daniele franco e mario draghi

L'ITALIA DI MEZZO RESTA INDIETRO - DEI 56 MILIARDI DI FONDI UE ARRIVATI COL PNRR, 25,7 MILIARDI, IL 45 PER CENTO DEL TOTALE RISULTANO ASSEGNATI AL SUD, IL 18,7 AD AREE DEL NORD ITALIA (CIRCA IL 33 PER CENTO), E SOLO 9,3 MILIARDI, IL 17 PER CENTO, NELLE REGIONI DEL CENTRO: EPPURE QUELLE ZONE DOVREBBERO ASSORBIRE PIÙ DEL 20 PER CENTO DELLE RISORSE, TENENDO CONTO DELLA POPOLAZIONE CHE VI RISIEDE - IL MINISTRO FRANCO PARLA DI "DATO IN CONTINUA EVOLUZIONE", MENTRE PREOCCUPA L'IMPATTO DEL CARO ENERGIA…

Andrea Bassi per “Il Messaggero

 

DANIELE FRANCO

Le Regioni del Centro Italia restano indietro nell'assegnazione delle risorse del Pnrr. Secondo quanto riferito ieri sera in Parlamento dal ministro dell'Economia Daniele Franco, fino ad oggi sono stati assegnati a livello territoriale 56,6 miliardi di euro.

 

Di questi, si legge nel documento lasciato agli atti da Franco, 25,7 miliardi, il 45 per cento del totale, risultano assegnati in favore di regioni del Mezzogiorno, 18,7 miliardi sono assegnati ad aree del Nord Italia (circa il 33 per cento), e 9,3 miliardi, solo il 17 per cento, sono stati assegnati ad aree del Centro. Per 2,9 miliardi invece, non c'è una ripartizione territoriale specifica.

 

daniele franco 1

Insomma, l'Italia di mezzo, che dovrebbe assorbire più del 20 per cento delle risorse, tenendo conto della popolazione che vi risiede, è rimasta indietro rispetto alle altre aree del Paese.

 

«Si tratta», ha spiegato il ministro dell'Economia, «di un dato in continua evoluzione, in relazione ai provvedimenti di assegnazione che si perfezionano».

 

Da cosa dipendono i divari territoriali? «Nell'attuazione di questi interventi», ha spiegato ancora Franco, «gli enti territoriali rivestono un ruolo fondamentale. Come già detto», ha aggiunto il ministro, «il successo di tali iniziative dipende in larga misura dalla loro capacità amministrativa. Quest'ultima in passato», ha sottolineato Franco, «non si è sempre dimostrata adeguata».

 

il ministro del tesoro daniele franco foto di bacco

Durante la sua audizione, il ministro ha anche spiegato come fino ad oggi siano stati emanati 149 bandi per un valore complessivo di 55,9 miliardi di euro. Inoltre, risultano ancora aperti 65 bandi per un valore di circa 39,6 miliardi di euro.

 

GLI IMPATTI

Il ministro ha anche affrontato il tema del rincaro dell'energia e delle materie prime e del possibile impatto sui progetti del Pnrr. «Vi è molta incertezza su quanto a lungo il prezzo dell'energia resterà elevato e sulla dinamica del costo delle materie prime», ha detto Franco, «quindi credo sia presto per avere delle quantificazioni specifiche. Però», ha proseguito, «dobbiamo essere consapevoli che vi è un problema rilevante e dobbiamo essere pronti a vedere, se i prezzi restano alti, come debba essere affrontato».

 

daniele franco mario draghi conferenza stampa sulla manovra

Nel documento consegnato in Parlamento, comunque, il ministro ha sottolineato come sui valori del piano già agisca il deflatore del 2 per cento annuo. Insomma, un adeguamento automatico all'inflazione è già previsto. Si vedrà se sarà sufficiente. Altrimenti, ha lasciato intendere il ministro, si potrà attivare la clausola di revisione prevista dagli accordi europei.

 

Durante l'audizione, il numero uno di via XX settembre ha anche ribadito come i risultati previsti per l'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza nel 2021 siano stati raggiunti. Il governo, come noto, ha inviato la prima richiesta alla Commissione europea per 24 miliardi.

 

daniele franco mario draghi conferenza stampa sulla manovra

«Ci aspettiamo», ha detto il ministro, «che nelle prossime settimane il pagamento avvenga in favore del Tesoro». Anche su un altro punto emerso nelle settimane scorse è arrivato un chiarimento. L'entità del Pnrr è di 191,5 miliardi di euro ai quali vanno aggiunti i 30 miliardi del Fondo complementare.

 

LA REVISIONE

I fondi spettanti all'Italia, ha spiegato il ministro, verranno leggermente rivisti il prossimo giugno alla luce del Pil italiano nel 2020-2021. «Ci aspettiamo», ha detto Franco, «che le risorse a disposizione dell'Italia siano ridotte di 200 milioni, quindi dello 0,1 per cento». Un problema per il quale, ha sottolineato il ministro, «troveremo una soluzione».

 

IL MINISTRO DEL TESORO DANIELE FRANCO

Dall'audizione è emerso anche il ritorno della spending review. Entro maggio il Mef emanerà un decreto con gli obiettivi di spesa dei singoli ministeri. Franco ha anche lanciato un appello alle imprese.

 

«Serve», ha detto, «uno sforzo anche del sistema produttivo», visto che il Piano cerca di riavviare la crescita del Paese «e può avere successo se il sistema produttivo è coinvolto e prende gli aspetti positivi del Piano per investire e innovare», ha concluso il ministro.

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