giorgia meloni usrula von der leyen george simion

“IN POLITICA ESTERA AVREMO LA STESSA LINEA DI GIORGIA MELONI” – IL SOVRANISTA GEORGE SIMION, VINCITORE AL PRIMO TURNO DELLE ELEZIONI IN ROMANIA, LANCIA MESSAGGI D’AMORE ALLA DUCETTA: “SOSTENIAMO UN’ALLEANZA FORTE CON TRUMP. VOTERÒ CONTRO IL RIARMO DELL’UE PERCHÉ PER SCOPI MILITARI ABBIAMO LA NATO” – LA STATISTA DELLA GARBATELLA PUNTA SU SIMION PER ALLARGARE IL FRONTE TRUMPIANO AI SUMMIT UE – SORGI: “PER MELONI È IL MOMENTO CRUCIALE. È IMPENSABILE CHE SI FACCIA IMPELAGARE NELLA MANOVRA DI ESTREMISTI EUROSCETTICI CHE TENTANO LA RIVINCITA CONTRO GLI ASSETTI CONTINENTALI CHE MELONI HA CONTRIBUITO A CREARE…”

1. «SULLA POLITICA ESTERA FARÒ COME IL GOVERNO MELONI LA RUSSIA? SONO CRIMINALI»

Estratto dell’articolo di Alessandra Muglia per il “Corriere della Sera”

 

george simion

Di buon mattino, all’indomani della sua travolgente vittoria, George Simion è già in pista a fare proseliti tra gli operai di una fabbrica in Transilvania. «Non c’è tempo per festeggiare. Lo faremo quando la Romania eviterà la bancarotta e tornerà alla normalità», dice al Corriere il super vincitore della prima tornata elettorale.

 

Si definisce «l’unico candidato sovranista» ma per spuntarla al ballottaggio avrà bisogno di attingere al bacino di Victor Ponta, l’ex premier socialdemocratico diventato sostenitore radicale della «Romania first». È fortemente pro Nato ma intende «arruolare» il grande escluso Calin Georgescu che è apertamente schierato contro l’Alleanza. «Nessuno si aspettava un tale successo. È il segno che i romeni vogliono cambiare il governo. Avremo la stessa linea in politica estera dell’Italia. Adotteremo la stessa strategia di Giorgia Meloni».

 

GIORGIA MELONI CON GEORGE SIMION

Ma su alcune questioni non siete del tutto allineati con Roma. Per esempio sugli aiuti all’Ucraina.

«Saremo nella stessa posizione solo se gli ucraini rispetteranno i diritti delle minoranze, perché abbiamo mezzo milione di romeni lì e loro non rispettano i loro diritti in materia di chiesa e scuola: cercheremo di imporlo alla parte ucraina. Ma siamo sulla stessa lunghezza d’onda nel condannare la guerra di aggressione russa contro l’Ucraina. Sosteniamo una Nato forte e sosteniamo un’alleanza forte con l’amministrazione di Trump».

 

L’amministrazione Usa sembra indicare che la difesa dell’Europa non è una sua priorità. Lei è a favore di ReArm Europe, il piano di riarmo dell’Ue?

«Voterò contro il riarmo dell’Unione europea perché per scopi militari abbiamo la Nato e non serve creare una nuova forma di alleanza militare».

 

[…]

 

La Russia è un pericolo?

george simion cailin georgescu elezioni romania

«Sì la Russia è un pericolo. Ma il pericolo più grande è avere due blocchi geopolitici separati, avere l’Unione europea e gli Stati Uniti come avversari. Il nostro obiettivo nell’Ecr (il gruppo europarlamentare dei Conservatori e riformisti a cui appartiene anche Fratelli d’Italia, ndr) e come presidente della Romania (se confermato al ballottaggio, ndr) è mantenere unito il mondo libero, mantenere le relazioni transatlantiche, proprio come sostiene Giorgia Meloni».

 

A Costanza, Sorin Dinka, presidente di un partito di estrema destra locale, ci ha detto che molti negazionisti come lui hanno votato per lei. La imbarazza questo?

