zelensky trump macron starmer ucraina volenterosi garanzie sicurezza

I VOLENTEROSI HANNO UN PROBLEMA: SENZA TRUMP LE GARANZIE DI SICUREZZA PER KIEV SONO CARTA STRACCIA – NEL VERTICE ALL’ELISEO È STATO STABILITO CHE, TERMINATA LA GUERRA, L’EUROPA SPEDIRÀ SUL CAMPO UCRAINO UN CONTINGENTE DA 20 O 30 MILA UOMINI. MA PER MONITORARE LA “LINEA DI CONTATTO” CON LA RUSSIA, È CRUCIALE LA TECNOLOGIA AMERICANA: SATELLITI, DRONI E SISTEMI ELETTRONICI – CON L’ITALIA CHE SI È SFILATA SULL’INVIO DI SOLDATI, SARÀ DECISIVA LA DECISIONE DELLA GERMANIA, CON MERZ CHE TENTENNA. E COMUNQUE IL CREMLINO PUÒ TRASFERIRE AL CONFINE CON L’UCRAINA ARMATE CON MEZZO MILIONE DI FANTI E MIGLIAIA DI MEZZI CORAZZATI…

Estratto dell’articolo di Gianluca Di Feo per “la Repubblica”

 

volodymyr zelensky emmanuel macron vertice dei volenterosi a parigi foto lapresse

Si ricomincia da tre: osservatori, istruttori e soldati. L'architettura di sicurezza approvata dal vertice dei Volenterosi è complessa ma c'è finalmente un disegno chiaro: coinvolge gli americani sul terreno, ritenuti l'unica garanzia reale per il futuro dell'Ucraina.

 

Agli Stati Uniti andrà la guida della forza di monitoraggio della pace: un contingente per verificare che nella fascia a ridosso della "linea di contatto" non ci siano violazioni della tregua. […]

 

Vanno sorvegliati oltre 60 mila chilometri quadrati ossia più o meno la superficie di Veneto, Lombardia e Piemonte. Il controllo di un'area così vasta non si può fare solo con i boots on the ground – che sarebbero osservatori disarmati di diverse nazioni - ma richiede soprattutto satelliti, droni e sistemi elettronici che verranno gestiti da Washington.

 

steve witkoff jared kushner mark rutte vertice volenterosi parigi foto lapresse

Le informazioni raccolte da questa rete di intelligence statunitense, però, finirebbero per segnalare i movimenti russi e contribuire alla task force di sicurezza vera e propria. Quella cioè pronta a combattere che prenderebbe posizione in Ucraina come deterrente per evitare altre invasioni.

 

Sarebbe composta quasi esclusivamente da europei, in maggioranza truppe di Parigi e Londra, con aerei e navi di Ankara per proteggere le rotte del Mar Nero. […]

 

Sui numeri circolano cifre vaghe: 20-30 mila militari, ma non è chiaro se comprenderebbero o meno il dispositivo turco. A parte francesi e britannici, sul varo del contingente pesa l'indecisione tedesca: ieri il cancelliere Merz ha aperto a uno schieramento a difesa dell'Ucraina in un Paese confinante, aggiungendo però: «non è escluso nulla».

 

zelensky macron starmer vertice volenterosi foto lapresse

Da soli, Macron e Starmer faticherebbero a mantenere un presidio superiore a 10-12 mila soldati: con l'alternanza ogni quattro mesi, ne sarebbero impegnati 30-36 mila l'anno. Finora poche nazioni si sono fatte avanti: c'è la disponibilità dell'Olanda e delle minuscole Repubbliche Baltiche, oltre a quella di Canada e Australia.

 

Determinato invece il no di Italia e Polonia, mentre ieri il premier spagnolo Sánchez ha detto che discuterà la questione con i partiti.

 

 

Sulla carta, numeri così ridotti relegano le brigate dei Volenterosi a un contributo simbolico: il Cremlino può trasferire rapidamente armate con mezzo milione di fanti e migliaia di mezzi corazzati.

Per avere un termine di paragone, sui 250 chilometri della linea di demarcazione tra le due Coree gli americani hanno inizialmente tenuto 225 mila soldati.

 

keir starmer emmanuel macron vertice dei volenterosi a parigi foto lapresse

L'unico deterrente significativo verrebbe dalle squadriglie di caccia, su cui l'Occidente mantiene una netta superiorità. Insomma, saremmo molto lontani dallo slogan citato nelle bozze di accordo "mare, cielo e terra sicuri".

 

Tanto più che la spedizione dei Volenterosi dovrà farsi carico della "rigenerazione" dell'esercito ucraino, che in questo scenario è l'unica solida tutela dell'indipendenza. Dopo quattro anni di guerra Kiev ha bisogno di rimpiazzi, che vanno formati da zero, per dare corpo agli 800 mila militari previsti nei negoziati.

 

[…]

 

In questa operazione, gli Stati Uniti resterebbero nelle retrovie: oltre all'intelligence, si limiterebbero a un supporto logistico. Un altro accordo regolamenterà l'intervento americano in caso di aggressione, ispirato all'articolo 5 della Nato e allargato ai 34 alleati, Italia inclusa: nel summit in Florida Trump ha offerto una copertura per 15 anni, mentre Zelensky insiste per portarla a mezzo secolo.

foto di gruppo vertice dei volenterosi a parigi foto lapresse.

 

Per rendere concreto questo scudo sarà necessaria una presenza Usa consistente a ridosso dell'Ucraina. E, soprattutto, la certezza che Washington sia disposta ad affrontare un conflitto con Mosca.

foto di gruppo vertice dei volenterosi a parigi foto lapressegiorgia meloni vertice dei volenterosi a parigi foto lapresse

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...