1- L’EX ARBITRO MASSIMO DE SANTIS ENTRA A GAMBA TESA: "CALCIOPOLI È UNA FARSA" 2- “MI HANNO MESSO A CAPO DELL’ASSOCIAZIONE PER DELINQUERE DI MOGGI QUANDO NEMMENO CI PARLAVO. SU 171MILA TELEFONATE NE SONO STATE TRASCRITTE SOLO 900 E NON 3MILA. GLI INVESTIGATORI HANNO SBOBINATO ESCLUSIVAMENTE LE TELEFONATE SULLA JUVE NASCONDENDONE ALTRE. HANNO INTERCETTATO SOLO ME QUAND’È PROVATO CHE MOLTI ALTRI ARBITRI PARLAVANO CON I DIRIGENTI IN MODO MOLTO POCO ORTODOSSO, AMMONIVANO A RICHIESTA I GIOCATORI DIFFIDATI, SEMPRE A DISPOSIZIONE PER POI CHIEDERE FAVORI E LAVORI. IN APPELLO TIREREMO FUORI TUTTO QUELLO CHE A NAPOLI HANNO NASCOSTO: FAREMO UNA STRAGE, MEZZA SERIE A È COINVOLTA” 3- ANCORA: “L’INTER MI HA SPIATO ILLEGALMENTE ATTRAVERSO L’ARBITRO NUCINI, MANDATO DA FACCHETTI, E CON L’INVESTIGATORE PRIVATO CIPRIANI, AMICO DI TAVAROLI. HANNO MESSO SOTTOSOPRA LA MIA VITA, MI HANNO PEDINATO, CONTROLLATO I TELEFONI”

Gian Marco Chiocci per Il Giornale

Non lo hanno mai interrogato e quando ha chiesto di essere sentito, se ne sono fregati. È stato intercettato due anni, legalmente e illegalmente, e pur non trovando mai una telefonata con quel diavolo di Moggi è passato alle cronache per essere l'arbitro a capo della «combriccola» di Lucianone.

Massimo De Santis, ex fischietto di prima fascia, interviene a gamba tesa nella contro-inchiesta del Giornale sui buchi neri del processo sul calcio sporco della procura di Napoli.

La sua condanna: un anno e undici mesi di reclusione.
«La sentenza è un obbrobrio perché Calciopoli è una farsa. Su 171mila telefonate ne sono state trascritte solo 900 e non 3mila - che già era un dato scioccante - come avete scritto voi. Gli investigatori hanno sbobinato esclusivamente le telefonate sulla Juve nascondendone altre. Hanno intercettato solo me quand'è provato che molti altri arbitri parlavano con i dirigenti in modo molto poco ortodosso, ammonivano a richiesta i giocatori diffidati, sempre a disposizione per poi chiedere favori e lavori. In appello tireremo fuori tutto quello che a Napoli hanno nascosto: faremo una strage, mezza serie A è coinvolta».

Parliamo di lei e di Moggi.
«(risata). I carabinieri mi intercettano ininterrottamente da novembre 2004 a giugno 2005. E mai esce una telefonata con Moggi. Anzi, in decine di telefonate si sente Moggi imprecare contro di me, anti-juventino. Il 20 aprile 2005, Moggi parla col giornalista Tosatti. La Juve ha appena perso col Palermo: "Questo (De Santis, ndr) - dice - è un figlio di puttana, c'ha creato mille problemi in questo campionato, se noi perdiamo il campionato uno degli artefici è lui perché c'ha dato troppo contro. A Palermo c'era rigore e non l'ha dato, a Parma c'era rigore e non ce l'ha dato, è un casino". Telefonata del 7 febbraio 2005, Moggi col giornalista Biscardi: "De Santis mi ha rotto i coglioni, ha rotto".

Gli esempi e le telefonate non si contano. Moggi mi odiava. Per l'unica partita asseritamente arbitrata a favore della Juve, e cioè quella col Lecce del 14 novembre 2004, io sono stato assolto. E anche nelle intercettazioni illegali Moggi non esce mai...».

Intercettazioni illegali?
«L'Inter mi ha spiato illegalmente attraverso l'arbitro Nucini, mandato da Facchetti, e con l'investigatore privato Cipriani, amico di Tavaroli, quello dello scandalo Telecom. Hanno messo sottosopra la mia vita, mi hanno pedinato, controllato i telefoni e nemmeno lì Moggi è uscito mai».

Ok, lei è Moggi non avevate rapporti
«Ok un cavolo: mi hanno messo a capo dell'associazione per delinquere di Moggi quando nemmeno ci parlavo. Strano no?»

È strano che lei, stando alla sentenza, avesse avuto da Moggi una sim svizzera.
«(Occhiataccia). Io non ho mai utilizzato alcuna linea riservata con Moggi. Gli inquirenti si sono fissati su una sim svizzera (che peraltro avrei avuto per poco tempo e quando la Juve da me arbitrata perdeva) ma io ho dimostrato - anche se non hanno voluto prendere atto delle prove in senso contrario che esibivo - che la mia presenza non combaciava mai con quella dov'era ubicata la cella della sim svizzera. Il telefono era là, io ero sempre da un'altra parte».

Lei avrebbe cambiato modo di arbitrare quando le arriva la proroga delle indagini da parte dei pm di Napoli.
«Falso! L'avviso viene notificato a giugno, a campionato finito».

La accusano di aver avuto una soffiata interna al Csm sulle indagini dei carabinieri...
«Minchiata. Hanno sostenuto che avessi appreso notizie riservate da un autista del Csm col quale ho parlato talvolta, come se questo fosse stato in grado di rivelarmi chissà che cosa, e non si sono preoccupati dei miei contatti con alti magistrati (ai quali, ovviamente, non mi sono mai sognato di chiedere nulla). All'epoca frequentavo il giudice di Torino Caselli, il giudice di Napoli Mancuso, conoscevo bene Rognoni (ex capo del Csm, ndr) persone stimatissime e integerrime, e come loro tanti altri importanti magistrati, se vuole le faccio l'elenco. E poi...»

Dica.
«Il 9 maggio, qualche giorno prima che lo scandalo scoppiasse sui giornali, sapete con chi ho parlato? Direttamente con il procuratore capo di Napoli, Giandomenico Lepore, al quale ho chiesto ragguagli su quel che i giornali stavano anticipando riguardo all'inchiesta. Perché allora tanto malanimo nei miei confronti? Perché negli atti dell'inchiesta le telefonate coi magistrati sono scomparse? Sono o non sono autorizzato a pensare male?

Al figlio di Facchetti che mi ha querelato perché rivelai che parlavo col padre, ho dovuto chiedere scusa perché nelle carte processuali le telefonate effettivamente non risultavano anche se ero certo, certissimo, di averle fatte. Solo quando il perito della difesa, Nicola Penta, le ha scovate a fatica dopo averne sentite 30mila, mai sbobinate dai carabinieri, quelle telefonate sono miracolosamente uscite. Il tempo mi darà ragione, e in tanti saranno costretti a chiedermi scusa. Il figlio di Giacinto Facchetti ancora non lo ha fatto, è il primo che deve farsi avanti. Sto aspettando».

 

massimo desantis avv lapMoggi esce dal tribunale da corriere it giacinto facchetti mic 24 gior tosatti lau freddiFACCHETTI Tifosi Juventini manifestano davanti al tribunale di Napoli da corriere it TAVAROLIGRECO CASELLI MOGGI E CALCIOPOLI calciopoli GIANDOMENICO LEPOREtrib 05 moggiDE SANTIS

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