1. OVVIAMENTE IL BANANA VUOLE COMBATTERE SINO ALLA FINE PER DIFENDERE IL SUO ONORE. MA TRA L'ONORE E L’INTERESSE DI MEDIASET E DEI FIGLI, LA SCELTA E' PER LA DIFESA DEGLI INTERESSI, CON BUONA PACE DEI FALCHI CHE LO SPINGONO CONTRO I MULINI A VENTO 2. MA LA VERSIONE STATISTA DI SILVIO BANANONI CONTINUERA' AD ESISTERE SOLO LO SPAZIO DELL'ESTATE, PERCHÉ A SETTEMBRE EGLI FARA' RIPARTIRE LA MADRE DI TUTTE LE BATTAGLIE IN TEMA DI GIUSTIZIA: LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE NELLA MAGISTRATURA 3. CHE CI FACEVA IERI SERA TREMONTI A PALAZZO GRAZIOLI, DOVE TUTTI QUELLI DEL VECCHIO PDL E DEL FUTURO PARTITO LEGGERO SI SONO RECATI PER DARE LA PROPRIA SOLIDARIETÀ AL CAV?

DAGOREPORT
Il giorno dopo la pronuncia della Corte Costituzionale (più netta contro il legittimo impedimento di quanti molti, anche in alto Colle, auspicavano) non sposta nulla a breve e il copione scivola come previsto: Berlusconi Silvio gioca allo statista, i falchi (tra i quali si distingue il duo Sallusti/Santanche') giocano agli incendiari. Ma i punti fermi sono due. Eccoli:

Uno. Il Bananoni resterà ancorato al realismo che sopra ogni cosa gli impone la tutela della famiglia, dei figli e dell'azienda. Ovviamente vuole combattere sino alla fine per difendere il suo onore. Ma tra l'onore e l'interesse della Mediaset e dei figli, la scelta e' per la difesa degli interessi, con buona pace dei Verdini, di Sallusti e signora, di Minzolini Augusto e di quant'altri lo spingono contro i mulini a vento.

Due. Ma la versione statista di Berlusconi Silvio continuera' ad esistere solo lo spazio dell'estate, perché a settembre egli fara' ripartire la madre di tutte le battaglie in tema di giustizia: la separazione delle carriere nella magistratura, vera cartina di tornasole per ogni riforma che vuole lasciare un segno definitivo nel sistema giudiziario italiano. Se il capo del centrodestra riuscisse a realizzarla potrebbe andarne fiero. Stavolta, giura chi ben lo conosce, non si fara' fermare dalle colombe, Letta Gianni in primis, che nel corso degli ultimi due decenni lo hanno sempre fermato garantendogli, senza poterla mantenere, la benevolenza dei giudici.

Naturalmente, la separazione delle carriere (insieme ad un altro tema, il futuro del Senato nel quadro delle riforme istituzionali), rappresenta una vera e propria mina sul sentiero stretto delle riforme per le quali sono in campo una quarantina di parlamentari e un numero quasi simile di "saggi", quelli che sono stati chiamati per fare i consulenti del governo. O si trovano soluzioni convincenti sulle due questioni, oppure esse deflagreranno con forza, salterà tutta la santabarbara e addio riforme. Come poi il governo, che sull'economia e sulla posizione in Europa sta arrancando, possa sopravvivere, si vedrà.

Un altro forte elemento di inquietudine sul quadro politico e' rappresentato dagli inquieti del Senato, che sono tanti. Ecco i principali focolai:

C'è innanzitutto l'inquietudine dei grillini più avveduti, quelli che non vogliono passare alla cronaca o alla piccola storia di questi anni come i "grullini" di Travaglio Marco dopo la vicenda di Gambaro Adele (obbligata dopo l'espulsione comminata dalla cosiddetta rete a passare al gruppo misto), s'interrogano su cosa fare nel prossimo futuro.

Molti sono i senatori grillini che solidarizzano con l'espulsa, anche se non sono riusciti ad evitarne l'espulsione. Ma la cosa più probabile e' che dopo l'estate nasca un nuovo gruppo parlamentare (a palazzo Madama bastano 10 senatori per formarlo) affrancato da Grillo Beppe.

I senatori indiziati stanno gia' allenandosi a superare la sudditanza psicologica verso il comico genovese all'insegna del motto: "Grillo e' stato un mezzo, i nostri obiettivi possono essere altri". Questo pezzo di grillini e' molto corteggiato non perché qualcuno, come nel recente passato Bersani Pierluigi, pensi di annetterli ma perché essi potrebbero rappresentare un'insidia vera rispetto agli attuali equilibri politici, in quanto di volta in volta potrebbero decidere di fare la differenza rispetto a provvedimenti divisivi all'interno della maggioranza facendo pendere la bilancia da una parte o dall'altra.

Vi e' poi l'inquietudine tra i senatori della Lega che non condividono lo scontro mortale tra Bossi Umberto e Maroni Bobo. E vi sono le inquietudini del Pdl, dei tanti che pensano davvero di essere a fine corsa e che ovviamente non ci pensano proprio alle dimissioni di massa anti Consulta e anti magistratura invocate da Verdini, Gasparri e Bondi.

Vi e' l'inquietudine di Tremonti Giulio, che Dante metterebbe in un eventuale aggiornamento della Divina Commedia come un'anima errante alla ricerca di una collocazione che non riesce a trovare, se e' vero come e' vero che con il suo leale Naccarato Paolo e' allocato in un gruppo, il Gruppo autonomia e Libertà, con il quale nulla ha a che dividere essendo lui uomo del Nord e l'intero gruppo senatoriale espressione calabro-sicula.

Ps1. Che ci faceva ieri sera proprio Tremonti Giulio a Palazzo Grazioli, dove tutti quelli del vecchio Pdl e del futuro partito leggero si sono recati per dare la propria solidarietà al Bananoni? Se avesse partecipato alla riunione, potremmo parlare di rientro all'ovile?

Ps2. Romani Paolo dopo il Dagoreport di ieri si e' messo al telefono per cercare conferme alla sua investitura nel partito leggero.

 

 

berlusconi corna SILVIO BERLUSCONI Silvio BerlusconiSILVIO BERLUSCONISANTANCHE E SALLUSTIverdini gianniletta Consiglio Superiore della Magistratura

Ultimi Dagoreport

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION-DAY A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA: CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...