ema

EMA ALLORA DITELO - PARLA MARCO CAVALERI, PRESIDENTE DELLA TASK FORCE DELL'ENTE REGOLATORIO EUROPEO PER IL COVID: "È VERO, SUI VACCINI SIAMO PIÙ LENTI DELL'AMERICA, MA DA NOI SERVE L'OK DI 27 PAESI. E QUELLI CHE HANNO PIÙ PROBLEMI COI NO VAX SONO SEMPRE PIÙ PRUDENTI. GLI SCIENZIATI DECIDONO SUI DATI, MA A VOLTE SONO INCOMPLETI. ASTRAZENECA COPRE ANCHE GLI ANZIANI, INTANTO STIAMO ANDANDO AVANTI CON SPUTNIK..."

Graziella Melina Per “Il Messaggero

 

marco cavaleri

Nella corsa ai vaccini sembra quasi che l'Europa arranchi. L'agenzia regolatoria statunitense, la Food and Drug administration, arriva sempre per prima. L'Ema, l'ente regolatorio europeo, decide invece con qualche settimana di ritardo. Un modo per accorciare i tempi ci sarebbe ma, come spiega Marco Cavaleri, presidente della task force dell'Ema per il Covid, dipende dalla volontà dei Paesi membri, visto che «servirebbe una modifica nella legislazione europea che ci consenta di avere un sistema simile a quello di Fda. Solo così ovviamente potremmo giocare alla pari».

 

ema ente regolatorio europeo

Perché l'approvazione europea va così a rilento?

«Gli americani usano un'autorizzazione di emergenza, si tratta cioè di un consenso all'uso di un prodotto non ancora autorizzato. Invece noi dobbiamo procedere ad un'autorizzazione vera e propria, questo vuol dire che qualche giorno in più è indispensabile per poter arrivare alla conclusione.

 

Se ci riferiamo al primo vaccino Pfizer Biontech, la differenza è stata di una decina di giorni. Adesso, anche con Johnson and Johnson di circa due settimane. Poi, in alcuni casi, tipo con il vaccino di Moderna, gli americani hanno avuto i dati un po' prima di noi».

 

marco cavaleri foto

Ma perché vi serve più tempo per decidere?

«Noi lavoriamo con 27 Paesi e occorre il loro consenso. Il nostro comitato scientifico è composto da tutte le agenzie nazionali, compresa Aifa. Quindi qualche giorno lo si deve concedere a tutti perché commentino, per capire se ci sono convergenze e come assecondarle. Fda, invece, è un ente composto da un certo numero di esperti, di valutatori, hanno un comitato scientifico che dà suggerimenti, ma poi decidono loro. Per questo possono essere molto veloci».

 

marco cavaleri ema

Difficile mettere tutti d'accordo?

«Può capitare. Per esempio, non tutti inizialmente erano convinti che AstraZeneca negli anziani andasse bene, poi ne abbiamo discusso. Noi riteniamo che, in base al fatto che la risposta immunitaria negli anziani è simile a quella degli adulti, il vaccino proteggerà anche loro, però non possiamo dire esattamente quanto. Quindi, è possibile che diversi scienziati possono avere un approccio diverso ed essere più inclini a pensarla in un modo o nell'altro. Alla fine però c'è stata una votazione per maggioranza e quindi si è deciso che l'autorizzazione copre anche gli anziani».

 

Ma non si decide in base ai dati?

ema

«Gli scienziati solitamente basano la loro opinione su dati reali. Il problema è che qui siamo in una crisi di salute pubblica mai vista, e c'è bisogno a volte di prendere decisioni senza avere tutte le informazioni di cui normalmente si dispone, quindi ci si basa sulla propria percezione dei dati disponibili.

 

E così a volte può succedere che ci sia una visione leggermente diversa. Ad esempio, per i vaccini a rna, vista l'efficacia superiore al 90 per cento e la sicurezza buona, non c'è stato alcun dubbio. In altri casi, però, decidere può essere un po' più complesso. Soprattutto nei prodotti terapeutici, tipo il remdesivir: è un ottimo esempio delle discussioni molto difficili che abbiamo avuto».

 

vaccino astrazeneca 1

 Capita che qualche Paese sia più reticente?

«Succede sempre, non solo col Covid. Quando si parla con 27 diverse agenzie, ognuno può avere una visione leggermente diversa. I Paesi, per esempio, che hanno più problemi con i no vax sono quelli che sono stati un po' più prudenti».

 

coronavirus vaccinazioni a fiumicino

E non c'è un modo per velocizzare?

«La Commissione europea ha già iniziato a fare proposte che vanno in questa direzione. Bisognerà capire se gli Stati membri sono d'accordo: quanto più si trasferisce all'Europa nelle decisioni, tanto più si toglie agli stati nazionali, e ovviamente questo non è sempre gradito. Anche se poi i cittadini sono ben contenti se le cose procedono con più velocità e se c'è un modo più chiaro di decidere».

 

sputnik V

A che punto è l'autorizzazione del vaccino Sputnik?

«Stiamo andando avanti, nel giro di una decina di giorni probabilmente ci saranno nuovi passaggi, e poi vedremo quando sarà possibile finalizzare l'autorizzazione. Ma è ancora presto per dirlo».

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)