“IL MINISTERO DELLA CULTURA NON MERITA QUESTO SCEMPIO” – RENZI CHIEDE LE DIMISSIONI DI GIULI DOPO LA NOTIZIA DELLL’AZZERAMENTO DEL SUO STAFF, CON IL LICENZIAMENTO DEL FEDELISSIMO DI FAZZOLARI, EMANUELE MERLINO, E DI ELENA PROIETTI: “DOPO ESSERE RIUSCITO A FARSI DARE DELL’ASSENTEISTA DA UNO COME SALVINI, AVER DICHIARATO GUERRA AL CINEMA E AGLI INTELLETTUALI, AVER MANDATO I COMMISSARI A VENEZIA, GIULI LICENZIA I COLLABORATORI CHE PERALTRO LUI STESSO AVEVA SCELTO. GLI RIMANE UN ULTIMO GESTO DA COMPIERE: LICENZIARE SE STESSO” – IL DEM SANDRO RUOTOLO: “ANCORA UN TERREMOTO NEL GOVERNO, LA DESTRA SI STA FRANTUMANDO. È IL SEGNO DI UNA MAGGIORANZA ATTRAVERSATA DA GUERRE INTERNE"
CULTURA: RENZI, MINISTERO NON MERITA TALE SCEMPIO, GIULI SI DIMETTA
(LaPresse) - "Nelle ultime settimane il Ministro Giuli ha dimostrato tutta la propria arrogante incompetenza. E dopo essere riuscito a farsi dare dell’assenteista persino da uno come Salvini (!), dopo aver dichiarato guerra al cinema e agli intellettuali, dopo aver mandato i commissari ovunque a cominciare da Venezia Giuli oggi licenzia i suoi collaboratori. Che peraltro lui stesso aveva scelto.
In questa furia distruttiva a Giuli, cavallo scosso di un palio inutile, rimane solo un ultimo gesto da compiere: licenziare se stesso, non gli altri. Si dimetta subito questo ministro incompetente e porti la sua tracotante incapacità lontano dal Collegio romano. Il ministero della Cultura non merita un tale scempio". Così su X il leader di Italia Viva Matteo Renzi.
MIC: RUOTOLO (PD), ANCORA UN TERREMOTO NEL GOVERNO =
(AGI) - Roma, 10 mag. - "Ancora un terremoto nella destra di governo. Oggi la notizia riguarda il ministero della Cultura, dove il ministro Alessandro Giuli ha deciso l'azzeramento del suo staff. Revocati gli incarichi a Emanuele Merlino, vicino al sottosegretario Giovanbattista Fazzolari, e a Elena Proietti.
Il primo non avrebbe vigilato sul documentario su Giulio Regeni, a cui il ministero ha negato i finanziamenti. La seconda non si sarebbe presentata all'aeroporto e non avrebbe quindi partecipato alla missione del ministro a New York lo scorso mese. L'elenco delle dimissioni e delle uscite nel governo Meloni ormai e' lungo.
Si parte dalle dimissioni di Vittorio Sgarbi, poi dall'uscita dell'ex ministro Gennaro Sangiuliano, travolto da uno scandalo personale. Poi ancora le dimissioni della ministra Daniela Santanche', del sottosegretario Andrea Delmastro, della capa di gabinetto del ministro della Giustizia, Giusi Bartolozzi.
Non e' piu' una somma di episodi isolati. E' il segno di una maggioranza attraversata da guerre interne, regolamenti di conti, scontri tra correnti e leadership in competizione. Tutto questo dentro Fratelli d'Italia, ma anche negli altri partiti della coalizione: nella Lega con l'uscita del generale Roberto Vannacci e dentro Forza Italia con tensioni e fronde contro Antonio Tajani".
Cosi' Sandro Ruotolo, responsabile Cultura nella segreteria nazionale del Pd ed europarlamentare. "Colpisce anche cio' che emerge attorno al ministero della Cultura: uomini e figure riconducibili a una destra radicale che riporta alla memoria pagine oscurissime della storia italiana - continua -.
Tra i nomi citati in queste ore c'e' quello del figlio di Mario Merlino, storico esponente di Avanguardia Nazionale che si infiltro' nei gruppi anarchici e nome che attraversa una delle stagioni piu' buie della Repubblica: quella della strategia della tensione, delle trame nere, delle stragi e della violenza politica.
Questa era la destra arrivata al governo. E oggi questa destra si sta frantumando sotto il peso delle proprie contraddizioni, delle lotte interne e dell'incapacita' di governare il Paese. Noi abbiamo il dovere di costruire rapidamente un'alternativa credibile. Il campo progressista deve accelerare il percorso unitario, mettere al centro legalita', giustizia sociale, diritti, pace e qualita' della democrazia.
Perche' mentre loro si dividono per il potere, l'Italia ha bisogno di una classe dirigente capace di affrontare le disuguaglianze, la crisi sociale e il cambiamento epocale che stiamo vivendo".
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