delrio schlein

IL PD SI SPACCA SU ISRAELE. E SCHLEIN ORA RISCHIA – DELRIO INSISTE SUL DISEGNO DI LEGGE SULL'ANTISEMITISMO: ORA ELLY TEME DI RITROVARSI A VOTARE UNA LEGGE FRUTTO DI UN ACCORDO TRA UN PEZZO DEL SUO PARTITO E IL CENTRODESTRA – DELRIO: “LA REAZIONE DEI VERTICI DEL PD? NON L’HO CAPITA. CREDO CHE DIPENDA DALLE CRITICHE CHE SONO ARRIVATE AL DDL DA 'IL MANIFESTO' E DA BONELLI. NON SI POSSONO CHIEDERE ABIURE. SUI DIRITTI DELLE PERSONE NON SI POSSONO FARE CALCOLI DI PARTITO. IL DDL E’ UNA MOSSA PER METTERE IN DIFFICOLTÀ SCHLEIN? È UNA BUGIA”

 

1 - ANTISEMITISMO, DELRIO INSISTE SCHLEIN TEME UNA SPONDA CON LA LEGGE DEL CENTRODESTRA 

Niccolò Carratelli per “la Stampa” - Estratti

 

Difficile prevedere che fine farà il disegno di legge sull'antisemitismo presentato a Palazzo Madama da Graziano Delrio e sottoscritto da diversi senatori del Pd. Ampiamente prevedibile, invece, la spaccatura del gruppo dem al Senato, figlia delle due anime che convivono nel partito. Entrambe decise a contrastare qualsiasi forma di antisemitismo, e ci mancherebbe, ma con posture diverse nella critica al governo israeliano.

schlein delrio

 

Da una parte quelli che parlano apertamente di «genocidio» a Gaza, dall'altra quelli che ritengono inopportuno usare quel termine. Da una parte i fan della Flotilla, che erano pronti a sostenerla fino a Gaza, dall'altra quelli che (ascoltando il presidente Mattarella) l'avrebbero fatta fermare molto prima. 

 

Stesso schema sul ddl Delrio, che non verrà ritirato, come avrebbe voluto la segretaria, Elly Schlein, e come ha chiesto esplicitamente il capogruppo Francesco Boccia. Il quale ieri è tornato a criticare l'iniziativa nata dentro il suo gruppo, non ieri, ma circa un mese e mezzo fa. «Un'iniziativa a titolo personale, legittima, ma non rappresentativa della posizione del Pd – spiega Boccia –.

 

graziano delrio foto di bacco

Oggi più che mai è sbagliato introdurre testi che rischiano di diventare bandierine identitarie, invece che strumenti per unire». Bandierine, è il sottinteso, come quelle già piantate da Forza Italia e Lega con proposte simili. Perché quello che più temono ai vertici del Pd è ritrovarsi a dover votare in Aula (dividendosi) una legge per il contrasto all'antisemitismo frutto di un accordo tra un pezzo del loro partito e il centrodestra. Uno scenario da scongiurare in ogni modo, per Schlein, che ha chiesto a Boccia di trovare una soluzione. 

 

Mentre il capogruppo di Forza Italia, Maurizio Gasparri, non aspetta altro: «Chiederemo un confronto accelerato, affinché si capisca chi difende gli ebrei e chi invece è antisemita o ipocrita», avverte. E il collega leghista Gian Marco Centinaio, vicepresidente del Senato, spera che «si possa giungere in Aula nei primi mesi del nuovo anno con un testo da approvare in maniera trasversale». Stesso auspicio da parte di Noemi Di Segni, presidente dell'Unione delle Comunità ebraiche italiane, che vorrebbe l'approvazione di «un unico testo di legge ben ragionato» prima del Giorno della Memoria del 27 gennaio: «Boicottare il percorso parlamentare per una lettura distorta – dice – equivale a eludere il problema e strumentalizzarlo».

ELLY SCHLEIN ALLA RIUNIONE DEL CORRENTONE DEM - COSTRUIRE L'ALTERNATIVA - MONTEPULCIANO

 

 

 

(…)

 

2 – DELRIO

Maria Teresa Meli per il “Corriere della Sera” - Estratti

 

Graziano Delrio, come si spiega la reazione dei vertici del Pd al suo ddl sull’antisemitismo? 

