1. CHARLES KUPCHAN, EX CONSIGLIERE DI BILL CLINTON: “E’ UNA MESSA IN SCENA, TUTTI INTERCETTANO TUTTI. NON MI SORPRENDE QUESTA FOGA NELLO SPIARE GOVERNI AMICI, COME NON MI SORPRENDEREBBE CHE IL VOSTRO LETTA COME LA MERKEL, COME HOLLANDE, E COME OBAMA, INIZIA LA GIORNATA DI LAVORO CON LE INFORMATIVE RACCOLTE DAI SERVIZI SEGRETI SUI GOVERNANTI DEI PAESI STRANIERI CHE PIÙ LO INTERESSANO” 2. MA PER QUALI MOTIVI IL BANANA DI HARDCORE NON DOVREBBE FAR SALTARE IL BANCO, FAR CROLLARE IL GOVERNINO ALFETTA E ANDARE A RAPIDE ELEZIONI? NON È DETTO CHE LE VINCA, CERTO. MA SE NON DÀ IL TEMPO AGLI ALTRI DI RIORGANIZZARSI E DI CAMBIARE LA LEGGE ELETTORALE, QUANTOMENO BERLUSKA È IN GRADO DI PARALIZZARE ANCHE IL PROSSIMO PARLAMENTO. PER UN VECCHIO IN RITIRATA E ORMAI SCREDITATO NEL MONDO, SI TRATTEREBBE PUR SEMPRE DI UNA GRAN SODDISFAZIONE

a cura di COLIN WARD (Special Guest: Pippo il Patriota)

1. IL RITORNO DI NANO FEROCE
Ha fondato la ditta. E ha sempre pagato tutto lui. Ha provato a far cacciare un po' di grano anche agli altri, ma ora gli tocca pure dare la caccia agli onorevoli "evasori" che non hanno versato le quote nelle casse del Pdl-Forza Italia. E in più, questa mezza manica di miracolati e parassiti che ha spedito alle Camere non lo difende come vorrebbe dai complotti di Re Giorgio e dei "giudici comunisti".

Ma per quali motivi il Banana di Hardcore, questo arci-italiano condannato come arci-evasore, non dovrebbe far saltare il banco, far crollare il governino Letta-Alfanayev e andare a rapide elezioni? Non è detto che le vinca, certo. Ma se non dà il tempo agli altri di riorganizzarsi e di cambiare la legge elettorale, come impone in queste ore il Colle, quantomeno Berluska è in grado di paralizzare anche il prossimo Parlamento. Per un vecchio in ritirata e ormai screditato nel mondo, si tratterebbe pur sempre di una gran soddisfazione.

2. ANGELINO, TIRA FUORI IL QUID. SE CE L'HAI
Allarme rosso sulla Repubblica dei renziani: "Governo di nuovo a un passo dalla crisi. Berlusconi: pronti alla guerriglia. Oggi azzera il Pdl, si torna a Forza Italia. Il Cavaliere sfida Alfano. Le colombe meditano la rottura. Prova di forza sul decreto che riforma la pubblica amministrazione. L'ipotesi fiducia". Per il peone-prezzemolino Naccarato, "Silvio cerca il voto ora e sua figlia Marina sarà candidato premier". "Ma Angelino non vuole strappare. ‘Meglio aspettare la decadenza" (pp. 2-3). Se il virgolettato del vicepremier è vero, è proprio una bella carognetta.

Per la Stampa, "Oggi rinasce Forza Italia. Berlusconi torna il Capo. Alfano nell'angolo. Il bivio del vicepremier: piegarsi o strappare?" (p. 7). Drastico il Messaggero: "Blitz di Berlusconi, scissione Pdl. Il Cavaliere sfida Alfano, convoca il vertice del partito senza ministri e azzera le cariche" (p. 1).

Il Corriere offre in poche righe una notiziola illuminante su come vanno le cose nel Pdl: "I contributi degli eletti. Rosso di 6 milioni. L'ex premier insegue gli onorevoli evasori". "Un buco che fa il paio con la ‘grandissima riduzione' della voce ‘quote associative annuali', ovvero il versamento del ‘contributo annuale una tantum' degli iscritti e degli eletti: solo 40mila euro di introiti, con una perdita secca di oltre 13 milioni di euro rispetto all'anno precedente" (p. 9). Mantenuti e per questo, in effetti, poco liberi.

