ACCÀ NISCIUNO È CATRICALÀ!/1 - ANCHE I TECNICI S’INCAZZANO. TRA I MINISTRI DI MARIO IL SOBRIO SCOPPIA LA PRIMA FAIDA CONTRO IL SOTTOSEGRETARIO CATRICA-LETTA: A DIFFERENZA DEL SUO PREDECESSORE, CHE PARLAVA POCO E MANOVRAVA MOLTO, L’EX PRESIDENTE ANTITRUST ANNUNCIA IN TV LA BOZZA DELLE LIBERALIZZAZIONI, A INSAPUTA DI TUTTI I MINISTRI COMPETENTI - LA FORNERO NON SAPEVA NULLA DELL’ARTICOLO 18 PASSATO DA 15 A 50 DIPENDENTI, LA SEVERINO SPIAZZATA DALLA RIFORMA ANTICIPATA DEGLI ORDINI PROFESSIONALI, PASSERA SI TIENE STRETTA LA COMPETENZA SULLE FERROVIE. E PALAZZO CHIGI HA DOVUTO FARE MARCIA INDIETRO…

Claudia Fusani per "l'Unità"

Non è uno stop perché il decreto sarà presentato giovedì. Certo assomiglia a un ridimensionamento del ruolo del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Antonio Catricalà e della superdelega alle liberalizzazioni. Il ministro della Giustizia Paola Severino convoca per domani pomeriggio i responsabili di venti ordini professionali, quelli che sono "vigilati" dal dicastero della Giustizia.

Il messaggio è chiaro. E doppio. Il primo: giù le mani dalle liberalizzazione degli ordini; la riforma va fatta, si farà, in parte subito in parte entro agosto, ma il tavolo per discuterla può essere solo quello di via Arenula e il timbro quello della Giustizia.

Il secondo: «L'azione del governo sulle liberalizzazioni deve essere vasta, in tempi brevi ma collegiale». Della serie che, specificano fonti di governo, «i ministri competenti andrebbero come minimo prima consultati». E non fare uscire sui giornali bozze contenenti tempi e questioni di cui i ministri interessati nulla sanno. Stati d'animo e sentimenti ampiamente circolati venerdì nelle tre ore della riunione del Consiglio dei ministri.

LE GAFFE DEL SOTTOSEGRETARIO
Se uno osserva in prospettiva la settimana, si può dire che è la terza gaffe del sottosegretario Catricalà. Da quando lunedì scorso a Porta a Porta annunciò l'arrivo del decreto legge sulle liberalizzazioni «entro il 20 gennaio» e si affrettò a specificare che «separare l'Eni dalla Snam non è una priorità» visto che «sul gas esistono tanti altri rimedi che consentono alle imprese energivore di pagare meno il gas». Le polemiche durano da una settimana. I partiti vorrebbero correggere. Il Pd propone di dividere e al più presto «in nome della concorrenzialità». Se era un totem, sta traballando.

La seconda gaffe riguarda l'articolo 18 (reintegrazione nel posto di lavoro quando il licenziamento è stato senza giusta causa) e l'ipotesi contenuta in una bozza di non applicarlo se, in caso di fusioni, le aziende arrivano a 30 o 50 dipendenti. Un provvedimento, tra l'altro, figlio ancora del governo Tremonti.

Il ministro Elsa Fornero non ne sapeva nulla e quando l'ha letto sui quotidiani non l'ha presa benissimo. In questo caso la marcia indietro è stata decisa e annunciata direttamente in Consiglio dei ministri: la norma relativa alle fusioni aziendali che chiamava in causa l'articolo 18 è stata stralciata dal Piano.

La terza gaffe riguarda gli ordini professionali. Come sopra, anche il ministro Severino non c'è rimasta bene quando ha letto che la bozza Catricalà avrebbe coinvolto notai e altri ordini professionali che sono sotto la vigilanza del suo dicastero. Ha sollevato problemi «di metodo e di merito».

«Più collegialità». L'hanno chiesta nel Cdm i ministri Fornero Severino e Passera soprattutto dal fatto che gli uffici di via Arenula hanno già incardinato la legge delega sulla riforma degli ordini professionali entro il 13 agosto 2012, ha annunciato la convocazione dei responsabili di ogni categoria. Che sono venti: avvocati, ingegneri, geometri, notai, agenti di cambio, agrotecnici, architetti, giornalisti, attuari (chi valuta i patrimoni per conto delle assicurazioni), biologi, chimici, dottori in agraria e forestali, periti agrari e laureati, periti industriali e laureati, commercialisti, tecnologi alimentari, consulenti del lavoro, geologi, assistenti sociali e psicologi.

Il tempo è poco ma l'incontro è importante per coinvolgere gli ordini professionali in questi giorni, soprattutto avvocati, notai e commercialisti che dicono sì alle riforme ma «sulla base di principi negoziati».

I margini per negoziare sono praticamente nulli in questa fase. L'orientamento di via Arenula è di «sfumare molto le modifiche in questa fase» e «rinviare le parti fondamentali alla riforma organica degli ordini». Qualcosa resterà, specie sul fronte del tariffe, ma «facendo attenzione a bilanciare i tagli con le casse professionali».

Sul numero dei notati, poi: va bene aumentare gli studi ma occorre valutare con attenzione dove. Si racconta che anche il superministro Corrado Passera sia rimasto un po' spiazzato dal dinamismo di Catricalà sul fronte Ferrovie dello Stato. E un altro provvedimento annunciato, la separazione di Rfi, la rete regionale, da Fs con trasferimento all'Economia, potrebbe avere tempi più lunghi.

 

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