emmanuel macron occhiali davos

 “IL CERVELLO DEI NOSTRI FIGLI NON È IN VENDITA” - MACRON VIETA I SOCIAL AI MINORI DI 15 ANNI - IL TOY BOY DELL’ELISEO ANNUNCIA LA SVOLTA CON UN VIDEO IN CUI ANNUNCIA IL RICORSO ALLA PROCEDURA ACCELERATA PER FAR APPROVARE IN PARLAMENTO LA LEGGE E ATTACCA “LE PIATTAFORME AMERICANE E GLI ALGORITMI CINESI”. ALLA BASE DELLA STRETTA C’È L’ALLARME SULLA SALUTE MENTALE DEGLI ADOLESCENTI - IL NODO PERÒ RESTA L’APPLICABILITÀ. PER RENDERE IL DIVIETO OPERATIVO… – VIDEO

 

Anais Ginori per repubblica.it - Estratti

 

«Il cervello dei nostri bambini e dei nostri adolescenti non è in vendita, né alle piattaforme americane né agli algoritmi cinesi». Con un video Emmanuel Macron ha annunciato il ricorso alla procedura accelerata per far approvare in parlamento la legge che vieta l’accesso ai social network ai minori di 15 anni. L’obiettivo è fare della Francia il primo paese dell’Unione europea a introdurre un divieto così netto, sulla scia dell’Australia, che ha varato una norma analoga entrata in vigore a dicembre.

 

macron con gli occhiali a specchio

 

Alla base della stretta c’è l’allarme sulla salute mentale degli adolescenti. Un rapporto consegnato all’Eliseo e al governo e reso pubblico a metà gennaio mette in guardia dai rischi legati all’uso intensivo di piattaforme come TikTok, Snapchat e Instagram. Cyberbullismo, conflittualità permanente, esposizione a contenuti violenti, ma anche algoritmi progettati per catturare l’attenzione a scapito del sonno e della capacità di concentrazione. Un elenco che ha offerto all’esecutivo un assist scientifico e politico per lanciare la proposta di legge.

 

Macron ha scelto un registro esplicitamente geopolitico, evocando lo strapotere di Stati Uniti e Cina nel mercato delle piattaforme, e lo ha fatto con un messaggio diffuso proprio sui social. La procedura accelerata serve a ridurre i tempi parlamentari e a consentire l’entrata in vigore del divieto già dopo l'estate, secondo il calendario indicato dal governo.

 

Come funzionerebbe il divieto

L’articolo centrale della legge stabilisce che l’accesso ai servizi di social network è vietato ai minori di 15 anni, con eccezioni per strumenti come enciclopedie online e contenuti educativi. La legge estende inoltre anche ai licei il divieto dei telefoni cellulari già previsto, almeno sulla carta, nelle scuole medie.

 

EMMANUEL MACRON AL FORUM DI DAVOS – FOTO LAPRESSE

Il nodo però resta l’applicabilità. Per rendere il divieto operativo, i promotori immaginano un “soggetto terzo di fiducia”, né Stato né piattaforme. Le ipotesi sul tavolo, spiegate da Attal, sono due. Riconoscimento facciale oppure caricamento di documenti d’identità. Secondo il calendario evocato dal governo, la misura si applicherebbe dopo l’estate ai nuovi account, mentre le piattaforme avrebbero tempo fino al 31 dicembre per disattivare quelli già esistenti e non conformi.

 

Dopo le critiche del Consiglio di Stato a una formulazione giudicata troppo ampia, il testo è stato riscritto introducendo un dispositivo che distingue tra social vietati e social sottoposti ad autorizzazione parentale. L’elenco sarebbe definito per decreto dopo il parere dell’Arcom, l’autorità di regolazione del digitale.

EMMANUEL MACRON AL FORUM DI DAVOS – FOTO LAPRESSE

 

All’Eliseo, però, questo sistema viene giudicato troppo complesso e difficile da far rispettare. A pesare c’è anche la compatibilità con il diritto europeo, in particolare con il Digital Services Act. L’obiettivo è evitare che la norma faccia la fine della legge del 2023 sulla “maggiore età digitale” a 15 anni, rimasta di fatto inapplicata. Le linee guida pubblicate a Bruxelles nell’estate 2025 sulla protezione dei minori hanno aperto uno spiraglio per interventi nazionali più robusti, ma la verifica dell’età resta il punto più delicato.