«Vuole la verità? Non lo so. Non l’ho capito. Credo sia una reazione che dipende dalle critiche che sono arrivate al ddl dal manifesto e dalle dichiarazioni di Bonelli, che peraltro hanno posto obiezioni discutibili. In realtà quando io ho espresso al gruppo più di due mesi fa la necessità di raccogliere le voci che venivano dalla società, gli appelli dei professori universitari, dei giovani ebrei, ne abbiamo parlato tranquillamente.

 

GRAZIANO DELRIO DEBORA SERRACCHIANI

C’è un clima irrespirabile, come confermano anche Edith Bruck e Liliana Segre su 7 , il settimanale del Corriere . E io due mesi fa ho detto al gruppo: questo fenomeno va combattuto, non riguarda gli ebrei ma la qualità della democrazia. E visto che c’erano già dei progetti di legge della destra non potevamo far mancare il contributo del Pd. 

Vede, Mattarella ha giustamente ricordato che gli anni ‘30 del ‘900 furono caratterizzati dai dazi, dalla delegittimazione degli organismi internazionali e dal riarmo nazionale. Io aggiungo un quarto elemento: l’antisemitismo. Tutti fattori sono tornati con la stessa forza e la stessa virulenza in questo periodo». 

 

Dicono che la vostra sia una mossa dei riformisti per mettere in difficoltà Schlein. 

«È una bugia che si sta cercando di far passare. Mi sono confrontato stando al merito con colleghi espressione di tutte le anime del partito. Comunque penso che su questo dovremmo lavorare in Parlamento tutti insieme. È una piaga che riguarda tutti». 

elly schlein - foto lapresse

 

Una serie di intellettuali e professori di sinistra sostiene che se il ddl di cui è primo firmatario diventasse legge non si potrebbe più criticare la politica di Israele. 

«Non è vero. Queste accuse si basano sul fatto che noi usiamo, senza dare forza di legge, per antisemitismo la definizione dell’International Holocaust Remembrance Alliance, che è quella che è stata adottata da una risoluzione del Parlamento europeo e dal Conte II, sostenuto peraltro anche da Bonelli. Se quel disegno di legge fosse veramente repressivo delle voci critiche, quelle voci sarebbero state soffocate già da tempo perché sono cinque anni almeno che questa definizione è in vigore in tutti i documenti ufficiali. Quindi stiamo parlando del nulla. Il punto politico è uno solo: si vuole o no prendere un’iniziativa contro l’antisemitismo?». 

 

È una domanda che dovrebbe rivolgere al suo partito. Vi hanno chiesto di ritirare il ddl... 

GRAZIANO DELRIO

«Non si possono chiedere abiure. Negare l’evidenza di questa ondata di antisemitismo in Europa e nel mondo è chiudere gli occhi e io gli occhi non li chiudo. Su questo punto non torno indietro. Sui diritti delle persone non si possono fare calcoli di partito». 

 

(…)

Non crede che i vertici del Pd non vogliano alienarsi le simpatie dei pro Pal

«Io spero che non sia così. Purtroppo sto osservando che certa sinistra, per esempio in Francia, con Mélenchon ha imboccato una deriva antisemita molto evidente. Questa deriva va evitata. Comunque questa reazione mi preoccupa molto perché è indice di un clima che si respira non solo nella sinistra ma nel Paese». 

 

elly schlein - foto lapresse

Piero Fassino dalla Knesset ha detto che Israele è una democrazia e Provenzano ha preso le distanze da lui. Che sta succedendo nel Pd? 

«Sono 40 anni che frequento Israele. Che Netanyahu abbia provato a torcere la democrazia israeliana verso una deriva autocratica è nei fatti. Ed è sacrosanto che le critiche ci siano in Israele e anche qui.  Dopodiché è difficile sostenere che in Israele non ci siano libere elezioni e non ci sia un’opposizione che va in piazza da anni o che non ci siano giornali d’opposizione». 

Il direttore del Fatto Marco Travaglio sostiene che per quelle parole Fassino dovrebbe essere cacciato dal Pd . 

«Io penso che le persone e le competenze meritino più rispetto. Sono allergico alle purghe come alle censure» . 

GIUSEPPE CONTE GRAZIANO DELRIO

 

giuseppe conte graziano delrio

 

graziano delrio

Ultimi Dagoreport

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....