È NATO IL CORRIERE DELLE ÉLITE CATECHIZZATE - SECONDO SOCCI, IL GIORNALONE DI VIA SOLFERINO DOPO AVERLI SNOBBATI E COMBATTUTI, STA TENTANDO UN’“OPA SUI CATTOLICI”, VISTE LE PAGINATE CHE DEDICA ALL’INCONTRO DI TODI - MA L’OPA NON È DEL “CORRIERE”, BENSÌ DEL SUO PIO EDITORE CORRADINO PASSERA, CHE COL SUPPORTO DEL DIRETTORE FLEBUCCIO E DELL’EDITORIALISTA GALLI DELLA LOGGIA, SI VUOLE ACCREDITARE COME CAVALIERE BIANCO (CHE PIÙ BIANCO NON SI PUÒ) DELLA POLITICA E DELLA FINANZA ITALIANE…

Antonio Socci per "Libero"

Il Corriere della sera è stato folgorato sulla via di Bagnasco? O è il salotto radicalbancario milanese che sta provando ad annettersi il mondo cattolico in vista del riassetto dei poteri post-berlusconiano? Partiamo da due fatti singolari. Primo. Lo spropositato rilievo che il giornale di via Solferino sta dando al gruppetto che si riunirà a Todi lunedì 17 ottobre.

Secondo: il fatto che a "catechizzare" i cattolici di Todi siano stati chiamati proprio il direttore del Corriere Ferruccio de Bortoli e il primo editorialista Ernesto Galli della Loggia. Conosco entrambi e li stimo, sono persone intelligenti, ma appartengono a un'altra storia. Come se non bastasse è stato invitato ad intervenire pure Corrado Passera, di Banca Intesa, che del Corriere è editore.

Con tutto il rispetto: che "c'azzeccano" col mondo cattolico? Sono diventati i nuovi "dottori della Chiesa" oppure ciò che sta accadendo a Todi è il segno del ritorno alla subalternità culturale dei cattolici? Sarebbe una subalternità (ai salotti corriereschi) analoga a quella che negli anni Settanta i caporali cattolici ebbero verso la sinistra marxista, che solo il travolgente pontificato di papa Wojtyla, insieme a pochi movimenti cattolici, poté spazzare via.

L'ipotesi della subalternità spiega perché il Corriere da giorni dedica paginate su paginate all' "evento" Todi a cui partecipano 110 persone in tutto. Anche ieri due intere pagine, dicasi due! Che si aggiungono alle paginate delle settimane scorse. Mai visto nulla di simile. Perché il Corriere di norma se ne infischia della cristianità e della fede, spesso le avversa, perfino quando muovono due milioni di giovani all'incontro col Papa o quando si portano dietro - convincendolo - il 75 per cento dell'elettorato italiano (come accadde nel referendum del 2005) o quando riempiono la capitale col "family day".

Il Corriere è un quotidiano marcatamente laicista. Ci scrive anche un intellettuale ufficialmente cattolico (per così dire ratzingeriano), Vittorio Messori. Ma è pressoché un'eccezione. E questo fa riflettere visto che in Italia si definisce "cattolico" più del 90 per cento della popolazione e i "non credenti" sono dimezzati dal 12 al 6 per cento fra il 1980 e il 2000 (vedi Loredana Sciolla, "La sfida dei valori", Il Mulino).

Negli ultimi mesi se non erro il cattolico Messori ha firmato un solo articolo in prima pagina: sulla necessità di tornare al "lei" e al "voi" al posto del "tu". Questione effettivamente di scottante attualità sia per la Chiesa che per il mondo, specialmente in mesi come questi in cui sta scoppiando tutto. Con ciò si capisce qual è di norma l'attenzione del Corriere al pensiero cattolico e al popolo cattolico.

In compenso lo stesso Corriere si è trasformato in giornale militante, con una sola voce monolitica, nelle battaglie radicali che avevano come avversari i cattolici, a cominciare dal referendum sulla legge 40. Ultimamente ha perfino sparato in prima pagina un'articolessa che sposava la tesi dei radicali sul presunto "regime fiscale agevolato" della Chiesa, sostenendo che la stessa Chiesa dovrebbe fare una "rinuncia unilaterale" di tali supposti privilegi. D'altra parte guardando bene nei contenuti lo spropositato spazio del Corriere ai convegnisti di Todi si scorge facilmente la pretesa egemonica (definire cioè da via Solferino chi sono i cattolici e cosa devono pensare).

