“DOPO L'ESITO DEL REFERENDUM, LA MAGISTRATURA NON PUÒ LIMITARSI AD ESULTARE MA DEVE RIFLETTERE SULLA NECESSITÀ DI UNA AUTORIFORMA PER RECUPERARE LA SUA CREDIBILITÀ, CHE RESTA MOLTO BASSA" - L'EX GIUDICE MILANESE GUIDO SALVINI (CHE AVEVA ANNUNCIATO DI VOTARE SCHEDA BIANCA AL REFERENDUM) FA CAPIRE CHE, AFFOSSATA LA RIFORMA NORDIO, QUALCOSA BISOGNA COMUNQUE CAMBIARE: "PENSO ALL'OLIGARCHIA DELLE CORRENTI NEL CSM, CHE IRREGGIMENTA E SCHIACCIA, OGNI MAGISTRATO E ALLA NECESSITÀ CHE GLI INQUIRENTI, CHE OGGI ESCONO VINCITORI, EVITINO IN FUTURO AVVENTURE GIUDIZIARIE COME IL PROCESSO STATO-MAFIA A PALERMO E IL PROCESSO ENI A MILANO, ESEMPI DI UNO STILE DI INDAGINI AZZARDATE E VENATE DI PROTAGONISMO"
L'EX GIUDICE SALVINI, 'LA MAGISTRATURA NON ESULTI MA RECUPERI CREDIBILITÀ'
Storica toga milanese, 'serve un'autoriforma anche contro oligarchia correnti'
(ANSA) - MILANO, 23 MAR - "Dopo l'esito del referendum, la magistratura non può limitarsi ad esultare ma deve comunque riflettere sulla necessità di una autoriforma per recuperare la sua credibilità, che resta molto bassa". Lo ha spiegato l'ex giudice milanese Guido Salvini.
"Penso all'oligarchia delle correnti nel Csm, che irreggimenta e schiaccia, se vuole, ogni singolo magistrato - spiega Salvini, che è stato giudice istruttore e gip, oltre che giudice di sezione a Milano - e alla necessità che gli inquirenti, che oggi escono vincitori, comprendano di evitare in futuro avventure giudiziarie come il processo Stato-Mafia a Palermo e il processo Eni a Milano, solo un esempio di uno stile di indagini azzardate e venato di protagonismo".
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E ancora: "Penso ad una riforma della giustizia disciplinare che escluda il rapporto tra giudicanti e giudicato, come già succede per l'avvocatura ove la Corte Disciplinare è separata dal Consiglio dell'Ordine".
Soprattutto, aggiunge Guido Salvini, "nessuno parla di un progetto di riforma del reclutamento dei magistrati, oggi insufficiente sul piano qualitativo. Avviene, infatti, attraverso un concorso puramente fondato sulla conoscenza di norme e sentenze - chiarisce - ma da solo inadatto a fornire figure professionali e umane di alto livello come dovrebbero essere i magistrati destinati per tutta la vita, senza più alcun controllo successivo, a giudicare i diritti fondamentali di tutti".
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GUIDO SALVINI
