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L’AFFLUENZA AL REFERENDUM COSTITUZIONALE SULLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA HA RAGGIUNTO IL 46% ALLE 23 DI IERI SERA: CIRCA 21 MILIONI DI PERSONE SONO GIÀ ANDATE A VOTARE. I DATI PIÙ ALTI AL CENTRO-NORD – I SONDAGGISTI CASCANO DAL PERO: AVEVANO PREVISTO UNA PARTECIPAZIONE PIÙ SCARSA – È L’AFFLUENZA PIÙ ALTA REGISTRATA NEGLI ULTIMI REFERENDUM IN CUI SI VOTAVA SU DUE GIORNI: NEL 2020 (TAGLIO DEI PARLAMENTARI) ERA ARRIVATA AL 39,3%; NEL 2006 (DEVOLUTION) IL 35%

roma voto per il referendum sulla giustizia foto lapresse

Referendum: alle 23 il dato definitivo dell'affluenza è il 46,07%

(ANSA) - ROMA, 23 MAR - E' del 46,07% il dato definitivo dell'affluenza alle urne delle ore 23 al referendum costituzionale sulla riforma della giustizia. E' quanto risulta dal sito Eligendo del Viminale.

 

SONDAGGISTI SORPRESI "DIFFICILE PREVEDERE CHI SIA AVVANTAGGIATO"

Estratto dell’articolo di Conchita Sannino per “la Repubblica”

 

Non se l'aspettavano neanche loro, i sondaggisti. Contrordine, il tema della riforma non era (più) così ostico per gli elettori, o non così irriducibile il disamore degli italiani per le urne.

 

roma voto per il referendum sulla giustizia foto lapresse

Ci voleva il conflitto referendario, la sfida all'ultimo voto tra i poli, la premier Meloni ostinata in trincea, la società civile in campo con prof, avvocati e giudici a incontrare centinaia di persone ogni sera, i giovani stanati tra aule e università, e forse anche il corollario di accuse, invettive: alla fine è proprio grazie a tutti questi elementi – ragionano gli esperti di flussi elettorali e di geografia del voto – se la partecipazione al primo giorno di referendum supera tutte le aspettative.

 

«Clamoroso», è l'unico aggettivo che, nella domenica della forzata tregua, mette d'accordo analisti e avversari dei comitati. L'affluenza sfiora il 40 per cento alle 19 e promette – salvo battute d'arresto, poco probabili – di arrivare al 60 per la chiusura di oggi. Solo statistiche: cifre neutre, certo, per qualche ora ancora. Ma che almeno consegnano l'idea di un Paese che ascolta, si appassiona, risponde.

 

milano voto referendum costituzionale sulla giustizia foto lapresse

«Il dato dell'affluenza è davvero sorprendente: e una tale misura si raggiunge solo quando i motori si accendono in entrambi i campi – coglie Salvatore Vassallo, il politologo che dirige l'Istituto Cattaneo – Alla fine si è parlato tanto dei tecnicismi della riforma, ma nelle ultime settimane la sfida ha generato nel quotidiano dei cittadini, nel vissuto familiare, negli ambienti di lavoro una quantità inedita di discussioni e punti di vista».

 

Bologna con il suo 50% già alle 19 di ieri la provincia record del voto, l'Emilia (al 46, 29%) e la Lombardia (al 44, 99%) in testa alla classifica, regioni l'una di tradizione a sinistra, l'altra a destra che danno segnali opposti e sembrano proiettare il testa a testa tra no e sì.

 

ignazio la russa - voto per il referendum costituzionale sulla giustizia - foto lapresse

«Ma no, non è detto, potrebbe essere un'illusione ottica – mette in chiaro Lorenzo Pregliasco da Youtrend – Nulla esclude che ci sia una sorta di valanga a favore solo di uno.

 

La partita è aperta, in ogni esito. Perché è vero che, osservando i territori più ‘rossi' o più ‘neri', si nota che vanno molto bene sia i comuni filo-Pd, sia i comuni filo-FdI, mentre il sud in cui riponevano speranze sia M5s sia FI arrancano.

 

Ma è anche vero che la distribuzione geografica dell'affluenza non è così chiara, perché hai tanti a votare nei grandi comuni (è voto d'opinione?) ma anche in aree a trazione leghista o meloniana».

 

In poche parole: gli studiosi prevedevano essenzialmente uno schema a due scenari (fino al 48, favorito il no; intorno al 50, volata al sì), ma la giornata spiazza tutti, e il risultato si fa indecifrabile.

marina berlusconi vota per il referendum sulla giustizia 1

 

elly schlein vota roma referendum costituzionale sulla giustizia foto lapresseroma roberto gualtieri vota per il referendum sulla giustizia foto lapresse

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