I NUOVI VESCOVI
Ieri - per esempio - un articolo di quelle due pagine presentava come intellettuale cattolico Vito Mancuso. Sarebbe come se avesse presentato Marco Pannella in qualità di teologo cattolico. O Fausto Bertinotti come simbolo del pensiero liberista e Antonio Martino come intellettuale marxista. Poi c'era un articolo di aria fritta firmato da Natale Forlani che è addirittura il portavoce di Todi. Chi è questo Carneade? Viene dalla terza fila del sindacato. Io non ricordo di averlo mai visto nel mondo cattolico, specialmente in trincea. Come sia diventato "generale cattolico" e un mistero.

Appartiene a quel mondo Cisl che non ha mai speso una parola per le battaglie cattoliche (a differenza della Cgil che ci combatteva contro). Come Raffaele Bonanni che tirerà le fila del convegno di Todi: sindacalisti che pretendono ancora di mandare la gente in pensione a 58 anni. Sarebbero loro il futuro dell'Italia o rappresentano il più disastroso dei passati? Molto meglio Savino Pezzotta che almeno ha una sua storia cattolica.

Un altro Carneade, lontano dalle battaglie dove fischiano le pallottole, è l'altro nome interpellato dal Corriere, lo storico Agostino Giovagnoli, studioso del "modernismo" d'inizio Novecento che giudica un movimento di rinnovamento della Chiesa, quando il santo papa Pio X lo definì "la sintesi di tutte le eresie". Entrambi sul Corriere hanno definito la presenza dei cattolici negli ultimi vent'anni come "marginale" e "senza incisività". Ma probabilmente sono solo definizioni autobiografiche, perché il mondo cattolico guidato dal cardinal Ruini invece è stato incisivo e centrale come neanche all'epoca della Dc.

Forse perfino troppo. E lo sanno bene proprio lorsignori del Corriere che nel 2005 capeggiavano il partito del referendum sulla legge 40 e che furono letteralmente stracciati dal mondo cattolico guidato da Ruini. Perché solo questo mondo combatté quella battaglia, con alcuni laici illuminati, e convinse il 75 per cento degli elettori.

Un evento storico che - 25 anni dopo i referendum su divorzio e aborto, (grazie a un pontificato come quello wojtyliano, grazie ai movimenti e al cardinal Ruini) - ribaltava il paradigma sociologico della scristianizzazione del Paese.

Ma è un evento storico che il Corriere, incassata la disfatta, ha del tutto rimosso, evitando di rifletterci e di riconoscere che non aveva capito l'evoluzione del Paese. Io che non sono mai stato della cerchia di Ruini e che ho sempre avuto delle riserve sul protagonismo politico della gerarchia, trovo sconcertante che non si riconosca l'eccezionale peso che grazie a Ruini le istanze cattoliche hanno avuto in questi ultimi anni (penso anche alla legge sulle Dat, su cui Bagnasco ha saggiamente tenuto la rotta giusta).

COCENTI SCONFITTE
Non mi stupisce che sia il Corriere (essendo stato battuto da Ruini) a teorizzare la marginalità dei cattolici, mi stupisce che siano i promotori di Todi e che la loro tesi sia ripresa e rilanciata (è accaduto ieri, proprio con Forlani) perfino sulla prima pagina di Avvenire che del ruinismo - al tempo di Dino Boffo, mente politica illuminata dalla fede - è stato il vittorioso vessillo.

Così come mi stupisce che i "valori non negoziabili" siano praticamente spariti di colpo dall'orizzonte della Cei e di Todi, dopo aver avuto l'esclusiva per quindici anni. Si può benissimo decidere che oggi le priorità sono altre, più generali, ma si ha il dovere di dirlo chiaramente e di motivarlo con un giudizio che abbia una seria dignità culturale e indichi
una diversa prospettiva politica. Altrimenti si dà l'impressione di archiviare il ruinismo con superficiale tatticismo, cercando solo nuove sponde di potere e un personale protagonismo in politica.

