bruti liberati renzi

CHI TOCCA LE TOGHE, MUORE - L’EX CAPO DELLA PROCURA DI MILANO, BRUTI LIBERATI, DIFENDE I PM DI LODI SUL CASO UGGETTI E MANCA UN AVVERTIMENTO A RENZI: “IL GOVERNO FACCIA RIFORME E LASCI STARE I COMPLOTTI. LE CRITICHE AI MAGISTRATI SONO LEGITTIME PURCHÉ FATTE DI ARGOMENTI E NON DI DELEGITTIMAZIONE”

edmondo bruti liberatiedmondo bruti liberati

Liana Milella per “la Repubblica”

 

«Il governo non pensi ai complotti, ma attui le riforme». Dice così l' ex procuratore di Milano Edmondo Bruti Liberati.

 

Ogni giorno aumenta la tensione tra la politica e i magistrati. Si respira un'aria da conflitto berlusconiano. Il Pd contro le toghe. Le toghe, vedi Morosini, contro il Pd. È la nuova puntata di una guerra già vista?

«È inevitabile che indagini penali che toccano esponenti politici abbiano grande rilievo mediatico e provochino reazioni e critiche. Ma le guerre e le teorie del complotto fanno danni a tutti. Meglio misurarsi con i casi specifici e piuttosto affrontare i problemi che le indagini penali hanno messo in luce».

 

a sinistra il procuratore aggiunto di milano alfredo robledo, a destra il procuratore capo edmondo bruti liberatia sinistra il procuratore aggiunto di milano alfredo robledo, a destra il procuratore capo edmondo bruti liberati

A Lodi il gip conferma l'arresto del sindaco Uggetti. Sale sulle ferite. A vederla dall'esterno, poteva evitarlo?

«L'indagine di Lodi, per la celerità e la tempestività, ha stroncato ogni accusa di giustizia ad orologeria e c'è da augurarsi che questo pseudo argomento esca dal dibattito politico definitivamente. Non è mancato invece lo pseudo argomento della giovane età delle colleghe, quasi che di fronte a un' ipotesi di reato avrebbero dovuto attendere di maturare una maggiore anzianità di servizio».

 

Sì, ma l'arresto?

RENZI UGGETTIRENZI UGGETTI

«Non intendo entrare nel merito della vicenda che ha i suoi giudici. E per fortuna è rapidamente rientrata l' idea che il Csm potesse intervenire sul caso. Mi limito a due osservazioni di carattere generale. Uno: il reato di turbativa d' asta è un reato grave e non esistono turbative d' asta a fin di bene. Due: il confronto sul tema del ricorso alla custodia cautelare in carcere dev'essere sempre aperto».

 

Hanno esagerato?

EDMONDO BRUTI LIBERATI EDMONDO BRUTI LIBERATI

«Il carcere è l'extrema ratio riservata ai casi in cui ogni altra misura sia inefficace. Lo impone l' art. 275 del codice di procedura penale nel quadro di un processo ispirato ai valori della Costituzione. Il 28 aprile, parlando alla Scuola della magistratura di Scandicci il presidente Mattarella ha detto: "È compito del magistrato scegliere, in base alla propria capacità professionale, fra le varie opzioni consentite quella che, con ragionevolezza, nella corretta applicazione della norma, comporta minori sacrifici per i valori, i diritti e gli interessi coinvolti».

 

Al Pd l'arresto di Lodi però non va giù, ci vede la conferma di una giustizia ad orologeria.

«La critica ai provvedimenti dei magistrati, anche severa, è essenziale in democrazia. Purché fatta di argomenti e non di invettive o delegittimazione. Alcune reazioni sono state fuori misura. Ma non mancano dichiarazioni di tono rispettoso. Soru, condannato a una pena severa per un grave reato di evasione fiscale, ha reagito così: "È una sentenza ingiusta, a mio avviso"».

RENZI UGGETTIRENZI UGGETTI

 

Eppure, a leggere l' intervista di Morosini, pare proprio di cogliere un umore cattivo verso il Pd. Quale sarebbe la sua reazione se finisse sotto processo disciplinare?

«Lui ha smentito di aver rilasciato le dichiarazioni che gli sono state attribuite in virgolettato, che sarebbero state certamente inopportune. La questione dovrebbe essere considerata chiusa. In ogni caso e in via generale l' azione disciplinare dev' essere estremamente prudente quando si tratti di opinioni e in questo senso c' è una consolidata giurisprudenza al Csm».

 

C' è una grave questione morale nel Pd e nella politica?

UGGETTI RENZIUGGETTI RENZI

«Che esista un problema persistente e grave di corruzione nel Paese e nella politica mi pare fuori discussione anche se non giovano le generalizzazioni e sono fuorvianti le semplificazioni dell' accostamento a Tangentopoli. I magistrati fanno doverosamente le indagini e spesso con grande efficacia nonostante la nota difficoltà ad accertare fatti in cui corrotto e corruttore sono legati dal patto del silenzio. Ma alla magistratura non può essere delegata la "questione morale": i magistrati si occupano della "questione penale" e dei casi specifici, il resto, che è quello che più conta, spetta alla politica e ancor prima alla società civile. Se si addita la corruzione come un cancro della nostra società l' 80% degli intervistati dice di concordare... compresi magari alcuni che in quel momento stanno pagando mazzette».

 

Morosini ha parlato (ma nega di averlo fatto). Ma fino a che punto una toga può dire quello che pensa?

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«I magistrati prima ancora che il diritto di espressione del pensiero direi che hanno il dovere di portare il loro contributo di riflessione e di esperienza sui problemi della giustizia. Se parlano anche indirettamente delle loro inchieste creano un pericoloso cortocircuito quasi che la solidità delle inchieste si fondi sul grado di consenso dell' opinione pubblica. Ma il magistrato non deve mai dimenticare che la sua opinione sui problemi della giustizia ha un peso particolare per il ruolo che svolge: si possono esprimere opinioni nette e precise, ma con argomenti e con sobrietà. Si deve rifuggire dalla comunicazione strillata e dalla fuorviante semplificazione della battuta».

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