«Penso che sia imbarazzante e folle l’idea di non riconoscere ciò che è successo. È stata una delle più grandi tragedie della storia mondiale, l’Olocausto».

 

GIORGIA MELONI CON DONALD TRUMP NELLO STUDIO OVALE

Come pensa di «rendere la Romania di nuovo grande»?

«Investendo e concentrandoci sulla nostra economia, siamo sull’orlo del collasso.

 

[…]

 

Salvini è stato tra i primi a congratularsi ieri su Twitter, a spoglio ancora in corso...

«Anche Giorgia Meloni si è complimentata su WhatsApp. Mi consulto spesso con lei sulle nostre strategie politiche a livello di Ecr».

 

E da Washington e Mosca?

«Ho ricevuto un messaggio dal dipartimento Usa della Sicurezza Interna. Non ho rapporti con Mosca e non voglio averli perché li considero dei criminali».

 

2. MELONI, L’SMS A SIMION: “INSIEME A BRUXELLES”

Estratto dell’articolo di Tommaso Ciriaco per “la Repubblica”

 

george simion

L’ultimo sms risale alla notte di domenica. Sono gli auguri che Giorgia Meloni rivolge a George Simion, il capo dell’estrema destra romena in testa alle presidenziali: «Complimenti». Con lui, la premier condivide almeno due cose. La prima: la militanza nella famiglia politica dei Conservatori europei. La seconda: l’ambizione di stringere un’alleanza forte con Trump.

 

[…]  Esiste infatti anche una ragione aritmetica per la quale Meloni tifa per il leader di Aur: una sua vittoria porterebbe a quattro i leader di Ecr che partecipano periodicamente al summit dei Ventisette (oggi, oltre all’italiana, si contano il ceco e il belga). In questo modo, riuscirebbe ad eguagliare i socialisti.

 

GEORGE SIMION - CARLO FIDANZA - ATREJU

Con il tedesco Olaf Scholz in uscita, infatti, restano solo quattro Paesi a guida Pse: Danimarca, Spagna, Lituania e Malta.  È un dato politico a cui la presidente del Consiglio tiene.

 

E per il quale è disposta anche a sopportare alcuni imbarazzi generati dalle posizioni del vincitore del primo turno (a sua volta sostenuto da Calin Georgescu, la cui corsa alle ultime presidenziali - poi cancellate - è stata bloccata a causa di una vicenda di fondi illeciti e di ingerenze russe).

 

In particolare, su Simion pesa il bando ucraino e moldavo, che gli proibiscono di entrare nei rispettivi Paesi. I meloniani preferiscono sorvolare, ridimensionare, coltivare comunque relazioni con Bucarest. Non a caso, Carlo Fidanza è volato nella capitale romena nella notte elettorale. La linea prevalente è dunque questa: tutto un equivoco, Simion difenderebbe con forza la minoranza romena in Ucraina e per questo avrebbe subito il bando. E ci sarebbe addirittura un carteggio a dimostrare questa tesi.

 

GEORGE SIMION CON GIORGIA MELONI

Si tratti o meno di acrobazie diplomatiche per tenere basso un nodo politico reale, resta un fatto: i meloniani hanno legato da tempo con gli uomini di Aur. È proprio Fidanza il facilitatore di questa partnership politica.

 

 Tutto nasce nel 2021, quando dopo un primo exploit elettorale Aur bussa alla porta di Fdi. Gli italiani sono ben felici di riceverli, perché la folta comunità romena che vive in Italia (e che in alcuni casi vota alle amministrative) sostiene in gran numero Simion. Sarà quindi proprio Fratelli d’Italia, poco prima delle Europee del 2024, ad aprire il varco per il loro ingresso in Ecr. Il sigillo a un rapporto politico che Meloni può sfruttare.

