la storia siamo a noi - poster by macondo ignazio la russa fascista fascismo

“I CORI FASCISTI SONO SOLO EPISODI DI FOLKORE” – QUEL VECCHIO CAMERATA DI IGNAZIO LA RUSSA MINIMIZZA LA RECRUDESCENZA FASCISTELLA DEI GIOVANI DI FRATELLI D'ITALIA: "MAI I NOSTRI GIOVANI HANNO IMPEDITO AD ALTRI DI PARLARE IN SCUOLE O UNIVERSITÀ. MAI HANNO AGGREDITO AGENTI O AVVERSARI. CROSETTO HA DETTO CHE ANDREBBERO PRESI A CALCI: MA SE PRENDIAMO A CALCI LORO, CHE FACCIAMO CON CHI TIRA LE MOLOTOV ALLA POLIZIA?” – “MELONI AL QUIRINALE? DIMENTICATEVI CHE LO VOGLIA FARE, LA CONOSCO” – LA PANCHINA IN MINIATURA CON LA SCRITTA "BENITO" SULLA SCRIVANIA: MA “NON C’ENTRA IL DUCE”

 

Estratto dell’articolo di Tommaso Ciriaco per “la Repubblica”

https://www.repubblica.it/politica/2025/11/05/news/la_russa_melonl_bis_quirinale_cori_fascisti_intervista-424959901/?ref=RHLF-BG-P4-S1-T1-s3754

 

ignazio la russa da salt bae

Sul tavolo di Ignazio La Russa c’è una panchina in miniatura. È lui stesso a mostrarla. Marroncina, con sopra una scritta: Benito. Dice il presidente del Senato che il modello è spagnolo e che alcune giunte municipali di Roma ne stanno posizionando alcune a grandezza naturale nei quartieri della capitale. Nulla a che vedere con il Duce, giura. Sorride. Parleremo anche di neofascismo e cori che inneggiano a Mussolini. Prima, però, la giustizia e le riforme.

 

Presidente, anni fa diceva: sono contrario alla separazione delle carriere.

«Era la posizione di An, che ritenne di poter raggiungere un risultato utile senza una riforma costituzionale. Noi “saggi” ci accordammo per la separazione delle funzioni. Doveva essere il primo passo per quella delle carriere, di cui già si parlava. Fini frenava. E io di conseguenza. Quindi non si può dire che non l’abbiamo voluta, piuttosto: non l’abbiamo voluta allora».

ignazio la russa e il busto di mussolini

 

Oggi, però, è al centro della riforma.

«La parte meno importante della riforma è proprio la separazione delle carriere. Forse si poteva puntare di più sulla seconda parte, quella che cambia il Csm e lo assoggetta al sorteggio[…]. Capisco che la separazione è simbolica, ma conta meno del resto. Il vero obiettivo, mi ha confermato, è limitare le correnti con il sorteggio e assoggettare i giudici a un controllo disciplinare terzo».

 

giorgia meloni la russa

[…]  Meloni e Mantovano, di fronte a decisioni avverse al governo - ad esempio sul Ponte - hanno inquadrato la riforma quasi come fosse una ritorsione politica. È così?

«Questa riforma è nel programma del centrodestra, quindi prima della nascita del governo. Dunque, non può essere una ritorsione a cose avvenute dopo. Nella nostra storia abbiamo sempre tentato un colloquio con le toghe».

 

Resta il fatto che Berlusconi non ci è riuscito, mentre la destra approva la riforma più odiata dai giudici.

«A Berlusconi contestavano un interesse personale alla riforma. Con Giorgia, invece, questa accusa non c’è. E perciò, è più libera».

ALFREDO MANTOVANO E GIORGIA MELONI - FOTO LAPRESSE

 

[…] Lei voterà sì al referendum?

«Sì, convintamente».

 

Anche sul premierato lei ha espresso dubbi. Persistono?

«Se fosse toccato a me decidere, sarei partito dall’elezione diretta del Capo dello Stato. Per arrivare poi, eventualmente in sede di discussione, al premierato. Si è tentato invece di trovare lodevolmente un terreno di confronto con le opposizioni. Ma si è trattato di un errore perché vi è stata una contrarietà totale».

 

ignazio la russa e gianfranco fini alla presentazione del libro di bocchino alla galleria nazionale d arte moderna foto lapresse

L’opposizione vi accusa di cercare i pieni poteri. Con la riforma della giustizia e il premierato, il dubbio non è legittimo?

«In tutto il mondo c’è la separazione delle carriere e il premierato, o addirittura il presidenzialismo. Questi pieni poteri non capisco proprio cosa siano…».

 

Ma il premierato non indebolisce troppo il capo dello Stato?

«No. Viene annullato un potere, quello di intervenire nei casi in cui non c’è una maggioranza parlamentare. Ma con la riforma questa situazione non può più verificarsi. Perciò, nessun potere in meno».

 

Riuscirete ad approvare il premierato?