3. LA CASSAZIONE E LA RIPETENTE
Intanto la Cassazione fa fare una bella figuraccia a Nostra Signora della Parcelle, Paola Severino, e offre un assist al Cainano: "Legge Severino, la Cassazione ‘restringe' la concussione. Le sezioni unite: reato minore se la vittima ha la possibilità di opporsi. Il verdetto della Suprema corte potrebbe aiutare Berlusconi nel processo Ruby" (Stampa, p. 11). Giornale giustamente in festa: "Cassazione pro Cavaliere: per il caso Ruby possibile pena più lieve" (p. 4).

Che toccare il reato di concussione non fosse una buona idea, alla signora ministra del governo Monti, gliel'avevano detto un po' tutti gli esperti di diritto penale. Ma niente. Lei diceva che "ce lo chiedeva l'Europa". Ecco, appunto. Intanto, molti colletti bianchi ringraziano.

Poi apri il Messaggero e scopri che non è così: "Cassazione ‘morbida' sulla legge Severino, il Cav non si salva su Ruby. La Suprema Corte definisce gli ambiti di concussione e induzione. L'ex ministro: ‘Stabilita la continuità delle norme'" (p. 8). Peccato solo che il pezzo sia firmato dall'ex portavoce della Severino in via Arenula. La classe non è acqua.

4. RE GIORGIO NON DORME MAI
Riposato dai lunghi anni in cui il Banana era a Palazzo Chigi e lui firmava qualunque legge, Bellanapoli conosce da due anni esatti un attivismo senza precedenti nella sua lunga vita da ambasciatore di se stesso. Ecco il bollettino regio di giornata: "Napolitano chiama governo e maggioranza. ‘Legge elettorale prima del 3 dicembre'. Lega e Sel: inaudito. Grillo: impeachment. Il Colle: sentiremo tutti" (Repubblica, p. 9).

"Sentiremo tutti" gliel'hanno suggerita dal Pentagono. Sull'attenti il Corriere: "Il vertice al Quirinale per abolire il Porcellum: schema proporzionale. L'ipotesi di un premio di maggioranza al 40%" (p. 11). Senza problemi di livrea il Giornale: "Re Giorgio con un blitz a sorpresa commissaria Camere e governo" (p. 2).

5. L'IMPERO COLPISCE ANCORA ("YES WE SCAN")
Basta il titolo in prima pagina di Repubblica per capire che siamo di fronte al trionfo dell'ipocrisia su scala planetaria. "Spiati dagli Usa 35 leader mondiali". Molto preoccupati, e un po' offesi, tutti gli altri. "L'Europa accusa Obama: ‘Pronti a bloccare la trattativa sul libero scambio'". Bel bordello in Grande Germania: "Incredulità a Berlino. Ma anche il governo finisce sotto accusa. ‘La Cancelliera aveva minimizzato'.

Anche il moderato Die Welt attacca la Merkel per aver protetto finora ‘l'amico americano'. Dai Verdi le accuse più dure al governo: ha occultato volutamente per mesi lo scandalo. Per il capo della Spd, Gabriel, ‘è difficile ora immaginare negoziati con gli Usa' sull'accordo commerciale" (Corriere, p. 3).

A noi sembra di buon senso quello che racconta al Messaggero un certo Charles Kupchan, ex consigliere di Bill Clinton e quindi ovviamente "part of the game": "E' una messa in scena, tutti intercettano tutti. Non mi sorprende questa foga nello spiare governi amici, come non mi sorprenderebbe che il vostro Letta come la Merkel, come Hollande, e come Obama, inizia la giornata di lavoro con le informative raccolte dai servizi segreti sui governanti dei paesi stranieri che più lo interessano" (p. 3).

6. AGENZIA MASTIKAZZI INTERNATIONAL
"La rabbia di Robert Redford: Non è la mia America" (Repubblica del Mielismo, p. 4).

7. SIAMO SOLO SU GOOGLE MAPS
Il governino di Lettanipote, dopo esser andato in ginocchio a Washington con il catalogo dei beni in vendita, si nasconde dietro alle proteste degli altri e prova a fare la vocetta grossa sui giornali che glielo consentono. Come il Corriere: "Letta: ‘Controlli inaccettabili. No a zone d'ombra'. Il premier chiede ‘tutte le verifiche'". Segue il pronto retroscena: "Quella nota riservata dei servizi. ‘Non ci sono prove sui leader'.