 

Di certo, Aur non imbarazza Matteo Salvini, né il resto dei Patrioti. Il leghista esulta: «Evviva la democrazia. Hanno annullato le elezioni a urne aperte, arrestato il candidato, le hanno provate tutte: gli hacker russi, TikTok, Putin e la Nato». Come a dire: vincono comunque i filoputiniani. […]

 

3. MELONI, È L’ORA DI LASCIARE LA DESTRA ESTREMISTA

Estratto dell’articolo di Stefano Folli per “la Repubblica”

 

George Simion

A Bucarest la destra rumena, attraverso il suo candidato Simion, un clone dello squalificato Georgescu, non ha ancora conquistato il potere, ma le manca davvero poco. Quando accadrà, sarà un evento in grado di modificare gli equilibri in Europa, anzi l’onda d’urto ha già cominciato a farsi sentire. E si capisce.

 

Dopo l’Ungheria di Orbán e la Slovacchia di Fico, assistere alla Romania che scivola su una linea pro-Mosca, ostile all’Ucraina, non meno che a Bruxelles, e diffidente verso la Nato di cui pure fa parte, è abbastanza inquietante.

 

[...] S’intende che il cemento in grado di unire i fili e di riassorbire tutte le contraddizioni è l’ammirazione verso Donald Trump. Anche Simion nutre il suo spirito nazionalista all’ombra del “trumpismo”: per quanto sembra trattarsi del Trump prima maniera, quello che marciava all’unisono con il Cremlino nell’esprimere scherno e disprezzo verso Zelensky. Ora qualcosa è cambiato, come sappiamo.

 

donald trump giorgia meloni foto lapresse

Il presidente americano ha cominciato a sentirsi “preso in giro” dal suo pseudo-amico russo e le ultime mosse sono più nel solco di una politica estera tradizionale. Ma è sempre arduo prevedere Trump e forse hanno ragione tutti i Simion dell’Est a puntare su di lui come al vero potenziale disgregatore dell’Alleanza politico-militare e delle vecchie relazioni euro-atlantiche.

 

La domanda a questo punto investe la Germania e subito dopo, per un nesso logico, riguarda l’Italia di Giorgia Meloni. La Germania […] è tentata dal risolvere il problema della AfD, l’opposizione di estrema destra, per vie legali: insistere in una serie di misure di sorveglianza sempre più strette, così da soffocare l’attività politica di una formazione che non nasconde i suoi tratti neo-nazisti; ovvero metterla senz’altro fuorilegge, risolvendo la questione alle radici.

 

[...]

 

cailin georgescu george simion elezioni romania

Eppure i Popolari tedeschi, la Cdu-Csu, non possono affrontare un credibile progetto di governo se non mettono un freno al dilagare dell’estrema destra. Dovrebbero farlo con mezzi politici, è ovvio, ma c’è da capire se ne saranno capaci. Quello che accade in Romania, un Paese povero simile ai lander tedesco-orientali da cui prese il via l’ascesa di AfD, complica qualsiasi programma a media scadenza.

 

Ecco perché almeno una parte della Cdu chiede alla premier Meloni e a Fratelli d’Italia di non fornire alcuna sponda agli estremisti romeni. L’Italia ha seguito fin qui una linea pragmatica, ha appoggiato con coerenza l’Ucraina, ha stretto rapporti con la Commissione von der Leyen. Ora però siamo al momento cruciale.

 

IL FACCIA A FACCIA MELONI - TRUMP - VIGNETTA BY GIANNELLI

I rumeni di Simion appartengono allo stesso gruppo europeo (Ecr) di cui la forza principale è Fratelli d’Italia. Senza una cesura netta, il rischio è che si crei una massa critica dalle conseguenze destabilizzanti.

 

Impensabile che l’Italia possa farsi impelagare in una simile manovra: estremisti euroscettici che tentano la rivincita contro gli assetti continentali che Meloni ha contribuito a creare. Avendo ricavato una vicepresidenza della Commissione con Fitto. In sostanza, o con gli estremisti rumeni, slovacchi eccetera, o con i moderati dell’Europa maggiore: sembra questa l’alternativa alla quale è di fronte la nostra premier e a cui la sollecita la Cdu-Csu.