 

 

emmanuel macron a davos

Sul piano politico la legge gode di un consenso ampio, con poche eccezioni. La sinistra radicale denuncia un “paternalismo digitale”, mentre tra gli ecologisti c’è chi parla di “soluzione semplicistica”. Nel frattempo il governo ha diramato anche una direttiva per ridurre progressivamente la dipendenza tecnologica dagli Stati Uniti nei ministeri e nelle agenzie dello Stato, invitando a privilegiare piattaforme francesi. Sono previsti sostegni per sviluppare strumenti di lavoro online non legati agli Usa, mentre ai dipendenti pubblici viene chiesto, per le riunioni da remoto, di utilizzare la piattaforma francese Visio al posto dei consueti Meet o Zoom.

EMMANUEL MACRON CON GLI OCCHIALI DA SOLE PER UN DISTURBO AGLI OCCHIEMMANUEL MACRON AL FORUM DI DAVOS – FOTO LAPRESSE

Ultimi Dagoreport

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...

giorgia meloni e il referendum - meme by vukic

DAGOREPORT - L’ITALIA HA DETTO “NO” ALL'ARMATA BRANCA-MELONI! SFANCULATA L'OSCENA RIFORMA DELLA COSTITUZIONE - PER LA DUCETTA, CHE CI HA MESSO FACCIA E MENZOGNE E HA ACCETTATO LA POLITICIZZAZIONE DEL VOTO, È UNA BATOSTA CHE METTE IN DISCUSSIONE IL SUO FUTURO - E ORA L'UNDERDOG DE' NOANTRI CHE FA? ABBOZZA E BALBETTA: "ANDREMO AVANTI", MA SARÀ COSTRETTA A PRENDERE PROVVEDIMENTI. PRIMO: SCARICARE SUBITO IL “TOSSICO” TRUMP, ODIATO DAGLI ITALIANI E CHE CON LA GUERRA ALL'IRAN L'HA AZZOPPATA TOGLIENDOLE CONSENSO - SECONDO: CAMBIARE LA LEGGE ELETTORALE IN MODALITA' ANTI-CAMPOLARGO, MA TRATTANDO CON LEGA E FORZA ITALIA – LA STATISTA ALLE VONGOLE VORREBBE ANTICIPARE LE ELEZIONI DEL 2027 ALLA PRIMAVERA. UN ELECTION DAY COL VOTO DEI COMUNI DI TORINO, MILANO E ROMA, MA LA FIAMMA MAGICA FRENA – LA CACCIA AL CAPRONE ESPIATORIO SARÀ FACILE: PORTA DRITTO A VIA ARENULA (SULLA GRATICOLA I TRE CACCIABALLE NORDIO, BARTOLOZZI E DELMASTRO) - VIDEO: IL MESSAGGIO DI STIZZA MASCHERATA DELLA PREMIER SU INSTAGRAM

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - IL PALIO DI SIENA IN VERSIONE BANCARIA SI È RIDOTTO A UN REFERENDUM: CALTA SÌ, CALTA NO - DOPO LA DECISIONE DI MILLERI DI NON ENTRARE IN CDA, PROBABILMENTE IN VISTA DI DISMETTERE IL PROPRIO 17,5% (UNICREDIT CI COVA), SONO RIMASTI IN CAMPO GLI ALTRI DUE INDAGATI PER “CONCERTO OCCULTO”: ‘’GOLIA’’ CALTAGIRONE VS ‘’DAVIDE’’ LOVAGLIO - LA PARTITA DEL 15 APRILE, MALGRADO LA DISTANZA DI QUOTE, RIMANE MOLTO APERTA PERCHÉ “ALMENO LA METÀ DEL CAPITALE DEL MONTE È CONTROLLATO DA INVESTITORI ISTITUZIONALI, TRA CUI GRANDI FONDI” - LOVAGLIO HA QUALCHE BUON MOTIVO PER INCAZZARSI CON CALTARICCONE DI AVERLO BUTTATO FUORI DA CEO ‘’PER VIA DEI RISCHI LEGATI AL SUO COINVOLGIMENTO” NEL PAPOCCHIO DELLA SCALATA MEDIOBANCA. OGGETTIVAMENTE, NON AVENDO IN TASCA AZIONI DI MPS, QUALE “CONCERTO” POTEVA METTERE IN ATTO LOVAGLIO? IL SUO RUOLO ERA SOLO DI “ESEGUIRE L’INCARICO”, COME SI EVINCE DALLE INTERCETTAZIONI….

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…