BUNGA BUNGA, LA CERCHIA SI ALLARGA: I PERSONAGGI MISTERIOSI CHE POTREBBERO STRAVOLGERE IL PROCESSO RUBY

Arianna Giunti per "Espresso.Repubblica.it"

Un emissario dall'identità sconosciuta. Un mediatore siriano che offre cifre da capogiro per corrompere le ragazze. E poi un "pierre" di origini polacche che rivela un'intricata vicenda di sesso e ricatti. Personaggi da spy story americana per un processo tutto all'italiana.

La sentenza è ormai dietro l'angolo - gli imputati rischiano una condanna a fino a sette anni di carcere - ma le stranezze del Ruby-bis sono rimaste tutte intatte. Compresi i misteri, mai sciolti, che riguardano la rinuncia a pochi giorni dal verdetto di due delle parti civili che accusavano gli imputati.

Oggi in aula la parola passa alla difesa, che tenterà di dimostrare l'innocenza di Lele Mora (secondo i pm "il procacciatore di ragazze") Emilio Fede ("l'assaggiatore") e Nicole Minetti, ("l'organizzatrice"). Tutti accusati di favoreggiamento della prostituzione anche minorile perché sospettati di aver portato ad Arcore giovani fanciulle "per il soddisfacimento sessuale di Berlusconi".

Ma per capire le anomalie di questo processo mediatico che sta andando avanti da due anni bisogna risalire ai suoi protagonisti. Che siano attori principali, evanescenti comparse o vittime mancate, la trama del Ruby-bis è fitta di coup de théâtre fin dalle sue prime scene.

Il faccendiere dei misteri
"Sono nel mezzo di un interrogatorio allucinante. Insieme a Ruby, a Lele e agli avvocati c'è anche l'emissario di lui". Quando il compagno di Karima El Mahroug, Luca Risso, scrive questo sms all'allora fidanzata Serena Facchineri lo scandalo Ruby non è ancora scoppiato.

La "macchina da guerra" però - per dirla con le parole del sostituto procuratore Ilda Boccassini - si è già messa in moto per tentare l'impresa impossibile di contenere un fiume in piena che ha quasi rotto gli argini. E così il 6 ottobre 2010 negli uffici di Lele Mora di viale Monza a Milano si tiene una riunione d'urgenza che va avanti fino a notte fonda alla quale è presente anche un misterioso "emissario", che verbalizza il racconto della giovane marocchina incalzandola con domande che riguardano i suoi rapporti personali con "il presidente".

Un emissario di chi? Di Berlusconi, secondo i magistrati che indagano. Che però non viene mai nominato, neanche nel corso dei processi. Neanche dallo stesso Lele Mora che, ovviamente, quella sera lo ha visto in faccia. Ma ne tutela l'identità.

Il mediatore siriano
Si conosce invece il nome - ma non il ruolo - dell'uomo di nazionalità siriana che nella primavera del 2011 contatta la modella marocchina Imane Fadil, una delle "pentite" del Bunga Bunga, che si dichiarerà poi parte civile e che racconterà in aula di feste e balletti a sfondo sessuale diventando una delle principali accusatrici di Emilio Fede e Lele Mora. E' la stessa Imane a rivelarlo in aula davanti ai giudici: "Quell'uomo mi disse che dovevo andare ad Arcore per avere dei soldi da Berlusconi".

Un'offerta che la bella fotomodella avrebbe gentilmente respinto al mittente, senza mai più rivedere il misterioso mediatore. Il pubblico ministero Antonio Sangermano, durante il processo, sospetta che si tratti di un appartenente ai servizi segreti. La marocchina ha la stessa sensazione, e lo conferma davanti ai giudici. Quale fosse però il reale mestiere dell'emissario siriano resta ancora oggi un mistero. Anche perché Saed Ghanaym, questo il suo nome, da allora è un fantasma.

Il pierre polacco
Ha sempre a che fare con lei, con Imane Fadil, la strana "new entry" Pawel Giowine. Origini polacche, 35 anni, professione pierre nel mondo delle serate romane, la sua testimonianza depositata in Procura irrompe con prepotenza durante l'udienza dello scorso 23 giugno. "Conosco bene Imane", si legge nella memoria, "fa parte di una quindicina di ragazze reclutate per circuire personaggi che venivano a loro indicati al fine di poterli poi successivamente ricattare".