George Simion cailin georgescu george simion elezioni romania giorgia meloni e donald trump nello studio ovale 4 foto lapresse

 

Ultimi Dagoreport

andrea orcel banco bpm giampiero maioli brasseur banco bpm giuseppe castagna

DAGOREPORT – AVVISATI QUEI "GENI" DELL'EGEMONIA BANCARIA DI PALAZZO CHIGI: BANCO BPM È PASSATO DALLA PADELLA DI UNICREDIT ALLA BRACE DI CREDIT AGRICOLE – ALTRO CHE ACCORDO: SI È CONSUMATA SOTTOTRACCIA LA ROTTURA TRA L’AD CASTAGNA E I VERTICI DELL’ISTITUTO FRANCESE, PRIMO AZIONISTA DELL’EX POPOLARE DI MILANO – IL NUMERO UNO TRANSALPINO, HUGUES BRASSEUR, CHIAMATO DA CASTAGNA IN SOCCORSO PER RIGETTARE L’ASSALTO DI ORCEL, AVEVA POSTO COME CONDIZIONE PER IL SUO SOSTEGNO LA CACCIATA DEL PRESIDENTE, MASSIMO TONONI, OSTILE AI SOCI FRANCESI, IN VISTA DEL RINNOVO DEL CDA. MA TONONI HA LE SPALLE COPERTE: È LEGATO AL “GRANDE VECCHIO” GIUSEPPE GUZZETTI COSÌ COME GIORGETTI, E SARÀ RICONFERMATO – COSÌ I FRANCESI, INCAZZATISSIMI, PRESENTARANNO UNA LISTA DI MINORANZA, E PUNTANO A OTTENERE FINO A SEI CONSIGLIERI, GRAZIE ALLA NUOVA “LEGGE CAPITALI” – IL TERZO INCOMODO E' UN ALTRO ANTI-AGRICOLE: DAVIDE LEONE, AZIONISTA PESANTE CON L’8,2% , CHE SI AGGREGERÀ ALLA LISTA DI ASSOGESTIONI...

massimo giletti urbano cairo fabrizio corona salvatore baiardo matteo salvini pier silvio marina berlusconi

DAGOREPORT – A FINE GIUGNO È PRONTA UNA CORONA DI SPINE PER MASSIMO GILETTI, GIUNTO ALLA SCADENZA DEL CONTRATTO BIENNALE CON LA RAI - LA DECISIONE DEL SERVIZIO PUBBLICO DI TOGLIERSI DAI PIEDI GILETTI NON È LEGATA AGLI ASCOLTI: A SPAZZARLO VIA E' LO SPAZIO CONCESSO NELLA SUA TRASMISSIONE A FABRIZIO CORONA, CHE HA MESSO NEL SUO FRULLATORE DI SCIACALLO CAMUFFATO DA ROBIN HOOD LA FAMIGLIA BERLUSCONI: “DI SIGNORINI NON MI FREGA UN CAZZO. NEL MOMENTO IN CUI RACCONTI CHE MARINA SCENDE IN POLITICA, RACCONTI ANCHE IL SISTEMA SIGNORINI” – L’IRA FUNESTA DEGLI EREDI DI PAPI SILVIO SI SAREBBE FATTA SENTIRE AI PIANI ALTI DELLA RAI ATTRAVERSO DEBORAH BERGAMINI, VICESEGRETARIA DI FORZA ITALIA, LEGATISSIMA A MARINA ED EX FIDANZATA DELL'AD RAI ROSSI – SENZA IL SALVAGENTE SALVINI, ABBANDONATO  ANCHE DAL LEGHISTA ''FACENTE FUNZIONI DI PRESIDENTE'' RAI, ANTONIO MARANO, CON LA MELONI CHE HA UNA CAUSA PER DIFFAMAZIONE AGGRAVATA CONTRO CORONA, ORA GILETTI RISCHIA DI FINIRE AI GIARDINETTI A FAR COMPAGNIA A BARBARA D'URSO - VIDEO: FIORELLO A RADIO2 CON “FURBIZIO”

