L'ARRESTO A PANAMA DI SELDON LADY SCATENA UN ALTRO INTRIGO INTERNAZIONALE

Maurizio Molinari per "La Stampa"

L' arresto di Bob Seldon Lady a Panama rischia di innescare sulla «rendition» di Abu Omar la battaglia legale fra Italia e Stati Uniti che entrambi i governi hanno dimostrato in ogni maniera di voler evitare nel corso dell'ultimo anno.

Quando nel settembre 2012 la Cassazione confermò in via definitiva la condanna dei 23 agenti e militari Usa per il sequestro dell'imam egiziano avvenuto a Milano il 17 settembre 2003, Roma e Washington decisero di operare per evitare un corto circuito che minacciava i rapporti di cooperazione fra intelligence alleate.

L'amministrazione Obama premeva per ottenere una marcia indietro giuridica per evitare la violazione degli accordi Nato sull'immunità di militari e diplomatici e il governo Monti studiò ogni strada percorribile fino a quando, a fine dicembre, il ministro della Giustizia Paola Severino chiese l'estradizione per uno solo dei 23 americani: l'ex capocentro della Cia di Milano, Robert Seldon Lady.

Fu la dimostrazione concreta della volontà di ridurre al minimo le conseguenze della condanna e Washington apprezzò il passo, con un comunicato dell'ambasciata Usa a Roma che tuttavia sottolineava la necessità di affrontare anche l'ultima pendenza.

Quando il capo dello Stato Giorgio Napolitano si recò alla Casa Bianca, a ridosso delle elezioni italiane, Barack Obama dimostrò gratitudine per gli sforzi del governo provando a chiedere un passo in più ovvero la grazia. L'impossibilità di ottenerla congelò il contenzioso su Abu Omar, delimitandolo alla sorte di un'unica persona: Seldon Lady, che era stato il coordinatore sul campo della «rendition» per trasferire l'imam fondamentalista in Egitto.

Trattandosi di un unico caso su 23 tanto a Roma come a Washington è prevalsa da quel momento la convinzione che la tempesta bilaterale fosse stata scongiurata. Tantopiù che Seldon Lady nel frattempo aveva lasciato il servizio attivo e non sarebbe andato incontro a grattacapi con il mandato di cattura dell'Interpol rimanendo dentro i confini nazionali.

Ma «è successo l'imprevedibile come spesso avviene nel mondo dell'intelligence» osserva Michael Scheuer, l'ex agente Cia già a capo dell'unità che diede la caccia a Bin Laden negli anni Novanta, secondo il quale «adesso Roma non può evitare di chiedere l'estradizione e la Casa Bianca si troverà a subire una decisione imbarazzante» senza contare lo scenario che comporterebbe l'arrivo di Seldon Lady in Italia, dove è stato condannato a 9 anni di carcere. Da qui lo scenario di Panama stretta fra le richieste italiane e la tradizionale alleanza con Washington.

L'incertezza delle autorità di Panama City nel confermare l'avvenuto arresto dimostrano il tentativo di scongiurare il corto circuito all'origine, prima che degeneri in crisi diplomatica. Resta l'interrogativo sul perché Seldon Lady abbia scelto di rischiare l'arresto uscendo dai confini nazionali con una «decisione davvero inattesa» come si commenta a Washington.

C'è chi ipotizza che abbia ceduto al richiamo dell'Istmo, dove è nato, chi suggerisce che stava lavorando su contratto per privati e chi invece più banalmente lo accusa di aver voluto sfidare la sorte per una vacanza ai Caraibi.

«Quale che sia il motivo, conferma che Seldon Lady è un incompetente e merita il carcere» tuona Edward Luttwak, analista veterano dell'intelligence, mentre Sabrina de Sousa, uno degli agenti condannati dalla Cassazione, esprime «dispiacere per l'arresto» ritenendo che il vero responsabile «che tutti tentano di proteggere» sia Jeff Castelli, ex capostazione a Roma, «perché volle la rendition nonostante l'opposizione del Sismi di Pollari».