Lo scopo della bella Fadil, secondo il polacco, era quello di arrivare a frequentare un giro di facoltosi politici che, sotto la minaccia di uno scandalo, "avrebbero pagato bene". E se Emilio Fede esulta davanti a questa testimonianza dell'ultimo minuto, che proverebbe la totale inaffidabilità della sua accusatrice, più cauti ci vanno i giudici, che hanno deciso di stralciare l'esposto dal processo valutando la possibilità di aprire un procedimento slegato dal Ruby bis.

Mentre il pubblico ministero Antonio Sangermano, dal canto suo, insinua l'ombra di un sospetto: "Non vorremmo che si aggirassero attorno a questo processo persone a libro paga e faccendieri".

 

Emilio Fede LELE MORA NICOLE MINETTI SU INSTAGRAMruby RUBYruby nirvana RUBY GRANDPA RUBY IN DISCOTECA BERLUSCONI TRA RUBY MINETTI PASCALE IMANE FADIL jpegIL PM ANTONIO SANGERMANO imane fadil

Ultimi Dagoreport

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...

giuseppe conte elly schlein franceschini bonaccini nardella

DAGOREPORT - ELLY, ASCOLTA GLI AMICI! I CAPOCCIONI E LE MEZZECALZE DEL PD, CHE SONO SCESI COSÌ PESANTEMENTE IN CAMPO PER SCONGIURARE LA JATTURA DELLE PRIMARIE, NON CE L'HANNO CON TE, LO FANNO SOLO PER IL TUO BENE - CERTO, TEMONO (A RAGIONE) ANCHE PER LA LORO SOPRAVVIVENZA PARLAMENTARE: SE ELLY, COME PROBABILE, PERDESSE AI GAZEBO IL DUELLO CON CONTE, TRASCINEREBBE IL PARTITO NEL BARATRO - È PER QUESTO CHE DA QUALCHE SETTIMANA SONO PARTITI GLI AVVERTIMENTI VIA STAMPA, ANCHE DI ESPONENTI PD NON OSTILI ALLA SCHLEIN COME DARIO NARDELLA, DI FARE UN PASSO INDIETRO – LA TRAGEDIA È CHE L’AMBIZIOSA DUCETTA DEL NAZARENO, NONOSTANTE I SONDAGGI HORROR, SI VEDE GIÀ A PALAZZO CHIGI, VALUTANDOLI COME ATTACCHI ALLA SUA LEADERSHIP: “LE INTERVISTE SULLE PRIMARIE? SONO SOLO ESERCIZI INTELLETTUALI, ALLA FESTA DELL’UNITA’ PARLO IO” - SE ELLY CONTINUA COSÌ, RISCHIA CHE LA SUA PROSSIMA OCCUPAZIONE SARA' DI BALLARE SUI CARRI DEL GAY PRIDE...

fedorov musk thiel zelensky crosetto

DAGOREPORT - A QUALCUNO NON PIACE 'STO FEDOROV - PIU' CHE A INDIGNARE I NEURONI ALLA VODKA DI VANNACCI E DI TRAVAGLIO, L’INGAGGIO DEL GOVERNO ITALIANO DELL'EX MINISTRO DELLA DIFESA UCRAINO FA INCAZZARE ZELENSKY E METTE IN ALLARME LE AGENZIE DI INTELLIGENCE EUROPEE - IL DINAMISMO DEL NOVELLO CONSULENTE DEL MINISTRO CROSETTO NON POTEVA NON FINIRE "ATTENZIONATO", VISTO E CONFERMATO IL RAPPORTO STRETTISSIMO CON L'EMINENZA GRIGIA DELLA TECNO-DESTRA PETER THIEL E CON IL CAVALIERE NERO DELLA GALASSIA MAGA, ELON MUSK - È STATO FEDOROV A OTTENERE LO SBLOCCO DEL SISTEMA STARLINK E A COLTIVARE RAPPORTI CON PALANTIR, CHE FORNISCE A KIEV I SOFTWARE PER LA DIFESA - CHE STA COMBINANDO IN QUESTI GIORNI FEDOROV NEGLI STATI UNITI? COSA VOGLIONO MUSK E THIEL DA LUI? LE ELEZIONI A KIEV, MAGARI PER SOSTITUIRE ZELENSKY E ARRIVARE A QUALUNQUE ‘PACE’”?