carlo nordio al csm

“I PM NON SARANNO MAI SOGGETTI ALL’ESECUTIVO” – CARLO NORDIO VA PER LA PRIMA VOLTA AL CSM, ALLA PRESENZA DI UN SILENTE MATTARELLA, E PROVA A RASSICURARE LE TOGHE SULLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA: “LE STELLE DELLA NOSTRA CARTA NON SONO FISSE, MA IN MOVIMENTO. ANCHE I PADRI COSTITUENTI, NELLA LORO SAGGEZZA, RICONOBBERO CHE LA COSTITUZIONE HA IN SE STESSA I GERMI DELLE MODIFICHE” – UN TENTATIVO TIMIDO DI DIALOGO PER SMORZARE LA POLEMICA SCATENATA DALLE PAROLE DI CROSETTO (E CONDIVISE DA GIORGIA MELONI) CONTRO I MAGISTRATI

 

CARLO NORDIO AL CSM

Estratto dell’articolo di Liana Milella per www.repubblica.it

 

Carlo Nordio per la prima volta al Csm. E va detto subito che Sergio Mattarella, presidente della Repubblica, ma anche dello stesso Csm, ascolta […] ma poi non prende la parola, come pure è avvenuto in passato. Poi saluta uno per uno i membri del Consiglio con singole strette di mano girando intorno al grande tavolo della sala Bachelet. E va via. Nessun messaggio suo, dunque, in questi giorni di grande scontro tra la politica e la giustizia. Un dato che non può non essere rilevato.

 

Ma eccoci a Carlo Nordio. Alle sue spalle, le due superdonne di via Arenula, a destra la vice capo di gabinetto Giusi Bartolozzi e a sinistra la capa della sua segreteria Giuseppina Rubinetti. Ancora più a destra il capo di gabinetto Alberto Rizzo. Il passaggio più significativo dei suoi interventi arriva con la replica di pochissimi minuti pronunciata a braccio. Lì il ministro della Giustizia parla della Costituzione che il governo Meloni vuole cambiare.

 

carlo nordio al consiglio superiore della magistratura

“Le stelle della nostra Carta non sono fisse, ma in movimento. Anche i padri costituenti, nella loro saggezza, riconobbero che la Costituzione ha in se stessa i germi delle modifiche”. E ancora: “Non vi è nulla di eterno, se non le parole del Signore e, come diceva Livatino, anche la Costituzione è mutevole”.

 

Infine una promessa: “Se dovesse essere cambiata per l’assetto della magistratura, mai e poi mai conterrebbe la soggezione del pm all’esecutivo, impensabile per me procuratore della Repubblica per 40 anni”. Una promessa per rassicurare proprio le toghe che temono uno sviluppo di questo tipo. Le rassicura così: “Se la magistratura dovesse perdere di credibilità s’indebolirebbe la lotta al crimine e alla mafia, e questo nessuno di noi lo vuole”. Noi dunque, non solo lui, ma anche tutto il governo.

 

carlo nordio sergio mattarella

Dopo un anno da ministro della Giustizia, Nordio finalmente mette piede a palazzo dei Marescialli e tiene il suo primo discorso. Non era mai accaduto che il titolare di via Arenula attendesse così tanto tempo prima di questo faccia a faccia.

 

[…] Il suo discorso d’apertura è formale, e questa volta si attiene anche al testo scritto, nessuna deroga come gli capita sempre di fare. La premessa è d’obbligo, ricordare che è Guardasigilli “dopo un’intera vita in magistratura”. È uno dei suoi slogan, sono un magistrato tra i magistrati, anche se poi non fa altro che litigarci. Ma ecco l’omaggio proprio a Mattarella che gli siede accanto. Un grazie “per l’alto magistero che offre alle istituzioni tutte della Repubblica e a quelle del mondo della giustizia in particolare“.

L ATTACCO AI MAGISTRATI DI GUIDO CROSETTO SUL CORRIERE DELLA SERA

 

Ma veniamo alla sostanza del suo speech. Che proprio nei giorni del massimo scontro tra politica e giustizia, per via delle parole del collega Guido Crosetto, mira a smorzare e sopire la polemica.

 

Eccolo dire che “è troppo importante per chi vi parla contribuire a rinsaldare il rapporto di fiducia della collettività nei confronti della magistratura, uno dei pilastri dello stato di diritto”. E ancora, incurante delle accuse di fuoco dei suoi colleghi a toghe che fanno opposizione, dire che “questa è una delle direttrici essenziali del disegno riformatore portato avanti dal governo".

 

alfredo mantovano foto di bacco

Ovviamente neppure un cenno all’ipotesi dei test psico attitudinali che pure, per mano del sottosegretario alla Presidenza Alfredo Mantovano, si sono affacciati in consiglio dei ministri. Qui al Csm nessuno ne parla nei discorsi ufficiali. Né tantomeno Nordio si fa carico di dire che l’ipotesi è di là da venire.

 

Ma oggi il Guardasigilli vuole essere aperturista e dialogante. Come quando dice che “per chi vi parla è troppo importante contribuire a rinsaldare il rapporto di fiducia della collettività nei confronti della magistratura, uno dei pilastri dello stato di diritto” e aggiunge che “questa è una delle direttrici essenziali del disegno riformatore portato avanti dal governo". Ma sono proprio le sue riforme a sollevare tra le toghe un nugolo di critiche.

 

giorgia meloni carlo nordio.

Ma stiamo alle sue parole, che questa mattina sono anche assai formali. A partire dal suo invito “a una collaborazione tra Csm e ministro, la chiave per restituire al Paese una giustizia sempre più vicina ai bisogni della collettività “. Poi il riferimento al Pnrr e ai dati “incoraggianti” sull’abbattimento dell’arretrato. Per i quali Nordio formalmente ringrazia lo “sforzo degli uffici giudiziari” […]

 

E per conquistarsi il consenso del Csm gli offre più spazio quando dice che “in nome del principio di leale collaborazione la richiesta di pareri da parte del ministro non debba limitarsi ai disegni di legge, ma possa essere estesa ad altre rilevanti iniziative normative”. […]

carlo nordio sergio mattarella 1giusi bartolozzi 5guido crosetto in israelecarlo nordio sergio mattarella fabio pinelli carlo nordio al congresso di area

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