1- IERI, 25 APRILE, ERA LA FESTA DELLA LIBERAZIONE. SÌ, LIBERAZIONE DA BEPPE GRILLO 2- GIGIONE BANAPOLITANO SI CONFERNA ANCORA UNA VOLTA COME UNICO LEADER DEI SINISTRATI DEL PD, DIFENDE I PARTITI E PROVA AD INFILZARE IL GRILLO SPARLANTE: “SENZA ABBANDONARSI A UNA CIECA SFIDUCIA NEI PARTITI COME SE NESSUN RINNOVAMENTO FOSSE POSSIBILE, E SENZA FINIRE PER DAR FIATO A QUALCHE DEMAGOGO DI TURNO” 3- LA RISPOSTA TOSTA DI BEPPE GRILLO, CASSAMORTARO DE POTERI MORTI: “OGGI, 25 APRILE 2012, IL CORTEO DELLE SALME HA ONORATO LA RESISTENZA. L'IMMAGINE CADENTE DI FINI, MONTI, NAPOLITANO E SCHIFANI RAPPRESENTA L'ITALIA. I VECCHI OCCHI DEI PARTIGIANI GUARDEREBBERO SMARRITI UN DESERTO. FORSE SI METTEREBBERO A PIANGERE. FORSE RIPRENDEREBBERO IN MANO LA MITRAGLIA”

Eduardo Di Blasi per il "Fatto quotidiano"

È la festa della Liberazione, il 25 aprile, la "festa della riunificazione dell'Italia brutalmente divisa in due, dopo l'8 settembre 1943, dall'occupazione tedesca". È da qui che parte Giorgio Napolitano, in piazza del Popolo a Pesaro, provando a dare un senso alla complicata transizione italiana, con i tecnici al governo e i partiti avvitati in una crisi che è politica e, in alcuni casi, anche morale.

È una difesa della politica e dei partiti quella che il capo dello Stato, espone alle celebrazioni ufficiali dell'Italia liberata: "Ci si fermi a ricordare e a riflettere - dice - prima di scagliarsi contro la politica". Ricorda i partiti nati dalla Resistenza, quelli dell'unità antifascista che dettero vita alla Costituzione repubblicana, quelli del progresso economico, e quelli seguenti che nei decenni a venire per "stanchezze" e "degenerazioni" hanno "mostrato i propri limiti" e "compiuto errori".

Eppure, annota Napolitano, "rifiutarli in quanto tali dove mai può portare?". I partiti, afferma il capo dello Stato, sono insostituibili. Ed è per questo che essi stessi si devono impegnare "perchè dove si è creato il marcio venga estirpato, perchè i partiti ritrovino slancio ideale, tensione morale, capacità nuova di proposta e di governo".

Capacità che oggi non sembrano aver mostrato, se lo stesso Napolitano, in un passaggio successivo, avverte: "La politica, i partiti, debbono, rinnovandosi decisamente, fare la loro parte nel cercare e concretizzare risposte ai problemi più acuti, confrontandosi fattivamente col governo fino alla conclusione naturale della legislatura".

Eccola la strada individuata dal Colle: Monti sino al 2013 e i partiti a fare meglio di adesso. Occorre l'impegno di tutti "senza abbandonarsi a una cieca sfiducia nei partiti come se nessun rinnovamento fosse possibile, e senza finire per dar fiato a qualche demagogo di turno". In questa citazione tutti hanno visto un riferimento diretto a Beppe Grillo, il comico genovese, fondatore del Movimento Cinque Stelle, che in queste settimane sta mobilitando le piazze di piccoli e grandi comuni in vista delle amministrative (certo a due settimane da quelle elezioni, l'entrata del Capo dello Stato potrebbe essere giudicata sopra le righe).

Napolitano fa un esempio storico: "Vedete, la campagna contro i partiti, tutti in blocco, contro i partiti come tali, cominciò prestissimo dopo che essi rinacquero con la caduta del fascismo: e il demagogo di turno fu allora il fondatore del movimento dell'Uomo Qualunque, un movimento che divenne naturalmente anch'esso un partito, e poi in breve tempo sparì senza lasciare alcuna traccia positiva per la politica e per il Paese".

