giorgia meloni ursula von der leyen donald trump dazi

E TRUMP L’HA MESSO IN QUEL POSTO ALL’EUROPA, ANCORA UNA VOLTA – L’ATTACCO AL VENEZUELA E LA DEPOSIZIONE DI MADURO MANDANO IN TILT I GOVERNI EUROPEI, INCAPACI DI ANDARE OLTRE I SOLITI APPELLI A RISPETTARE L’ORMAI DEFUNTO DIRITTO INTERNAZIONALE – I CAPOCCIONI DI BRUXELLES SI FERMANO A STERILI RICHIAMI ALLA “TRANSIZIONE PACIFICA” E ALLA “DE-ESCALATION” - GIORGIA MELONI, CON SPREZZO DEL RIDICOLO, È STATA L'UNICA A DEFINIRE IL RAID “UN INTERVENTO DIFENSIVO” – GLI ALTRI, DA MACRON A SANCHEZ FINO ALLO SLOVACCO PETER PELLEGRINI E PERSINO MARINE LE PEN HANNO CONDANNATO IL RAID AMERICANO CHE HA VIOLATO LA SOVRANITA’ DEL VENEZUELA…

Estratto dell’articolo di Marco Bresolin per “la Stampa”

 

giorgia meloni donald trump

Imbarazzo e impotenza. Sono i sentimenti prevalenti tra i leader delle istituzioni Ue e quelli delle principali cancellerie europee, stretti tra l'esigenza di ribadire l'illegittimità dell'ormai deposto governo di Nicolás Maduro, ma al tempo stesso la necessità di difendere i princìpi del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite (o almeno di dare l'impressione) che sono stati presi a calci dall'operazione militare americana.

 

Queste due spinte, unite a una sorta di sudditanza nei confronti dell'amministrazione Trump, hanno cristallizzato un immobilismo che ha prodotto timidi appelli «alla moderazione» e messaggi carichi di inconsistenza per dire che l'Unione europea «segue da vicino» l'ennesimo focolaio di crisi sul globo terrestre.

antonio costa ursula von der leyen foto lapresse

 

Geograficamente più lontano rispetto al conflitto in Ucraina e alla crisi in Medio Oriente, ma con una proiezione potenzialmente vicinissima: l'intervento a Caracas - sostiene la liberale tedesca Marie-Agnes Strack-Zimmermann, presidente della commissione Difesa del Parlamento europeo - «è anche un avvertimento da parte di Trump alla Danimarca e alla Groenlandia su ciò che è disposto a fare se non ottiene quello che vuole». Detto diversamente, con le parole del segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, il raid in Venezuela rappresenta «un pericoloso precedente».

 

marine le pen emmanuel macron

Per tutta la mattina di ieri, mentre la notizia faceva il giro dei network globali, i leader europei sono rimasti in silenzio in attesa di capire gli sviluppi dell'operazione. Kaja Kallas è stata la prima a farsi sentire, dopo essersi messa in contatto direttamente con il suo omologo americano Marco Rubio.

 

«L'Ue ha ripetutamente affermato che Maduro è privo di legittimità e ha difeso una transizione pacifica», ha premesso l'Alta rappresentante per la politica estera Ue, salvo poi riequilibrare con un pallido segnale agli Usa: «In ogni circostanza, i princìpi del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite devono essere rispettati».

 

giorgia meloni donald trump

Poi sono arrivati anche i messaggi del presidente del Consiglio europeo, António Costa, e della Commissione, Ursula von der Leyen: il primo ha chiesto una de-escalation, mentre la seconda si è limitata a ribadire il «sostegno a una transizione pacifica e democratica» e la necessità di rispettare il diritto internazionale, ma senza citare esplicitamente gli Stati Uniti. Nessun accenno di critica da parte della presidente del Parlamento Ue, Roberta Metsola, felice perché «il Venezuela sarà libero».

 

Tra i leader europei, Giorgia Meloni è stata l'unica a definire il raid «un intervento difensivo». Parigi […] ha condannato l'operazione perché «viola il principio di non uso della forza, fondamento del diritto internazionale», anche se poi il presidente Emmanuel Macron ha usato toni molto meno duri e ha chiesto una transizione pacifica. Netta la condanna del premier spagnolo Pedro Sánchez, che ha detto di non riconoscere né il governo di Maduro, ma nemmeno l'operazione di Trump. Tra i più critici anche il presidente della Slovacchia, Peter Pellegrini.

pedro sanchez donald trump

 

«Qualsiasi attacco contro uno Stato sovrano e i suoi rappresentanti senza un mandato del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite - ha messo nero su bianco - costituisce una grave violazione del diritto internazionale, indipendentemente dal regime che governa il Paese preso di mira. Tali azioni creano un precedente che può destabilizzare anche altre regioni del mondo».

 

Le divergenze tra le posizioni delle cancellerie europee - fortemente condizionate anche dal posizionamento dei governi Ue nei confronti della Russia - diventano spaccature tra i gruppi dell'Europarlamento, dove era stata proprio una risoluzione sulla situazione a Caracas a far emergere - per la prima volta in questa legislatura - quella che è stata poi ribattezzata come "maggioranza Venezuela". Una coalizione alternativa che il Ppe ha più volte formato con i Conservatori e i sovranisti, minacciando la stabilità dell'alleanza istituzionale con socialisti e liberali.