In realtà, come ha spiegato monsignor Negri, la vera urgenza per i cattolici oggi è culturale e sociale, non politica. E il sacrosanto appello di Bagnasco e del Papa al laicato cattolico meriterebbe una risposta di popolo, una fioritura di cultura e di opere sociali. Invece abbiamo l'assoluta anomalia di un simposio a porte chiuse, riservato a 110 persone, quasi fosse una setta, una conventicola di carbonari. Numero chiuso e a porte chiuse: se lo scopo era quello di aprirsi al futuro...

A Todi non si vedono statisti come De Gasperi, né intellettuali come Del Noce, Sturzo, La Pira o Dossetti, né organizzatori come Gedda e Fanfani o leader come Mattei. Non c'è il popolo cristiano e non ci sono i santi. Però c'è il Corriere. Dice un folgorante aforisma di Stanislaw Lec: «In principio era il Verbo, alla fine le chiacchiere».

 

de bortoliCORRADO PASSERA bagnasco galli della loggia vittorio messoriVITO MANCUSORAFFAELE BONANNI SAVINO PEZZOTTA CAMILLO RUINI SUPERSTAR DINO BOFFO

Ultimi Dagoreport

sydney sweeney euphoria

BASTA STRONZATE! LA FIGA E' IN VENDITA. STA A TE. DECIDI TE. IL MERCATO DELLA CARNE E' APERTO. 7 GIORNI SU 7. IL PREZZO LO FAI TU - LE DONNE CHE VENDONO IL LORO CORPO SU ONLYFANS NON SONO SEMPRE DISPERATE. ANZI: SPESSO LO FANNO PERCHÉ LO VOGLIONO – DA “EUPHORIA” A “MARGO HA PROBLEMI DI SOLDI”, HOLLYWOOD HA SCOPERTO LE PIATTAFORME HARD A PAGAMENTO, MA PRESENTA SEMPRE LA SOLITA STORIELLA DELLO “STRUMENTO DI RISCATTO” PER POVERE DISPERATE – BARBARA COSTA: “SI TEME A DIRE CHE IL PORNO LO SI FA PER PERSONALE SCELTA DI LUSSURIA, FETISH, NINFOMANIA - NELLE SERIE TV, SE VENDI FIGA, VAI PUNITA. IL SENSO DI COLPA CI DEVE STARE. SE VOLESSERO ILLUSTRARE UNA PUR PORZIONE DI REALTÀ, QUESTE SERIE TV DOVREBBERO FAR DIRE AI PERSONAGGI CHE LORO VENDONO FIGA, SU ONLYFANS, PERCHÉ… MI VA E CI STA. PERCHÉ NON C’HO VOGLIA DI FARE ALTRO. NON HO ALTRI TALENTI. NON VOGLIO SUDARE ALTRIMENTI. E PERCHÉ PIÙ DI TUTTO VOGLIO I SOLDI - IL DENARO È IL VALORE CHE FA E TI DÀ (E SE LA VUOI) MORALITÀ. L’UNICA SOSTENIBILE..." - VIDEO

luigi lovaglio mps mediobanca

DAGOREPORT - MENTRE I GIORNALONI GIÀ SI BALOCCANO SUL RISIKO BANCARIO PROSSIMO MPS-BANCO BPM, NESSUNO SI DOMANDA CHE FINE HA FATTO L’INTEGRAZIONE (PREVISTA PER IL 3 GIUGNO) TRA LA BANCA SENESE E MEDIOBANCA (CHE HA IN PANCIA IL TESORETTO DEL 13% DI GENERALI) - CHE DIAVOLO DI DUBBI E PERPLESSITÀ SONO SORTI TRA I SOCI (DELFIN, BPM, FONDI INTERNAZIONALI, ETC.) CHE HANNO INASPETTATAMENTE APPOGGIATO IL RITORNO ALLA GUIDA DI MONTEPASCHI DI LUIGI LOVAGLIO, L’AD LICENZIATO PER GIUSTA CAUSA, DOPO AVER GESTITO LA VITTORIOSA SCALATA A MEDIOBANCA? - C’È CHI ACCENNA AI FONDI (BLACKROCK, NORGES, ETC.) CHE SAREBBERO PERPLESSI SULLE SINERGIE CHE SCATURIRANNO DALL’INTEGRAZIONE DELLE DUE BANCHE - C’È CHI METTE DI MEZZO I TEMPI ‘’AVVENTATI’’ PER PORTARE IN PORTO UN’OPERAZIONE CHE DEVE OTTENERE L’APPROVAZIONE DEI DUE/TERZI DELL’ASSEMBLEA MPS – UNA MOSSA CHE LOVAGLIO SA BENE CHE NON PUÒ PERDERE: IN CASO DI BOCCIATURA, DOVREBBE DIMETTERSI - (CHISSA' POI COME VA FINIRE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO SUL PRESUNTO CONCERTO RELATIVO ALL’OPS DI MPS SU MEDIOBANCA, IN CUI SONO INDAGATI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO...)