Proprio in quel momento, sul blog di Beppe Grillo, il tema della Resistenza era declinato in maniera diversa: "Oggi, 25 aprile, se i partigiani potessero levarsi dalle tombe resterebbero sgomenti per lo scempio che si troverebbero davanti. Vedrebbero un'Italia senza sovranità economica, appaltata alla Bce e alle agenzie di rating (...) Vedrebbero in Parlamento senatori e deputati collusi con la mafia (...)

Un Paese senza sovranità popolare, con l'elezione a tavolino dei parlamentari da parte di pochi segretari di partito. Un Parlamento immorale, peggio di quello fascista che almeno non si nascondeva dietro alla parola democrazia. (...). Oggi, 25 aprile 2012, il corteo delle salme ha onorato la Resistenza. L'immagine cadente di Fini, Monti, Napolitano e Schifani rappresenta l'Italia. I vecchi occhi dei partigiani guarderebbero smarriti un deserto. Forse si metterebbero a piangere. Forse riprenderebbero in mano la mitraglia".

È pochi minuti dopo che, a Pesaro, il presidente Napolitano sta ricevendo un applauso convinto mentre chiede "regole di trasparenza e democraticità nella vita dei partiti, compresi nuovi criteri, limiti e controlli per il loro finanziamento, e per varare una nuova legge elettorale che restituisca ai cittadini la possibilità di scegliere i loro rappresentanti, e non di votare dei nominati dai capi dei partiti". È in questo applauso sostenuto che c'è il sentire del Paese.

E Beppe Grillo quel clima lo respira ad ogni comizio in giro per le piazze. Ieri sera da Conselve, nel padovano, reagisce alle critiche del Colle: "Il vero pericolo non sono io, sono i cittadini per bene , incensurati, che si sono stancati e vogliono mandare a casa questa classe fatta di partiti e ruberie per riappropriarsi del piacere e del dovere di discutere delle scelte pubbliche. Agli elettori dico che hanno due scelte: o un salto nel buio con noi o una lenta e consapevole eutanasia con i partiti che ci sono adesso".

2- OGGI, 25 APRILE...
Dal blog "Beppegrillo.it"

Oggi, 25 aprile, si celebra l'anniversario della Liberazione. Nel 1945 tornavamo liberi con le armi in pugno, così pensavano i nostri nonni e i nostri padri che combatterono e persero la vita. Volevano un'Italia libera, unita e democratica. Speravano per i loro figli possibilità inimmaginabili. Mentre morivano, sognavano un futuro migliore. La vita valeva poco e però non aveva prezzo.

Oggi, 25 aprile, se i partigiani potessero levarsi dalle tombe resterebbero sgomenti per lo scempio che si troverebbero davanti. Vedrebbero un'Italia senza sovranità economica, appaltata alla BCE e alle agenzie di rating. Un Paese senza sovranità territoriale, occupato dalle forze americane da 67 anni, con basi e testate nucleari disseminate nella Penisola, da Napoli, a Ghedi Torre, ad Aviano e con la costruzione della più estesa area militare europea a Vicenza con il concorso beffardo delle cooperative rosse. Vedrebbero in Parlamento senatori e deputati collusi con la mafia, con la camorra, con la 'ndrangheta.

Un Paese senza sovranità popolare, con l'elezione a tavolino dei parlamentari da parte di pochi segretari di partito. Un Parlamento immorale, peggio di quello fascista che almeno non si nascondeva dietro alla parola democrazia. Un Paese senza industrie, senza le grandi fabbriche, le stupefacenti idee che trovarono sostanza nel dopoguerra grazie a uomini come Mattei e Olivetti, il primo morto ammazzato, il secondo emarginato dal Potere.

Un Paese senza informazione, ormai lurida appendice dei partiti, strumento di propaganda che ha superato persino il ministero del MinCulPop fascista. Un Paese "senza", nel quale chiunque porti un'idea di rinnovamento è un pericolo, un fastidio intollerabile da eliminare per il Sistema, come Falcone, Ambrosoli, Borsellino, Moro e mille altri caduti nella Guerra Civile che è ancora in corso.

Oggi, 25 aprile 2012, il corteo delle salme ha onorato la Resistenza. L'immagine cadente di Fini, Monti, Napolitano e Schifani rappresenta l'Italia. I vecchi occhi dei partigiani guarderebbero smarriti un deserto. Forse si metterebbero a piangere. Forse riprenderebbero in mano la mitraglia,

 

 

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