 

Peter Pellegrini

I principali gruppi politici ieri hanno chiesto di affrontare la crisi in Venezuela alla prossima plenaria di gennaio, dove le divisioni sono destinate a emergere nuovamente. Se da un lato i popolari, soprattutto spagnoli, accolgono con soddisfazione la caduta di Maduro, i socialisti condannano l'operazione americana, mentre i conservatori esultano […] Si è invece creato un cortocircuito nel fronte sovranista, teoricamente ostile al governo di Maduro. A rompere i ranghi sono stati Marine Le Pen e il suo braccio destro Jordan Bardella: pur condannando il regime di Caracas, i due hanno criticato l'azione di Trump perché «la sovranità degli Stati non è mai negoziabile, è inviolabile e sacra […]

Ultimi Dagoreport

fulvio martusciello occhiuto zangrillo

IN FORZA ITALIA C’È UN CLIMA INFAME – IL TAJANEO FULVIO MARTUSCIELLO MANDA UN MESSAGGIO NELLA CHAT DEL PARTITO CAMPANO E INVITA A DISERTARE LA GIORNATA DI OGGI DEL CONVEGNO DEI GIOVANI IMPRENDITORI DI CONFINDUSTRIA A CAPRI: “IL PROGRAMMA DI OGGI È DAVVERO FIACCO”. IL MOTIVO? OGGI ALL’EVENTO PARLERANNO I DUE ACERRIMI AVVERSARI INTERNI DI TAJANI: ROBERTO OCCHIUTO E PAOLO ZANGRILLO – “DOMANI INVECE TUTTI PRESENTI PER APPLAUDIRE ‘IL NOSTRO UNICO LEADER’ (MA CHI E’, KIM JONG UN?)

meloni merz le pen trump

DAGOREPORT - NEI GIORNI IN CUI A BRUXELLES SI TIENE UN CONSIGLIO EUROPEO INFUOCATO, GIORGIA MELONI PERDE IL SUO UNICO ALLEATO: MERZ. SUL BILANCIO COMUNITARIO, IL CANCELLIERE TEDESCO VOLTA LE SPALLE ALLA DUCETTA, CHE SOGNA UN BILANCIO GONFIO, E SI ACCODA AL FRONTE DEI PAESI FRUGALI: "DOBBIAMO RIDURLO IN MODO SIGNIFICATIVO" - INOLTRE, LA MELONI, ORA CHE NON C'È PIÙ L'UNGHERESE VIKTOR ORBAN, SCONFITTO ALLE ELEZIONI DI APRILE, È RIMASTA L'UNICA A DIFENDERE IL DIRITTO DI VETO, CHE BLOCCA OGNI DECISIONE A BRUXELLES - A VIENNA SI SONO RIUNITE LE TESTE D'UOVO DEL VECCHIO CONTINENTE PER INTERROGARSI SUI TERREMOTI POLITICI CHE POTREBBERO SCUOTERE IL MONDO NEI PROSSIMI MESI: DELLE ELEZIONI ITALIANE, ANCORA SENZA UNA DATA, NEPPURE UNA PAROLA. A TOGLIERE IL SONNO AI POTENTONI EUROPEI SONO SOPRATTUTTO TRE APPUNTAMENTI ELETTORALI: ISRAELE, STATI UNITI E FRANCIA....

giuseppe castagna giancarlo giorgetti banco bpm credit agricole

DAGOREPORT - MENTRE GLI OCCHI DI TUTTI SONO PUNTATI SUL PALIO DI SIENA TRA MPS E INTESA, CON FARE SILENTE E QUASI ACCOMODANTE, COM’È IL LORO STILE, I FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE STANNO ALLUNGANDO LE LORO MANINE SU BANCO BPM, SECONDO POLO BANCARIO ITALIANO PER RETE DI SPORTELLI - PER RENDERE L’ISTITUTO, CARO ALLA LEGA, NON PIÙ CONTENDIBILE (VEDI L’OPS DI UNICREDIT FERMATA A COLPI DI GOLDEN POWER), IL MINISTRO DEL MEF GIORGETTI HA PORTATO DENTRO IL CAPITALE SOCIALE DEL BANCO I FRANCESI, GIA’ A CAPO DEL GRUPPO CREDIT AGRICOLE ITALIA - UNA VOLTA RAGGIUNTO IL 29,3% DI BPM, NELLA TESTA DI PARIGI SPUNTA LA GENIALE IDEA: PERCHÉ IMBARCARSI IN UN’OPA ONEROSA SUL BANCO CARO AL CARROCCIO, QUANDO LO SI PUÒ ESPUGNARE “A GRATIS”, SENZA SGANCIARE UN EURO DI PREMIO AI SUOI AZIONISTI? - C’EST FACILE! BASTA FAR CREDERE CHE SIA BPM A COMPRARE CREDIT AGRICOLE ITALIA: IL BANCO INCORPORA LA CONTROLLATA DEI FRANCESI, E IL RISULTATO “POLITICO” È CHE GLI ITALIANI SI PRENDONO LA BANCA TRANSALPINA. IL PIÙ CLASSICO GIOCO DI PRESTIGIO…

