rohani rouhani

DOPPIETTA ROHANI: L'IRAN SCEGLIE DI NUOVO IL PRESIDENTE MODERATO - SCONFITTO EBRAHIM RAISI, SOSTENUTO DA QUEL NUCLEO DI ULTRACONSERVATORI COSTITUITO DAGLI AYATOLLAH E DAI PASDARAN, L'ALA MILITARE. CHE TANTO HANNO ANCORA IN MANO LA MAGISTRATURA, IL CONSIGLIO DEI GUARDIANI, LE FORZE ARMATE, I SERVIZI, OLTRE ALLE LEVE DELL'ECONOMIA: SARANNO SEMPRE IN GRADO DI CONDIZIONARE IL GOVERNO

Alberto Negri per www.ilsole24ore.com

 

vladimir putin con hassan rohanivladimir putin con hassan rohani

La tradizione è riconfermata: tutti i presidenti iraniani della repubblica islamica hanno avuto due mandati consecutivi di quattro anni. È stato così anche per Hassan Rohani, netto vincitore delle elezioni sull'ultraconservatore Ebrahim Raisi, che si conferma alla guida del governo così come era avvenuto in passato per Rafsanjani, per il riformista Khatami e anche per Ahmadinejad, la cui seconda vittoria nel 2009, contestatissima, scatenò le proteste popolari dell'Onda verde.

 

Quasi 5 milioni di voti di scarto

renzi rohani teheranrenzi rohani teheran

Questa volta non ci sono dubbi: il moderato Rohani, un conservatore pragmatico appoggiato dai riformisti, è stato premiato dall'elettorato: secondo i dati forniti dal ministero degli Interni, Rohani ha ottenuto 14,6 milioni di preferenze pari al 56,3%, il suo avversario, il conservatore Raisi, poco più di 10 milioni attestandosi al 39%. Per altro questo è ancora un provvisorio perché alle urne sono andati 40 milioni di iraniani, con un'affluenza del 70 per cento, assai confortante per le istituzioni della repubblica islamica.

 

BERGOGLIO E ROHANIBERGOGLIO E ROHANI

Vince l’apertura al mondo

Ha prevalso quindi la linea dell'apertura dell'Iran al mondo simboleggiata dall'accordo sul nucleare firmato da Teheran nel 2015 mentre ha perso la visione dell'autarchia islamica propugnata dai falchi del regime di cui Raisi era diventato in queste settimane il portabandiera. Rohani ha vinto chiaramente ma questa è stata una campagna elettorale partita in sordina, quando il presidente uscente sembrava non avere rivali, che si è poi trasformata settimana dopo settimana in una competizione incandescente. I due candidati si sono scambiati pubblicamente e nei dibattiti televisivi accuse feroci. Raisi ha rimproverato Rohani non solo di avere fallito nel farsi togliere tutte le sanzioni internazionali ma ha affermato che il suo rivale era un corrotto. Rohani non ha risparmiato repliche e colpi bassi.

 

Raisi paga il suo passato

ROHANI MATTARELLAROHANI MATTARELLA

Ma soprattutto su Raisi ha influito la durissima polemica della sulla sua partecipazione nell'88 al “comitato della morte”, il quartetto di giudici che diede il via a migliaia di esecuzioni di massa dei prigioni politici. Fu quello uno degli episodi piu' oscuri e terribili della repubblica islamica riportato in questi mesi alla luce dalla pubblicazione delle registrazioni in cui l'ayatollah Ali Montazeri, allora delfino di Khomeini, si opponeva alla decisione di far fuori gli oppositori.

 

Ma di là delle questioni del passato, sempre brucianti, in gioco in queste elezioni c'era lo stesso controllo delle istituzioni dell'Iran.

rohani top rohani top

Una di queste è la successione alla Guida Suprema Alì Khamenei, 77 anni, che rappresenta la massima istanza della repubblica islamica nata dalla rivoluzione del 1979. Un governo moderato come quello di Rohani potrebbe influire su un'eventuale successione che per latro viene decisa dall'Assemblea degli Esperti, un organo costituito da 88 religiosi.

 

Da questo punto di vista comunque il sistema non cambia: un turbante bianco, quello di Rohani, ha prevalso sul turbante nero di Raisi, simbolo dei seyed discendenti di Maometto: gli iraniani erano chiamati in ogni caso a decidere tra due religiosi.

 

I veri sconfitti sono i falchi, quel nucleo di ultraconservatori costituito dagli ayatollah e dai Pasdaran, l'ala militare, che vorrebbe mantenere uno stretto controllo sulle istituzioni e l'economia, dominata dal sistema della Fondazioni. Ma gli sconfitti hanno anche in mano la magistratura, il Consiglio dei Guardiani, le forze armate, i servizi, oltre alle leve dell'economia: saranno quini in grado di condizionare l'ala più moderata del regime.

 

Realpolitik alla prova

rohani ahmadinejadrohani ahmadinejad

Ora bisognerà vedere i riflessi in politica estera: da una parte la vittoria di Rohani consegna un Iran disponibile al dialogo con l'Occidente ma dall'altra c'è la realtà dei fatti di un Paese impegnato militarmente in Siria, in appoggio al regime di Assad, in Iraq e sostenitore degli Hezbollah libanesi, oltre che dei ribelli Houthi in Yemen. A questo ruolo strategico decisivo in Medio Oriente, di contrapposizione al fronte sunnita, Teheran non rinuncerà di sicuro. E'questa la realpolitik iraniana. Molto dipenderà dall'atteggiamento di Trump, dei sauditi e di Israele dominati nelle loro mosse più dall”ossessione” iraniana che dall'obiettivo della stabilizzazione di una regione chiave per gli equlibri mondiali.

 

 

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