IL 15 APRILE SI AVVICINA, I “SAGGI” SMOBILITANO, DOMANI LE PROPOSTE (BELLA NAPOLI TORNA A FAR IL CAMERIERE ALLE FESTE DELL'UNITA'?)

Ugo Magri per LaStampa.it

La novità di maggior peso, che domani allo scoccare di mezzogiorno i «saggi» squaderneranno a Napolitano, consiste in una proposta molto rifinita per aggiustare la Costituzione. Non solo: gli esperti quirinalizi forniranno indicazioni concrete per risolvere il dramma degli esodati e circa il modo di raggranellare risorse per lo sviluppo.

Una riunione dei dieci «facilitatori», l'ultima, è convocata stasera. Servirà a licenziare il testo scritto a più mani. La prima parte, quella sulle riforme istituzionali, è già pronta da ieri mattina. Consta di 23-24 pagine dattiloscritte che Violante, Quagliariello, Onida e Mauro ridurranno a 15 con l'intento lodevole di renderle meglio leggibili, magari non proprio come un giallo appassionante, ma insomma...

Anche l'altra parte del dossier, quella dedicata alla crisi dell'economia, è ormai nero su bianco. Tuttavia la prima stesura è risultata un tantino prolissa, oltre 40 cartelle, con un corpaccione analitico sorretto da gambe propositive un tantino più esili. Cosicché giocoforza Bubbico, Giorgetti, Giovannini, Moavero, Pitruzzella, Rossi (sono gli altri sei «saggi») dovranno rimetterci mano in giornata per sintetizzare, sforbiciare e riequilibrare.

Ora è un documento che pure sulla parte economica ambisce a farsi leggere dai non specialisti. Chi ha potuto sbirciare in anteprima il testo garantisce che non è stato affatto un lavoro inutile. I punti di convergenza tra i «saggi» sono tali e tanti da formare una solida piattaforma programmatica dalla quale il futuro esecutivo profitterà a mani basse, specie nel caso in cui dovesse trattarsi di un «governo del Presidente».

Sul piano economico, non ci si attenda una sconfessione dell'operato di Monti. I critici del rigore, tanto nel Pd quanto nel Pdl, resteranno delusi. La presenza nel Comitato del ministro Moavero, del resto, esclude colpi di scena. Però i «saggi» riconoscono che è tempo di voltare pagina, l'intransigenza nei conti pubblici patrocinata in primis dal ministro Grilli va resa più funzionale alla crescita. C'è dunque un'accelerazione visibile, specie per quanto riguarda i rapporti con Bruxelles. E si indicano le modalità necessarie per soccorrere gli esodati: scelta, essa sì, politicamente di svolta rispetto al governo dei «tecnici».

Nel campo istituzionale, il parto più rilevante si chiama Convenzione. È il cantiere che il Comitato consiglia di mettere in piedi per aggiornare la Carta repubblicana senza demolirla a casaccio. Guarda caso, di Convenzione va parlando da settimane Bersani, suggerendo che a guidarla sia un esponente dell'opposizione. Con una differenza: il segretario Pd è rimasto finora sul generico, laddove i «saggi» vanno al sodo (pur con qualche riserva di Onida, il quale nell'insieme condivide l'impianto). Propongono che i maggiori partiti avanzino un ordine del giorno.

Una volta approvato dal Parlamento, la Convenzione potrebbe mettersi al lavoro. Nel frattempo, di comune intesa, verrebbe varata un'apposita riforma costituzionale per conferire a questo organismo i poteri necessari. Quindi, elaborato il testo della riforma, non sarebbe la Convenzione a metterci il timbro, ma il Parlamento. Nel Perù venne seguita l'altra strada, e finì con una guerra civile: meglio evitare il bis.

Presidenzialismo o no? Quagliariello, a quanto risulta, si è battuto con forza per farlo passare, ma la sua è stata accolta come posizione minoritaria. Prevale la filosofia del premierato. Confermata la riduzione dei deputati (da 630 a 470) e dei senatori, che verrebbero sostituiti in blocco dai rappresentanti regionali.

Gelosamente custoditi, in attesa che li visioni Napolitano, i paragrafi riguardanti magistratura, lotta alla corruzione, conflitto di interessi e intercettazioni: su tutti questi terreni di duello infinito, i «saggi» promettono risposte equilibrate, ragionevoli. Ciascuno ha dovuto cedere qualcosa per ottenere qualcos'altro. Facile scommettere che i «falchi» dei vari schieramenti reagiranno con forza, accusando i «saggi» di intelligenza con il nemico. È destino comune a chi cerca di dialogare.

 

Onida Mauro Quagliarello Violante Luciano Violante Quagliariello GIOVANNI PITRUZZELLA DA NAPOLITANO

Ultimi Dagoreport

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…