“VA CHIARITO IL RUOLO DI PALAZZO CHIGI SULLA SICUREZZA INFORMATICA” – L’ASSOCIAZIONE NAZIONALE MAGISTRATI CHIEDE UNA SPIEGAZIONE AL GOVERNO SUL SOFTWARE INSTALLATO NEI COMPUTER DI 40MILA MAGISTRATI, SVELATO DA “REPORT”: “SERVE UN INTERVENTO IMMEDIATO PER GARANTIRE LA NECESSARIA SEGRETEZZA DI OGNI INDAGINE” – LA RISPOSTA DELL’AGENZIA PER LA CYBERSICUREZZA: “IL SOFTWARE È STATO IMPLEMENTATO NEL 2019, LA FUNZIONALITÀ DI CONTROLLO REMOTO È SEMPRE RIMASTA DISABILITATA…”
software per l accesso da remoto a computer
ANM, 'SULLA SICUREZZA INFORMATICA SERVE CHIARIRE IL RUOLO DI P. CHIGI'
(ANSA) - ROMA, 26 GEN - "L'inchiesta di Report sulla sicurezza informatica dei sistemi utilizzati da tutti i magistrati italiani porta pesanti interrogativi e desta grave preoccupazione.
Emergono profili di criticità rilevanti rispetto alla sicurezza e alla riservatezza, rimasti finora senza alcuna significativa spiegazione". Così la Giunta esecutiva centrale dell'Associazione nazionale magistrati in una nota.
carlo nordio alla camera - foto lapresse
"Chiediamo - prosegue l'Associazione - un chiarimento al ministro Nordio e soprattutto un intervento immediato per garantire la necessaria segretezza di ogni indagine e delle attività di ogni giudice e pubblico ministero, impegnati nella tutela dei diritti di ciascun cittadino.
E chiediamo altresì chiarezza in merito a quanto emerso rispetto al ruolo della Presidenza del Consiglio. È fondamentale ci sia piena e totale trasparenza, e che ogni soggetto istituzionale la garantisca per quanto di sua competenza"
AGENZIA CYBER ALL'ANM, CONTROLLO REMOTO SOFTWARE È DISABILITATO
SPYWARE - SPIONAGGIO CELLULARI
(ANSA) - Il software Ecm presente nei computer delle procure italiane "è stato implementato nel 2019" e "la funzionalità di controllo remoto è sempre rimasta disabilitata.
Da quanto appreso da questa Agenzia, inoltre, la disabilitazione di tale funzione è stata verificata recentemente anche in occasione di una specifica richiesta rivolta in tal senso da un Ufficio giudiziario che ha sede nell'ambito di competenza nel Cisia di Milano".
Lo precisa l'Agenzia per la cybersicurezza italiana "in relazione a notizie mediatiche su presunte intrusioni nei dispositivi informatici di magistrati, e all'ipotetico ruolo che nella vicenda avrebbe avuto la Presidenza del Consiglio". Inoltre, aggiunge, "quanto ad un eventuale utilizzo improprio di permessi amministrativi da parte del personale tecnico del Ministero orientato all'impiego di tale sistema per l'accesso non autorizzato ai dispositivi gestiti, esso lascerebbe comunque traccia nei log di sistema".
