“LA GUERRA ALL'IRAN È STATA INIZIATA PER LA PRESSIONE DI ISRAELE E DELLA SUA POTENTE LOBBY AMERICANA" - SI DIMETTE JOE KENT, IL CAPO DELL'ANTITERRORISMO AMERICANO, VETERANO DELLA GUERRA IN IRAQ E DA ANNI SOSTENITORE DI TRUMP: "NON POSSO SOSTENERE LA GUERRA. L'IRAN NON RAPPRESENTAVA UNA MINACCIA IMMINENTE PER IL NOSTRO PAESE” - IN UNA LETTERA A TRUMP, KENT DENUNCIA LA "CAMPAGNA DI DISINFORMAZIONE" ORCHESTRATA DA ALTI FUNZIONARI ISRAELIANI CHE HA MINATO LA "PIATTAFORMA AMERICA FIRST" - I MEDIA AMERICANI: “GLI ALLEATI DI TRUMP SONO PREOCCUPATI PER LA GUERRA IN IRAN: TEMONO CHE IL PRESIDENTE NON CONTROLLI PIÙ COME O QUANDO LA GUERRA FINIRÀ. IL TIMORE È CHE GLI ATTACCHI IRANIANI ALLO STRETTO DI HORMUZ STIANO METTENDO TRUMP ALLE STRETTE, SPINGENDOLO VERSO UNA ESCALATION FINO ALL'INVIO DI TRUPPE DI TERRA”
IL CAPO DEL CENTRO PER L'ANTITERRORISMO USA SI DIMETTE PER LA GUERRA IN IRAN
(ANSA) - NEW YORK, 17 MAR - Joe Kent, il capo del centro per l'antiterrorismo americano, si dimette. "Non posso in buona coscienza sostenere la guerra in Iran. L'Iran non rappresentava una minaccia imminente per il nostro Paese ed è chiaro che questa guerra è stata iniziata per la pressione di Israele e della sua potente lobby americana", afferma Kent in una nota pubblicata sul suo account su X.
In una lettera indirizzata a Donald Trump, Kent ha denunciato la "campagna di disinformazione" orchestrata da alti funzionari israeliani e dai media che ha minato la "piattaforma America First" del presidente.
lettera con cui JOE KENT si dimette
Sostenitore di Trump da anni, Kent è un veterano della guerra in Iraq e, nella missiva, ha spiegato come a suo avviso le argomentazioni a sostegno dell'attacco all'Iran e le promesse di una rapida vittoria riecheggiano il dibattito sull'entrata in guerra dell'Iraq nel 2003. Kent ha quindi fatto riferimento alla sua defunta moglie Shannon, crittografa militare morta in Siria.
"Come veterano che ha partecipato a 11 missioni di combattimento e come marito di una soldatessa morta in una guerra provocata da Israele, non posso appoggiare l'invio della prossima generazione a combattere e morire in una guerra che non apporta alcun beneficio al popolo americano né giustifica il costo delle vite americane", ha messo in evidenza. Con l'uscita di Kent, la direttrice dell'intelligence Tulsi Gabbard perde un consigliere importante, uno che finora ha premuto per un approccio più moderato nella politica estera.
GLI ALLEATI DI TRUMP NERVOSI, 'STA PERDENDO IL CONTROLLO DELLA GUERRA'
Media, è l'Iran ad avere il coltello dalla parte del manico
BENJAMIN NETANYAHU DONALD TRUMP
(ANSA) - NEW YORK, 17 MAR - Gli alleati di Donald Trump sono preoccupati per la guerra in Iran. Dopo aver appoggiato l'operazione ora, a più di due settimane dall'inizio della campagna, temono che il presidente non controlli più come o quando la guerra finirà. Il timore - riportano i media americani - è che gli attacchi iraniani allo Stretto di Hormuz stiano mettendo Trump alle strette, spingendolo verso una escalation che potrebbe includere anche l'invio di truppe di terra.
"Abbiamo chiaramente inflitto una sonora lezione all'Iran sul campo, ma ora sono loro ad avere il coltello dalla parte del manico", ha detto una fonte vicina alla Casa Bianca a Politico. "Sono loro a decidere per quanto tempo saremo coinvolti e se invieremo truppe di terra. Non mi sembra - ha aggiunto - che ci sia una via d'uscita se vogliamo salvare la faccia".
benjamin netanyahu donald trump mar a lago
L'IRAN CONFISCA CENTINAIA DI DISPOSITIVI STARLINK
'Sono un crimine, punire chi li usa', il Paese ancora in blackout internet
(ANSA) - ROMA, 17 MAR - Il Ministero dell'Intelligence iraniano afferma in un comunicato di aver confiscato "centinaia di dispositivi Starlink inviati dal nemico", riferendosi a Stati Uniti e Israele. Lo riporta la Bbc citando media iraniani. Nella nota Teheran ricorda che, secondo la legge, acquisire e utilizzare Starlink è un "crimine" e che durante la guerra chiunque lo faccia sarà punito con la "pena più severa".
L'utilizzo di Starlink in Iran è punibile con una pena detentiva fino a due anni, sottolinea il media britannico, ricordando che è nel Paese è in vigore un'interruzione di internet dall'inizio della guerra, ma i residenti più esperti di tecnologia stanno utilizzando i dispositivi Starlink di SpaceX e condividendo le proprie connessioni con altri.
benjamin netanyahu donald trump mar a lago.
FT, LA RICHIESTA DI AIUTO DI TRUMP ALLA CINA 'UN MOMENTO DEL CIGNO NERO'
'Pechino non aiuterà, il presidente in una trappola di sua creazione'
(ANSA) - NEW YORK, 17 MAR - La richiesta di aiuto di Donald Trump alla Cina per l'Iran è un "momento del cigno nero", ossia raro, imprevedibile: in un periodo di grande rivalità, "l'egemone sta invitando il suo principale sfidante ad aiutarlo" a districarsi in Medio Oriente.
Lo afferma l'editorialista Edward Luce sul Financial Times, sottolineando che la Cina "chiaramente non ha alcuna intenzione di inviare dragamine nello Stretto di Hormuz. La domanda è se Xi Jinping vuole vedere Trump messo all'angolo. Una cosa è che la Cina ottenga un vantaggio diplomatico sugli Stati Uniti. Un'altra cosa è verificare se Trump è il Dr Stranamore".
"Trump può infliggere reali problemi all'Europa per essersi rifiutata di aiutare" in Iran ma la Cina è una realtà che Trump "non ha imparato" ad affrontare e risolvere: "fino a che Pechino ha la mano forte sulle terre rare, l'America è in svantaggio.
Ai consumatori cinesi non piacciono prezzi del petrolio elevati, così come non piacciono agli americani. Fino a che Trump non ha posticipato il viaggio, la Cina voleva che il vertice andasse avanti come previsto - mette in evidenza il Financial Times -.
Ma Trump è ora finito in una trappola che ha lui stesso creato. Due settimane sono un periodo lungo agli occhi di un presidente americano, e questo significa che si sta preparando a una guerra lunga".
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