OCCHIO NON VEDE, CULO NON DUOLE - I PARTITI FANNO FINTA DI NIENTE DI FRONTE AL CETRIOLO A TRE PUNTE CHE MONTI PRESENTERÀ LUNEDÌ E SARÀ APPROVATO ENTRO NATALE - RIFORMA DELLE PENSIONI: PER TUTTI IL PASSAGGIO AL SISTEMA CONTRIBUTIVO, MODIFICA DI QUELLE DI ANZIANITÀ. MA SE PASSA IL BLOCCO DELL’AGGIORNAMENTO AL COSTO DELLA VITA, SARÀ GUERRA CGIL - PASSERA VUOLE PAGARE I 60 MLD € DI DEBITI DELLO STATO CON LE AZIENDE CON ALTRO DEBITO (I BTP) - IL RITORNO DELL’ICI È SICURO, LA VERA INCOGNITA È LA PATRIMONIALE, HARD O SOFT?…

Stefano Feltri e Wanda Marra per il "Fatto quotidiano"

I partiti non vogliono saperne niente, sono pronti a votare il "pacchetto Monti" così come sarà presentato lunedì al Consiglio dei ministri. Il premier Mario Monti sta lavorando agli ultimi dettagli e conta, ancora una volta, sulla pressione esterna dell'Europa e dei mercati perché anche le misure più dure passino senza troppa opposizione. Ieri il presidente Nicolas Sarkozy, in un discorso molto atteso, da Tolone ha annunciato: "Lunedì riceverò la cancelliera Angela Merkel, insieme faremo proposte franco-tedesche per garantire il futuro dell'Europa".

Il direttorio a tre, inaugurato a Strasburgo appena una settimana fa, torna già a due, senza l'Italia. Ma forse è normale così, ognuno deve fare la sua parte in vista del Consiglio europeo dell'8-9 dicembre quando i leader dell'eurozona cercheranno di presentare qualche misura risolutiva, perchè "l'Europa rischia di essere spazzata via", dice Sarkozy.

Oggi toccherà alla Merkel presentare davanti al Parlamento le sue idee sull'euro e rispondere alla proposta di Sarkozy: le decisioni sul futuro europeo si devono prendere "a maggioranza qualificata": la Germania non può pretendere di avere sempre diritto di veto sulle decisioni che riguardano il destino dell'euro.

SUBITO LE PENSIONI
Il ruolo dell'Italia, tornata a quella seconda fila cui la confina il suo debito al 120 per cento del Pil, è fare i "compiti a casa", come la Merkel ha definito il risanamento di Monti. La manovra, ormai è chiaro, dovrà contenere una correzione di bilancio di circa 15 miliardi e probabilmente altri cinque miliardi di misure per la crescita. Domenica Monti incontrerà sindacati e imprese.

Difficile che l'impianto generale possa essere stravolto a poche ore dalla presentazione: la riforma delle pensioni, ieri il ministro Elsa Fornero l'ha confermato, ci sarà: subito il passaggio al sistema che calcola la pensione sui contributi versati e non sulla retribuzione, anche per chi era fuori dall'ombrello della riforma Dini (una quota della pensione sarà calcolata sulla retribuzione, un'altra sui contributi), poi un aumento dell'età per le pensioni di anzianità, possibilmente con il sistema delle quote per non irritare la Cgil che non vuole sia toccata la soglia dei 40 anni di contributi. Più difficile che passi il temuto blocco dell'indicizzazione delle pensioni medio basse, un mancato aumento che costerebbe parecchio ai pensionati .

BOT E BTP ALLE AZIENDE
Il ministro dello Sviluppo Corrado Passera sta lavorando alle misure per la crescita. In un incontro con le imprese ha annunciato una riforma concreta: pagare subito con titoli di debito pubblico i fornitori della pubblica amministrazione che da anni attendono il dovuto. Btp e Bot al posto di crediti che ormai anche le banche si rifiutano di anticipare, visto che lo Stato paga con anni di ritardo e ormai ha accumulato debiti verso i fornitori per oltre 60 miliardi, secondo le stime di Confindustria.

Certo, questo debito pubblico finora mascherato andrà nel conto generale e non sarà un bel vedere. Ma almeno le imprese potranno vendere subito i Btp sul mercato e in molte eviteranno di fallire. Sempre con le imprese Passera ha discusso anche l'abbassamento per la soglia del contante: si potrà pagare con banconote fino a 500 euro (dai 2500 attuali), ma si potrebbe scendere addirittura a 100. Il Pdl dovrà digerire un'imposta sulla casa, non come ritorno dell'Ici ma dentro l'Imu, l'Imposta municipale unica. Per tacitare le critiche da sinistra, invece, basterebbe il "reddito minimo garantito" ventilato ieri dalla Fornero, un progetto che anche nelle sue forme minimaliste costa almeno 4 miliardi di euro.

PARTITI AMMUTOLITI
Mentre Monti e i suoi "tecnici" lavorano, fanno e disfanno ipotesi, in questa strana sospensione della politica i partiti tacciono, stanno a guardare. I paletti sono minimi e pure modificabili . Se il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani ribadisce che "chi ha di più, deve pagare di più", Pier Ferdinando Casini, leader dell'Udc, sbandiera sostegno incondizionato, chiedendo attenzione alla famiglia. Sulla carta, il Pdl non vuole né l'Ici né la patrimoniale. Ma, come ha ammesso lo stesso Berlusconi non più di 2 giorni fa, è pronto a discutere dell'Imu.

E sulla patrimoniale il no è più formale che sostanziale. Quindi Monti arriverà lunedì con un pacchetto praticamente blindato. Una soluzione che in fondo va bene ai partiti: non sono previsti vertici ufficiali, e probabilmente nemmeno incontri formali con i leader. Si parla invece di "contatti": telefonate, messaggi, messi viaggiatori. Così è più facile scaricare la responsabilità e non assumersi la paternità dei provvedimenti. E anche lasciare ai gruppi parlamentari la possibilità di intervenire .

TUTTO PRIMA DI NATALE
La manovra arriverà in commissione Bilancio alla Camera martedì prossimo, il 13 andrà in Aula per arrivare al voto a Montecitorio il 17 e in Senato prima di Natale. "I saldi devono essere quelli stabiliti, all'interno di quelli magari si potrà proporre qualche aggiustamento", spiega il neo-Sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento che in un Transatlantico semi-deserto è assediato dai giornalisti. La posizione più complicata al solito è quella del Pd, stretto tra un appoggio a Monti fuori discussione e le pressioni dei sindacati.

Spiega il sondaggista Nicola Piepoli: "La reazione dell'elettorato? Per ora è largamente favorevole all'esecutivo, ma bisognerà vedere dopo lunedì con le misure". Sulle pensioni, il punto più critico, Bersani si è limitato a chiedere "ascolto". Sul contributivo pro-rata a partire dal 2011 sono d'accordo anime diversissime tra loro, come quella più radicale rappresentata dall'ex ministro Cesare Damiano e quella liberal di Enrico Morando.
Ma il partito è paralizzato: ieri c'è stata una riunione delle Commissioni Lavoro di Camera e Senato con il responsabile economico, Stefano Fassina, che in queste ultime settimane si è fatto la fama di barricadero (ieri Susanna Camusso, Cgil, l'ha abbracciato "siamo rimasti solo io e te"), con una posizione attendista. "Aspettiamo lunedì".

 

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