 

il mandato di cattura internazionale di Robert Lady spiccato dal Tribunale di MilanoGiorgio Napolitano BARACK OBAMA A BOCCA APERTA ABU OMAR EDWARD LUTTWAK Nicolo Pollari

Ultimi Dagoreport

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO

la repubblica urbano cairo enrico mentana stefano cappellini theodore kyriakou

DAGOREPORT - SI ACCAVALLANO LE VOCI SUL CORTEGGIAMENTO A ENRICO MENTANA DELL’EDITORE DI ‘’REPUBBLICA’’, THEO KYRIAKOU, CHE INTENDE LANCIARE UNA RETE ALL NEWS-CNN, DIRETTA DAL CONDUTTORE DEL TG LA7 - S’AVANZA ANCHE L’IPOTESI DI UN ''DOPPIO MENTANA'': TV E DIRETTORE EDITORIALE DI “REPUBBLICA” - COSÌ IL MAGNATE GRECO SALVEREBBE CAPRA E CAPPELLINI (ALL’80% CONFERMATO ALLA DIREZIONE) - TRA MENTANA E IL PROPRIETARIO DI "ANTENNA GROUP", CI SAREBBE IL MACIGNO DELLA CLAUSOLA DI NON CONCORRENZA CHE RISCHIA DI TENERLO LONTANO DA UN ALTRO INCARICO PER UN ANNO E MEZZO - CHICCO DICE CHE QUESTA CLAUSOLA “NON C’È” - BENE, SE ‘’NON C’È’’, ALLORA NON SI COMPRENDE LA STIZZA RABBIOSA DELLA SUA LETTERA INVIATA AL “FOGLIO”, CONTRO L’EDITORE DE LA7, URBANETTO CAIRO… - VIDEO

sigfrido ranucci

DAGOREPORT - MILENA GABANELLI, L'UNICA AD AVER CAPITO TUTTO DI SIGFRIDO RANUCCI: "È UN GRAN RUBACUORI... LE RACCOGLIE A MAN BASSA, VEDEVO QUESTO IO…", DISSE "MI-JENA" IL 30 OTTOBRE 2025, A DUE SETTIMANE DALL'ATTENTATO DI POMEZIA, OSPITE DI GEPPI CUCCIARI A "SPLENDIDA CORNICE", RAI3, RIVOLTA AL CONDUTTORE DI "REPORT", INCORNICIATO “MARTIRE DELLA LIBERTÀ”, CHE REPLICÒ RIDENDO: “NO, NON È VERO…NON ABBASTANZA PER DIVENTARE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO” - ERANO BATTUTE, CERTO, MA OGGI PRENDONO UN’ALTRA PIEGA, UN SIGNIFICATO DIFFERENTE ALLA LUCE DELL'“ATTENTATO D'AMORE” DI LAVITOLA PER LANCIARE RANUCCI IN POLITICA E SULLE PRODEZZE EROTICHE DEL “ROCCO SIGFRIDO” CON STAGISTE E FONTI IN GONNELLA – ANCHE LA LETTERA ANONIMA DEL 2021 INVIATA ALLA RAI CHE ACCUSAVA RANUCCI DI MOLESTIE E RICATTI SESSUALI NEI CONFRONTI DI TRE COLLEGHE DI "REPORT", E CHE SI CONCLUSE CON L'ASSOLUZIONE DEL CALDO SIGFRIDO, ASSUME OGGI UN'ALTRA LUCE... - VIDEO

tilman fertitta yacht boardwalk

FERTITTA, CARO CI COSTI! – L’AMBASCIATORE DI TRUMP IN ITALIA CONTINUA IL SUO GIRO DEL MEDITERRANEO IN YACHT, CHE COSTEREBBE ALLO STATO ITALIANO LA SOMMETTA DI 115MILA EURO AL GIORNO, PER SCORTA E SICUREZZA, PER UN TOTALE DI OLTRE 5 MILIONI (IL TOUR INIZIATO IL 13 GIUGNO A CIVITAVECCHIA SI CONCLUDERA’ IN SARDEGNA A META’ AGOSTO) – NELLE SCORSE SETTIMANE IL FIGLIO DELL'AMBASCIATORE, PATRICK FERTITTA, AVREBBE INIZIATO A STUDIARE IL "DOSSIER LAZIO" IN VISTA DI UNA PROPOSTA DI ACQUISIZIONE DEL CLUB DI LOTITO - L'EMISSARIO DI TRUMP, TEXANO CON ANTENATI SICILIANI, È TRA I BUSINESSMEN PIÙ RICCHI D'AMERICA: 11 MILIARDI DI PATRIMONIO, CONTROLLA UN COLOSSO DELLA RISTORAZIONE E CASINÒ, È PROPRIETARIO DEGLI HOUSTON ROCKETS, FRANCHIGIA DI BASKET NBA, ACQUISITI PER 2,2 MILIARDI....