nato esercitazione

SE VUOI LA PACE, PREPARA LA GUERRA - IN POLONIA LA NATO LANCIA LA SUA PIÙ VASTA ESERCITAZIONE DALLA FINE DELLA GUERRA FREDDA PER RASSICURARE I PAESE DELL’EST - L’IRA DELLA RUSSIA: “PROVOCAZIONI”

NATO GRANDI MANOVRENATO GRANDI MANOVRE

Maria Serena Natale per il “Corriere della Sera”

 

Il tenente Marcin Kawecki pilota un Fighting Falcon, «Falcone da combattimento»: l' F-16 che in quota supera i 2.400 chilometri orari. Dopo il training negli Stati Uniti si addestra quattro volte a settimana nella 32esima base tattica di Lask, Polonia centrale, e a terra per non cadere in astinenza va forte in moto.

 

A 31 anni, già un matrimonio alle spalle «perché lei non capiva» la scelta del soldato. Top Gun il suo mito, «La mia vita? Praticamente uguale», sorride.
 

Per raggiungere la base si attraversa la fertile campagna polacca. Le strade rimesse a posto con i fondi europei sono piene di veicoli blindati che avanzano lenti nella notte. Nome in codice «Anaconda 16», la più grande esercitazione militare congiunta della Nato in tempo di pace: dieci giorni, oltre venti Stati (Italia inclusa), 31 mila militari. «Se vuoi la pace, prepara la guerra» dicevano gli antichi romani. Oggi in Europa centro-orientale la Nato lavora per integrare e aggiornare, superare barriere linguistiche e scarti tra eserciti.

NATO GRANDI MANOVRE 1NATO GRANDI MANOVRE 1

 

Si allena a combattere con truppe sul terreno e a respingere gli attacchi ipertecnologici dell' ultima frontiera dei conflitti asimmetrici, la cyberguerra. Con il pericolo di costruire Fortezze Bastiani condannate all' eterna attesa, nella logica mai archiviata della «deterrenza». Il nemico non cambia, anche se tecnicamente resta un «aggressore potenziale».

 

La Russia di Vladimir Putin rilancia ogni volta che gli Alleati muovono uomini e mezzi in quella che fino a meno di trent' anni fa era la sua sfera d' influenza. Il «fianco orientale» che i Paesi del Nord e Centro-Est vogliono rafforzare schierando truppe Nato permanenti nelle tre Repubbliche baltiche e in Polonia.
 

Per questo aspettano l' ok dal vertice dell' Alleanza atlantica che si terrà l' 8-9 luglio a Varsavia. «Mostrarsi deboli e sguarniti è un invito all' azione per Mosca - dice al Corriere il ministro degli Esteri polacco Witold Waszczykowski -. Il solo modo per evitare l' escalation è riorganizzarci ed essere in grado di reagire in qualsiasi momento. Dico "reagire", non aggredire. La Nato è un' Alleanza di natura difensiva. La sua missione è proteggere la popolazione da minacce esistenziali». Come quella russa.
 

Sergey Lavrov Sergey Lavrov

Uno sforzo di riorganizzazione definito urgente dopo l' intervento di Putin in Ucraina e l' annessione della Crimea. La più grave crisi europea dalla Guerra fredda ha convinto l' Occidente a mobilitarsi militarmente ed economicamente (tentando di destinare alla difesa il 2% del Pil degli Stati), come ufficializzato dal vertice dei capi di Stato e di governo Nato del settembre 2014 in Galles.

 

L' esercito russo risponde facendo trapelare piani di posizionamento dei missili Iskander nell' exclave di Kaliningrad, racchiusa tra Polonia e Lituania sul Mar Baltico. E il responsabile degli Esteri Sergei Lavrov ribadisce che dai movimenti Alleati al confine consegue «il diritto sovrano di garantire la nostra sicurezza con metodi proporzionati ai rischi».
 

Ironie della Storia. Nelle esercitazioni a Nord l' aviazione polacca vola con aerei forniti dai russi. Prima di comprare dagli Usa 48 «F-16» (il contratto da 3,5 miliardi di dollari fu firmato nel 2003) la flotta da combattimento di Varsavia era formata solo da Mig-29 e Su-22, i caccia sovietici.

TRUPPE NATOTRUPPE NATO

«Passare dagli uni agli altri significa modificare modo di pensare - spiega il tenente colonnello Robert Guerzeda -. Cambia tutto, a cominciare dalla lingua delle istruzioni di bordo». E nei rapporti tra militari, nella catena di comando, cos' ha comportato il passaggio dal Patto di Varsavia all' Alleanza atlantica? «All' epoca sovietica non avevamo molti contatti con i russi... ora ci scambiamo informazioni e condividiamo problemi e soluzioni».
 

TRUPPE NATO 8TRUPPE NATO 8

A 240 chilometri da Lask, in direzione Nord, c' è il Centro di addestramento congiunto di Bydgoszcz. Altri 250 chilometri a Ovest e si arriva al Corpo Multinazionale Nord-Est di stanza a Stettino, al confine con la Germania, nella Pomerania storica che nei secoli ha visto cambiare confini, confondersi lingue, nomi e dominatori. È il triangolo che oggi coordina le operazioni Nato e assicura la reattività delle forze di risposta rapida in questa parte di continente.
 

Nella capitale Varsavia, nella residenza presidenziale del Belvedere da dove il maresciallo Pilsudski diramava gli ordini nella guerra con i bolscevichi del 1919-21, si discute di Putin e Nato. «Siamo entrati nell' Alleanza nel 1999 e non siamo ancora membri a pieno titolo, alla pari degli altri», dichiara Marek Magierowski, portavoce del presidente Andrzej Duda (uomo del leader nazional-conservatore Jaroslaw Kaczynski).

PUTINPUTIN

 

Non è pericolosa questa escalation che consente a Mosca di denunciare «provocazioni»? «Nessuno vuole la guerra ma ormai è evidente che la ripresa delle ostilità in Europa non è impossibile». Le sanzioni occidentali alla Russia per la crisi ucraina scadono a luglio e la Ue deve decidere se prolungarle, mentre affronta terrorismo ed emergenza migratoria: il blocco centro-orientale contesta la redistribuzione dei rifugiati. Varsavia rivedrà la linea in cambio di un maggiore impegno nella cornice Nato?
 

«Sono partite separate - risponde il ministro Waszczykowski -. Potenziare l' Alleanza è nell' interesse di tutti».
msnatale@corriere.it.

NATO ESERCITAZIONENATO ESERCITAZIONE

Ultimi Dagoreport

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…