENE, BRAVO, CONTINUA COSÌ…

elly schlein franceschini, zingaretti, orlando, speranza decaro, de pascale); gualtieri beppe sala veltroni, bersani, gentiloni

DAGOREPORT – SE ELLY SCHLEIN SPADRONEGGIA NEL PD E’ ANCHE PERCHE’ CHI POTREBBE CONTRASTARLA, PERCHE’ NON CONDIVIDE LE SUE IDEE, EVITA DI ESPORSI (PER PARACULISMO O CONVENIENZA) – DAI MAGGIORENTI DEM (FRANCESCHINI, ZINGARETTI, ORLANDO, SPERANZA) AI GOVERNATORI FURBACCHIONI (DECARO, DE PASCALE); DAI SINDACI CACADUBBI (GUALTIERI) A QUELLI CHE SI SONO ALLINEATI BEPPE SALA) FINO AI “PADRI NOBILI” (VELTRONI, BERSANI, GENTILONI) CHE SOGNANO IL QUIRINALE, IN CASO DI VITTORIA DEL “CAMPO LARGO” – IL RUOLO DI STEFANO BONACCINI CHE DA RIVALE DI ELLY SI E' TRASFORMATO NEL SUO CAVALIER SERVENTE ED E' STATO ABBANDONATO DAI SUOI - EPPURE, PER I SONDAGGI, SI PROFILA UNA SOLENNE BATOSTA PER ELLY - E SE COSI’ FOSSE, GLI ELETTORI DEL CENTROSINISTRA SAPREBBERO CON QUALI “IMBOSCATI” PRENDERSELA…

elly schlein vincenzo de luca piero

VINCENZO, SCENDI IN CAMPO! - DE LUCA E' STUZZICATO ALL'IDEA DI CANDIDARSI ALLA PRIMARIE DEL "CAMPO LARGO", MA AL MOMENTO DELLA VERITA’ SI FRENA PER NON DANNEGGIARE IL FIGLIO PIERO, DEPUTATO DEM E COORDINATORE DEL PD IN CAMPANIA - RENZI IMPLORA IL SINDACO DI SALERNO DI PROPORSI COME FRONTMAN DI ITALIA VIVA (“DA SOLO VALE DUE PUNTI PERCENTUALI”) MA LO SCERIFFO HA DECLINATO (PER ORA) PER IL “BENE” DI PIERO, E CHIEDE AI SUOI FEDELISSIMI DI IMPEGNARSI PER ELLY SCHLEIN ALLE PRIMARIE - RISULTATO: I SUOI STORICI AMICI LO STANNO MOLLANDO PERCHE' NON LO RICONOSCONO PIU'... - VIDEO!

vetrine rotte maranza giorgia meloni youssef siher

DAGOREPORT - A GUARDARE I TIGGÌ RAISET, E LEGGERE I GIORNALONI PRO-MELONI, CON IL FERMO DI YOUSSEF SIHER L’ITALIA HA RISOLTO TUTTI I SUOI PROBLEMI: “MARANZA” SCONFITTI, ADDIO SACCHEGGI! - OVVIAMENTE È UNO SPECCHIETTO PER GLI ALLOCCONI: LA SENSAZIONE È CHE SIHER, CHE ERA NEL CASSETTO DEI SERVIZI DA TEMPO, ABBIA COLTO AL VOLO L'OCCASIONE DI INFILARSI NELLA BOLGIA SOCIAL, PER MAGARI DIVENTARE IL LEADER DELLA ''RIVOLTA MARANZA'' - UNA "RIVOLTA" CHE, GUARDA IL CASO, HA "COPERTO" LE PROTESTE NEL SUD DEI TIR PER IL CARO-BENZINA E I SUPERMERCATI MEZZI-VUOTI – LA DESTRA “ORDINE E SICUREZZA” È AL GOVERNO DA QUATTRO ANNI, AVREBBE DOVUTO PREVENIRE GLI SCONTRI DI MILANO, NON INTERVENIRE A VETRINE SFASCIATE - SORGI: “SE NON VOGLIAMO RITROVARCI COME LA FRANCIA CON LE SUE PERIFERIE INGOVERNABILI, BISOGNA CHE ACCANTO ALLA MACCHINA DELL'ORDINE PUBBLICO SE NE MUOVA UN'ALTRA CAPACE DI INTERVENIRE NELLA SOCIETÀ PER AFFRONTARE LA GRANDE CRISI SOCIALE...”

cateno de luca luigi marattin sindaci d italia giorgia meloni

DAGOREPORT – MARATTIN S-CATENATO! IL DEPUTATO EX RENZIANO POTREBBE APPRODARE NEL CENTRODESTRA ATTRAVERSO IL MOVIMENTO DI CATENO DE LUCA, EVITANDO COSI’ DI DOVER RACCOGLIERE SEIMILA FIRME A COLLEGIO PER PRESENTARSI ALLE PROSSIME ELEZIONI – L’INCONTRO TRA MARATTIN E DE LUCA IN UN RISTORANTE DI ROMA NORD – GIORGIA MELONI DOVREBBE ESSERE PRESENTE ALLA CONVENTION DELLA PROSSIMA SETTIMANA DI “NORD CHIAMA SUD”, CHE CAMBIERA’ NOME E SIMBOLO: DIVENTERÀ “SINDACI D’ITALIA”, PER FARE CONCORRENZA AL MOVIMENTO CIVICO DI ALESSANDRO ONORATO –  “SCATENO” È PRONTO AD ACCOGLIERE ANCHE I LEGHISTI NON “BLINDATI” DA SALVINI – VERSO UNA LISTA UNICA FORZA ITALIA-NOI MODERATI. LA MELONI “TIFA” TAJANI, CONSIDERATO PIU’ AFFIDABILE DI OCCHIUTO…

marine le pen giorgia meloni vannacci

DAGOREPORT - GIORGIA D'ARABIA, PRIMA DI DECOLLARE PER IL SUO BLITZ IN KUWAIT (A CACCIA DI PETROLIO, GAS E INVESTIMENTI), AVREBBE ANNUNCIATO AI "FRATELLINI" DELLA FIAMMA: SI VOTA A MAGGIO! - RINGALLUZZITA DAI DECRETINI SICUREZZA E DAL PUGNO DI FERRO CONTRO I MARANZELLI IN RIVOLTA, RASSICURATA DAI SONDAGGISTI "AMICI" CHE DANNO FDI AL 29% E IMPANTANATA LA MARCIA SU ROMA DI ROBERTO VANNACCI, ALLA DUCETTA NON CONVIENE ASSOLUTAMENTE DI STARE TROPPO CON LE MANI IN MANO - IL VOTO IN ESTATE È ESCLUSO: CON LE VACANZE CHE DIVENTANO UN MIRAGGIO E IL PORTAFOGLI VUOTO, MEJO EVITARE - PEGGIO ANCORA LE URNE A OTTOBRE, CON UNA FINANZIARIA DAVANTI - INOLTRE, BISOGNA SCHIVARE CHE L'INTERNAZIONALE PUTINISTA BY LE PEN-AFD SI PRENDA L'EUROPA - LA NUOVA ATTITUDINE SECURITARIA CHE HA PORTATO MELONI A FARE L'ENDORSEMENT ALL'AMAZZONE LEGHISTA SILVIA SARDONE A MILANO... - VIDEO!