giulia presutti

OCCHI FODERATI DI...PRESUTTI – DAL CASO DELLA DENUNCIA DI MOLESTIE SESSUALI NEI CONFRONTI DI NELLO TROCCHIA E SARA GIUDICE (ACCUSE POI ARCHIVIATE), ALLE DISCUTIBILI CENE AL "CEFALU’ BISTRO’" DI LAVITOLA, LA RESISTIBILE ASCESA (E REPENTINA DISCESA?) DI GIULIA PRESUTTI - LA 36ENNE GIORNALISTA RAI, DOPO AVER FATTO RIBELLARE LA REDAZIONE DI "REPORT", ORA FA INCAZZARE L'INTERO GRUPPO DI LAVORO DI “MI MANDA RAI TRE” -LA REDAZIONE DEL PROGRAMMA SI CHIEDE: PERCHÉ UNA GIORNALISTA COME LEI, CHE NON HA MAI CONDOTTO UNA TRASMISSIONE, DEVE PER FORZA CONDURRE? PERCHE' PAOLO CORSINI INTIGNA NEL VOLERLA "LANCIARE" A DISPETTO DEI SANTI? - LA PIACENTE GIULIA E' FIGLIA DEL POTENTE PIERCARLO PRESUTTI, DA 17 ANNI CAPO DELLO SPORT DELL'ANSA, E UOMO DI RELAZIONI TRASVERSALI NELLA ROMANELLA EDITORIAL-POLITICA...

marco caputo giovanni alibrandi rai radio

DAGOREPORT – RADIO RAI, UN UFFICIO DI COLLOCAMENTO PER AMANTI, MOGLI, AMICI DI: DAL CASO CLAUDIA CONTE ALL’INFORNATA DI BELLE E PROCACI GIOVANI SU RADIO2, C’È GROSSO MALESSERE A VIA ASIAGO – IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL PROSSIMO ANNO, È PARTITO IL SOLITO VALZER DI ABBOCCAMENTI CON LA POLITICA (ALCUNI DIRETTORI GIA' S'ALLISCIANO VANNACCI) – LE POLTRONE CHE TRABALLANO: MARCO CAPUTO, DIRETTORE DI RADIO RAI, E GIOVANNI ALIBRANDI, GRAN CAPO DI RADIO2, NOMINATO IN QUOTA LEGA MA POI ALLONTANATOSI DAL CARROCCIO - EMA STOCKHOLMA E LA NUMEROSA SQUADRA DI "BADANTI" AL SUO SEGUITO - LA GRANDE INFORNATA DI "INFLUENCER" E BONAZZE VARIE A RADIO2...

meloni vannacci manlio messina cateno de luca berlusconi

DAGOREPORT - SE IL CAMPO LARGO CONTINUA TAFAZZIANAMENTE A DARSI BOTTIGLIATE SULL'INGUINE, ESCLUDENDO UN GIORNO L’”INAFFIDABILE” RENZI, IL GIORNO DOPO IL “CONTIANO” ONORATO, DOPODICHÉ TOCCA DELEGITTIMARE L’’’ESATTORE” RUFFINI E IL “POLIZIOTTO” GABRIELLI, MELONI DIMOSTRA ANCORA UNA VOLTA DI POSSEDERE INTELLIGENZA POLITICA. NEL PURO SOLCO DEL BERLUSCONISMO D’ANTAN: MA PERCHÉ ESCLUDERE QUANDO SI PUÒ AGGIUNGERE? - E VOILÀ, HA RECUPERATO IL FEDELISSIMO MANLIO MESSINA CHE A SUA VOLTA HA AGGANCIATO IL MOVIMENTO GUIDATO DA CATENO DE LUCA, "SUD CHIAMA NORD" - L’OBIETTIVO DI CATENO (E MESSINA) È QUELLO DI RAGGIUNGERE IL 3% ATTRAVERSO UNA CAMPAGNA DI ARRUOLAMENTO DI ALTRI SINDACI, CONTROCANTO DEL PROGETTO CIVICO ITALIA MESSO SU DA ONORATO, MA NON ESCLUDENDO DI PORTARE NELL’ARMATA BRANCA-MELONI GLI AMICI UDC DI CESA E DI MASTELLA - E COSÌ, PER RIEQUILIBRARE I VOTI PERDUTI DEI BOLLITI SALVINI E TAJANI, E SEMPRE AUSPICANDO CHE LUNGO LA STRADA IL FENOMENO VANNACCI SI SGONFI, “GIORGIA BERLUSCONI” HA COMINCIATO AD ALLARGARE IL PERIMETRO DEL CENTRODESTRA, PRONTA AD ACCOGLIERE IL DIAVOLO (SE NECESSARIO) PUR DI ARRIVARE AL PREMIO DI MAGGIORANZA DEL 42%… - VIDEO