merkel

''GROKO'' VECCHIA FA BUON BRODO - IN GERMANIA PASSA LA GROSSE KOALITION: IL 66% DEGLI ISCRITTI ALLA SPD HA VOTATO SÌ AL GOVERNO CON LA MERKEL - I SONDAGGI HANNO TOPPATO ANCHE STAVOLTA: FINO A UNA SETTIMANA FA SI PARLAVA DI 52-56%, INVECE IL MOVIMENTO GIOVANILE HA SUBITO UNA SONORA SCONFITTA. I SONDAGGISTI TOPPERANNO ANCHE IN ITALIA?

Andrea Nahles con Schulz

 

DAGONOTINA - I sondaggi anche in Germania sbagliano. Fino a una settimana fa i sì alla GroKo tra gli iscritti alla SPD erano previsti in una forbice tra il 52 e il 56%. Invece hanno votato si i due terzi degli iscritti (66%) segnando una netta sconfitta del Movimento Giovanile della SPD. Che i sondaggi sbaglieranno anche in Italia?

 

 

VOTO SPD, CON IL 66% VINCE L’OK ALLA “GROKO”. VIA LIBERA A MERKEL

Isabella Bufacchi per www.ilsole24ore.com

 

 

La Grande Coalizione tra Cdu-Csu e Spd in Germania è fatta. Il 66%, la maggioranza degli iscritti e votanti al partito socialdemocratico Spd ha votato, per posta, a favore della cosiddetta “GroKo” e dunque per governare per la terza volta insieme ai partiti di centrodestra Cdu e Csu: 363 mila i voti validi su 463.723 tesserati.

 

Andrea Nahles con Schulz1

Il risultato è annunciato da Dietmar Nietan, responsabile del comitato delle elezioni, di fronte a una platea di oltre 700 presenti tra giornalisti e iscritti dell'Spd, per un referendum cruciale per il futuro della Germania e dell'Europa.

 

Il disco verde dei tesserati all'Spd da il via libera alla formazione del Governo tedesco e al ritorno di Angela Merkel come Cancelliera, il tutto entro Pasqua, dopo uno stallo durato quasi sei mesi dalle ultime elezioni del 24 settembre 2017. Questa Grande Coalizione passerà alla storia con il suo budget senza precedenti da 46 miliardi, con circa 36 miliardi di maggiore spesa pubblica e 10 miliardi di tagli alle tasse nei prossimi 4 anni. E anche per un programma senza precedenti pro-Europa.

 

Andrea Nahles 2

Il “si” dell'Spd consente ad Angela Merkel di tornare sulla scena europea con un mandato forte, basato sul programma europeo scritto nel primo capitolo nell'accordo di Grande Coalizione: la Merkel è attesa al fianco di Emmanuel Macron e degli altri leader europei nella delicata fase di accelerazione delle riforme necessarie per rafforzare l'integrazione europea entro il 2019, prima delle elezioni europee. L'accordo di questa Grande Coalizione è il primo in Germania ad aver riconosciuto al futuro dell'Europa il primo punto del programma di governo.

 

Il voto degli iscritti dell'Spd non era affatto scontato. Fino a una settimana fa, i pronostici davano il partito spaccato a metà con un voto 50-50 tra contrari e favorevoli. I socialdemocratici tedeschi sono devastati dalla peggiore crisi dal Dopoguerra: alle elezioni lo scorso settembre hanno avuto il 20,5% dei consensi, in calo dal 25,7% delle elezioni precedenti del 2013. E negli ultimi sondaggi, il gradimento degli elettori ha toccato un minimo sotto il 16%, consentendo per pochi giorni il sorpasso del partito di estrema destra Alternative fur Deutschland come secondo partito in Germania.

 

merkel davos

La corrente interna all'Spd, capeggiata dai giovani, era favorevole a tornare all'opposizione e a non governare con il centrodestra e resta una corrente forte: ma un voto “no” avrebbe portato a un governo di minoranza oppure a nuove elezioni. Evitare il ritorno alle urne, con sondaggi così penalizzanti, ha spinto molti socialdemocratici a votare a favore della Grande Coalizione. Da oggi, l'Spd si concentrerà sul suo rilancio sotto la guida di Andrea Nahles, per la prima volta una donna leader del partito più antico della Germania.

 

Andrea Nahles, leader del gruppo parlamentare della SPD con Olaf Scholz

Anche Angela Merkel e la Cdu tornano al governo in Grande Coalizione indeboliti da un pessimo risultato alle elezioni del 24 settembre. Il solo fatto che la Merkel abbia impiegato 6 mesi per creare un governo l'ha resa debole all'interno del suo partito e agli occhi della Germania: uno stallo politico così lungo non ha precedenti in Germania e ha allontanato ancora di più l'elettorato tedesco dai partiti di centro. Ai cittadini tedeschi la crescita sopra il 2% e la piena occupazione non bastano: l'elettorato reclama politiche forti dal governo sull'immigrazione e sui rifugiati, sulla riforma delle pensioni, sul mercato del lavoro con meno contratti a tempo determinato, sulla digitalizzazione che vede la Germania indietro rispetto ad altri Paesi tecnologicamente più avanzati, sulla scuola e la formazione e anche sulla difesa.

OLAF SCHOLZ

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