Dietro l'ondata di rivelazioni una guerra di 007. Si è deciso di insistere per avere dagli americani notizie più dettagliate" (p. 5). Stessa solfa sulla Stampa: "Palazzo Chigi monitorato'. Ma i nostri Servizi negano" (p. 5). Sul Sole, invece, un interessante pezzo di Claudio Gatti racconta "Il grande orecchio americano in ascolto dai cavi di Palermo. Nella rete tutti gli affari in Medio Oriente" (p. 1).

Il miglior commento a tutta la faccenda spionistica è la lettera di Crippa al Foglio dell'ex agente Cicciopotamo: "Dice che spiavano pure il governo italiano. Nelle pause pranzo, per farsi due risate" (p. 4)

8. TOGHE CHE NON HANNO DI MEGLIO DA FARE
Luigi Ferrarella, sul Corriere, racconta l'ultima bega tra magistrati alle prese con un ego in versione dirigibile. "Esposto dei giudici contro Boccassini. ‘Ci delegittima, intervenga il Csm'. I magistrati del Tribunale di Busto Arsizio all'organo di autogoverno: è deontologicamente scorretta. La frase della pm: ‘Le toghe di provincia non sanno nulla di mafia" (p. 21). Grave inesattezza. A Messina e a Sanremo, probabilmente, ne sanno anche più di Madame.

9. NON AVRAI ALTRA LEGGE CHE IL CODICE IBAN
Grandi maneggi e lobbismo esagerato intorno all'unica Unione che conta, quella bancaria. "Paracadute pubblico per le banche. Draghi in pressing sui governi. Cena con i premier europei. Report di Jp Morgan: in Italia i criteri contabili e di vigilanza più rigorosi d'Europa" (Repubblica, p. 35). E certo! Sulle regole non ci batte nessuno. E' sul loro rispetto che siamo un po' deboli.

Intanto il Messaggero, tanto per far felice Abramo Bazoli, pubblica un pezzo sull'amico Zaleski: "Tassara aggiorna i conti. Ora il buco è 709 milioni. Ecco la fotografia del portafoglio per l'ok delle banche. Il rimborso dei fidi in bianco e dello scarto di garanzia avverrà tramite la vendita di azioni libere (737 milioni)" (p. 23). Il tutto in modo da ridurre l'intreccio incestuoso tra debiti e partecipazioni nelle banche creditrici.

10. TELECOM-MEDIA
Il Sole non fa calare l'attenzione sulla guerra che si combatte intorno al gestore telefonico così ben privatizzato: "Telecom, parte la battaglia delle deleghe. Gli spagnoli ingaggiano Georgeson, Fossati contatta gli investitori a New York e Londra. Il management prepara il road-show per presentare il piano industriale. Presidenza ancora in stallo: oggi la riunione del comitato nomine. La prossima settimana il premier Letta incontrerà prima l'ad del gruppo Marco Patuano e poi il presidente di Telefonica Cesar Alierta" (p. 1 del dorso Finanza& Mercati).

11. QUEL FURBINO DEL CHIAMPARINO
Sergio Chiamparino, ex sindaco Pd di Torino, si becca un avviso di garanzia per una vicenda decisamente marginale come quella che riguarda le autorizzazioni commerciali ai bar dei Murazzi, ex movida torinese a perenne rischio pantegana (Corriere, p. 23). Ovviamente, com'è nel suo carattere, fa il bel gesto e offre le dimissioni da presidente della Compagnia di San Paolo, dove nel frattempo era planato come presidente all'insegna del motto di partito "Abbiamo una banca".

Gliele respingeranno. O forse anche no. Ma vogliamo scommettere che l'enfasi messa da Chiamparino stesso su una palese idiozia è solo il preludio alla prossima candidatura come presidente della Regione?

colinward@autistici.org

 

 

BERLUSCONI LUSTRA LE SCARPE AD ALFANO ALFANO BERLUSCONI GIOVANARDI PAOLO NACCARATO ENZO CARRA PAOLO BONAIUTI PAOLO NACCARATO Ruby rubacuori RUBY RUBACUORI KARIMA EL MAHROUG ruby rubacuori BEPPE GRILLO DAL TRENO BEPPEGRILLO MERKEL CELLULARE ANGELA MERKEL E IL TELEFONINO ASSEMBLEA GENERALI DI BANCA DITALIA GAETANO CALTAGIRONE E GIOVANNI BAZOLI FOTO LA PRESSE ANDREA ZOPPINI GIULIO NAPOLITANO GIOVANNI BAZOLI ENRICO LETTA FOTO INFOPHOTOcern33 afef marco tronchetti provera marco fossati LaStampaANTONIO MARIA MAROCCO E SERGIO CHIAMPARINO

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