elly schlein giorgia meloni taruffi bonafoni de luca bonaccini

LA NUOVA LEGGE ELETTORALE PROPOSTA DA MELONI HA UN COMPLICE SEGRETO: ELLY SCHLEIN - OLTRE ALL’OBBLIGO PER UNA COALIZIONE DI INDICARE IL NOME DEL CANDIDATO PREMIER (ELLY E' SICURA DI BATTERE CONTE ALLE PRIMARIE), C’È UN NODO CHE STA SPACCANDO I PARTITI: LE PREFERENZE – IL “MELONELLUM”, CHE AVEVA ELIMINATO LA PREFERENZE PER "RESTITUIRE SOVRANITÀ" AGLI ELETTORI, TOGLIENDO POTERE AI CACICCHI E A FAVORE DELLE "NOMINE DALL'ALTO" DELLE SEGRETERIE NEI LISTINI BLOCCATI, È STATO BOCCIATO DA FORZA ITALIA E LEGA! - BRUTTO SCHIAFFO PER SCHLEIN CHE HA L'AMBIZIONE SFRENATA DI RIEMPIRE LE LISTE CON CANDIDATI A SUA IMMAGINE E SOMIGLIANZA - MA I RISULTATI DELLE AMMINISTRATIVE RACCONTANO UN’ALTRA STORIA: NEI COMUNI VINCONO CANDIDATI CHE NON NASCONO CON PD-ELLY, NON PARLANO IL SUO LINGUAGGIO DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO A SINISTRA E, IN MOLTI CASI, NON APPARTENGONO NEMMENO AL PERIMETRO DEL “CAMPO LARGO” TEORIZZATO DALLA SEGRETARIA - SE IL SISTEMA DELLE "LISTE BLOCCATE" DOVESSE ANDARE IN PORTO CHI PORTERÀ I VOTI AL PD, I CARNEADI DI ELLY: BONAFONI, TARUFFI, CHIARA BRAGA?

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…

manfredi lefebvre d'ovidio dovidio aponte, palenzona bisignani porro scaroni cimbri costamagna brachetti peretti, caltagirone nagel jes staley nicole junkerman stella li mara carfagna

ALTA SOCIETÀ, BASSA MAREA - NON AVENDO UN CAZZO DA FARE (O MOLTI AFFARI DA CONCLUDERE), 700 PERSONAGGI ILLUSTRI SONO SALITI A BORDO DELLA "CRYSTAL SYMPHONY" PER LA ZUPPA DI NOZZE DELL’ARMATORE ITALO-MONEGASCO MANFREDI LEFEBVRE D'OVIDIO – 5-GIORNI-5 DI UN’INDICIBILE CROCIERA DA CIVITAVECCHIA A MALTA CHE HA VISTO LA PARTECIPAZIONE DI APONTE, PALENZONA, BISIGNANI, NICOLA PORRO, SCARONI, CIMBRI, COSTAMAGNA, BRACHETTI PERETTI, BERNABÈ, PASSERA, DOMPÉ, MARA CARFAGNA, MARCO CARRAI; CILIEGINA SULLA TORTA: LA GLACIALE STRETTA DI MANO TRA CALTAGIRONE E NAGEL - PIÙ PICCANTE LA PRESENZA A BORDO DI DUE PERSONAGGI CHE HANNO AVUTO A CHE FARE CON JEFFREY EPSTEIN: L'EX CEO DEL COLOSSO BANCARIO BRITANNICO "BARCLAYS", JAMES STALEY, CHE GESTIVA PERSONALMENTE IL PATRIMONIO MULTIMILIONARIO DEL FINANZIERE PORCONE. E LA SPLENDIDA NICOLE JUNKERMAN, NONCHÉ CONTESSA BRACHETTI PERETTI, CHE PER 20 LUNGHI ANNI E' STATA AMICA DEL DEFUNTO DEPRAVATO...