luigi di maio matteo salvini

“HO PERSO? ALLORA SPERO DI PERDERE COSÌ TUTTE LE VOLTE” - SALVINI PROVA A RIBALTARE LA SCOPPOLA PRESA DALL’UE: “CI SONO PIÙ DI 20 MILIARDI NEL TRIENNIO PER SMONTARE LA LEGGE FORNERO. SIAMO PASSATI DA ZERO A VENTI MILIARDI” - DI MAIO: “QUESTA EUROPA DEVE CAMBIARE E IL 2019 CON LE ELEZIONI EUROPEE…” - L'INCUBO DI UNA MANOVRA CORRETTIVA E TORNA L'IPOTESI DEL RIMPASTO...

MATTEO SALVINI LUIGI DI MAIO GIUSEPPE CONTE

1 - MANOVRA: SALVINI, PERSO? SPERO DI PERDERE COSÌ SEMPRE

(ANSA) - "Ho perso? Allora spero di perdere così tutte le volte". Così il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini ha difeso la manovra economica a 'Radio Anch'io'. "Ci sono più di 20 miliardi nel triennio per smontare la legge Fornero. Da zero a venti miliardi - ha aggiunto - E grazie a questa manovra 500mila italiani potranno scegliere di andare in pensione prima. Se i tecnici dicono che i soldi per l'anno prossimo sono sufficienti io di loro mi fido. Sono estremamente felice di questo primo passo".

 

matteo salvini luigi di maio

2 - DI MAIO, BENE EVITATO INFRAZIONE, ORA CAMBIARE L'UE

(ANSA) - "Anche questo modo di fare contabilità pubblica deve cambiare. Il fatto di aver evitato la procedura di infrazione mi rende molto contento, ma questa Europa deve cambiare e il 2019 con le elezioni europee deve essere l'occasione per eliminare una serie di convenzioni legate alla austerity che richiederanno nei prossimi anni un cambiamento epocale". Così il vice premier Luigi Di Maio a Radio capital. "Va bene aver superato la procedura di infrazione, ma questa occasione ci continua a richiamare all'idea di dover cambiare l'Ue" spiega.

 

3 - L'INCUBO MANOVRA CORRETTIVA E TORNA L' IPOTESI DEL RIMPASTO

Marco Conti per “il Messaggero”

 

I due più allegri e soddisfatti ieri al Quirinale erano Giuseppe Conte e Silvio Berlusconi.

conte salvini di maio

«L' avvocato del popolo» è accolto come una star e davanti a sè ha avuto una lunga fila di alte cariche dello Stato (dall' ex premier Monti, al governatore di Bankitalia Visco) pronte a congratularsi per essere riuscito a salvare il Natale a contribuenti, famiglie e imprenditori. Il secondo, in grande forma, dall' altra parte del salone dei Corazzieri dispensa valutazioni «sulle due settimane da dimenticare» prevede vita breve per il governo e sciorina sondaggi che darebbero il M5S al 23% e la Lega al 26%.

 

SALVINI CON IL PUPAZZO DI DI MAIO

«A gennaio vanno a casa», pronostica il Cavaliere. In fondo alla sala uno scoraggiato Giancarlo Giorgetti che - visibilmente segnato dalle trattative con l' alleato - ragiona con il più classico «ma chi me lo fa fare. Se vado a lavorare in una società di consulenza guadagno di più e campo meglio».

 

A festeggiare è Forza Italia insieme al Pd, seppur ancora in ordine sparso. Ma soprattutto brinda il terzo partito della maggioranza. Quello della prudenza e della trattativa. Quello che fa riferimento a Sergio Mattarella il quale ieri dosa il suo entusiamo per l' accordo proprio per non sottolineare la resa sovranista all' Europa che congela 2 miliardi e dice al governo «ci rivediamo a gennaio».

 

LA DIFESA

luigi di maio giuseppe conte matteo salvini giovanni tria

Un partito che però si allarga e che annovera i ministri Enzo Moavero Milanesi, Giovanni Tria Paolo Savona e una lunghissima fila di Alte cariche. Tutti ieri al Quirinale dove invece non c' era il vicepremier Matteo Salvini ma solo Luigi Di Maio. Eppure ai due vice spetterà nelle prossime ore spiegare e sostenere una manovra che ieri sera è arrivata a palazzo Madama a tarda sera e che rischia di contenere una serie di novità non del tutto conosciute ai due.

 

Conte ha giustamente rivendicato di aver difeso Reddito e Quota100 dagli assalti della Commissione, ma il prezzo pagato risulta alto visto il taglio di tre miliardi agli investimenti e misure difficili da digerire come il blocco della rivalutazione delle pensioni da 1500 euro in sù.

 

matteo salvini luigi di maio

E così ieri nella lega c' era chi si chiedeva a che cosa sia servito imbracciare una guerra con Bruxelles, festeggiare il 2,4% sul balcone e poi capitolare portando il deficit-pil al 2% (i decimali per la Commissione non contano), la crescita all' 1% e magari rischiare tra gennaio e febbraio che arrivi una richiesta di correzione dei conti che obbligherebbe il governo ad una manovra correttiva a ridosso delle elezioni europee. A gennaio riprenderanno le aste dei titoli di Stato. Quaranta miliardi al mese da collocare, senza il QE della Bce e con uno spread che ieri ha apprezzato a metà l' accordo scendendo con prudenza solo fino a 254 punti.

 

LO ZERO

CARTA IGIENICA SALVINI DI MAIO

Al Senato ieri Conte ha parlato e spiegato l' accordo con Bruxelles senza avere al suo fianco Di Maio e Salvini. Segnale di una presa di distanza che il leader leghista certifica per primo avendo organizzato i saluti di Natale a Milano e che Di Maio asseconda per non dare l' impressione di un governo squilibrato e con i soli grillini impegnati a difendere Conte per evitare che la Lega ne faccia un capro espiatorio.

Eppure la difesa del premier da parte del M5S è a spada tratta.

 

L' uomo della mediazione è l' unica carta in mano ai grillini che a Bruxelles hanno zero rapporti sia con i Commissari sia con i singoli paesi. Lo scontro tra M5S e Lega è satto ieri ancora una volta rimandato visto che i decreti attuativi delle due misure simbolo, Reddito e Quota100, non vedranno la luce prima di gennaio.

 

DI MAIO SALVINI

Sotto traccia la tensione resta però forte e l' idea di rimettere mano alla compagine di governo ha ripreso quota visto che sarebbe l' unico modo per sostituire il ministro dell' Economia Tria, che non gode di simpatie tra i grillini, e cambiare anche qualche ministro più o meno improvvisato come quello delle Infrastrutture Danilo Toninelli e la signora della Sanità Giulia Grillo.

 

Salvini spera di poter arrivare indenne a maggio spingendo molto sul versante securitario e sulla caccia all' immigrato, Ma senza investimenti, con il Reddito che piace molto poco alle partite iva del Nordest e gli Ncc che lo inseguono, sarà complicato imporre la propria narrazione. Aver fatto scrivere a Bruxelles molta parte della manovra è invece l' argomento che pesa su Di Maio. Compresa la concreta prospettiva che uno slittamento in avanti dei decreti sarà molto difficile che i centri per l' impiego siano in grado di funzionare per maggio senza produrre pasticci.

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