«Se c’è la volontà politica, si può fare. Se poi non ci si arriva, c’è la legge elettorale. Però penso che la volontà ci sia, è nel programma. È la forza di questo governo realizzare ciò che ha promesso. Con il premierato sarà necessario adeguare anche la legge elettorale».

 

Considera quindi scontata la rielezione di Meloni?

GIORGIA MELONI - IGNAZIO LA RUSSA - SERGIO MATTARELLA

«I risultati del governo presuppongono almeno un bis. Ne sono convinto».

 

Meloni rischia di andare al Colle al posto suo, in questo scenario?

«Se c’è una cosa certissima, è che nelle mie aspettative, ambizioni e prospettive non c’è quella di andare al Colle. Già il ruolo di presidente del Senato restringe il mio modo di fare politica, figurarsi immaginarmi Capo dello Stato. Non avrei le chance e non ho nemmeno il desiderio».

 

E Meloni ci punta?

«Dimenticatevi che lo voglia fare, la conosco. Ci abbiamo anche scherzato sopra. Non ci pensa proprio, neanche lontanamente».

RENATO SCHIFANI IGNAZIO LA RUSSA

 

[…] È di ieri la notizia di una inchiesta giudiziaria pesante in Sicilia. Schifani rischia di cadere?

«Perché dovrebbe? Non ho segnali di crisi. E so che è persona perbene».

 

A Parma i cori “duce, duce” nelle sede di FdI. Di nuovo, La Russa.

«FdI esiste da 13 anni. Di questi episodi, quanti? Due?».

 

Beh, pensi solo al caso di Gioventù nazionale...

«Quello e quanto altri? Cinque? Mai i nostri giovani hanno impedito ad altri di parlare in scuole o università. Mai hanno aggredito agenti o, che io sappia, avversari politici. Sono solo episodi di folklore neofascista sbagliati e utili solo ai nostri avversari».

IGNAZIO LA RUSSA ABBRACCIA MARIA DAL MONTE E VERONICA DAL BOSCO

 

Non è colpa dei vostri messaggi a volte ambigui?

«No, proprio no. Pensi che a Parma sono stati commissariati prima che la notizia venisse alla luce. Crosetto ha detto che andrebbero presi a calci: ma se prendiamo a calci loro per una canzone, allora che facciamo con chi tira le molotov alla polizia?

 

Li impicchiamo? Io non voglio impiccare nessuno, ma voglio spiegare a questi ragazzi che la reazione a questo antifascismo violento o di maniera non può essere il folklore neofascista. È quello che ci disse Almirante già nel 1979. Sarebbe sbagliato, da stupidi e controproducente, ci spiegò, continuare a usare nostalgie, canzoni e segni distintivi del fascismo nelle nostre sedi. Allora come oggi, è al futuro che bisogna saper guardare».

fini alemanno la russa melonisilvio berlusconi ignazio la russaignazio la russa - senatoignazio la russaLA RUSSA FINIignazio la russa bacia un busto del duce creato con iaignazio la russa da salt bae 3grazia di maggio ignazio la russa

Ultimi Dagoreport

daniela santanche giorgia meloni giorgio mottola

COME MAI LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” HA DECISO LA “DESANTANCHEIZZAZIONE” DEL GOVERNO SOLO ADESSO, PUR AVENDO AVUTO A DISPOSIZIONE PIÙ DI TRE ANNI DI CASINI GIUDIZIARI PER METTERLA ALLA PORTA? - NON È CHE ALL’INDOMANI DELLA DISFATTA, MAGARI LEGGENDO UN POST SU FACEBOOK DI “REPORT” (‘’I SOLDI DELLA SOCIETA’ INDAGATA PER MAFIA A DANIELA SANTANCHE’ E LE OMBRE SUI “SALVATORI” DI VISIBILIA’’), LA PREMIER E IL SUO ENTOURAGE DI PALAZZO CHIGI HANNO SENTITO ODOR DI BRUCIATO E PRESO LA PALLA AL BALZO PER BUTTARE FUORI L’INSOSTENIBILE MINISTRO DEL TURISMO? GIÀ IL GIORNO DELLA SCONFITTA, IL RICHELIEU DI PALAZZO CHIGI, FAZZOLARI AVEVA MESSO IN CONTO LA POSSIBILE REAZIONE DI UNA MAGISTRATURA RINGALLUZZITA DALLA VITTORIA, PREANNUNCIANDO CHE “L’AZIONE (DELLE TOGHE) POTREBBE DIVENTARE PIÙ INVASIVA" - E OGGI, LA PROCURA DI ROMA HA RICICCIATO IL CASO SOGEI CON PERQUISIZIONI AL MINISTERO DELLA DIFESA E IN UNA SERIE DI SOCIETÀ PUBBLICHE TRA CUI TERNA, RETE FERROVIARIA ITALIANA, POLO STRATEGICO NAZIONALE...

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?