150corriere

DAGOREPORT - ALL’EVENTO-CONCERTO ALLA “SCALA” PER LA CELEBRAZIONE DEI 150 ANNI DEL “CORRIERE DELLA SERA”, PRESENTE SERGIO MATTARELLA, NON SONO PASSATE INOSSERVATE LE ASSENZE ILLUSTRI DELLA POLITICA: DA FRATELLI D’ITALIA (MELONI E MANTOVANO) A FORZA ITALIA (TAJANI) FINO ALLA LEGA (SALVINI) - HANNO INVECE TIMBRATO IL CARTELLINO I SINISTRATI ELLY SCHLEIN, BONELLI & FRATOIANNI FINO AL “GIANNILETTA” DI CAIRO, WALTER VELTRONI - MA LA LATITANZA PIÙ CHIACCHIERATA È STATA QUELLA DELL’EX PLURI-DIRETTORE DEL “CORRIERONE”, PAOLO MIELI, CHE HA GIUSTIFICATO L’ASSENZA CON L’URGENZA DI “UN CONTROLLO MEDICO” A ROMA - FORSE, DALL’ALTO DEL SUO EGO ESPANSO, PAOLINO AVEVA INTUITO IL RUOLO DI MATTATORI CHE KING URBANO (PROPRIETARIO), LUCIANO FONTANA (DIRETTORE DEL ''CORRIERE'') E FERRUCCIO DE BORTOLI (PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE CORRIERE) AVREBBERO AVUTO NELL’EVENTO DEI 150 ANNI E LUI NO? AH, SAPERLO... – IN COMPENSO, CONFONDENDO L’EVENTO STORICO CON LA CONVENTION AZIENDALE, CAIRO HA FATTO SFILARE SUL PALCOSCENICO, DAVANTI AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, BEN SEI BIG SPENDER PUBBLICITARI CHE FANNO LA GIOIA DEL BILANCIO RCS… - VIDEO

marina berlusconi silvio mario orfeo repubblica

DAGOREPORT - LA GUERRA È FINITA, ANDATE IN PACE… - DOPO AVER VISSUTO 20 ANNI DI ANTI-BERLUSCONISMO SENZA LIMITISMO, MARIO ORFEO DIMENTICA LA STORIA E L’IDENTITÀ DI "REPUBBLICA" E SPARA IN PRIMA PAGINA UNA LETTERA DI MARINA BERLUSCONI (+ FOTO) CHE FA UN'INSOSTENIBILE PROPAGANDA AL REFERENDUM CONTRO LA MAGISTRATURA: ‘’SE DOVESSE VINCERE IL SÌ, NON SI TRATTERÀ DI UNA VITTORIA DEL GOVERNO O DI FORZA ITALIA, NÉ DI UNA VITTORIA POSTUMA DI MIO PADRE. IO PENSO SEMPLICEMENTE CHE SARÀ UNA GRANDE VITTORIA DEGLI ITALIANI’’ – MENO SPAZIO (E NIENTE FOTO) PER LA REPLICA DEL VICEDIRETTORE CARLO BONINI, AUTORE CON D'AVANZO DI MILLE INCHIESTE CONTRO IL MARCIO DEL BERLUSCONISMO, ALLA "PADRONA" DI FORZA ITALIA CHE AL "CORRIERE DELLA SERA" DELLO SCORSO 10 FEBBRAIO AFFERMÒ, TRONFIA: "SE VINCE LA MELONI, VINCE IL PAESE" – DOPO L’INCHINO REVERENZIALE, SEMPRE IN PRIMA, ALLA MELONI (“REFERENDUM, NON È VOTO SUL GOVERNO”), L’"ORFEO NERO" OGGI DÀ IL SUO BENVENUTO AL NUOVO PROPRIETARIO DI “REPUBBLICA”, IL MAGNATE GRECO THEO KYRIAKOU - SEMPRE CON IL SOLITO GIOCHETTO PARAGURU DI CHI DÀ UN COLPO ALLA BOTTE E UNO AL CERCHIO, DI CHI METTE TUTTI SULLO STESSO PIANO, IL SOLITO VIZIO PILATESCO DI LAVARSI LE MANI CON "EQUIDISTANZA" (MA, SI SA, L’IMPORTANTE È MANTENERE LA POLTRONA SOTTO IL SEDERE…)

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….